domenica 29 settembre 2013

Governi in crisi e crisi di governo

Norberto Bobbio diceva che la storia costituzionale si è tristemente snodata attraverso un'altalena di crisi di governo (spesso molto lunghe) e di governi in crisi (spesso molto brevi).

Da questo punto di vista La sola novità che la seconda repubblica ci ha recato in dote è la sostituzione della crisi con un eterno stato di pre-crisi, ma il rantolo è lo stesso.

Ed è ormai più di un anno che si va avanti rantolando con un susseguirsi di crisi asmatiche da più parti che non hanno però impedito di permettere ai più di sgolarsi a parlare esclusivamente degli assilli persecutori di Berlusconi.

Ed ecco la conclusione, facile presagio anche del sottoscritto. Il padre-padrone, il capo indiscusso ha staccato la spina ordinando ai suoi sottoposti un radicale quanto immediato tutti a casa. L’uomo in cui un mostruoso egoismo e la vanità possono essere più che degnamente rappresentate, ha emesso i suoi ordini considerando un partito cosa sua, come un’azienda in cui parlare di rappresentanze sindacali o comitati di operai ed impiegati sia bandito da un regime totalitario; partito che nel bene e nel male rappresenta milioni di italiani.

Ed ecco che si riaffacciano i motti demagogici che sempre accompagnano i terremoti istituzionali: l’interesse del paese.

Patetica l’ira di Letta che si è sentito tradito come se non avesse saputo fin dall’inizio che si andava alleando con chi, da lì a poco, sarebbe stato condannato in via definitiva e che avrebbe preteso il riconoscimento della persecuzione giudiziaria. Che altro aspettarsi da un delinquente mentitore di professione? Ridicola la sua reazione di fronte alla scusa dietro la quale si è trincerato Berlusconi che parla di uscita dal governo delle tasse

Mi astengo dal commentare le dichiarazioni dei vertici PdL, falchi o colombe che siano perché passano dall’assoluta mancanza di vergogna di dichiarazioni fatte col culo in faccia ad intollerabili menzogne che approfittano dalla memoria cortissima della maggioranza dei miei concittadini.

E concludo segnalando questo interessante post che molto teoricamente potrebbe trovarmi d’accordo ma l’unico motivo è che sembrerebbe l’unica strada percorribile per evitare elezioni. Ma ho sentore che M5S sprecherà un’altra occasione. Ma come dar loro torto?

In questi 20 anni di Berlusconismo il PD ha reiteratamente coperto le malefatte incapace di allestire un’opposizione seria, egoisticamente attaccata ai poteri locali che a macchia di leopardo le consentono di esistere e soprattutto turandosi il naso di fronte ad ogni figura di merda nazionale ed extranazionale a cui il cavaliere ci costringeva. Gli elettori PD sono sostanzialmente onesti e allora perché non hanno mai preteso che lo fossero del tutto anche i loro dirigenti?

sabato 28 settembre 2013

Guido Barilla. Che pasta d’uomo

Certo che il dietro front di Guido Barilla con tanto di video messaggio sottotitolato in inglese ha parecchi risvolti interessanti. Innanzi tutto che pur di non perdere soldi avrebbe chiesto scusa anche di fronte alla reazione di kamikaze islamici minacciosi! E questo è acclarato.

In sintesi questo il fatto: “Io non farei mai uno spot con una famiglia gay, non per mancanza di rispetto agli omosessuali che hanno diritto di fare quello che vogliono, senza disturbare gli altri, ma perchè non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è comunque una famiglia classica, in cui la donna ha un ruolo fondamentale...". Guido Barilla 25/09/2013

Ma la cosa che mi lascia piuttosto perplesso è l’esagerata reazione! Se dicessi da checca isterica chissà quanti strali mi tirerei dietro…l’ho detto. Reazione della comunità gay mondiale che ha protestato vivamente per il clima di emarginazione, l’omofobia palese, il razzismo pregiudiziale e chi più ne ha più ne metta.

Inizierei dicendo che da industria assolutamente privata –con una storia illustre e lunghissima, esportatrice di pasta ed altri prodotti alimentari in tutto il mondo- saranno sacrosanti cazzi del sig. Barilla decidere e dichiarare con cosa e con chi fare gli spot. Se è per questo il decoro è già duramente messo alla prova dalle famigliole del famigerato ed inesistente “Mulino Bianco”, dai piccolini e dall’immagine del solitario Banderas che ingrassa con le sue merendine e guarda con cupidigia la gallina con cui convive…

Ma quello che mi infastidisce è che, come spesso accade, ogni qual volta viene toccato l’argomento omosessualità gli appartenenti alla categoria debbano esageratamente ostentare i loro diritti ed il loro orgoglio omosessuale e farsi distinguere ad ogni costo evidenziando qualcosa che, stando a quanto loro stessi affermano, è (per loro) assolutamente naturale e normale. Proprio come i “gay village” enormi come quello di Roma, i “gay pride” assolutamente inutili ed il gridare alla mancanza di politically correct ogni volta che si parla di loro. E basta! Credo che i più abbiano ormai capito che non c’è più emarginazione ed esclusione, condanna e persecuzione dell’omosessualità e che come disse Checco Zalone a lo zio…siamo nel 3000…”. Insomma se Barilla avesse detto che non farebbe mai spot con quelli con la pancia o con la gobba la relativa comunità fosse insorta nello stesso modo!

Perché i villaggi ad hoc? Non possono frequentare i locali normalmente? Insomma sono come i negri americani che a loro volta hanno i loro bar, le loro discoteche e che, cascasse il mondo, ancora oggi non fanno un film in cui si veda una coppia mista! Allora chi è che viene escluso o piuttosto mi pare che si auto escludano.

E pure voi, omosessuali di tutto il mondo. Ci sono centinaia di marche di pasta…e proprio la Barilla cercate che non è neanche ‘sto granchè?

Non mi sono mai occupato di argomenti del genere proprio perché sono del tutto indifferente ai gusti sessuali e non ho affatto problemi di omofobia né qualcosa in contrario se qualcuno o qualcuna vogliano vivere una vita (omo)sessuale, ed affettive come conseguenza, diversa dalla norma.

Ma glielo spiegate voi ad un bambino di tre anni uno spot con il mammo ed il babbo o con la mamma e la babba?

PS) giusto qualche giorno fa ho visto per strada due uomini grandicelli baciarsi quando difficilmente si vede una qualsiasi coppia etero farlo tranne rarissimi casi di adolescenti in piena tempesta ormonale…sarà ma per me è ostentazione!

giovedì 19 settembre 2013

San Gennaro facite ‘a grazia

Festa San Gennaro

Sono appena tornato da una breve trasferta lavorativa a Napoli. E come sempre quanto riporto lo faccio con tristezza nei ricordi di quella Napoli che tanto mi piaceva ed amavo quando ci andavo col caro zio Vittorio.

Qualche altra volta su queste pagine ho avuto modo di riportare le impressioni terribili che ricavo nel vedere come mese dopo mese, amministrazione dopo amministrazione, nulla cambi nella china, lenta ed inesorabile, che la città ed i suoi cittadini hanno imboccato: quella di un degrado costante che ha fatto pronunciare ad un mio collega che non era mai stato a Napoli “mi sembra di stare in qualche favelas sudamericana!”.

Ma stavolta l’idea che mi sono fatto è diversa da quella espressa a volte. Fino a poco tempo fa ritenevo che la città fosse formata da una maggioranza di persone per bene in stile “Un posto al sole”, la nota soap di RaiTre che dal 1996 fa credere al resto d’Italia che Napoli sia un posto meraviglioso. E questa maggioranza ostaggio dei cattivi.

Non sono i panni stesi, le macchine contro mano, i sensi unici violati e neanche i vicoli stretti fatiscenti e maleodoranti di un’edilizia improvvisata e arrampicata dal mare verso il Vomero e Camaldoli o Posillipo e paradossalmente non è neanche l’azione del singolo o lo stato di degrado e grigiore inesorabile degli intonaci scrostati ovunque. Ma è l’atmosfera complessiva che si percepisce che mi spingono amaramente a pensare che saranno sì in maggioranza persone per bene che nel loro angolo individualistico sono come tanti ma che tutti insieme formano quella comunità: i napoletani appunto ed il loro modus vivendi.

Durante le pause per il pranzo si chiacchierava del più e del meno con due tecnici che hanno collaborato con me e dal livello culturale decisamente basso e durante queste conversazioni è emerso ad esempio come questo essere napoletano si esprima. Uno di loro ad esempio è passato con classe dall’antico a Napoli non c’è lavoro ad una disquisizione in buona fede su come il napoletano sia specializzato nel fregare il prossimo perché, dato che appunto non c’è lavoro, impera l’arte di arrangiarsi. E queste sono cose che sentiamo da decenni. E l’altro, che evidentemente vive in una bella casetta abusiva alle pendici del Vesuvio che asseriva sicuro che il Vesuvio è morto e che è il governo che dice che è pericoloso perché li vuole mandar via senza cacciare soldi…con buona pace del vulcanologo giapponese e dei suoi avvertimenti recenti (visto che sicuramente Plinio e i calchi di Pompei sono inutili prove).

Domanda retorica. Possibile che in decenni non ci sia stato modo di risollevare Napoli ed i napoletani ad un livello analogo a quello di altre situazioni italiane che (ri)partivano dalla stessa condizione di degrado post bellico? E cito il 1945 tanto per fissare un limite al passato.

Nulla cambia ed anzi sembra quasi che esista una volontà al mantenimento se non al peggioramento. Non stiamo parlando solo delle periferie degradate, della suburra raccontata da Saviano ma anche del centro, compreso il più antico e storico, della zona delle rappresentanze governative della città. Possibile che basti entrare a Napoli ed osservare lo stato delle strade e delle case per sentirsi in un posto strano…sensazione che non si prova in nessun’altra città italiana e che non ho mai provato in nessuna delle tante città europee che ho visto?

E allora la mia conclusione è che esiste davvero questa volontà. Ed è una maggioranza di napoletani che schiaccia quei pochi rassegnati perché questo è l’unico modo per nascondersi dietro un anonima napoletanità e poter continuare a fare i loro interessi primo fra tutti l’interesse a mantenere costante la situazione. Un napoletano fuori Napoli è infatti immediatamente identificabile (un esempio: un pullman di napoletani in gita che si ferma in autogrill).

Oggi a Napoli si festeggia San Gennaro ed in milioni in tutto il mondo (da New York a Sidney)chiederanno le loro piccole grazie, tutte mirate a guadagnare qualcosa di estremamente personale ed individuale a loro esclusivo vantaggio e, volenti o nolenti, fregando qualcun altro. E questa cosa la parodiava il compianto Massimo Troisi nel 1978: trentacinque anni fa.

Che si sciolga o meno quella sostanza tissotropica che gli stolti credono essere sangue non importa, purché sia un coro di San Genna’…facite ‘a grazia!

Il tesoro di San Gennaro (sicuramente arricchito da pesanti donazioni d’origine malavitosa e camorristica) si dice valga più di quello della Corona inglese o degli zar.

Venderlo per fare qualcosa, qualsiasi cosa, no? No, perché nulla deve cambiare e nulla cambierà affinché l’antico adagio sia perpetuato: chiagne e fotte.

Mi è molto piaciuto anche quanto riportato poco fa su “Il post”.

Massimo Troisi e Lello Arena - 1978

mercoledì 11 settembre 2013

Tirocinio Formativo Attivo-La gigantesca presa per il culo

Poco più di un anno fa presagivo in questo post che l’iniziativa nota come Tirocinio Formativo Attivo (TFA) stava assumendo le dimensioni di una colossale presa per il culo. E quindi trasformiamo la domanda in affermazione togliendo il punto interrogativo e togliamo ogni dubbio trasformando l’articolo da indeterminativo a determinativo.

Nel precedente governo l’allora ministro Profumo sembrava avesse individuato correttamente che la strada per accedere all’insegnamento doveva essere quella canonica ed utilizzata in tutto il mondo: un concorso per titoli ed esami ed una corretta programmazione e distribuzione delle risorse docenti e solo a chi sia in possesso del titolo abilitante all’insegnamento.

Accade ora che già da domenica la neo ministra Carrozza di questo attuale governo abbia completamente stravolto le cose sintetizzando con un laconico “Basta concorsi! Dobbiamo dare garanzie a chi già lavora nella scuola” ed il decreto appena varato parla di 69.000 assunzioni nei prossimi 3 anni che in realtà assunzioni non sono: sono infatti regolarizzazioni degli attuali precari. In tutto questo la signora sembra essersi completamente dimenticata dei vincitori del concorso del TFA che alla fine del percorso formativo hanno conseguito abilitazione!

In linea di massima la cosa è condivisibile perché è intollerabile che in Italia esistano migliaia di insegnanti –la cui validità non è qui in discussione- che spesso quarantenni debbano veder confermato il posto di lavoro anno dopo anno. Così come sono condivisibili posizioni quali quelle espresse di recente come sulle pagine di questo blog.

Ma allora perché dare illusioni e speranze a migliaia (più o meno 12.000 in tutta Italia) di neolaureati od anche a professori magari in ruolo per una materia desiderosi di insegnare altro abilitandosi all’uopo.

Mesi di studio e tirocinio e la non indifferente spesa variabile dai 2500 ai 5000 € a seconda dell’Università presso cui si è acceduto dopo aver passato un concorso preselettivo piuttosto duro.

Ecco perché appare ormai palese come oltre il danno la beffa e quindi che di gigantesca presa per il culo si tratta. Fumo negli occhi a migliaia di speranzosi e volenterosi aspiranti docenti che nonostante la situazione degli insegnanti italiani sia la peggiore d’Europa hanno cercato di inserirsi nel blindatissimo mondo della scuola.

Certo i precari vanno in qualche modo sistemati non c’è dubbio ma anziché condannare questi neo abilitati all’insegnamento all’oblio o rimandarli al prossimo turn over da pensionamento (come minimo tra altri 5 anni!) perché non dar loro la possibilità di inserirsi con meccanismi di scorrimento diversi da quelli di cui si discute in queste ore?

Certo che da un governo impegnato da mesi a preoccuparsi di riabilitare Berlusconi c’era da aspettarselo che sugli abilitati veri si facesse una cazzata del genere.

venerdì 23 agosto 2013

Civili

Di fronte a certe notizie non riuscirò mai a comprendere la logica che c’è dietro l’atteggiamento di determinati stati e relativi governi che dovrebbero stare dalla parte dei buoni nei confronti dei cattivi.

A quanto pare in Siria avrebbero usato armi chimiche sull’inerte popolazione civile con un bilancio, solo stavolta, di oltre 1000 morti.

Armi chimiche? Chi osa gridano il presidente ONU da un lato e Barack dall’altro? Si tratta di crimine contro l’umanità con gravi conseguenza dicono e se la cosa sarà confermata insomma qualcosa dovremo fare…aggiungono. E la comunità internazionale si mobilita e il papa di certo si appellerà a quest’ultima. Bugia! Menzogna! Propaganda! Ribattono Assad e la Russia che tutto sommato anche caduto il muro protegge le aree di influenza con la stessa determinazione dei tempi di Breznev o Krusciov!

E con buona pace di Luttwak ricordo che furono gli strateghi della Wehrmacht nella seconda guerra mondiale a capire che i civili potevano essere usati come fossero essi stessi un'arma ulteriore. Nelle loro rapide avanzate creavano orde di sfollati che spingevano appositamente in direzione delle truppe avversarie a contrastarne il percorso. Ed almeno fino alla guerra scatenata dall'Unione Sovietica con l'invasione dell'Afghanistan i civili sono sempre stati dimenticati e lasciati al loro destino.

Cosa cambia per questi signori se quanto accade in Siria oggi ai civili dipenda da armi chimiche piuttosto che da un intenso cannoneggiamento d’artiglieria su un quartiere a caso?

Mi rendo conto di quanto qualsiasi intervento esterno in quella zona del mondo sia estremamente delicato ma allora perché non molti anni fa ONU e NATO decisero di intervenire in massa bombardando Belgrado a fronte del timore che i serbi facessero strage dei kossovari (con gas nervini, mortai da 120 mm od a mani nude poco importa): e questo è solo uno delle decine di esempi fattibili.

Ancora una volta non c’è interesse affinché ci sia la giusta determinazione ad intervenire; non c’è volontà per timore di infastidire gli antagonisti di sempre e soprattutto non c’è motivo per interessarsi veramente se non obtorto collo.

E intanto i civili muoiono ed i profughi sono milioni ammassati nei campi là intorno. E non sono forse come morti le migliaia che arrivano da giorni quotidianamente sulle nostre coste? Non è forse morte quella civile di chi è costretto a lasciare tutto per fuggire dalla guerra?

mercoledì 7 agosto 2013

Empatia

Una delle qualità umane biologicamente intrinseche è la cosiddetta empatia, ovvero quel particolare stato d’animo che ci consente di immedesimarci in qualche modo in altri esseri viventi e soprattutto in nostri simili. Se volete capire cosa rende un essere umano buono osservatelo nei rapporti che ha con un animale domestico da compagnia, primi fra tutti cani e gatti ma a seguire possiamo citare senza ombra di dubbio tartarughe, conigli ed altri roditori vari, uccelli di ogni taglia finanche rettili ed altri bizzarri animali.

Il rapporto che si crea con i nostri “cuccioli” è talmente forte da essere assimilabile a quello che abbiamo con i nostri figli. Ci immedesimiamo empaticamente in loro tanto d’esser convinti che quanto noi pensiamo essi pensino, le emozioni che crediamo provino e l’estrema antropomorfizzazione del loro comportamento siano la realtà. Se soffrono o stanno male stiamo in pena per loro e se vediamo qualcuno trattar male un animale reagiamo violentemente, e giustamente, in sua difesa. Tutto questo è quanto definito come empatia.

L’empatia è fondamentale per il comportamento moralmente ed eticamente condivisibile a livello societario perché la regola aurea di qualsiasi comportamento morale implica la necessità di mettersi al posto di un altro per capirlo e non occorrono religione o regole divine per accettarlo perché il comportamento empatico è codificato e le neuroscienza e la biologia sono oggi in grado di tracciare con esattezza quali parti del cervello sono sollecitate e quali ormoni vengono prodotti in associazione ai comportamenti gentili e buoni. Ed è sempre l’empatia, retaggio primitivo e consolidato in ognuno di noi, che ci rende solidali e partecipi alle sofferenze del nostro vicino, che ci commuove di fronte allo stato di singoli o di intere popolazioni, che ci muove e ci spinge a fare donazioni per esempio od a fare volontariato perché abbiamo ereditato l’attitudine a proteggere i membri della nostra stessa specie.

Bontà e gentilezza sono biologicamente codificati e fisiologicamente innati.

Come spiegare allora il male? Le cattive azioni? E come apice massimo le atrocità e gli orrori dei genocidi di intere popolazioni? La ferocia e la crudeltà assolutamente gratuite nei confronti di altri essere umani? Un esempio per tutti le atrocità commesse nei campi di concentramento nazisti già a partire dai primi anni ‘30.

Perché a coloro i quali sono riusciti da esseri umani contro uomini, donne e bambini ad esercitare tanta crudeltà l’indottrinamento sociale e culturale, politico o religioso, è stato tale da convincerli che si agiva contro esseri non-umani. Ed ogni qual volta che invece negli aguzzini emergeva reagendo con violenza il comportamento empatico essi od esse realizzavano che invece si trattava di essere umani. Il comportamento di un predatore nei confronti di una preda può sembrare, per antropomorfismo, crudelmente gratuito ma in realtà è biologicamente normale in quanto parte dell’economia del sistema che vede i primi agire contro specie diverse e per la protezione della loro ed ovviamente vale il contrario quando le prede diventano via via più specializzate nello sfuggire ai predatori in una continua corsa agli armamenti come direbbe Richard Dawkins.

Ogni qual volta un essere umano arriva alla conclusione che altri esseri umani non appartengono alla loro stessa specie scattano i meccanismi che provocano crudeltà, disgusto e paura e che portano al male e soprattutto nei genocidi del secolo appena trascorso –e l’olocausto ebraico è solo quanto numericamente più concentrato nel tempo e nello spazio sia mai successo nell’intera storia dell’umanità- le motivazioni sono quelle che derivano dalla classificazione in subumani o bestie di esseri umani nei confronti di loro simili e non si tratta quindi di applicare il concetto di nemico ma qualcosa che lo trascende.

Indottrinamento è la parola chiave.

Quanto sta accadendo alle società nel corso degli ultimi decenni, dell’ultimo secolo, è frutto della loro trasformazione che le rende via via più liberali, tolleranti e più aperte all’integrazione e comunque si voglia porre la questione indubbiamente migliori di generazione in generazione. Quanto soltanto pochi decenni fa era assolutamente non dico inaccettabile ma addirittura inconcepibile nella stragrande maggioranza delle culture occidentali ed orientali oggi è l’assoluta normalità. Empatia e condivisione delle informazioni.

Il mio ottimismo sulla natura profonda dell’essere umano deriva dalla mia profonda convinzione che tanto più l’umanità saprà lasciarsi alle spalle la religione in qualsiasi forma rendersi laica e svincolata da questa quanto più il miglioramento aumenterà a ritmi esponenziali.

Se siamo quindi condotti biologicamente ad una moralità di origine e tipo non religioso quanto dobbiamo assolutamente contrastare ed evitare è la demonizzazione di altri gruppi di umani che per diversa religione vengono trattati come disuguali; tra le tante altre cose questa è una delle cause prime che provoca un brusco calo del comportamento empatico. Quanto dobbiamo invece fare è aumentare continuamente il diametro del cerchio degli essere umani con cui provare empatia abbattendo qualsiasi forma di barriera che ci divida a cominciare dal tribalismo delle religioni, delle distinzioni di classe ed ideologiche.

La conoscenza scientifica che abbiamo oggi dell’empatia e la memoria di come le cose siano andate tragicamente male nel passato aiuta nell’impresa e la buona notizia è che, volenti o nolenti, lo stiamo già facendo: fino a 200 anni fa era normale ed accettato avere schiavi ed oggi sarebbe considerato barbaro. Anche se pesantemente presente e continuamente serpeggiante per il razzismo è lo stesso. Fino a tutti gli anni ‘70 in moltissime ex colonie inglesi era un’attitudine padronale normale considerare gli indigeni come essere inferiori, nella migliore delle ipotesi come bambini non in grado di far nulla né di badare a sé stessi se non opportunamente guidati (e sfruttati) dai coloni bianchi: oggi questo è inaccettabile ed impensabile.

La nostra attitudine all’empatia con una più società sempre più razionale e tollerante credo ci stia rendendo sempre più morali ed etici di quanto sia mai accaduto prima d’ora.

Ed anche se molte fonti d’informazione e parecchi moralisti affermano che la società stia degradando e precipitando peggiorando di anno in anno a ritmi vorticosi i dati oggettivi dimostrano il contrario.

Molti ricercatori hanno analizzato con cura la messe enorme di dati a disposizione in molti archivi di stato compreso quelli del Dipartimento di Giustizia statunitense e britannico scoprendo che quanto più le società occidentali si allontanano dalla religione quanto più aumenta la civilizzazione.

Negli ultimi 40 anni il numero di stupri è diminuito negli Stati Uniti dell’80% ed il tasso di abusi domestici di varia gravità è calato enormemente sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti e per quanto riguarda il primo il dato sorprende ancora di più visto che contemporaneamente è aumentato moltissimo anche il numero di denunce che seguono il reato che prima era molto più spesso taciuto da parte delle stesse vittime. Calano anche gli abusi sui minori e gli atteggiamenti razzisti, omofobici ed addirittura i reati di maltrattamento degli animali sia in laboratorio che nella quotidianità.

La percezione errata e cioè che le cose stiano andando nella direzione opposta dipendono dal maggior grado di denuncia e diffusione di notizie relative a reati come questi ma soprattutto dall’aumento del grado di interesse, preoccupazione e disapprovazione che l’essere umano prova oggi rispetto al passato; se ognuno di noi ad esempio pensa che ad esempio la pedofilia stia aumentando è solo perché si fa più attenzione ad episodi del genere e si fa di tutto affinché siano denunciati e perseguiti concorrendo indirettamente alla loro riduzione.

Un altro esempio eclatante deriva dalla scomparsa dei conflitti tra paesi sviluppati e non solo. Persino nei paesi emergenti ai quali spesso si pensa come luoghi in perenne conflitto contro qualche altro paese i numeri dimostrano chiaramente che negli ultimi 20 anni la quantità di conflitti e vittime di questi sono collassati dalla fine della guerra fredda con un numero di morti per guerra che ha raggiunto il minimo storico. In un modo di 7 miliardi di abitanti mai come prima d’ora una minoranza muore per guerra.

Se siano etica e morale che migliorano biologicamente svincolate dalle etichette e dalle suddivisioni di stampo per lo più religioso ed ideologico è per me evidente ed altrettanto indiscutibile che c’è qualcosa nelle società dal libero dialogo, arricchite da informazione libera ed aperta e pronte al dibattito razionale che porta prove crescenti che tutto questo ci spinge nella direzione giusta: una direzione radicata nell’essere umano ed indipendente da qualsiasi forma di indottrinamento.

Cinicamente è affermabile che la moralità religiosa applicata alla natura umana rappresenta un metodo efficace per mantenere allineato il genere umano magari con la minaccia dell’inferno o la promessa della vita eterna ma le regole scritte sui santi libri appaiono oggi sempre più obsoleti e spesso eticamente inapplicabili.

La scienza mostra invece che siamo governati da regole nascoste piuttosto logiche che hanno a che fare con ragione ed empatia: a gestire qualsiasi comportamento e gli estremamente complessi ed evoluti sensi umani. Ancora più importante il fatto che si viva in un’epoca governata dalla razionalità che ci consente di guardare indietro nel passato a ciascuno dei periodi in cui l’essere umano ha assunto comportamenti sbagliati permettendoci di evitarli e questo è, sicuramente, un progresso concreto e reale perché stiamo vivendo in un mondo che diventa ogni giorno più civilizzato ed attento alle esigenze altrui con l’opportunità di sviluppare nuova moralità: e questo è quanto di più eccitante possa esserci nell’appartenere al genere umano.

sabato 3 agosto 2013

Niente monetine

L’aspetto più grottesco e drammaticamente indicativo dello stato generale di degrado politico del nostro paese che ho colto in tutta questa storia della condanna a Berlusconi è come hanno reagito i suoi per non parlare della generale indifferenza. Reazione annunciata dall’appoggio continuo a quest’uomo che esercita pesantemente il culto della personalità ed un vanitoso carisma nonostante tutto quel che è ormai provato abbia fatto: da perfetto sconosciuto uomo d’affari sull’orlo del fallimento ad osannato leader politico con una vita di malaffare e malcostume alle spalle.

La reazione è assimilabile a quella dei sostenitori di un dissidente di un qualsiasi regime totalitario alla notizia del suo arresto o dell’esilio se non addirittura l’eliminazione fisica; ovviamente la differenza fondamentale è che se così fosse questa opposizione politica sarebbe tacitata dal regime mentre ovviamente la nostra democrazia consente loro di esprimere solidarietà al capo ingiustamente condannato.

Questo paradosso del sostegno ai tanti Cetto Laqualunque a fronte di una condanna penale (al terzo grado di giudizio!) mi lascia sgomento ma non sorpreso.

E’ a Berlusconi che i deputati ed i senatori PdL hanno rimesso le loro potenziali dimissioni non al governo, agli elettori e tanto meno agli italiani! La standing ovation, il mite Bondi che parla con toni che evocano la guerra civile e la patetica quanto giuridicamente improbabile richiesta di grazia!

E l’altra sera davanti a Palazzo Grazioli non una voce fuori dal coro, non un dissenso ma solo applausi e lacrime.

Il confine sul quale al massimo i pidiellini si dividono non è se liberarsi -in una sorta di Gran Consiglio del 25 luglio- del libertino e disonesto capoccia che rischia di trascinare tutti a fondo ma se continuare o meno a sostenere il governo Letta visto che il padrone dell’azienda PdL avrà (o meglio dovrebbe avere) la bocca politicamente cucita.

Auspico la caduta del governo perché sarà dimostrato che Berlusconi e C continueranno a prendere voti, ed anche parecchi.

Che sia stato condannato ora, che sarà condannato da qui al 2016 in almeno altri tre dei processi a suo carico non frega niente a nessuno, nemmeno agli elettori di sinistra.

Almeno 20 anni fa qualche monetina volò anche se forse oggi, con quel che pesano i 5 centesimi non ci sarebbe stato gusto.

A coloro i quali allora erano troppo giovani consiglio vivamente di vedere questi tre minuti di video…credo siano emblematici.