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domenica 8 aprile 2012

Star lieti colla famigliuola nostra

image«Se scopro che qualcuno ha pagato a mia insaputa la mia casa, lo denuncio!». Questa fulminea capacità di volgere in burla o in una grottesca disavventura qualsiasi imbroglio avrebbe fatto invidia agli autori delle più salaci battute di Totò o di Alberto Sordi, interpreti sublimi delle più feroci maschere dell’eterna commedia italiana.

Eppure così minacciava Claudio Scajola quando venne alla luce che una casa di pregio a Roma con vista sul Colosseo gli era stata pagata da altri.

E la sostanza non cambia passando dalle case alle Porsche, alle lauree ed ai diplomi dei delfini, alle cure personali o qualsiasi cosa si voglia pagata con i soldi del finanziamento pubblico ai partiti, pagata con i soldi dei contribuenti ovvero i nostri soldi o se volete quelli dei soliti noti: i soliti che in questi giorni stanno pagando e sostenendo il peso della manovra economica.

La Lega Nord in questi giorni è travolta dalle accuse di utilizzo improprio di soldi pubblici, così come non molto tempo fa accaduto per il movimento politico poliedrico e multiforme che una volta si chiamava Margherita e così come nel 1992 Tangentopoli (all’epoca scoprendo corruzione e malcostume radicati e generalizzati a qualsiasi livello) ribaltò un’intera repubblica tanto da dover fornire alla successiva un nuovo numero cardinale.

La Lega Nord e tutto il centro destra dopo un ventennio di predominio hanno fallito politicamente ma nessuno sembra accorgersene: non una delle cose che avevano promesso al loro elettorato è stata realizzata. Non una delle promesse di pubblica utilità. Ma difficilmente la magistratura potrà oggi o domani intervenire su tutti i loro privatissimi e personali interessi: pur augurandomelo lo vedo estremamente improbabile.

Ma ancora una volta le cadute non sono o saranno state dettate da un leale avversario politico che politicamente convince e vince. Ancora una volta la magistratura interviene a creare le condizioni affinché si presenti qualcosa di diverso.

Questo nostro paese formato di singoli individui che non sanno e non vogliono guardare oltre la cerchia ristrettissima di familiari ed amici a creare grumi di egoismo ed individualismo non sono altro che la spinta motrice che porta ai familismi privi di morale alcuna, ai nepotismi, ai protettorati che dai tempi dei patronus e dei clientes della antica società romana imperversano indisturbati: dalla tangente per un appalto, allo storno di soldi pubblici per la villa privata, il festino a base di sesso e cocaina; passa per le ragazze disposte a tutto pur di avere un’ospitata in tv od un’audizione, un provino e finisce col culto dei santi dei quali ne bastano solo una decina rispetto alle centinaia dei calendari per poter affermare senza dubbio che la religione da noi è politeista altro che primo comandamento!

E chi pensava che dietro alle demenze ed alle demagogie di molte delle esternazioni estremiste della lega e dei leghisti in genere ci fosse trasparenza ed onestà è stato servito. Ladroni proprio come l’epiteto che rivolgevano continuamente alla classe dirigente romana di sempre.

Nei primi anni novanta, e prima di allora, si rubava a piene mani ma si rubava in prevalenza per il partito. Oggi si ruba in proprio, si ruba per sé. Transparency International, l’organismo che si occupa di stilare la classifica del livello di corruzione percepito dagli abitanti di un paese posizionava nel 1997 l’Italia (cinque anni dopo “Mani pulite”) al 28° posto. Nel 2010 al 70°.

Da persone che hanno contribuito a formare e sostenere governo e governi formati e rappresentati da 84 tra senatori e deputati indagati, processati e condannati cosa ci si poteva aspettare? Eppure la maggioranza dei miei concittadini sembrava non accorgersene.

Cosa pretendere da gente che di fronte alla scelta tra trasparenza e rettitudine mette la famiglia innanzi tutto (Mastella nel 2008 quando la moglie fu coinvolta in uno scandalo simile). Sarkozy è stato preso a pomodorate per aver solo accennato che voleva piazzare il figlio a dirigere un consorzio privato, Bossi piazza il figlio semianalfabeta alla regione Lombardia e nessuno strilla? Ma è ovvio. Siamo in Italia e la cosa fa comodo a chi da questi potrà prendere esempio e perseguire i proprio interessi privati.

Altro che res publica, altro che civil servant. La politica come potere e le dimissioni, comprese quelli di Bossi l’altro ieri, come rinuncia al potere.

Nota: il titolo del post è tratto da un’opera di Leon Battista Alberti (1404-1472). “I libri della famiglia” dove racconta della quiete domestica a conferma della centralità della famiglia nella quotidiana sociologia del nostro paese

giovedì 8 marzo 2012

Questioni di pulpito…

Poveri parlamentari offesi nell’esercizio delle loro funzioni. Offesi così gravemente che in una cinquantina di loro (tutti del centro destra e quasi tutti ex AN) hanno chiesto la mozione di sfiducia e le dimissioni immediate…

In breve sembra che il ministro Andrea Riccardi ieri abbia usato termini come “schifo” od a questi assimilabili riferendosi alla strumentalizzazione che c’è dietro al rifiuto di Alfano a partecipare ad un vertice con Monti insieme a Casini e Bersani o forse riferendosi più in generale alla politica attuale, politica?

Sembra, ripeto. Nessuna prova certa, parole riportate dai cronisti che erano vicini al ministro e lo avrebbero sentito. Ma anche ci fossero le prove?

Da che pulpito avviene questa richiesta? Da parte di gente che ha assistito connivente e plaudente, inneggiando con atteggiamenti da stadio, a comportamenti di loro blasonati colleghi degni della peggior bettola. Parliamo delle caciotte ostentate a Palazzo Madama? Delle bottiglie di spumante aperte? Della parole usate spesso e volentieri da membri della Lega anche in qualità e veste di ministri della Repubblica ovvero ministri di tutti gli italiani?

Appena pochi giorni fa un Bossi più rauco del solito gridava che la Padania spazzerà via Monti con toni sempre sopra le righe e che poi tali restano, nella miglior tradizione buffona e cialtrona dei leghisti. E questo è nulla.

E allora? Riccardi ha detto gli fa schifo un certo atteggiamento dei (cosiddetti) politici di questi ultimi 20 anni?

Anche a me, conati, continui…

domenica 31 luglio 2011

Leghismo e leghisti







Sono sempre attuali gli argomenti che il leghismo ed i leghisti (mi) offrono per dar modo di aumentare la nausea ed i conati di vomito che il solo loro pensiero mi provocano.

Di questi tempi poi le parole di Borghezio ancora una volta più devastanti del più idiota pensiero della Fallaci e di un Cristiano Magdi Allam messi insieme e quelle di Bossi ed i suoi slogan elettorali sui ministeri al nord me ne forniscono d'ogni ordine e grado.

E se definire demenza allo stato puro le loro esternazioni come definire ciò che i loro milioni di sostenitori fanno votandoli e rivotandoli?

Dopo tutto cosa aspettarsi da un ex neonazista e da uno diplomato per corrispondenza alla famosa scuola Radio Elettra di Torino che afferma d'aver insegnato matematica e fisica?




Ho più rispetto per i fascisti, quelli veri, che non per loro.

domenica 19 giugno 2011

Mi(ni)steri


Quando bambino alle elementari studiavo per la prima volta la geografia europea facevo un po' fatica a capire come mai l'Olanda avesse due capitali, Amsterdam mi dicevano ma aggiungevano che c'è anche l'Aia, quella amministrativa e sede del governo: poi, più avanti con gli anni quando iniziavo a capire un minimo di più ascoltando anche le interminabili chiacchierate di politica tra mio padre ed i suoi fratelli, cugini ed amici vari si accese la lampadina. La capitale di uno stato è in definitiva, in tutto il mondo e da sempre, quella dove hanno sede il governo, i ministeri, gli uffici amministrativi principali, le sedi delle ambasciate e via discorrendo. E dopo tutto passando dalla geografia della IV elementare a quella dela V, il mondo!, dovetti apprendere che nel 1960 in Brasile la capitale fu spostata da Rio de Janeiro a Brasilia, una città costruita apposta per farne capitale!

Ed è così da sempre ed ovunque. Non è che i ministeri uno li può mettere a casaccio e così come i romani hanno fondato un impero sulla centralità di Roma e dei suoi foro e senato ogni paese, persino quelli con i regimi autoritari più duri e repressivi hanno una sola città che accorpa i cosiddetti ministeri.

E invece da noi i soliti noti partoriscono idee malsane a getto continuo e se fino a qualche anno fa potevo sperare nel gesto premeditato, nella provocazione tesa a distogliere sguardi e menti dai veri obiettivi adesso sono convinto che si tratti di menti borderline: sì, sono casi clinici e patologici che sembrano normali ma che in realtà andrebbero sottoposti a TSO sempre che l'idiozia in doppio petto sia curabile, cosa di cui dubito fortemente.

E dal prato sacro di Pontida dopo aver cavalcato l'onda elettorale per le amministrative con la promessa di portare i ministeri a Milano Bossi tuona ancora (ormai la cazzata è fatta avrà pensato? Macchè, ci crede davvero!) che porterà almeno 4 ministeri a Milano: quello del lavoro in primis perché è ovvio, a Milan se sta minga a fa' i ladrun, se lavura!, poi quelli di Calderoli che così semplificherà il percorso casa-ufficio, quello di Maroni, che te lo dico a fare e infine quello di Tremonti. Già penso alla situazione tipica dell'omino oberato dalla annose pratiche burocratiche che ottenuto il timbro al Ministero X dovrà prendere il Frecciarossa e non più il 90 barrato per avere quello del Ministero Y

Ricordo bene le parole del giovane Bossi all'indomani della nascita della Lega Lombarda quando tuonava contro Roma e soprattutto contro i romani e soprattutto ancora contro i ministeriali, banda di ladroni scansafatichemangiapaneatradimento...

E ora? Mica vorrà portarseli a Milano già irrimediabilmente destinata a riempirsi di zingari, extracomunitari e barboni d'ogni genere (è la loro previsione post elezione di Pisapia). Oppure starà pensando ad una campagna di pulizia etnica come già voleva fare con maestri e professori terroni ma con cattedra al di là della linea gotica?

Che qualcuno lo fermi per favore visto che un ictus ha fatto il lavoro a metà...

E poi, se conosco un pochino i milanesi che già lamentano la presenza delle inevitabili code su tangenziali e viali periferici (a Milano la coda se non c'è la creano apposta) non ce li vedo proprio a dover combattere anche con l'ingorgo in centro tipico da ora di punta ministeriale (dalle 7 alle 17 visto che, come noto, i ministeriali son sempre in giro a cazzeggiare!).


Dopo tutto e in fondo spero che questa presa di posizione non gradita neanche ai suoi alleati sia mantenuta con tenacia...a costo di far cadere il governo. Magari...