venerdì 14 dicembre 2012

Zeitgeist

«I tentativi di rendere il matrimonio fra un uomo e una donna ‘giuridicamente equivalenti’ a forme radicalmente diverse di unione sono un'offesa contro la verità della persona umana ed una ferita grave inflitta alla giustizia ed alla pace»
Joseph Ratzinger, in arte Benedetto XVI, papa. Oggi(*).

E mi viene subito in mente, a fare un paio di cazzate stratosferiche, quest’altra illuminata dichiarazione fatta da una vecchietta curva e paracula vestita di bianco e azzurro (…).

«L’aborto è la più grave minaccia alla pace che possa esistere»
Anjeza Gonxha Bojaxhiu, in arte Madre Teresa di Calcutta(**) e santificanda. Tanto tempo fa.

Lo stesso Ratzinger oggi ha inoltre precisato che «la vera pace è dono di Dio ed opera dell’uomo». Nel caso manchi la pace ovviamente lo stesso Dio di prima non c’entra una mazza…

Fortunatamente siamo in uno stato (teoricamente) fortemente laico perché sono piuttosto convinto che se il nostro fosse invece uno di quei paesi confessionali, vivamente presenti ovunque ancora oggi e soprattutto nei paesi arabi, il papa avrebbe da un pezzo riaperto le prigioni per riempirle di omosessuali.

Indipendentemente dal comportamento assolutamente privato che questi hanno tutto il diritto di mantenere in fatto di abitudini sessuali mi chiedo ragionevolmente cosa c’entri il riconoscimento giuridico delle unioni tra omosessuali con la stabilità della pace e sinceramente non capisco quel riferimento alla verità della persona umana, argomento parapsicologico…che minchia è la verità della persona umana? Sarà lo stesso tipo di verità applicato alla trinità con cui condivide una rima?

Non si rende conto il papa che con dichiarazioni del genere può indirettamente scatenare reazioni omofobe e sessiste? Non si rende conto che parecchi ci credono e faranno di tutto per indottrinare i loro figli in tal senso? Non si rende conto che parla come avrebbe parlato un ottuso monaco medievale?

Non mi rassegno. Sarebbe troppo lungo spiegare perché soprattutto perché come ha scritto di recente il mio amico Jestercap72 noi siamo noi ma loro vincono, e mi affido alle sue parole per abbozzare una spiegazione. E vincono forse perché non ci interessa granché dimostrare che siamo noi a spingere lo zeitgeist nella direzione giusta…che in altre parole vuol dire che il tempo ci darà ragione.

(*) andasse a raccontarlo ai genitori dei bambini uccisi oggi dalla mano di un folle armata da altrettanti decerebrati che consentono l’uso e l’acquisto disinvolto di armi da fuoco.

(**) Qui un bel riassunto sulla vera natura della vecchia paracula.

Sputtanamento generale

Una cospicua parte degli italiani ha contribuito a sputtanarci in Europa e così una parte di Europa, altrettanto cospicua, sputtana Berlusconi per proprietà transitiva. Forse per proprietà transitiva, anzi quasi certo e aggiungo, era ora! Visto che non sono bastate le centinaia di pagine spese sui quotidiani internazionali a metterci in guardia negli anni passati adesso qualcuno interviene a gamba tesa.

Il fine giustifica i mezzi diceva parecchi secoli fa Machiavelli ma anche se il fine in questo caso è per lo più condivisibile ancora una volta il nostro paese dovrà, in un modo o nell’altro, sottostare a decisioni prese oltralpe; più o meno quanto successo un anno fa quando a seguito di indubbie pressioni europee e si è innescato un meccanismo che ha portato alle dimissioni di Berlusconi ed all’ingresso di questo governo tecnico ormai alla fine.

Dopo tutto quella europea è una comunità ed il PPE così come il PSE ne rappresentano assieme il comune pensiero europeo maggioritario anche se la maggioranza degli italiani non se n’è accorta. Se l’Italia si sputtana anche economicamente il danno si riflette a livello europeo si dice, ed allora la comunità interviene.

Quello che è successo ieri a Bruxelles durante il vertice del PPE è paradossale ma è stato fonte per me di grande soddisfazione ancorché amara. Soddisfazione perché il padrone come scrivevo pochi giorni fa è stato invitato a farsi da parte e molto chiaramente gli è stato detto di finirla di sparare cazzate quali quella che la storia dello “spread” è una bufala. Ridicola poi la presa di posizione a cercare di convincere i colleghi che è merito suo e del PdL se Monti è stato con noi quest’ultimo anno. Tragico e penoso, ma che lo dico a fare, il pietoso tentativo di modificare la realtà della dichiarazione di Alfano.

L’amarezza è che ancora una volta qualcuno più grande di noi ha dovuto prenderci per un orecchio e portarci dietro la lavagna nominando un nuovo capo classe. Già, proprio come alunni di una scuola elementare di deamicisiana memoria! Che vergona!

Giustifichiamo pure questi mezzi affinché si levi di mezzo una volta per tutte (?) Berlusconi; giustifichiamoli anche per assistere ad un tracollo dei voti (?) per questi esponenti che hanno osato definirsi moderati finora ma che hanno smodatamente e smoderatamente abusato della pazienza dei pochi rimasti che concordano sulla pragmatica sensazione che ci hanno rotto il cazzo! (grazie Luciana! 90 minuti di applausi).

Ma pur giustificandoli rimane il dubbio: ma se le decisioni ormai le prendono gli altri, a votare che ci andiamo a fare?

Forse allora l’unico modo per sperare che qualcosa possa cambiare è votare Grillo?

Quasi quasi mi sputtano anch’io e voto M5S…

domenica 9 dicembre 2012

Comandi!

bbTorna il padrone dopo un lungo periodo di deleghe dove il delegato è sempre stato sotto controllo, povero illuso di potersi permettere decisioni autonome.

Personalmente non ho mai dubitato che avesse smesso. Troppi interessi personali da tutelare e rimasti in sospeso. Troppa presunzione di se stesso e troppa supponenza tipicamente da padrone per permettersi di designare un erede a cui per un momento ha lasciato guidare la macchina.

Il berlusconismo morirà solo con lui.

Torna il padrone dell’azienda-partito e di punto in bianco sparisce anche il ricordo di quella parola: primarie. Qualcuno aveva parlato di primarie? Chi ha osato soltanto pensare che poteva esserci qualcun altro che potesse prendere il posto del padrone? Del proprietario? Di chi ci ha messo i soldi?

Torna il padrone e di colpo tutti coloro fino ad un istante prima avevano finto di pensare con la loro testa (…) improvvisamente si adeguano clonandosi al padrone-pensiero, viscidi, umili e vigliacchi al punto di non osare neanche pensare di contraddirlo in quel guazzabuglio di nani e ballerine che è il circo berlusconiano. Soltanto qualche debole vagito proveniente della parte giovane del partito ma che immagino facilmente venga snobbata con un’alzata di spalle…so’ ragazzi…e, onore al merito, anche a pochi sprovveduti fuori dal coro, come la Meloni o chi la sostiene. Annodiamo un fazzoletto per ricordarci di controllare che fine faranno ricordandoci che la ex ministra rideva di gusto ascoltando le barzellette del padrone i cui contenuti erano per la donna umilianti a dir poco.

E così se il padrone, negando l’evidenza come solo i più assidui mentitori e corruttori (Fini) sanno fare, ritratta e rinnega se stesso o quanto finora sostenuto, tutti coloro i quali fino ad un istante prima della nuova discesa in campo del padrone erano pronti a sottoscrivere misure anche impopolari o addirittura bipartisan adesso si astengono con un trucco parlamentare vecchio come il mondo.

Ricordiamoci però che non si ricandida per pararsi ancora una volta il culo dai magistrati che lo vorrebbero in galera…Berlusconi si ricandida per dimostrare che “i ristoranti sono sempre pieni”. Non basta una bella dieta e parecchi ricostituenti, o andare in giro col colletto della camicia sbottonato per dare l’idea del piacione pieno di freschezza. Sarà sempre la stessa solita merda.

Vergognoso è poco. E’ umiliante e tristissimo pensare che ci sarà comunque una parte del paese che gli andrà ancora dietro. E’ umiliante e tristissimo pensare a quanto stanno già dicendo all’estero.

 

2006

2008

2011

 

2013?

 
  BB2  

lunedì 22 ottobre 2012

La sentenza: come un sisma devastante

Nel 1996 nel suo libro “Il mondo infestato dai demoniCarl Sagan cercava di spiegare che in una società impregnata di tecnologia come la nostra quasi a contrappasso dantesco si fanno sempre più largo l'irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio ed il rischio di entrare in un'epoca di nuovo oscurantismo diventa sempre più alto; la società tecnologica è sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso. Basti pensare alla New Age ed alle sue esagerazioni, ai guaritori ed agli astrologi, consulenti di fiducia persino di importanti capi di stato, agli psicochirurghi, all'ufologia ed alla mitologia degli alieni, alle truffe della parapsicologia, alla disonestà di giornali e programmi televisivi che sfruttano la credulità di persone impreparate. Insomma allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni.

E consegnarci un paio di questi demoni irrazionali preconfezionati è proprio quello che hanno fatto i giudici del processo alla Commissione Grandi Rischi. Con la loro sentenza odierna, che ha condannato per omicidio colposo plurimo i membri della suddetta Commissione. Politicamente discutibili a volte, sono, o meglio erano vista la concomitante sospensione da qualsiasi pubblico esercizio, sono comunque professionisti o scienziati preparati e capaci il cui unico errore è stato quello di attenersi alla scienza. Al suo metodo ed al pensiero scettico come unico mezzo per costruire, capire, ragionare e riconoscere fra argomenti validi e non validi ricorrendo ad una verifica indipendente dei concetti la cui verità deve essere dimostrata ogni qual volta ci sia un dubbio. Insomma quel che è normalmente chiamato metodo scientifico.

Superficialità, leggerezza, forse anche supponenza? Ma le dichiarazioni della Commissione in quei giorni concitati le ricordo e basta rileggerle con attenzione e con spirito obiettivamente scientifico: ma da qui ad emettere una condanna c’è un abisso imperscrutabile grande tanto quanto la probabilità di prevedere un sisma.

E se c’è qualcosa di politico sembra proprio questa sentenza: 6 anni di reclusione ciascuno per “omicidio colposo plurimo” (oltre 300 persone morte per colpa loro dicono i giudici). Troppo poco per il numero di morti e troppo per il tipo di giustificazione senza fondamenti scientifici e razionali. Sappiamo inoltre che in Italia, se incensurati, dietro le sbarre per omicidio colposo non ci va nessuno!

Non indugerò su quanto tante altre volte ho scritto sull’impossibilità di prevedere i terremoti, con i mezzi e le conoscenze odierne: basti ricordare che nemmeno i giapponesi o i californiani ci riescono. Rimando a quanto persone più preparate commentano in queste ore ed a quanto ne sentiremo ancora nei prossimi giorni. Ne riporto solo qualche passo su cui riflettere (via www.geologi.it).

…se invece la Commissione Grandi Rischi avesse concluso che nell'area dello sciame sismico che principalmente interessava il centro de l'Aquila era probabile nell'imminenza un forte terremoto (senza tra l'altro nessun supporto valido scientifico per l'imminenza), chi poteva escludere che ci sarebbero stati meno morti? Magari quelli per cui sono imputati forse si, ma chi poteva escludere che alcuni abitanti del centro dell'Aquila, che avvertivano più di altri tali scosse (come testimoniato da diversi servizi televisivi) sarebbero andati a dormire da parenti o amici nelle frazioni che poi sono risultate essere le più colpite come Castelnuovo, Onna, Sant'Eusanio, San Gregorio, Tempera con il risultato di più vittime?
Chi può escludere ciò?

Che processo balordo…mi piacerebbe sapere quanto viene a costare e che utilità in termini di prevenzione sismica ne scaturisce…intanto in Abruzzo non si riesce ad applicare la normativa sismica regionale per mancanza di personale addetto ai controlli…per mancanza di soldi e di volontà politica…

E’ stato un processo politico e spero che nei successivi gradi di giudizio si possa ribaltare completamente la sentenza odierna.

E intanto all’estero già ridono di noi della serie se avessero dovuto emanare un ordine di evacuazione allora la cosa dovrebbe valere per buona parte dell’Italia…Già, evacuiamo tutti in Francia e magari moriamo per l’esplosione di un reattore nucleare!

Negligenza, imbecillità, inettitudine, mancanza o mancata applicazione di norme specifiche ed altro del genere d’accordo. Ma una condanna del genere è farsesca e ridicola se non fosse tragica.

Mi sento profondamente amareggiato.

Aggiornamento del 23/10/2012-Tutta la comunità scientifica internazionale ribadisce che la sentenza è un non senso privo di qualsiasi fondamento. Ancora una volta il nostro paese non ha perso occasione per coprirsi di ridicolo.

Aggiornamento del 24/10/2012-Il Ministro Clini. Un processo come quello a Galileo.

venerdì 19 ottobre 2012

Zètema–Il concorso allucinogeno

La Zètema è una società al 100% del Comune di Roma e si occupa della gestione della cultura capitolina, dai musei all’accoglienza turistica, dall’organizzazione e gestione di eventi e spettacoli alla manutenzione e conservazione del patrimonio storico, artistico e culturale.

A quanto pare ed a memoria storica recente sembra proprio che questi signori siano bravissimi nello scatenare le proteste dei candidati ai loro concorsi e quanto sta accadendo oggi è un deja vu.

http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/16/Facebook_contro_Zetema_Concorsi_truccati_co_10_111216009.shtml

Recentemente Zètema ha infatti bandito un concorso per 18 posti al quale si sono presentati in circa 6000, incassando complessivamente circa 60.000 € visto che per partecipare ogni candidato ha versato nelle casse della Zètema un contributo di segreteria di 10,33 € (ometto le spese di trasferta che parecchi candidati avranno certamente sostenuto). Il concorso copre richieste per più profili lavorativi, di vario taglio, per ambiti professionali e retribuzioni che mediamente sono tutte abbondantemente al di sotto dei 1000 € netti al mese ma la sostanza del metodo selettivo è più o meno la stessa per tutti.

Il bando di concorso sciorina le solite informazioni relative ai prerequisiti ed elenca quanto necessario per presentarsi alle prove di preselezione (test di cultura generale a risposta multipla) se non che, anche nell’ipotesi che passassero la preselezione data dai quiz, migliaia di giovani canditati, scoprono improvvisamente che in pratica, a meno che non si abbiano già esperienze lavorative pregresse in settori analoghi che danno punteggio addizionale, è perfettamente inutile presentarsi alle prove successive visto che comunque non si sarebbe chiamati ulteriormente…

Improvvisamente?

Eppure il bando, recita apertamente, in un paio di punti:

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Com’è stato possibile che in migliaia che adesso protestano per ora vivamente ma non apertamente, non si siano accorti del capestro? E soprattutto, com’è stato possibile che non abbiano protestato immediatamente dall’inizio nei confronti di questo bando che, non dichiaratamente s’intende, ma abbastanza intuitivamente tende a favorire non tanto i candidati con pregresse esperienze lavorative in settori analoghi (e fin qui passi…) quanto soprattutto coloro i quali abbiano già lavorato, ancorché precariamente e saltuariamente con Zètema?

Ci sono un paio di punti del bando che sono a dir poco oscuri se non al limite della legalità.

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Insomma tutti i punti acquisiti per ognuna delle risposte delle 50 del quiz preselettivo non valgono. Servono solo a stilare una graduatoria per far passare un certo numero di candidati dei vari profili.

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Come? Se si hanno i requisiti suddetti si possono saltare direttamente i quiz? E sulla base di quale normativa se non questa dell’accordo sindacale aziendale? Ovvero una scrittura privata priva di fondamento alcuno visto che si tratta di un concorso pubblico?

E torniamo allora a quel minimo di 24 punti che si devono avere, passati ovviamente i quiz che sono solo uno sbarramento privo di punteggio per chi passa. Come si valutano? Facciamo un esempio estratto dal bando.

5 o 10 punti di titoli di studio a seconda che si abbia laurea triennale o magistrale in ambiti specifici; 4 per ogni altra laurea e/o master in ambito consono al ruolo di Zètema ed infine 2 altri master in ambiti non specifici.

Insomma al massimo un genio con 16 punti (che come minimo con laurea e due master dovrebbe aspirare a ben altri incarichi) è fregato comunque! A meno che non abbia lavorato in profili analoghi, per la pubblica amministrazione in genere, o meglio ancora per Zétema stessa. In questi casi 0,5 punti per ogni mese anche non consecutivi. Ed ecco spiegato come si potrebbe arrivare ai 24 punti minimo per accedere alle selezioni vere e proprie…ricordando che ci sono pure gli esonerati per diritto…sindacale!!!

Insomma protestando, a ragione direi, si chiedono cosa fanno a fare i quiz visto che tanto questi famigerati 24 punti non li hanno?

Ma quali sono queste eventuali prove successive al quiz a cui si potrebbe accedere con i mitici 24 punti minimo? Ebbene, una prova d’esame orale ed un ulteriore colloquio attitudinale

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Solo una prova orale? Niente scritti appellabili? Ma non era scripta manent?…E poi il colloquio sul problem solving…aunagana! Le prove orali in genere non lasciano tracce!

Insomma, come diceva Totò qui lo dico e qui lo nego, ma la Zètema, poteva evitare tutto questo casino e farsi direttamente delle selezioni private ad personam, magari con l’ausilio di parentopoli? A già, è illegale dicono.

E allora cosa fanno? Ipotizzo s’intende, opinioni personale ed aleatorie sia chiaro. Indicono un concorso pubblico per mascherare in realtà un concorso interno. Certo qualche genio pluridecorato con i 24 punti da fuori ci sarà pure ma sarà una parte ridottissima, forse 2 o 3 soltanto di quei maledettissimi 18 posti!

Certo i concorrenti, a mò di allucinazione di massa (miraggio del posto di lavoro?), non hanno letto quel capestro. Perché se così fosse si sarebbero dovuti incazzare prima e di brutto.

Oppure hanno tutti ignorato la cosa confidando nella deviazione personale dal regolamento, ancora un’altra manifestazione bruttissima dell’individualismo generale e generazionale?

Spero riescano sinceramente ad organizzarsi (visto che i giovani riescono perfettamente se vogliono, vedi i flash mob) ed andare a fare parecchio casino!

E’ vergognoso comunque.

E comunque l’onda lunga dell'indignazione sale e monta!

http://www.newnotizie.it/2012/10/zetema-concorso-truffa/

domenica 14 ottobre 2012

Ama il prossimo tuo

Ieri in Nigeria c’è stata l’ennesima strage le cui origini, neanche tanto profonde, sono di stampo religioso. Cristiani contro musulmani e viceversa, copti contri sciti, salafiti contro sciti, ortodossi contro cattolici, cattolici contro protestanti e chi più ne ha più ne metta come si dice. Ed ho citato soltanto parte delle tre religioni più diffuse al mondo: cristiana, ebrea e musulmana. E non può non venirmi in mente quanto Richard Dawkins ripete e riassume da anni.

Tutte le cosiddette sacre scritture di queste tre religioni dalla comune origine non fanno altro che ripetere pressoché continuamente parole che spingono al settarismo, all’isolamento, al razzismo, all’individualismo delle proprie culture ed all’universalità del proprio credo. Niente di meglio per fomentare un principio di esclusione di base che può essere sempre preso come giustificativo di azioni che altrimenti non avrebbero ragione d’esistere o che potrebbero essere risolte in altro modo.

La religione è un potente incentivo alla divisione ed anche se guerre o faide tra gruppi e sette religiose non riguardano quasi mai conflitti teologici la religione è comunque un’etichetta che si affibbia a qualcuno e che crea un ciclo di inimicizia e vendetta tra un gruppo e l’altro, da generazioni, etichetta che non è necessariamente peggiore di altre come il colore della pelle, la lingua o la squadra di calcio preferita, ma che spesso è disponibile in mancanza di altre etichette.

Un ortodosso serbo-croato medio nei primi anni ‘90 non ha quasi capito nulla di quanto stava per travolgere l’ex Jugoslavia ma l’etichetta musulmano del vicino di casa bosniaco, i cui figli fino al giorno prima frequentavano le stesse scuole, è bastata a scatenare odi razziali e religiosi con pulizie etniche dello stesso stampo di quelle che sono esaltata nella bibbia nei confronti dei non ebrei. Così come un protestante ed un cattolico nord irlandese sono entrambi bianchi, parlano la stessa lingua, apprezzano le stesse cose ma sembrano appartenere a specie diverse tanto è profonda la spaccatura storica che li separa con etichette tramandate di generazione in generazione e genitori, nonni e bisnonni che hanno frequentato scuole cattoliche da una parte e scuole protestanti dall’altra. Isolati e segregati da un’etichetta ideologica.

E’ innegabile che anche senza religione l’umanità tende ad essere fedele al proprio gruppo ed ostile a gruppi esterni e ci sono altri motivi di divisione ma la religione esaspera i contrasti con l’etichettatura fin da piccoli dei propri figli (come direbbe Richard Dawkins non ci sono bambini cattolici, ma bambini figli di genitori cattolici), con scuole in cui si effettua segregazione tra confessioni e non ultimo, un vero e proprio tabù nei confronti dei matrimoni interreligiosi visti anche peggio che quelli tra omosessuali!

Senza generalizzare così come spesso i religiosi hanno compiuto azioni lodevoli molto più spesso non religiosi hanno fatto anche di meglio. Non è la religione che definisce lo spirito l’etica e la morale del tempo che cambiano con questo continuamente. Qualunque sia la causa il fenomeno palese del progresso dei valori umanitari (i filosofi morali lo definiscono Zeitgeist, spirito del tempo) non è certamente perché abbiamo bisogno di dio per decidere cosa sia bene o male. Sono disposto a rispettare l’uomo che indossa un determinato abito ma non l’abito in quanto etichetta di valore assoluto perché le etichette dividono.

Qualche giorno fa un frate ha preso a bastonate una mendicante che sostava quotidianamente di fronte ad una chiesa ed oggi il papa alla consueta cerimonia dell’Angelus domenicale, ha tirato fuori la famosa parabola evangelica del ricco, dell’ago e del cammello (qui il testo).

L’esponente massimo, capo supremo e addirittura, ovviamente a loro detta, rappresentante di dio in terra della comunità religiosa più opulenta e ricca del mondo, comunità che campa dopo aver accumulato a sbafo per secoli ricche decime, che non paga tasse e si permette di interferire ogni momento e per ogni cosa in affari che non la riguardano fa la morale ai ricchi. Da che pulpito.

Che c’entra quest’ultima cosa? Non saprei ma so che c’entra…

sabato 13 ottobre 2012

Alla UE il Nobel per la pace

Quando ho letto ed approfondito la notizia dell’assegnazione all’Unione Europea sono rimasto dapprima sorpreso per la singolarità della cosa in sé ma poi, in un certo senso, colpito positivamente.

Dopo tutto anche il sottoscritto, se anche adesso è qui a scriverne, a poter seppur virtualmente, comunicare quanto penso e sento a chiunque ed ovunque nel mondo voglia e possa leggerlo lo devo anche a questo. A questa volontà di unione, partita nel lontanissimo 1957 col Trattato di Roma e che si è espansa raggiungendo quel che è, quel che siamo. Un’unione a cui ambiscono di far parte ancora in molti, persino il Marocco!

Quasi 70 anni, dal 1945, trascorsi senza guerra sul territorio europeo, dal Portogallo alla Russia e dall’Islanda a Cipro.

Lo devo alla pace duratura e continua che permette di dedicarsi ad altro senza preoccupazioni future.

E basta fare un viaggio in macchina per l’Europa, come da diversi anni mi capita di fare, per respirare e toccare con mano le piacevoli sensazioni che si provano attraversando i confini da un paese all’altro.

E già. Ha ben detto Prodi, sintetico ed essenziale come sempre: “Dalla fine dell'Impero romano mai una generazione senza ragazzi morti in guerra. L'UE ci ha dato 60 anni di pace. Vi pare poco?

Buffo pensare che il premio sia stato assegnato dalla Norvegia, paese fondatore ed artefice del Premio Nobel ma che è fuori dell’UE e che non ha in agenda nessuna intenzione di entrarvi.

Vi ricordate di quanto candidarono Silvio Berlusconi al Nobel per la Pace? Qualcuno lo avrà dimenticato altri neanche l’avranno saputo ma poco più di tre anni fa era nato persino un comitato ufficiale per farlo, con tanto di canzone promozionale! Vuoi mettere?