sabato 5 novembre 2011

Ma se ghe pensu


Appena una settimana fa scrivevo un triste richiamo al necrologio di un anno fa.

Ed ecco che ancora una volta mi trovo a dover confrontarmi con l'incuria secolare che devasta il nostro paese.

Inutile polemizzare con una realtà edilizia che ha costruito laddove non era possibile, con la storia dei nostri borghi, paesi e città che risale spesso a responsabili così in là nel tempo da renderli ormai immuni e condonati né tanto meno pensare di abbattere interi quartieri per rifarli altrove.

Genova è stata strappata alle montagne nei secoli, coprendo od interrando torrenti e dimenticandosi della loro esistenza.

Ma soltanto un anno fa (vedi qui) è successo in scala neanche tanto ridotta rispetto a ieri che quelle stesse zone, quegli stessi torrenti, esondassero a seguito di un fenomeno meteorologico che gli esperti annunciano e di cui avvisano da almeno 10 anni. Alle nostre latitudini tra ottobre e novembre ormai non piove più come una volta ma arrivano quelli che definiscono splash bomb, dei veri e propri gavettoni in cui piove in un'ora sola tanta acqua quanta ne arriva mediamente in tutta la stagione!

E così quanto per un terreno naturale risulta difficile far defluire diventa impossibile laddove si sia cementato ed asfaltato, ed un torrente che gonfiando esonda è come esplodesse con una pressione devastante.

Ma tutto questo è (per me ed ormai per molti) tristemente noto e spesso su queste stesse pagine ho avuto modo di...bla bla bla bla...


Anche se dovrebbero non pretendo di ricordare l'alluvione del 1970 di Genova, come l'anziana signora genovese che invece la ricorda benissimo e che ogni volta che piove un po' più del solito non apre il negozio, né pretendo di avere idee per cambiare uno stato di cose ormai irrimediabilmente fottuto ma la prima considerazione che ho avuto subito ieri, alle prime notizie di quanto stava accadendo a Genova è questa...

CON UN ANNO DI TEMPO A GENOVA NON SI E' FATTO NIENTE!!!

mercoledì 2 novembre 2011

Dottorati e dottorandi, borsisti e paganti

Quanti di voi avrebbero mai immaginato che per partecipare ad un dottorato di ricerca a titolo gratuito occorresse pagare? Insomma è come partecipare ad uno stage o tirocinio privo di qualsiasi rimborso spese, lavorando e pagare per farlo!

Premetto doverosamente che non si tratta della solita invidia perché la persona fregata stavolta è la propria figlia. C'è ben poco da invidiare in questo caso visto il mondo che le si prospetta. E mia personale e discutibilissima opinione è che, borsa o non borsa, altri tre anni in dottorato sarebbero altri anni buttati ma visto che oggigiorno di tempo da buttare ce n'è a iosa per questa generazione privata persino del sogno del futuro perché no?

L'istruzione nazionale è allo sfascio e questo è noto. Tra tagli continui e sempre maggiore scollamento tra la realtà del mondo del lavoro e la teoria dell'insegnamento di discipline assolutamente inutili; o meglio utilissime a chi deve inventarsi una cattedra, una facoltà se non addirittura eleggere una sede universitaria in sperdutissimi paeselli dell'Aspromonte!

Ma ci sono cose che rasentano l'assurdo quale quella accaduta alla mia primogenita neolaureata con laurea magistrale che ha tentato di accostarsi al mondo dei concorsi per accedere ad un dottorato di ricerca con borsa di studio.

Ai miei tempi la baronia potevi volendo guardarla negli occhi nel senso che erano noti nomi e cognomi dei veri possessori del potere discriminante in commissione d'esame (commissioni sia per dottorandi o aspiranti tali che per ruoli di docenza per giovani professori incaricati), erano altresì noti nomi e cognomi dei vari lecchini e portaborse e dei super raccomandati intoccabili figli di professori e cariatidi universitarie.

Oggi invece ti fregano col cavillo amministrativo burocratico, con la postilla, con i requisiti di ammissione che letti online e poi stampati e riletti vanno bene e poi diventano misteriosamente non più validi perché si scopre che sì la cittadinanza italiana va bene ma purché figlio di molisano e di veneta! Tanto che qualcuno si deve essere arrabbiato non poco tant'è che, solo per citarne uno, uno dei concorsi per dottorato di ricerca indetto dal più noto degli atenei milanesi è stato rimandato a data da destinarsi con tanto di telegramma spedito a firma "il rettore".

E vogliamo parlare della risposta avuta come giustificazione per escludere mia figlia dal concorso da parte degli urbinati? Roba da presentarsi alla prova d'esame con i Carabinieri. Ma a che pro? Tanto poi il modo per bocciarla l'avrebbero trovato a loro insindacabile giudizio.

In tutto questo i soldi però per i balzelli vari se li prendono prima: da 50 a 60-70 € per diritti di segreteria vari.

E infine la tragicomica esperienza del concorso indigeno qui a Roma Tre.

Mia figlia è risultata prima dei vincitori (ovvero quarta) ma senza borsa di studio ad un concorso in cui i commissari d'esame sono riusciti ad esaminare ben 60 temi (di dottorato si badi bene, almeno 8-10 pagine l'uno) in tre ed in una sola giornata le viene (capperi!) ed in cui all'orale se n'è vista di ogni colore.

In assenza di borsa di studio e non volendo gravare sul bilancio familiare stava per rinunciare ma alla fine tra il nostro incoraggiamento ed il consiglio di una sua valente professoressa ha accettato: un dottorato è sempre un buon titolo in più...dicono!

Ma la beffa sta in questo. Ha vinto a titolo gratuito, ovvero l'università non le passerà neanche una lira per l'impegno lavorativo che andrà profuso in questo lavoro di ricerca e fin qui passi...lo sapevamo. Ma quel che nessuno di noi avrebbe mai immaginato è stato lo scoprire la richiesta da parte della facoltà di pagare la tassa d'iscrizione di ben 520 € come dottoranda per l'anno accademico 2011/12 (così sarà per gli altri due). Inconcepibile. E poi questi soldi per cosa? Per il condizionamento e l'illuminazione di cui usufruirà nelle rare volte in cui sarà presente in facoltà? Per usufruire del wifi? ...

domenica 30 ottobre 2011

Il ponte sullo stretto. Cronaca di una morte annunciata

Nel 1998 mi capitò di lavorare per una società che occupava degli enormi uffici multipiano qui a Roma: era la Società Stretto di Messina nata nel 1981 come concessionaria unica della progettazione e realizzazione del famoso ponte tra Scilla e Cariddi o giù di lì.

Già allora mi incuriosiva molto (anche come geologo ma non solo) e sinceramente nonostante l'idea risalisse ai tempi dell'unità d'Italia non se n'era mai parlato approfonditamente proprio perché tutto quanto ruotava intorno a questo progetto colossale restava avvolto nel mistero. E' molto interessante la storia di questo progetto (qui) ed istruttivo leggere proprio quanto i primi interessati dicano di questa cosa (qui).

Tutto questo finché Berlusconi fin dal suo primissimo ingresso in politica non fece di questo progetto un suo cavallo di battaglia, una delle sue promesse poi mancate, tra le tante nel mare di amnesia che colpisce spesso l'italiano medio(cre).

Pochi giorni fa pur di non rischiare di perdere la maggioranza in una delle ennesime votazioni la compagine governativa ha votato una mozione IdV apparentemente slegata ma che avrà ripercussioni notevoli anche sulla supposta e fantascientifica costruzione di questo megalite tecnologico: e così il ponte non si farà, ma non per ora o per questo decennio, probabilmente per questo secolo. E così ad iniziare da uno degli uscieri della società di cui s'è detto e finire col geometra del cantiere di posa del primo pilone a Reggio Calabria (aperto anni fa in deroga a tutto per far spostare i binari della SA-RG) questo oggetto dei desideri di Berlusconi ha fagocitato svariati miliardi di euro a vuoto. Per nulla. Pagati ovviamente da noi.

Non discuto la capacità tecnica e di progettazione ed anche di realizzazione italiane ma in un contesto quale quello nazionale dove le priorità sono ben altre il ponte risulta un orpello assolutamente inutile. Sarebbe stato anche bello da vedersi probabilmente, come possono esserlo altre opere del genere in Europa (Olanda o Danimarca per esempio); ma da quelle parti i servizi essenziali, le infrastrutture primarie, l'attenzione al welfare sono obiettivi prioritari sempre rispettati e soltanto DOPO i governi di quesi paesi si sono presi la briga di spendere soldi per ponti e ponteggi campando benissimo per secoli di traghetti!

Soltanto chiamando in causa ancora la geologia potrei poi rispondere che un'opera del genere dovrebbe essere destinata a durare almeno un millennio se non di più (come testimoniano le colossali opere del passato) ma con la Sicilia e la Calabria che slittano su due placche tettoniche distinte allontanandosi di diversi centimentri l'anno, con un progetto che ha omesso e ignorato clamorosamente gli aspetti macroscopici della regione parlando genericamente di faglie e in una zona dove nel 1908 si ebbe uno dei più violenti terremoti del XX secolo direi che mancano proprio i presupposti per poggiare i piloni di un ponte che è cosa ben diversa dalla gettata unica dei tralicci ENEL che portano energia alla Sicilia.

La mezza tonnellata di altre considerazioni negative è cosa facile: sociali, territoriali, ambientali, politiche e strutturali.

E quindi il miraggio di Berlusconi tra i tanti del famoso patto con gli italiani era, è e rimarrà tale.

Per fortuna.

Per approfondimenti anche questi articoli sono molto interessanti.

venerdì 28 ottobre 2011

Facile premonizione





Il 6 ottobre 2010 scrivevo:

"Ma che ve lo scrivo a fare? Forse è solo un ennesimo inutile promemoria a dimostrare, da qui al prossimo autunno, alla prossima ondata di pioggia più intensa del normale, che siamo alle solite cazzate.

Non serve neanche seppellire i morti ed aspettare la prossima: spesso ci ha già pensato il fango.

Ogni anno la Liguria affoga, ora qui ora lì, con le ennesime esondazioni dei torrenti o dei fiumi che vengono giù dritti verso il Mar Ligure."

E ancora oggi leggo titoli altisonanti ed usuali quali "FANGO ASSASSINO"...
Cazzate, un mare di cazzate. Soltanto questo ancora una volta sento e leggo.


bla bla bla...

E l'altra sera a Matrix m'è molto dispiaciuto sentire che anche Mario Tozzi ormai si è adeguato al sistema sparando altrettanto cazzate...




mercoledì 26 ottobre 2011

Cadaveri eccellenti


Il 30 aprile 1945 il cineoperatore Tamber si recò, con la sua cinepresa, in piazzale Loreto (MI). I corpi dei gerarchi fascisti che il giorno prima erano stati appesi alla pensilina del distributore di benzina non c'erano più. I milanesi stavano raccogliendo offerte per una colletta per le famiglie dei partigiani, trucidati proprio in piazzale Loreto, davanti ad una fotografia che mostrava i loro corpi senza vita.

Tamber cercò a lungo i corpi di Mussolini e della Petacci, e degli altri: alla fine li trovò su di una banchina bombardata della stazione centrale di Milano.
Un mucchio di cadaveri erano stati gettati per terra da qualcuno poco prima dell’alba e tra questi Benito Mussolini e Claretta Petacci uccisi a Giulino di Mezzegra (CO) la sera del 28 aprile 1945: oltre a loro altri gerarchi fascisti. La folla cresceva di minuto in minuto, sempre più aggressiva e minacciosa divenne ingovernabile: non intervennero i militari americani né riuscirono a far nulla i pochi carabinieri ed i partigiani presenti.

Chiunque fosse presente in quella piazza allora voleva contribuire infierendo sui cadaveri con calci, percosse, sputi e quant’altro fosse servito a palesare la rabbia ed il rancore inespressi nei confronti di chi da decenni era stato artefice di repressioni ed oppressioni.

Alla fine i vigili del fuoco presero l’iniziativa e decisero di appendere i cadaveri alla pensilina della stazione di servizio affinché tutti potessero vederli ed evitando al tempo stesso ulteriori devastazioni dei corpi.

La reazione incontrollata della folla inferocita e vessata, in una piazza con clima di rivoluzione, con aria da presa della Bastiglia, è quanto di più comune possa accadere dopo un periodo buio quale quello fascista ha rappresentato per la nostra nazione.

Ecco perché, contrariamente alla maggioranza delle opinioni che ho sentito in questi ultimi giorni, non mi sono affatto meravigliato e tanto meno indignato di fronte a quanto accaduto nei confronti di Gheddafi, relativamente ai suoi ultimi momenti di vita

domenica 25 settembre 2011

Le vere cause del terremoto de l'Aquila

Molte altre volte (dal passato al recente qui, qui, qui e qui) su argomenti diversi ho avuto modo di scrivere su atti nefandi del più distrastroso ministro della pubblica istruzione, o come si dice oggi, del MIUR, Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca: Mariastella Gelmini.

Ma è come sparare sulla croce rossa. Se non le partorisce di suo gliele scrivono a dimostrazione che la signora è circondata da un'emerita massa di deficienti che non sono neanche in grado di capire il contenuto di un comunicato stampa: il famoso analfabetismo di ritorno.

L'antefatto è noto: la recente scoperta sulle proprietà dei neutrini di cui ho già scritto ed il cult diffusosi sulla rete immediatamente dopo il comunicato stampa: diffusosi direi a velocità fotonica!

Cito: "Alla costruzione del tunnel tra il CERN ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro".

E che si sia trattato proprio di una clamorosa gaffe è confermato dalla successiva nota di correzione, rilasciata poche ore dopo sempre dall'ufficio stampa del ministro, in cui con supponenza si diche che col termine tunnel ci si riferiva a quello 'etereo' atraversato dai neutrini e che quindi gli ignoranti siamo noi.

Attendiamo ansiosi i seguaci di Bendanti o di Giuliani che proclameranno che il tunnel, sotterraneo, esiste davvero e lo indicheranno come causa prima del terremoto abruzzese dell'aprile 2009.

Credo non occorra aggiungere altro.

sabato 24 settembre 2011

Più veloce della luce






E' di stamattina la dichiarazione che i dati misurati a seguito di vari esperimenti di trasmissione dei neutrini dal CERN di Ginevra all'Osservatorio INFN posto sotto il Gran Sasso hanno dimostrato che queste particelle viaggiano a velocità superiori a quella della luce, limite universale insuperabile (finora?) previsto teoricamente da Einstein nella sua teoria della relatività (secondo postulato della teoria della relatività speciale). E limite perché a quella velocità l'energia necessaria dovrebbe essere infinita per spingere masse altrettanto infinite!...Insomma un bel paradosso logico.

Non pensiate chissà di quanto ma vista la relatività delle misure rapportate alle dimensioni di queste particelle è un gran bel po' ma, dati alla mano, i neutrini hanno impiegato nientepopodimeno che 60 nanosecondi meno che se avessero viaggiato alla velocità della luce per percorrere i 730 km tra i due siti. 60 miliardesimi meno.

A quanto pare i ricercatori lo sapevano da tre anni ma non ci credevano neanche loro. Sono stati sei mesi a rifare i calcoli. Ovvio. La scoperta è alquanto inquietante e mette in discussione parecchie cose soprattutto legate alla cosmogonia ed alla fisica delle particelle elementari. C'è scetticismo ovviamente: hanno scoperto qualcosa che ha abbattuto uno dei caposaldi della fisica contemporanea ma come sappiamo il bello della scienza è proprio questo. Sperimentare per dimostrare teorie e sperimentare per trovarne di nuove e modificarne, fino a renderle inesatte, di precedenti.

Ha poco a che fare con la scoperta se non per una serie di collegamenti apparentemente casuali (viaggi galattici o intergalattici, ponti di Einstein-Rosen, buchi neri, iperspazi...) ma al sottoscritto, per quanto interessato è subito venuto in mente il grande Corrado Guzzanti visto che per noi gli alieni sono esattamente interessanti quanto potrebbero esserlo gli aborigeni australiani.

Sappiamo che ci sono, rispettiamo e proteggiamo la loro esistenza ma non altro, gli aborigeni dico. E come dice Margherita Hack, che come me e come tanti, ritiene che se non altro statisticamente (mettendo da parte l'egocentrismo e la presunzione tipica degli umani a cui il verbo è stato rivelato...) esista vita extraterrestre speriamo che si comportino con noi come Guzzanti con l'aborigeno perché la storia (umana è vera ma sociologicamente applicabile anche agli alieni) insegna che raramente popoli si sono mossi per puro spirito di conoscenza. In genere lo hanno fatto eliminando e sostituendosi ad altri e quasi sempre in maniera molto poco diplomatica.

Direi di rimandare ed aspettare e lasciare la parola a persone molto più esperte. Un ottimo riferimento è dato da questo sito le cui letture sono sempre illuminanti!