mercoledì 23 maggio 2012

Moog

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Google oggi sulla sua home page ci ricorda con un simpatico quanto troppo riduttivo giochino che 78 anni fa nasceva Robert Moog (morto nel 2005), colui che ha dato il nome alla tastiera, il “Moog”, che ha rivoluzionato il mondo della musica generata elettronicamente con possibilità pressoché infinite di generare suoni e non suoni. Fino ad allora, all’inizio degli anni ‘70 il mondo del rock nel campo delle tastiere era dominato dal mitico organo Hammond, del quale potremmo scriverci per ore ma che di elettronico aveva ben poco anche se, gruppi rock come i Deep Purple e soprattutto il loro tastierista Jon Lord riuscivano a tirar fuori da quella doppia fila di tasti delle cose fenomenali.

Ma chi ha veramente capito l’anima del Moog inserendolo per primo come strumento essenziale di quasi tutte le loro composizioni ed onnipresente a qualsiasi loro concerto è stato Keith Emerson, del famosissimo gruppo rock Emerson, Lake and Palmer dove tre ragazzi inglesi, e solo in tre, hanno creato un genere rock tuttora insuperato, il cosiddetto rock sinfonico, anche se va detto che Emerson già con i Nice aveva iniziato ad usare il Moog.

Cosa può fare il Moog nelle mani giuste è difficile a dirsi. Ricordo il concerto degli EL&P a cui assistetti a metà degli anni ‘70 e ricordo quell’armadio di cavi multicolore e centinaia di connettori RCA talmente ingrovigliati da farlo sembrare il pannello di una vecchia centrale telefonica a commutazione elettro-meccanica.

Posso solo farlo consigliandovi di fare un giro su Youtube e cercare combinazioni di parole quali “emerson e moog” da lì perdervi tra immagini e suoni sarà facile. Di mio posso solo suggerire un paio di video. Nel primo Emerson spiega il Moog alla sua platea e nel secondo ne fa un uso solistico.

PS) per l’Hammond suggerisco caldamente questi due video di storia di quest’organo. http://www.youtube.com/watch?v=jejadhR_m9w e http://www.youtube.com/watch?v=0nsPgSl52qY

lunedì 14 maggio 2012

Gas esilarante

Almeno in Francia si tassano le bevande zuccherate e con fini salutisti incasseranno qualcosa come 120 milioni di € l’anno. E così il neo ministro Balduzzi un paio di giorni fa scimmiotta i vicini d’oltralpe e propone di tassare per 3 centesimi a lattina qualsiasi bevanda analcolica con le bollicine. Qualsiasi. Ipocriti. Con la scusa di tutelare la salute nazionale imponendo un balzello che dovrebbe scoraggiarne l’uso contemporaneamente dichiara che non avrà effetti sulle tasche dei consumatori: delle due l’una.

E i succhi di frutta? Non quelli ipersalutisti 100% frutta (se lallero…) che tanto piacciono a missitalie, calciatori e monache ma quelli in brick od in confezione da litro, magari di sottomarche da discount: delle vere e proprie bombe iperglicemiche. E allora se le bevande gassate fanno tanto male alla salute quelle a zero contenuto di zuccheri che si vanno estendendo dalla ormai famosissima Coca Zero al Chinotto e persino l’aranciata più famosa d’Italia? Quelle dovrebbero essere super tassate visto che a quanto ci ha raccontato recentemente Report pare che il tanto abusato aspartame sia più velenoso del curaro, anche se a piccole dosi (*).

E le sigarette? Il tabagismo ammazza decine di migliaia di persone l’anno con costi anche indiretti sulla spesa pubblica. Quelle dovrebbero essere super tassate (lo dico da ex fumatore) e invece il decreto Milleproroghe 2012 è stato emendato tassando solo il trinciato: per forza. Avete notato l’aumento del numero di fumatori che adesso si rolla le sigarette in autonomia? Lo scopo è ovviamente risparmiare un bel po’ rispetto al pacchetto.

E il vino o i superalcolici? Si beve meno si beve meglio recitano i produttori. Ma non sarebbe stato più equo tassare di più i circa 40 litri pro capite che si consumano ogni anno in Italia (erano più di 100 trentanni fa) visto che l’alcolismo ne suicida a migliaia ogni anno e ne ammazza indirettamente tantissimi vittime di alcolizzati al volante o preda di follia momentanea? O forse sarebbe stato iniquo visto che ormai il vino lo bevono abitualmente solo i pensionati…

(*) da consumatore di bevande con aspartame e non solo è bene ricordare che ci sono limiti giornalieri per l’assunzione di qualsiasi tipo di alimento: acqua compresa! E stando a questi limiti anche un adulto di 75 kg dovrebbe bere 20 lattine al giorno per superare la soglia giornaliera tollerata!

martedì 17 aprile 2012

Come ti sponsorizzo la zebra!

16012012Vi sembra normale in una città come Roma trovare, diffusissime e soprattutto in periferia, strisce pedonali sponsorizzate in questo modo?

Donazione della Fondazione per la Sicurezza Stradale dell’ANIA?

L’ANIA, Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici, il cui ruolo finora è stato quello di garantire alle proprie associate il predominio assoluto, il monopolio dei prezzi e la creazione di un cartello di aziende private che da decenni

lucrano abbondantemente sul concetto di assicurazione obbligatoria introdotto per legge qualche decennio fa.

La stessa ANIA è quella che ha coperto (il malcostume sembra però ridursi) centinaia di auto riparatori convenzionati che hanno da sempre fatto la cresta sull’entità reale del danno subito e che ha tollerato il malcostume delle continue truffe ai danni delle aziende assicuratrici dando loro la scusa di aumentare le tariffe senza che esistesse una reale motivazione.

Vedere gli attraversamenti pedonali generosamente offerti dall’ANIA alle esangui casse dei Municipi dell’economicamente disastrato Comune di Roma è penoso davvero. Vergognoso.

Vergognoso perché indirettamente è una forma di peculato altro che protezione. Allo scopo di evitare la sequenza incidente –> danno –> rimborso assicurativo –> esborso della compagnia X l’ANIA ha fatto dipingere le strisce a loro spese! Va bene che prevenire è meglio che curare ma questo è davvero paradossale!

A quanto le buche richiuse sormontate da un bel cartello di sponsor?

Solo in Italia…

sabato 14 aprile 2012

Defibrillatori vendonsi

La campagna di quest’anno della Onlus “Trenta Ore per la Vita” sta raccogliendo fondi per la chiacchieratissima Croce Rossa Italiana (qui nello specifico) al fine di piazzare qualche centinaio di defibrillatori presso scuole e strutture sportive.

La Onlus suddetta è notoriamente governativa, visti anche gli spazi televisivi e mediatici che riceve gratuitamente (?) sia da Rai che da Mediaset dal 1994, viste le complicità con le grandi compagnie di operatori di telefonia mobile che lucrano abbondantemente sui famosi sms di solidarietà.

La CRI operativa, è formata per lo più da sfigatissimi volontari che spesso ci rimettono di tasca loro (o con i soldi dei contribuenti, i nostri) per acquistare mezzi e materiali e che donano gratuitamente ore della loro vita nel servizio di volontariato: tutto questo a fronte delle centinaia di milioni di euro che ogni hanno la CRI ufficiale fagocita per pagare sedi, mezzi e stipendi di quattro gatti in divisa con carriere equipollenti a quelle militari ma senza concorso alcuno ma che si lucidano mostrine e blasoni ogni 2 giugno.

Un defibrillatore costa meno di un computer, può andare dai 1400 ai 2000 € per i modelli più sofisticati e moderni. E allora perché tanto rumore? Tanto da coinvolgere raccolte di fondi per milioni di €? Pur mettendoci i costi che gli operatori sanitari dovranno fare per formare le persone addette al primo soccorso in scuole o centri sportivi mi sembrano bilanci davvero eccessivi. Se non erro la mia azienda ha recentemente speso qualcosa come 1500 € per fare un corso di formazione base ad 8 persone.

Non discuto la nobiltà dell’operazione o la sua utilità: un arresto cardiaco non è qualcosa che può capitare solo a qualcuno che ha problemi cardiaci pregressi. Per tantissimi motivi può capitare a tutti e la tempestività dell’intervento, sempre che comunque si siano allarmate le strutture di pronto intervento, può davvero salvare una vita.

Ho personalmente fatto due corsi BLS (Basic Life Support) anche se non il BLS-D (dove la D sta per defibrillation) e dubito che con un defibrillatore in mano chiunque possa pensare di utilizzarlo in caso di emergenza.

E perché uno stato moderno ed efficiente deve aspettare che qualcuno organizzi una serata di beneficienza per mettere in scuole e palestre qualcosa che dovrebbe esserci per legge? Non la solita cassettina del pronto soccorso con due cerotti che non si attaccano, un pacchetto di garze sporche ed una boccetta d’alcool etilico che come noto pizzica e basta ma non disinfetta un cazzo.

E’ che mi ricorda tanto la storia dei decoder di Paolo Berlusconi. A qualcuno si dovranno pur vendere si diceva allora.

Giovani speranze

A tutti i figli. Ma non a quelli come il Trota ed assimilati…

Dal un discorso di Kurt Vonnegut ai giovani ventenni di un’università (grazie al Podcast de “Il ruggito del coniglio”, letto da Flavio Insinna)

Se dovessi darvi un solo consiglio per il vostro futuro, allora vi direi: mettete gli occhiali da sole! Perché i benefici dell’impiego a lungo termine degli occhiali da sole sono stati provati scientificamente, mentre tutti gli altri consigli che ho da darvi sono basati, nulla più, sulla mia vagolante esperienza. Comunque eccoli.
Godetevi potere e bellezza e la forza della vostra giovinezza. Fregatevene del resto. Non capirete quella bellezza e quella forza se non quando se ne saranno andate.
Ma credetemi quando, fra vent’anni, guarderete le vostre vecchie foto, allora vi ricorderete, in un modo che adesso non potete nemmeno immaginare, quante possibilità c’erano dietro a voi e che fantastico aspetto avevate. Perché, sapete, non siete grassi come credete!
Non preoccupatevi del futuro. Oppure, preoccupatevene, ma sapendo che tanto è un gesto inutile. Non vi aiuterà più di quanto masticare un chewing gum vi possa aiutare a risolvere un problema di algebra.
I veri problemi della vita tendono ad essere cose che mai prima hanno incrociato le vostre preoccupazioni. Quel tipo di cosa che ti fulmina verso le quattro di un martedì qualunque.
Fate, ogni giorno, una cosa che vi spaventi oppure ogni giorno che sei spaventato.
Cantate.
Non siate avventati e crudeli con i cuori degli altri, ma non tollerate chi è avventato o crudele con il vostro cuore.
E non perdete il vostro tempo con la gelosia.
Vi accadrà di essere in testa, altre volte indietro. È una corsa lunga, ma alla fine è una corsa solo con voi stessi però.
Ricordatevi dei complimenti che riceverete e dimenticate gli insulti.
Conservate le vecchie lettere d’amore.
Gettate via i vecchi estratti conto.
Stiratevi spesso!
Non sentitevi in colpa se non sapete cosa volete fare della vostra vita. Le persone più interessanti che conosco non sapevano cosa fare della loro vita quando avevano 22 anni. E alcuni dei più interessanti quarantenni che oggi io conosco non lo sanno ancora adesso. Prendete molto calcio. Siate gentili con le vostre ginocchia, quando cederanno vi mancheranno!
Forse vi sposerete, forse no. Forse avrete dei bambini, forse no. Forse divorzierete a 40 anni, forse ballerete sul tavolo al party per le vostre nozze d’oro.
In ogni caso, non congratulatevi troppo con voi stessi e nemmeno state troppo a borbottare contro voi stessi.
Le vostre scelte saranno per metà frutto del caso, è così per tutti.
Godetevi il vostro corpo. Usatelo in tutti i modi che potete. Non abbiate paura di lui o di cosa la gente pensa di lui. È il più grande strumento che mai avrete.
Danzate, anche se non avete altro posto per farlo che la vostra camera.
Leggete le istruzioni per l’uso, anche se non le seguirete.
Non leggete le riviste di moda, vi faranno solo incazzare!
Sforzatevi di conoscere i vostri genitori, non potete mai sapere quando se ne andranno.
Siate gentili con i vostri fratelli e fratellastri. Sono il miglior legame che avete con il vostro passato e quelli che, più probabilmente, vi rimarranno attaccati nel futuro.
Cercate di capire che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, pochi, è bene tenerli stretti.
Lavorate duro per costruire ponti sulla terra e nella vita, poiché più vecchi sarete più avrete bisogno di gente che vi conosceva quando eravate giovani.
Vivete a New York almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo duri.
Vivete in California almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo molli.
Accettate alcuni inevitabili verità, tipo: i prezzi saliranno, i politici avranno delle amanti e voi diventerete vecchi. Quando lo diventerete, vi verrà da fantasticare che ai vostri tempi i prezzi erano ragionevoli, i politici persone nobili e i figli rispettavano i genitori.
Ah! Rispettate i vostri genitori.
Non aspettatevi aiuto da nessuno. Magari avete investito in azione sicure, magari avete una moglie sanissima ma non potete mai sapere quando tutto decide di andare storto.
Non sprecate troppo tempo con i vostri capelli! O quando avrete 40 anni vi sembrerà di averne 85!
E infine, guardatevi da quelli che vi danno consigli. Ma anche siate pazienti con loro. Dare consigli è un modo di avere nostalgia. È un modo di ripescare il proprio passato dall’oblio e di liberarsene. Riverniciando le pareti brutte e dandogli un valore che prima non aveva.
E comunque alla fine, fidatevi di me, mettete sti occhiali da sole!”

Suicidio di massa

38 anni 0 colpevoli

Piazza della Loggia, nessun colpevole assolti in quattro al processo d'appello

venerdì 13 aprile 2012

Dai una smossa alla tua carriera

I siti di ricerca personale e la profilazione automatica che capita di leggere con continui messaggi pubblicitari sulle pagine di ricerca appena aperte o su siti specializzati come LinkedIn stanno sempre più somigliando a quei siti di ricerca di cuori solitari o più evidentemente a quelli che promettono sesso selvaggio con una mezza dozzina di donne diverse...al giorno!

Messaggi e popup ammiccanti in cui promettono a fronte di iscrizioni gratuite motori di ricerca che al primo colpo offrono l'occasione della propria vita. Iscrizioni gratuite ovviamente: e che ci vuole a mettere un nome ed una mail? Salvo poi scoprire che quanto di più concreto apparentemente esiste dietro la scintillante vetrina di facciata è saldamente nascosto da una richiesta di denaro in forma di abbonamento: da pochi euro a diverse decine se non un centinaio per sottoscrizioni a sicura visibilità e concreta possibilità di essere selezionati.

Recentemente, e continua l’analogia con i siti specializzati in ricerche per stabilire relazioni tra i sessi, appaiono persino annunci robot automatizzati, palesemente falsi, in cui traendo automaticamente informazioni dai profili dei vari social network (LinkedIn già citato, od anche MySpace o Facebook) si subisce un tentativo di adescamento che riporta che tizio o caio hanno visto il proprio profilo (professionale ovviamente) e non vedono l’ora di contattarti…Altro che speed dating!

Se si abbocca (…) ci si iscrive con due click ed inconsciamente forniamo altro materiale: usare mail gratuite come GMail, Yahoo, MSN, Hotmail ed altro, se possedute, danno inoltre accesso automatico ai robot che leggono la nostra posta a nostra insaputa indicizzando informazioni che usano per fare pubblicità. Ma poi il contatto vero è dietro una richiesta di denaro.

Esattamente quel che accade con i siti specializzati in incontri.

Personalmente non credo che pagando qualcuno, o peggio qualcosa, si possa facilitare la possibilità di pubblicizzare ed aumentare la proprio visibilità professionale: un profilo ben fatto potrebbe essere sufficiente.

Ed a proposito di profili e curricula giusto ieri leggevo che un’indagine ha appurato che la maggioranza dei CV femminili che contengono foto di ragazze o donne se carine o belle vengono scartati a priori più facilmente degli altri.

A quanto pare l’Italia è uno dei pochissimi paesi che ha introdotto il fatto di allegare una foto al CV, all’estero non lo fa quasi nessuno. Perché un’immagine dovrebbe infatti fare la differenza? L’immagine potrebbe essere discriminatoria esattamente come qualsiasi altro elemento fisiologico od estetico che non ha nulla a che fare con esperienza e professionalità.

Il perché vengano scartati più facilmente i CV di cui sopra è presto detto: negli uffici personale della stragrande maggioranza delle aziende il pre-screening o le fasi successive sono spesso condotti da donne che vedendo CV femminili con foto interpretano la cosa in maniera negativa e psicologicamente tendono a vedere la cosa come un elemento discriminatorio.