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sabato 8 marzo 2014

Meritocrazia un cazzo!

tesidilaureaLa meritocrazia. Questa sconosciuta.

In Italia vige ancora una legge del 1933 (!) che impedisce a chiunque stia frequentando corsi post laurea (dottorati, master, scuole di specializzazione) di accedere ad altri corsi di formazione che consentano di conseguire titoli quali abilitazioni all’insegnamento o specializzazioni in ambito scolastico. Una deroga del 2009 ammette la concomitanza solo per corsi post laurea da meno di 1500 ore e per meno di 60 crediti...in pratica nessuno!

Questa deroga poi è abbastanza ridicola ed il pensiero va subito al sospetto che si volle certo favorire qualcuno od il di lui figliolo!

Posso rendermi conto che l’impegno che la concomitanza di tali impegni di studio e frequenza possa creare non pochi problemi a chi vi accede; ma visto che non esiste nessuna legge per cui è vietato iscriversi a due corsi di laurea contemporaneamente non si capisce proprio perché questa legge sia tuttora in vigore! I concetti sono analoghi.

Sarà un problema del singolo sentirsi in grado di sostenere entrambi gli impegni o no? Oppure un problema delle università decidere che un dottorando che frequenta o produce poco a causa di altri impegni non sia degno od in grado di proseguire?

Faccio presente che i corsi da frequentare a titolo esclusivo ed incompatibili con altro non è che siccome sono erogati gratuitamente dallo Stato allora dovremmo concedere qualcosa in cambio...Macchè! Sono a pagamento (da 2500 ad oltre 4000 €) e vi si accede con una dura selezione basata su tre prove specialistiche! Lo stesso dicasi per i master o per i dottorati che, salvo pochi raccom…ops, fortunati e laddove sia prevista una borsa di studio, sono altrettanto cari e dispendiosi!

Ed i corsi di specializzazione d’indirizzo scolastico sono spesso sostenuti con ulteriori aggravi e fatiche da parte di gente che sta già lavorando come supplente o come professore di ruolo che aspira a fare qualcosa di diverso, di più gratificante.

Quindi visto che, ed addirittura di recente molti quotidiani gongolavano nel raccontare che non vale la pena studiare, una laurea non basta, un dottorato non basta, anni di sacrifici da parte degli studenti e delle loro famiglie non servono ad una beneamata, almeno che si consenta ad ogni studente di ammazzarsi di studio e di specializzazioni come meglio crede visto che lo paga, in ogni senso, di tasca propria e su base volontaria!

E soprattutto visto che un lavoro stanno provando a comprarselo!!! E cioè dato che non si trova gratuitamente e come cosa dovuta da parte di qualsiasi Stato che sia0 degno di questo nome!

Se non diamo loro neanche la possibilità di distinguersi per meriti di studio e per gli impegni e le fatiche concrete è inutile stare a blaterare di…meritocrazia!

Una nota di merito fuori tema all’ex ministro Profumo, quello del governo Monti, l’unico che nonostante la brevità del suo incarico sembrava avesse finalmente capito qualcosa sul da farsi. Lo stesso che ha indotto un corso per conseguire l’abilitazione (il famigerato TFA su cui ho scritto diverse volte) e conseguente concorso.

Profumo aveva proposto con ddl l’abolizione della legge del 1933 ma poi è arrivata la Carrozza ed ha sputtanato tutto. Niente più concorsi (alla faccia dei 12.000 abilitati) e niente più ddl. Sappiamo quanto è durata, per fortuna.

L’attuale ministro? La Giannini? Non lo so, è arrivata ora e non voglio sparare a zero, anche se sparerei sulla croce rossa. Ma sono abbastanza sicuro che sarà un’altra inutile persona Dopo tutto la previsione è facile: la statistica aiuta. Il 95% dei ministri dell’Istruzione del passato hanno solo fatto casino e danni, in cima all’elenco la Gelmini e la Moratti. E non state a fare i sofisti pensando che anche gli altri ministri di altri dicasteri hanno fatto lo stesso!

Personalmente poi questa roba del dottorato (appartengo ad altra generazione) la ritengo un’altra minchiata importata di sana pianta dagli Stati Uniti (dove i corsi universitari hanno tutt’altro tenore e durata!). A quanto pare oggi aver conseguito la laurea non basta, se non hai un dottorato non sei nessuno. Che clamorosa imbecillità fatta per continuare a spillare soldi alle malcapitate famiglie degli studenti e continuare ad alimentare un flusso di denaro utile a sostentare una maggioranza di imboscati e raccomandati (e questo è lo stesso motivo per cui qualche furbetto un paio di decenni fa si inventò che i corsi di laurea fino ad allora quadriennali dovettero diventare quinquennali, o le lauree 3+2 e 4+1…)

A questo link una delle tante fonti che parlano anche di recente di questa legge regia se non fascista.

PS) E diciamola tutta che si tratta del solito interesse privato in atto pubblico. Me la prendo così tanto perché una persona vittima di questo ennesimo non senso tutto nostrano è proprio mia figlia, che dopo esser stata presa in giro col TFA dovrà rinunciare al dottorato per specializzarsi sul sostegno! E come lei a migliaia!

sabato 14 dicembre 2013

Abilitazioni diversamente abilitanti

Scusate il gioco di parole con i diversamente abili, aka handicappati, ma in questo momento del politically correct non me ne può fregare di meno visto che la cosa interessa proprio la formazione di quelle persone che dovranno occuparsi proprio del sostegno necessario ad evitare le discriminazioni che fino a non molto tempo fa tenevano i ragazzi fuori dalla scuola!

Chiuso il capitolo TFA per consentire a 12.000 persone in Italia di conseguire l’agognata abilitazione, figlia compresa,  al termine di una rigorosa selezione e di un corso costati tempo e denaro salvo poi rivelarsi pressoché inutili vista la miopia dell’attuale ministro Carrozza. Vista la carenza di insegnanti (si parla di migliaia di cattedre necessarie) in grado di esercitare il sostegno ad alunni od alunne con disabilità di vario tipo è stato aperto non molto tempo fa quello del cosiddetto Corso di specializzazione per il sostegno. Una specie di TFA comunque.

E allora sotto con le varie università che si propongono come sedi per i test e quindi formative: della serie intanto iniziamo ad incassare dai 100 ai 200 € per ogni candidato solo per essere ammessi alla preselezione con i soliti quiz a risposta multipla, spesso sbagliati nella formulazione delle domande. Poi come d’uso, scritti ed orali.

E tra gli atenei anche università non statali che sono state regolarmente autorizzate dal MIUR a mettere a disposizione un certo numero di posti in base alle esigenze regionali.

Il buongiorno si vede dal mattino si dice. E questo è il mattino dei risultati della LUSPIO (oggi UNINT), una delle private di cui sopra che ha messo a disposizione un certo numero di posti inserendo, contrariamente alle aspettative, altre sedi e c’è da chiedersi come mai tutte al meridione.

Direi che basta osservare i quadri dei risultati per rendersi conto che qualcosa stona. Prendiamo ad esempio i risultati di Roma per la secondaria superiore.

354 partecipanti, 6 ammessi. 1,7%

Confrontiamoli con Palmi.

149 partecipanti, 72 ammessi. 48,3%

Palmi? Se dovessimo dar retta alla statistica davvero è cosa nota che il livello culturale medio è direttamente proporzionale alla latitudine ergo mi sarei aspettato una diversa distribuzione percentuale.

Che dire poi di quel roboante 77% di Reggio Calabria per la secondaria di primo grado? Ora non vorrei fare del qualunquismo ma mi ci state tirando a forza!

Insomma qui la statistica somiglia proprio ai tentativi di giustificare, statisticamente ça va sans dir, i risultati delle estrazioni della trasmissione televisiva “Affarituoi” che ha già subito una condanna in primo grado mi pare!

Lascio a voi ogni altra considerazione…numerologica!!!

E non mi si dica che sono di parte perché conosco molto bene uno dei canditati trombati. Avendo questi partecipato a Roma direi che fa parte di quei 348 mega ignoranti nonostante le sue due lauree con 110 e lode! Che ci vuoi fare…

NOTA. I risultati sono disponibili agli ammessi al gruppo chiuso di Facebook “Causa alla Luspio per il test…”

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mercoledì 11 settembre 2013

Tirocinio Formativo Attivo-La gigantesca presa per il culo

Poco più di un anno fa presagivo in questo post che l’iniziativa nota come Tirocinio Formativo Attivo (TFA) stava assumendo le dimensioni di una colossale presa per il culo. E quindi trasformiamo la domanda in affermazione togliendo il punto interrogativo e togliamo ogni dubbio trasformando l’articolo da indeterminativo a determinativo.

Nel precedente governo l’allora ministro Profumo sembrava avesse individuato correttamente che la strada per accedere all’insegnamento doveva essere quella canonica ed utilizzata in tutto il mondo: un concorso per titoli ed esami ed una corretta programmazione e distribuzione delle risorse docenti e solo a chi sia in possesso del titolo abilitante all’insegnamento.

Accade ora che già da domenica la neo ministra Carrozza di questo attuale governo abbia completamente stravolto le cose sintetizzando con un laconico “Basta concorsi! Dobbiamo dare garanzie a chi già lavora nella scuola” ed il decreto appena varato parla di 69.000 assunzioni nei prossimi 3 anni che in realtà assunzioni non sono: sono infatti regolarizzazioni degli attuali precari. In tutto questo la signora sembra essersi completamente dimenticata dei vincitori del concorso del TFA che alla fine del percorso formativo hanno conseguito abilitazione!

In linea di massima la cosa è condivisibile perché è intollerabile che in Italia esistano migliaia di insegnanti –la cui validità non è qui in discussione- che spesso quarantenni debbano veder confermato il posto di lavoro anno dopo anno. Così come sono condivisibili posizioni quali quelle espresse di recente come sulle pagine di questo blog.

Ma allora perché dare illusioni e speranze a migliaia (più o meno 12.000 in tutta Italia) di neolaureati od anche a professori magari in ruolo per una materia desiderosi di insegnare altro abilitandosi all’uopo.

Mesi di studio e tirocinio e la non indifferente spesa variabile dai 2500 ai 5000 € a seconda dell’Università presso cui si è acceduto dopo aver passato un concorso preselettivo piuttosto duro.

Ecco perché appare ormai palese come oltre il danno la beffa e quindi che di gigantesca presa per il culo si tratta. Fumo negli occhi a migliaia di speranzosi e volenterosi aspiranti docenti che nonostante la situazione degli insegnanti italiani sia la peggiore d’Europa hanno cercato di inserirsi nel blindatissimo mondo della scuola.

Certo i precari vanno in qualche modo sistemati non c’è dubbio ma anziché condannare questi neo abilitati all’insegnamento all’oblio o rimandarli al prossimo turn over da pensionamento (come minimo tra altri 5 anni!) perché non dar loro la possibilità di inserirsi con meccanismi di scorrimento diversi da quelli di cui si discute in queste ore?

Certo che da un governo impegnato da mesi a preoccuparsi di riabilitare Berlusconi c’era da aspettarselo che sugli abilitati veri si facesse una cazzata del genere.

martedì 24 luglio 2012

TFA-Una gigantesca presa per il culo?

Proprio mentre il ministro del MIUR (ciò che una volta era giolittianamente definita come “Pubblica Istruzione”) tranquillizza che i soldi per avviare il nuovo anno scolastico ci sono (purché ogni studente provveda alla propria razione annua di carta igienica…) appaiono laconiche e sinistre le notizie relative ai primi risultati dei test di ammissione al TFA – Tirocinio Formativo Attivo per aspiranti docenti della scuola media e superiore, precari permettendo ma questa è un’altra storia!

Per i pigri riassumerò dicendo che si fa un concorso per esami per essere ammessi al TFA. Il concorso è molto complicato. Pagando 100 € di tassa e spendendo un bel po’ nell’alimentare il canale editoriale degli specializzati in pubblicazioni formative in parte note ed in parte nate ad hoc per questo concorso si accede alla prima preselezione, passata la quale ci sono altre prove scritte ed orali specifiche per la classe di concorso specifica per cui si partecipa (matematica, scienze, storia e filosofia ecc). Se si passano tutte si ha infine diritto di essere ammessi al tirocinio presso una qualche scuola superiore con tanto di tutor (e a sentire chi oggi insegna la cosa è molto oscura per tutti, dal preside al bidello). Ovvio che il periodo di tirocinio di un anno si paga la bellezza di 2500 €, niente male per un disoccupato; alla fine del tirocinio la sospirata “cattedra” se non altro nella provincia scelta e sempre che questa nel frattempo non sia stata abolita! E ciliegina sulla torta…frequenza obbligatoria e costante, il che vuol dire che non è possibile effettuare altri lavoretti tanto per campare…

Qui due articoli da “Il Corriere della Sera

Quiz Filosofia, solo il 3% di ammessi
Tfa, test per docenti pieni di svarioni

Giusto qualche giorno fa la mia figlia maggiore, aspirante tirocinante, imprecava in varie lingue nei confronti delle iniziative spesso decisamente inique della cosiddetta spending review asserendo che i tagli avrebbero comportato l’ennesimo concorso burla, tanta fatica, sacrifici e denaro spesi da centinaia di migliaia di aspiranti a fronte di qualche decreto annulla decreto perché tanto i fondi per pagare i neo docenti non ci saranno nonostante il turnover ed i calcoli ministeriali. Come darle torto soprattutto se pensiamo ai calcoli del Ministro del Lavoro che si è dimenticata decine di migliaia di esodati?

Già la modalità di assegnazione dei posti alle sedi universitarie da scegliere ed in cui concorrere ha scatenato polemiche relative alle iniquità nei rapporti posti/territorio che pare favorirebbero gli aspiranti candidati associati alle università piccole e molto provinciali ed ora anche le prime notizie sul tipo e sull’esito dei primi test è in odore di beffa.

Ma nel frattempo le Università a cui gli aspiranti hanno dovuto associare la propria candidatura hanno incassato un bel centone da ogni aspirante come tassa di ammissione all’esame per mettere a disposizione aule, un po’ di carta ed un computer a fare i calcoli di graduatoria. Non ci metto le spese per la commissione perché viste le domande fatte finora credo siano stati reclutati a caso ed a gratis!

Per riassumere quanto sta succedendo rimando agli articoli citati pocanzi; aggiungo solo che sembra tutto accuratamente studiato per effettuare una selezione massacro e quando ci sono esami di mezzo se c’è la volontà di bocciare non c’è ricorso che tenga, pur con esami scritti pur con metodi aritmetici inoppugnabili: non rimane che la class action operazione in questi casi piuttosto difficile da attuare perché in genere ognuno tenta di farsi gli affari suoi con tipico atteggiamento italico teso a favorire percorsi individualistici.

E quindi rendere i test fraudolentemente complicati tanto da sbarrare anche i più preparati allo scopo di ridurre al minimo l’impatto e la reazione di chi, una volta fortunosamente passato, si ritroverà con un pugno di mosche tra due anni, al termine del tirocinio, quando verrà loro detto che i precari ultradecennali, aventi diritto e priorità, hanno riempito tutti i buchi o che, peggio, di buchi non ce ne sono proprio perché nel frattempo magari sarà stata ulteriormente alzata l’età di pensionamento o per chissà quale altro oscuro motivo…

Dopo tutto la prima ideazione di questo strumento di immissione in ruolo fa parte dell’era berlusconiana e di quel genio della Gelmini…

Sembrano i concorsi a cattedre dei primi anni ‘80 della ministra Falcucci. Io ne vinsi uno, ma tanto la cattedra non c’era e dopo due anni si ricominciava tutto da capo.