sabato 17 settembre 2011

Spigolature settembrine

Berlusconi. Sto scherzando...parliamo d'altro. Sempre a sparare sulla Croce Rossa!...

Danimarca. Poco mi interessa la svolta sinistrorsa che ha portato una nuova coalizione di centro-sinistra (forzando un po' sul termine ad onor del vero) al governo nel paese di Amleto dopo un decennio di destra-centro nazionalista alquanto; né auspico un'adesione all'uso della moneta unica laddove ancora imperano le corone con complicatissimi cambi per i turisti. Ciò che mi ha colpito ancora una volta come spesso capita in quasi tutti i paese della UE tranne nel nostro è l'età della neo prima ministra! Guardetala, la giovane e bella Helle, 44 anni! Giovanissima, un fiore! Che altro dire se non sperare per i danesi e per noi tutti che nella testa di una persona così giovane vivano interessi comuni e non i soliti interessi personali che mediamente occupano le menti degli anziani...le nostre sempiterne cariatidi poi, che ve lo dico a fare?

IVA+1%. Come facilmente intuibile all'indomani dell'approvazione dell'ennesima variazione alla finanziaria 2011 che ha introdotto l'aumento dell'IVA ho tenuto da buona massaia sotto controllo i prezzi dei beni di prima necessità e gli aumenti si sono già sentiti. Come atteso l'aumento apparentemente irrisorio dell'IVA si è scaricato lungo la filiera dalla produzione, alla distribuzione ed al consumatore finale ingigantito da ritocchi vari; e così il prezzo di X è passato da y+20% non ad y+21% ma ad un y+tot%+IVA...Ora sappiamo che il nostro paese tutto sommato è ancora uno di quelli dove l'IVA ha un valore medio rispetto al 26% della Svezia o della Norvegia ma sappiamo anche che da quelle parti c'è un controllo sistematico contro le speculazioni. E soprattutto le tasse, dirette od indirette, tornano indietro in servizi. Da noi?...ça va sans dir

Uffici pubblici I. Che l'impegno del pubblico impiegato medio sia a livelli fantozziani è forse oggidì parecchio falso e leggenda metropolitana (ed allora il mitico Villaggio rappresentava in realtà anche il privato di tante aziende che non erano ancora diventate multinazionali!); ma quando vivi certe situazioni e cerchi di giustificare e comprendere, con tutta la serenità che (ancora) esiste dentro di te ritrovandoti ai livelli dello Zambia o di trenta o quarantanni fa beh, allora davvero vorresti incontrare Brunetta e stringergli la mano spingendolo a cacciarli tutti! E diamo pur loro parte della ragione pensando che tra tagli e riduzioni, tra impiegati part-time ed a contratto quei pochi addetti siano veramente oberati!

Avendo bisogno del solito pezzo di carta alla faccia della "Bassanini" ai primi di settembre ho accompagnato mia figlia all'unico centro di impiego che ha accorpato 4 o 5 circoscrizioni tra cui la XV che notoriamente è una delle più popolose di Roma; in pratica quello che era il grandissimo casino che una volta a Roma stava all'Alberone(*) lo hanno decentrato in due o tre casini che sommati insieme superano di gran lunga quell'unico di un tempo. In pratica il collocamento vero e proprio non esiste più, nessuna azienda espone più gli elenchi di offerte di lavoro, né l'ufficio pubblico chiama nessuno ma esistono ancora, emanazione di rami (secchi?) della Provincia, questi uffici periferici il cui ruolo è ormai solo quello di accogliere extra comunitari con regolare permesso di soggiorno e cercar loro di dare spiegazioni sulla complessa macchina burocratica italiana (ricordate Pieraccioni?) Altro ruolo come dichiarato dalla stessa impiegata è quello di schedare e raccogliere informazioni, quadro alquanto sinistro.
Per avere questo stramaledetto foglietto inutile un'ora e mezza di fila sotto il sole perché la direttrice aveva stabilito che per motivi di incolumità e sicurezza (di chi non s'è capito) più di venti persone alla volta nei locali non potessero entrare. E quindi con ben tre, dico tre, guardie della polizia provinciale che ho scoperto anche far altro oltre alle multe sulle statali e sulle consolari a strappare pezzetti di carte con numeretti scritti a mano, sbagliando per ben due volte la conta (numeri ripetuti o intere sequenze saltate...) tutti lì, in attesa dell'ingresso nei locali dove ci attendeva un altro foglietto, stavolta da apposita macchinetta elimina code...

I locali lo ammetto erano davvero piccoli (non sto a chiedermi il perché nonostante il numero di potenziali utenti) ma come noto una volta entrati e preso nota del tempo medio di attesa il cittadino si autoregola, esce, va al bar, magari a fare la spesa e poi torna sperando che nel frattempo la coda non abbia accelerato, ipotesi questa alquanto rara!

Qualcuno si è spazientito ed ha chiamato la polizia che ha convocato a colloquio la direttrice ed il cittadino solerte...sarà stata una perdita di tempo, siamo in Italia o siamo in Zambia? "Zambia" mi ha risposto l'impiegato addetto al rilascio dei moduli!

Uffici pubblici II. Uffici della XV circoscrizione, via Portuense. Sempre alla faccia della Bassanini mi occorre un certificato di Stato di Famiglia. E già, perché per attuare un'altra legge, la Bersani che consente il mantenimento dello stato assicurativo su qualsiasi veicolo della famiglia, l'agenzia di assicurazioni non si accontenta dell'autocertificazione! E no! Vuole la carta, semplice ma carta!

Un'ora. E' più o meno il tempo che impiegavo trentanni fa. Oggigiorno il vantaggio sta nell'elimina code che ti consente di startene fuori e non nella ressa e nell'odore di gente poco lavata (che come noto incrementa d'estate!) ed ogni tanto sbirciare il quadro. Peccato che quello dell'unico sportello per i certificati a vista avesse il display rotto e l'impiegata, già stanca nonostante fossero appena le 9 (...) chiamasse a voce i numeri...sbagliando anch'essa ovviamente. Fortuna che avevo gente autoregolamentata davanti ed un tacito accordo di avviso reciproco tra i numeri vicini al mio! Una volta c'era lo sportello unico e c'era casino, oggi c'è quello dedicato, e c'è lo stesso casino. Una volta c'erano i terminali del meccanografico e c'era casino, oggi i PC (che sempre in emulazione terminale vanno) ed è uguale...dove si sbaglia? Nell'impiegato ovviamente. Una volta giunto al mitico bancone circondato da gente di ogni dove e colore (alla faccia della privacy di cui a me poco ne cale) ho osservato la solerte signora digitare con cura ed attenzione con due sole dita le informazioni sulla tastiera dell'oscura macchina, chiedendomi conferma dei dati nonostante un mio impeccabile maiuscolo usato nel compilare il modulo! E dulcis in fundo, la ricerca del timbro di borbonica fattura da apporre sul retro; strumento condiviso con altre due impiegate, quella delle carte d'identità e quella degli atti notori.

Vigili urbani. Giorni fa avevo un po' di tempo da perdere. E così dopo aver assistito al solito slalom tra le macchine sfacciatamente parcheggiate sulle strisce pedonali di anziani, disabili e mamme con bimbi piccoli per mano od in carrozzina, ho chiamato la municipale... "Polizia di Roma Capitale" ti rispondono...come ora campeggia sulle vetturette bianco-blu. Faccio notare che ero su un trafficato incrocio di fronte ad un supermercato frequentatissimo e dotato di garage per i clienti e le strisce erano ben 5 o 6 serie discocate in vari punti, tutte occupate da macchine, tra cui alcuni abituè che abitano in zona e la mollano sempre sulle strisce.
Dopo circa soli 20 minuti di attesa arriva la vettura. Rallenta, si guardano intorno, si fermano un attimo in un punto dal quale difficilmente potevano vedere tutto per bene e soprattutto accanto ad una macchina parcheggiata sul marciapiede manco fosse uno scooter. E riparte.
???
Attendo qualche minuto e richiamo. Alle mie osservazioni documentabili fotograficamente, rispondono che "i colleghi ci hanno riferito che le strisce visibili erano libere e per quelle poco visibili, scolorite o mal tracciate, non possono intervenire...tutt'al più faranno una segnalazione all'ufficio segnaletica...". Che altro aggiungere? Ovvio che le strisce erano tutte ottimamente visibili, forse un po' sbiadite ma visibili! E quelle da loro definite nitide erano entrambe occupate da autovetture! E a me hanno fatto una multa quando lasciai la vettura in prossimità di una fermata dell'autobus...era notte e le strisce gialle non c'erano perché avevano asfaltato da poco e non avevo visto il palo della fermata (basta la sua presenza per imporre il divieto di sosta).
Nota folkloristica. Nella stessa zona c'è un bar soprannominato "doppia fila" perché perennemente frequentato da parcheggiatori della doppia fila. La strada è abbastanza trafficata ma fortunatamente in un solo senso ma quelle rare volte che qualcuno scende in direzione contraria in coincidenza magari di parecchio traffico o del passaggio dell'autobus si creano ingorghi colossali! Ogni qual volta qualcuno ha chiamato la municipale nel tempo impiegato per arrivare (quando arrivano!) tutte le vetture in doppia fila degli avventori scompaiono misteriosamente; io stesso poi ho visto almeno due volte passare la pattuglia sorpassando la doppia fila senza neanche osservarla!

L'ho già scritto io. Con gli incivili del parcheggio occorre il fai da te. Niente danni quali graffi o gomme bucate. Basterebbe sgonfiar loro un paio di gomme...peccato che ci mettono parecchio a perdere pressione sufficiente!!!

Baronia universitaria. La neo dottoressa in Scienze Filosofiche (l'altra figlia, la più grande) dopo cinque anni di università si accinge a far domande per concorsi a dottorati di ricerca con borsa di studio in varie univerisità italiane...da Milano ad Urbino, da Roma a Napoli passando per l'Aquila. Leggendo i bandi rettorali e le istruzioni per inviare domanda e documentazione mi rendo conto che gli interessi privati in atti pubblici fanno più schifo ancora di quando, giovane speranzoso come mia figlia, provavo anch'io a fare ricerca...ci sono dei cavilli e delle postille microscopiche alla Paperon de Paperoni che in un nanosecondo di catapultano dall'avere i requisiti al non averli o non essere ammessa ai test...a Urbino mia figlia non potrà partecipare perchè hanno trovato un microscopico errore formale nella domanda...roba da presentarsi con i Carabinieri lo stesso al test o da ricorso per invalidare tutte le prove. Ma a chi gioverebbe? Tutto 'sto casino per essere ammessa al test e poi vedersi bocciare d'ufficio? Ai miei tempi scambiavano i temi o sbarravano le porte, oggi si attaccano al cavillo per evitare che quei due o tre posti già assegnati agli indigeni possano essere messi in pericolo da candidature esterne. Poi dice che sono solo gli extra comunitari gli emarginati!

Per fortuna torna miss Italia e soprattutto Frizzi...

(*) per i non romani si tratta di un altissimo pino marittimo che avrà più di centocinquantanni e che ancora troneggia sulla via Appia poco dopo Piazza Re di Roma.

Approccio Vaticano e derive provinciali incontrollabili


Il titolo è complesso ma l'argomento è semplice, contrariamente a quanto dovrebbero fare i titoli dei blog: semplici ed accattivanti ma, mi è noto, non sono mai stato bravo con i titoli essendo privo del dono della sintesi...ecco visto? Basta un attimo e vado per la tangente. Torniamo a bomba(*).

Una tipa che conosco molto bene e da quando aveva 10 anni fa catechismo. 45enne, militante ultranazionalista cattolica, arci-credente, osservante, praticante all'estremo veglie notturne e rosari organizzati in casa compresi, apparentemente sana di mente ma secondo me border-line, vita (apparentemente) normale, moglie di un marito che ormai l'avrà messo in pensione e mamma di due ragazzuole ed un maschietto prepuberale (spirito santo?). Costei, non paga di aver praticamente creato un clima di ribellione non solo tipico della adolescenza tra i suoi figli con la maggiore e maggiorenne bestemmiatrice in stile caserma...questa mamma fa catechismo.

Prepara annualmente orde di ragazzini di provincia (perché anche se in nota località turistico-balneare a nord di Roma e a due passi dalla stessa sempre di provincia si tratta!) a meritare la prima comunione o la cresima.

Dove sta il problema? Ci arrivo.

Come noto da diversi anni dal Vaticano sono giunti comunicati di varia natura: di quando in quando e centellinati con i tempi lenti e noiosi delle umide e quasi buie sale del papato. Le scuse a Galileo, quelle a Newton e Darwin, la rivisitazione di testi scientifici, i buffetti non tanto amichevoli agli evoluzionisti ed alla marmaglia di scientology, la rivisitazione delle scritture, le ammissioni ed i mea culpa qua e là. Poca roba ma meglio di niente. E ti soffermi a parlare con un prete magari scopri cose che in lui non avresti mai immaginato al confronto del quale Don Camillo era un asceta. Insomma che la Chiesa sia vecchia ed anacronistica è cosa nota da sempre (era già vecchia quando nacque), come abbia mantenuto lo strapotere su milioni di ignari è altrettanto noto ma che ci sia qualcuno non dico che la cambi, ma che la presenti in luce migliore è noto e per questi, ho un profondissimo rispetto, umano e non catechistico si intende. Io stesso ho insegnato per anni scienze naturali, chimica e scienze della terra in una scuola cattolica e mai nessuno è venuto a sindacare su quanto trasmettevo agli studenti magari mentre ancora masticavano l'ostia.
Ovvio che a me nun me ne po' frega' de meno di queste posizioni ufficiali rivisitate e corrette ma meglio di niente.

E invece costei cosa fa? Legge la Bibbia ed il Vangelo e fin qui passi.
Ma non li interpreta in chiave metaforica a trasmettere valori umani per cui non occorre essere cristiani né tanto meno cattolici (col consenso di Odifreddi) ma semplicemente "umani": li trasmette tout court come oro colato, come verità unica ed indivisibile, come storia documentata ed accaduta che neanche gli storici quelli veri sono poi tanto sicuri di quel che scrivono o raccontano.
E oltre a far danni notevoli così giustifica tutto e tutti con la divina provvidenza, demanda alla preghiera la soluzione di ogni cosa e compagnia cantando, salvo ovviamente passare dal predicar bene al razzolar peggio di quando in quando e soprattutto a tutela dei suoi interessi economici. Ma va'?
Una volta costei imbastì una digressione sull'evoluzione dell'umanità partendo da Adamo ed Eva e parlandone con così grande convinzione da suscitare morboso interesse a provocarla e così scoprire che per lei le cose andarono davvero così: e tutto ciò trasmette ai fanciulli che oggi come oggi poi così piccoli non sono visto che sono obbligatori due anni di catechismo (una volta a settimana paio d'ore) per la comunione ed altrettanti per la cresima alla quale arrivano non prima dei dodici anni! E un dodicenne d'oggi sappiamo quante ne sa o meglio pensa di saperne.
Non vi sto a raccontare il tentativo di provocazione abortito da un tacito accordo sul quieto vivere: avrei voluto chiederle come spiegava le nascite successive a quelle di Caino ed Abele, col secondo morto ed il primo esule chissà dove. Sarebbe stato troppo complicato per quella ingenua mente spiegarle che il ritmo riproduttivo umano, ipotizzando ovviamente incestuosi rapporti padre-figlie, madre-figli e figli-figlie, mal conciliava con l'età della Terra calcolata su dati biblici!
E immagino questi ragazzini e queste ragazzine uscire credo sgomenti dalle sue lezioni e portarsi dietro chissà per quanto tempo queste falsità infami e soffrire un dualismo micidiale tra quanto racconta loro il prof di scienze e quanto ascoltato in parrocchia da una anacronistica ed imbecille bigotta. Senza contare che altre volte ho scoperto che ne so molto più io di "storia" evangelica che lei che ha imparato a pappagallo e molto canonicamente e dogmaticamente gli eventi senza analzzarli a fondo.

Del mio catechismo (allora c'era il 2x1, cresima e comunione insieme a 10-11 anni, ed io le feci insieme a mia sorella che ne ha uno meno di me) ricordo molto poco, a parte la compagna di corso (Francesca) di cui ero follemente innamorato - ero molto precoce! - ma non ricordo certamente episodi tali da segnarti per sempre.

Sicuramente in Vaticano non sanno un accidente di quanto accade in quella parrocchia e chissà in quante migliaia di altre sparse sul territorio. Non lo sa neanche il vescovo ma sicuramente lo sa il parroco le cui omelie rasentano il ridicolo (ne ho subite casualmente un paio e mi sono soffermato ad ascoltare critico, cosa che credo non facciano neanche le menti più acute dei praticanti).
Quindi il Vaticano non si affanni a diffondere comunicati stampa nel tentativo di dare modernità alla sua immagine ed al suo ruolo. La Chiesa è vecchia e marcia dentro, alla base. Questo infinito medioevo non ha fine.

(*) come diceva un parlamentare abruzzese ai primi del '900 e originario di Bomba (PE) che voleva attirare l'attenzione del governo sui problemi del suo paesello.

mercoledì 31 agosto 2011

Solidale a chi?



Tanto per non cambiare andazzo il governo dell'ormai mitologico Berlusconi, quello che mai e poi mai avrebbe messo le mani in tasca agli italiani (questi sconosciuti...) è invece quello che dopo anni di prese per il culo (qualcuno la chiama demagogia) trionfa con la versione 12.5 di una manovra economica che invece non dovrebbe neanche essere in beta, per usare un linguaggio caro ai programmatori.

E infatti le mani in tasca non le ha messe: i pantaloni li ha direttamente strappati via dal basso, alla marinara, per perpetuare la trapanazione con sabbia e catrame ai danni del nostro sfintere anale. E noi lì, da bravi italiani lamentosi ma molto oziosi, tomi tomi cacchi cacchi a godercene gli effetti.

Chi paga ancora una volta? I lavoratori dipendenti super schedati ed individuabili e soprattutto gli statali.

Quella freschissima della non utilizzabilità degli anni di servizio militare o di corso di laurea "riscattati" per anticipare l'età pensionabile è tragica per chi ha versato decine di migliaia di euro pagandosi di tasca propria i contributi necessari non tanto a prendere chissà quale aumento sull'assegno di pensione ma per, appunto, ritirarsi dal lavoro un po' prima. E così già dal 2012 occorreranno comunque 40 anni di contribuzione al netto degli anni riscattati. Ma sì, mi pare giusto: nella società attuale ti va di lusso se inizi a lavorare con costanza intorno ai 35 anni e quindi mi pare sacrosanto che si debba andare in pensione a 75!

Anzi, perché non suicidarsi come gli anziani di "2012, i sopravvissuti" ed evitare inutili spese sociali? Alla faccia del sindacato di categoria delle badanti!

Ho fatto quindi non bene, ma benissimo, a non prendere minimamente in considerazione la possibilità di riscattare la mia (vedi qui) non fidandomi affatto delle illusioni INPS (vedi anche qui).

Con questa correzione alla manovra finanziaria si risparmieranno circa 1,5 miliardi di euro in due anni dicono. Insomma poco più di quanto la macchina pubblica spende in due anni per il mantenimento dei 1000 parlamentari. Una cazzatella da meno di un punto percentuale rispetto agli 850 miliardi che ogni anno lo stato fagocita per autosostenere la macchina pubblica.

Quella dell'abolizione ventilata delle province? Altra inutile buffonata propagandistica subito stoppata dai leghisti che da sempre contano sul populismo di bassa...lega! Ammesso che siano enti inutili e lo sono, cosa fare delle migliaia di impiegati comunque da riciclare? E poi perché un governatore di una piccola provincia guadagna mediamente 50000 € netti l'anno ed il Durnwalder della provincia di Bolzano (che è comunque piccola!) 340000 lordi? Più di Obama e della Merkel!

Il contributo di solidarietà? Sempre e soltanto sugli stipendi degli statali che pur essendo stipendi da dirigente sempre statali sono. E gli altri? Gli stipendi delle migliaia di AD o dei dirigenti di migliaia di imprese private? La solita casta intoccabile.

Inutile versare benzina sul fuoco citando il problema dell'evasione. Ed a quelli che dicono che gli evasori sono in fondo pochi vorrei far presente che il sottoscritto, solo nella ristretta cerchia del proprio parentame, può indicarne almeno tre!

A proposito di indicare, che poi mi ricorda molto la delazione.

Tra i tanti deliri ascoltati in queste ore qualcosa di buono ho sentito: sembra che qualcuno abbia proposto di girare i proventi riscossi stanando evasori ed elusori direttamente ai comuni. E chi se non gli amministratori locali, soprattutto nei centri medio-piccoli, può avere indicazioni più o meno certe su chi potrebbe essere un piccolo o grande evasore nel proprio territorio? Altro che redditometro (parola già sentita molti ma molti anni fa da parte di un viscido presidente del consiglio qual era Giuliano Amato). Indicatelo! Additatelo! Mettete la pulce nell'orecchio ai finanzieri ed agli ispettori dell'erario! Perché no? Forse perché quegli stessi amministratori locali sono anche quelli che hanno l'attività professionale? La fabbrichetta? L'aziendina?...

Vorrei proprio capire come si fa a non stanare questi grandissimi figli di puttana parassiti a mie spese in un paese come il nostro dove ogni porto pullula di barche il cui valore parte da diverse decine migliaia di euro, a salire e dove le strade sono piene di SUV e macchinoni da 50.000 € minimo e dove il titolare di un negozio della catena Bulgari dichiara di guadagnare meno di un suo impiegato!

E i calciatori scioperano.

PS) A proposito. Ho scoperto che Berlusconi si avvia a battere il record di durata complessiva del premierato. Non ci credete? Andate a fare due conticini facili qui.

lunedì 29 agosto 2011

Bunga bunga. Amsterdam Party







Eccomi di ritorno dalla mia solita giratina (stavolta appena 5000 km) estiva in quel dell'Europa. I meravigliosi castelli, le cittadine, i borghi e la natura della valle della Loira tra Tours e Blois; l'affascinante e fiera Amburgo e la storica Lubecca con le coste del Baltico che in questo periodo hanno visto temperature dell'aria anche di 30 gradi a fine agosto nonostante il 54mo parallelo nord (fortunatamente anche per me che mi aspettavo pioggia e freddo!) e, nel mezzo, Amsterdam!

Amsterdam. La sognata Amsterdam della gioventù. La libertà di costumi, il liberismo sfrenato e direi eccessivo, la maria come se piovesse (non per me ed i miei gusti comunque) e soprattutto una città che non è rappresentabile da un preciso simbolo quali possono essere il Colosseo o la Tour Eiffel per Roma o Parigi rispettivamente: perché Amsterdam è essa stessa un monumento.

Con i canali, le facciate delle case che dal XV secolo in poi si affacciano sui canali, non una uguale all'altra, ognuna col suo trave a cui appendere il gancio per i traslochi ai piani alti, le facciate inclinate, i colori caldi e scuri dei mattoni così diffusi in tutto il nord Europa. I canali ricchi di cigni, anatre, oche e assolutamente inodore (a differenza di Venezia che ahimé puzza parecchio in qualsiasi stagione) e le home-boat deliziosamente arredate. Le ampie finestre a cercare sole e luce così rari da quelle parti, prive di tende che affacciano direttamente sulla vita privata dei loro abitanti incuranti dell'esterno così come i passanti (olandesi) lo sono dell'interno. Vetrine su vite proprio come le vetrine delle ragazze della zona a luci rosse che a ridosso delle mura di chiese luterane o cattoliche effettuano il loro commercio da secoli.

Deliziosa città. Affascinante ed unica. I milioni di raggi delle decine di migliaia di biciclette ovunque onnipresenti tanto da avere, i ciclisti, la precedenza assoluta su qualsiasi cosa, tram compreso...ed abitanti che ignorano allegramente lo stop ai pedoni ad ogni incroci neanche fossimo ad Hong Kong od a Saigon!

E il piacere acustico dell'ascoltare l'olandese. Questa lingua che ovviamente ha moltissimo del tedesco ma con variazioni tonali delle vocali e dei dittonghi così atipiche. Tedesco sì come ceppo principale ma spesso con sonorità che ricordano molto un certo inglese.

E ogni volta che vado all'estero, soprattutto in Germania come ho avuto modo di dire altre volte, mi sento e sento il nostro paese così africano nella totale assenza di regole e soprattutto regolatori. Il senso civico che respiri ad ogni angolo di quelle città in Italia puoi scordatelo.

Un solo esempio.

Al capolinea dell'autobus che ti porta alla stazione centrale almeno tre o quattro impiegati dell'azienda di trasporti che collaborano con gli autisti e le persone tra cui ovviamente tanti turisti. L'autista che oltre, ma va?..a condurre la vettura controlla che salgano solo i possessori di biglietti validi da vidimare al volo sul lettore magnetico "a vista", che rilascia i biglietti gestendo somme di denaro anche notevoli, che da informazioni a chiunque gli faccia una domanda qualsiasi e le risposte, ai turisti, in un impeccabile inglese con parolaccia in olandese al turista maleducato e presuntuoso (come alla spagnola che pretendeva di salire col biglietto scaduto!). E che, non ultimo, redarguisce pesantemente chi si comporta male alle fermate o chi lascia autovetture in sosta in prossimità delle stesse.

Mi immagino il nostro autista medio ATAC. Inglese? Ma per favore, a mala pena italiano, normalmente vernacolo romanesco. Gestione di biglietti? Denaro? Informazioni? ("non parlare al conducente" troneggia da sempre sulle nostre vetture). E le sue laconiche risposte potrebbero essere del tipo "ma che io, noi categoria, il sindacato che fa? E che allora noi dovressimo...e che faccio io? L'ufficio informazioni?!? Io porto 'a vettura..."...

Direte che sono fesserie ma credetemi. Basta poco all'estero. Basta guardare e guardarsi intorno per sentirsi veramente un paese di m***a pieno di persone che sanno solo farsi i c***i loro alla grandissima mancando completamente di rispetto per le più elementari regole di convivenza.

E se poi guardando ti capita una maglietta come quella che ho fotografato, esposta in prima fila tra quelle che si vendono ai turisti nei negozi di souvenir, allora capisci tante altre cose e vorresti esser nato altrove.

Ogni volta che torno in Italia da un viaggio nel resto d'Europa mi sembra di tornare indietro nel tempo e non nello spazio...

martedì 16 agosto 2011

I napoletani amano la spazzatura tanto da farci il bagno



Altre volte ho criticato aspramente la situazione napoletana non riferendomi solo ai rifiuti ovviamente ma alla generica aria di disinteresse che si respira da quelle parti ed anche recentemente, nelle mie frequentazioni lavorative di quella città, ho dovuto purtroppo constatare che non avevo torto. Non ho paura di offendere la sensibilità partenopea, la memoria di Eduardo e Totò tirati fuori sempre a sproposito perché sono sempre più convinto che gli unici napoletani "veri" sono quelli "finti" della soap di RaiTre "Un posto al sole".

E mentre circolano leggende metropolitane di sinistra provenienza che affermano che Napoli è stata completamente liberata dai rifiuti, con i napoletani meravigliati nel ritrovare la loro città pulita dopo anni (decenni, e parecchi anche) capita che il TG1 notoriamente schierato mandi in onda un interessante servizio nel giornale delle 20 di Ferragosto che fa da sequel ad un precedente servizio di un mese fa. Riassumendo un pezzo di litorale ex discarica di qualche fabbrica dei veleni dell'ex compartimento industriale di Bagnoli che dovrebbe essere blindato e con più di qualcuno in galera per responsabilità varie non solo è invece aperto ma persino trasformato in lido con tanto di stabilimento balneare e pure a pagamento! Simme 'e Napule paisà!





POCHI MINUTI DA NON PERDERE




E cosa vedono le nostre pupille qui? Non solo l'abuso nell'abuso compiuto dai soliti faccendieri tipicamente napoletani (e dove sennò trovare figure di questo tipo?) come la signora (con aria da vaiassa sciattona e trasandata) che negando l'evidenza asserisce che lei sta lì per caso al mare e non invece che fa affari noleggiando lettini e qualche metro quadro di arenile (leggi spazzatura) oltre che bibitame vario di dubbia provenienza (ricordate l'acqua minerale naturale venduta dalla Camorra in occasione dei funerali di Woytila?).

Ma il colmo è la connivenza complice dei poveri napoletani che ancora una volta lamentano d'essere pressoché costretti a sottostare al giogo del sopruso di borbonica memoria prima e di real-repubblicano fresco ricordo poi.
Poveretti! Devono pagare per portare i figli che ovviamente e notoriamente, so piezz 'e core, a sguazzare tra rifiuti e liquami tossici e razzolare come maiali nella fetenzia che chiamano spiaggia! E se qualcuno, come la giornalista, fa loro notare l'assurdità (assurdo sì ma non per loro) dapprima chiagnen dicendo che devono "puro pacare" e poi fottono invitando la suddetta a farsi gli affari suoi. Appunto, chiagne e fotte, tipica mentalità partenopea: la stessa che lascia gli esterni degli edifici incompiuti con foratini di fuori ma completi di antifurto e parabola ma che offre interni di appartamenti e case di varia fattura splendidamente arredati.

Ma chi gliel'ha fatto fare a quelle centinaia di bagnanti che quotidianamente si recano in quella "spiaggia" di Bagnoli? Non mi pare che il comune organizzi treni piombati per portare al mare i meno abbienti.

E questo servizio dunque altro non fa che rafforzare ipotesi ed opinioni che ormai da anni sto facendomi dei napoletani e di questo tipo di napoletanità.

Altro che rassegnazione, altro che stanchezza sociale, altro che rivoluzione degli aventi diritto che hanno eletto De Magistris. A Napoli sono complici e conniventi della situazione; a sguazzare nella spazzatura intesa non solo come rifiuto urbano ma come malgoverno, pessima amministrazione, peggior delocalizzazione, collusione e corruzione generalizzate non dico che ci godano ma ci stanno bene perché consente loro di continuare a chiagnere davanti i fottere di dietro. Dopo tutto sarà mica un caso che certe storie arrivano solo da quelle parti!

Sono tutti responsabili. Dalla Capitaneria o le altre autorità che non doveva limitarsi a mettere degli inutili sigilli ma effettuare un sequestro dei beni così come accorre solerte a sequestrare le povere merci degli ambulanti su altre spiagge(e consentitemi di sospettare corruzione...), a coloro che sfruttano le altrui negligenze che come minimo sarebbero passibili di occupazione abusiva di suolo demaniale ed evasione fiscale e non ultimi i cittadini che anziché armarsi di clava e recarsi sotto le sedi comunali a minacciare sfaceli pagano il dazio per avvelenare sé stessi ed i loro figli e restano complici e conniventi.

Ma neanche Fantozzi, la Silvani e la puzza delle ascelle di Franchino!!!

Comitato Nuova Pompei quindi.

domenica 7 agosto 2011

Il triangolo divino

Questa strana ed intricata figura, qui in due versioni e la cui costruzione non è semplice come potrebbe sembrare, è uno yantra, in particolare lo "Sri Yantra", il grande oggetto, una delle figure che insieme ai mantra ed ai tantra concorrono a formare un intricatissimo insieme di oggetti, pratiche e rituali della religione indù, antica di millenni. Gli yantra sono oggetti che servono a concentrarsi, i mantra esprimono la parola, il più famoso di questi è il lamentoso "Om" (od "Oum") da cui derivano Amen cristiano o Amin per i musulmani e infine i tantra sono pratiche sessuali più o meno intrecciate o subliminate, quando non esplicitate in bassorilievi, statue o dipinti!

Ed anche questo Sri Yantra altro non rappresenta che i 4 attributi sessuali maschili di potenza per Shiva ed i 5 di fertilità femminile della dea Shakti sua compagna: sotto forma di triangoli rivolti rispettivamente verso l'alto od il basso: perché 5 e 4 lo lasciamo a chi ha capito l'antifona.

Questa figura che ha sua volta genera 43 triangolini in gruppi concentrici non è ovviamente nata così ed è frutto di un'evoluzione delle conoscenze di matematica ed in particolare di geometria che hanno accompagnato l'evoluzione culturale umana. Perché poi occorra questa roba per meditare lo lasciamo spiegare a psichiatri e psicologi.

La base geometrica qui è il triangolo.

Triangolo che ritroviamo guarda caso anche qui, nella altrettanto famosa "Stella di David" e nonostante nella Bibbia non sia mai menzionata è uso attribuirla a simbolo dell'ebraismo, adottata persino nella bandiera dello stato d'Israele dal 1948 e prima ancora dal nazismo per etichettare gli ebrei.
Il granellino originale anche qui è un triangolo, perché l'iniziale del re David appunto era scritta con la "delta" che sembra un triangolo appunto.

Ma la sua origine è ancora una volta indiana, simbolo del fallo di Shiva e della vagina di Shakti.




La figura geometrica al centro, che nasce dall'intersezione dei due triangoli equilateri, è un esagono regolare su ogni lato del quale troviamo ancora triangoli equilateri: è un poligono stellato, il più semplice.

Intersecando due quadrati si ottiene un altro poligono stellato, questo di seguito.
E stavolta la figura che si ottiene al centro è un ottagono.

E visto che ancora una volta religiosamente parlando tutto fa brodo il doppio passaggio quadrato -> ottagono e poi ottagono -> cerchio è carico di mistico simbolismo questo è usato sia nella religione indù come rappresentazione fallica del solito Shiva (o nella trimurti di Bhrama, Vishnu e Shiva e aridaje col tre che torna!) o nell'iconografia cristiana quale quella del passaggio da uomo a dio per mezzo del Cristo, la pianta ottagonale dei battisteri, il passaggio da pianta quadrata a circolare da chiesa alla sua cupola per mezzo in figure ottagonali intermedie e persino nella forma di castelli quali il famoso Castel del Monte di Andria (BA) dove l'ottagono si ripete otto volte sugli spigoli della pianta ottagonale di base.

La Cina ed il taoismo? Non c'è problema. L'ottagono è stato adottato a piene mani dall'arte taoista e persino dall'architettura orientale. E persino in posti insospettabili quali le banconote cinesi degli yuan (la loro moneta) con tanto di complicazioni tematiche di passaggi quasi frattali da triangoli a quadrati, stelle di Davide, ottagoni e pentacoli (la famosa stella a cinque punte costruita con triangoli isosceli su un pentagono regolare) di cui anche la stella rossa si è appropriata. Guardate il dettaglio della figura a lato del volto di Mao sulla banconota da 1 yuan: altro che triangolo divino con occhio e simboli massonici della banconota da 1 dollaro (altri esempi qui e qui).

E non vi dico le complicazioni mistiche con trascendenze ascetiche di fronte a rapporti tra grandezze incommensurabili (il cui rapporto genera un numero irrazionale in altre parole) quali i lati di un rettangolo che rispetti la sezione aurea o appunto quelli tra diagonale e lato del pentagono regolare che a sua volta genera la famosa stella a cinque punte o stella pitagorica visto che fu adottata da Pitagora per primo nonostante la scoperta dell'irrazionale lo mandasse ai matti più di quanto già non lo fosse di suo! Sulla sezione aurea ci hanno costruito un mondo di frottole, fantasie e veri e propri falsi geometrici (un esempio per tutti: ci hanno fatto passare per spirali auree di tutto, persino le spire del Nautilus che è affascinante ma non certo aureo!

Passando dalle due alle tre dimensioni si pensi al simbolismo delle piramidi per gli egizi o per gli atzechi, od a quello dei cubi: in quest'ultimo caso troviamo questa figura sia nell'Arca dell'Alleanza (recentemente ritrovata da Indiana Jones...) che nella Pietra Nera della Mecca, ka-bà in arabo che guarda casa vuol dire ed ha fornito le basi etimologiche della parola cubo!

Il fascino discreto della borg...ops, della geometria, fornisce altri spunti interessanti che danno parecchie spiegazioni su vecchi e nuovi simbolismi mistici e religiosi: trasportati di sana pianta dal campo dell'agrimensura (geometra...da gheos e metròs...colui che misura la terra) laddove la geometria fu applicata fin dalle prime dinastie egizie proprio per suddividere equamente i campi da coltivare.

I famosi teoremi di Talete lo erano talmente tanto che perfino Dante li cita nel Paradiso. Non che Dante si intendesse di geometria...ed a quanto pare neanche di teologia!

"Veggion le terrene menti non capere in triangol due ottusi" (Paradiso, 14-15 XVII) sta per la somma degli angoli interni di un triangolo è uguale ad un angolo piatto e ancora "del mezzo cerchio far non si puote triangol sì ch'un retto non avesse" (Paradiso 101-102 XIII) che invece sta per un triangolo inscritto in una semicirconferenza è retto.

Per curiosità andate a vedere come i critici letterari hanno commentato per secoli questi due passaggi...il Paratore dei nostri licei compreso!

Potrei proseguire a lungo ma lascio a Piergiorgio Odifreddi ancora una volta divertirci divulgando nel suo bel libro "C'è spazio per tutti" da cui ho liberamente tratto questo post.

lunedì 1 agosto 2011

Östalgie




Film molto belli come "Goodbye Lenin" o "Le vite degli altri" ci hanno raccontato degli anni in cui nascere e vivere da una parte piuttosto che dall'altra assumeva significati drammatici. E quanti libri, libercoli, filmoni e filmacci hanno ricamato trame e contesti intorno al muro, ai recinti di filo spinato, al "Check Point Charlie"?

Eppure leggere oggi quanto riportato ieri sulle pagine del Corriere.it è a dir poco esilarante tanto quanto ripensare all'ironia di "Totò e Peppino divisi a Berlino".

Insomma, per i poliziotti della famigerata STASI (Ministero per la sicurezza dello stato), la polizia di stato della Germania Est, si effetuavano corsi di camuffamento con metodi e risultati del migliore ispettore Cluseau della saga de "La pantera rosa" di Edwards, con lo strepitoso Peter Sellers.

Immancabili i baffi e gli occhialoni scuri, tutti rigorosamente made in DDR, dello stesso tipo di quelli portati dai membri della nomenKlatura ovviamente!

Eppure sono stati decenni drammatici, con migliaia di morti dove fin dall'inizio foto come questa facevano il giro del mondo (un Vopos, un poliziotto della DDR, salta il filo spinato verso "la libertà" che prima della costruzione del muro rappresentava il confine tra Berlino Est ed il settore Ovest)







Nota sul titolo - Östalgie è il termine usato dai berlinesi nostalgici dei bei tempi andati della Trabant. Un termine parafrasato da "Öst", est, e "Nostalgie