Di fronte a certe notizie non riuscirò mai a comprendere la logica che c’è dietro l’atteggiamento di determinati stati e dei relativi governi, ognuno teso ad individuare i propri buoni e gli altrui cattivi, e viceversa ovviamente.
sabato 15 maggio 2021
Civili
Di fronte a certe notizie non riuscirò mai a comprendere la logica che c’è dietro l’atteggiamento di determinati stati e dei relativi governi, ognuno teso ad individuare i propri buoni e gli altrui cattivi, e viceversa ovviamente.
giovedì 25 agosto 2016
Un terremoto italiano
Duo genera sunt, ut Posidonio placet, quibus movetur terra. Utrique nomen est proprium: altera succussio est, cum terra quatitur et sursum ac deorsum movetur, altera inclinatio, qua in latera nutat alternis navigii more. Ego et tertium illud existimo quod nostro vocabulo signatum est; non enim sine causa tremorem terrae dixere maiores, qui utrique dissimilis est; nam nec succutiuntur tunc omnia nec inclinantur sed vibrantur, res minime in eius modi casu noxia; sicut longe perniciosior est inclinatio concussione: nam nisi celeriter ex altera parte properabit motus qui inclinata restituat, ruina necessario sequitur (Seneca, Naturales quaestiones – Qui la traduzione)
Tre erano i tipi di terremoto secondo Seneca. Ne aggiungo un quarto: il terremoto italiano.
Ancora una volta mi trovo a scrivere su queste pagine di terremoti e delle loro conseguenze, ma soprattutto delle conseguenze dell’inettitudine umana, unico elemento prevedibile in tutto questo o quanto meno misurabile. Come è possibile tollerare oltre questo terribile deja vu di chiacchiere e promesse? Com’è possibile definire moderno un paese che si straccia le vesti piangente e che si consola dietro la grande umanità, la enorme solidarietà, l’unità dimostrata nel momento del bisogno?
Si dice, ed è molto probabilmente vero, che l’Italia abbia la migliore Protezione Civile del mondo, che sia stata inventata qui, all’indomani del devastante terremoto friulano del 1976: in un paese civile che si rispetti la Protezione Civile dovrebbe passare la maggior parte del tempo a girarsi i pollici perché in un paese civile tutto dovrebbe essere demandato alla prevenzione. Ma nonostante la prevenzione sia suo mandato fondamentale accade invece che quella dai danni causati da eventi naturali -frane, terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche- si rivela ahimé, ad ogni loro verificarsi, pressoché inesistente.
Un terremoto da solo non uccide, ciò che uccide sono i manufatti umani, le abitazioni inadatte a dare a chi le occupa quanto meno il tempo e la possibilità di uscire di casa soprattutto se si rapporta all’intensità di quest’ultimo evento.
Il terremoto di suo è un evento naturale e la cosa si ferma qui: non esiste la catastrofe naturale del tutto indifferente alla nostra presenza, esiste solo la nostra incapacità di convivere in un territorio geologicamente giovane e proprio per questo ad altissimo rischio. Dobbiamo quindi assumercene la responsabilità, una responsabilità che finora non è stata presa da nessuno e che viene riciclata periodicamente (statisticamente l’Italia subisce un terremoto distruttivo ogni 5 anni) parlandone per qualche mese, reiterando la solita sequela di polemiche sterili e che ben presto viene dimenticata con la labilità della memoria umana che tende a rimuovere i traumi rapidamente, spesso anche da parte delle vittime stesse che quando non abbandonano il territorio si affidano ad un macabro fatalismo.
I geologi, categoria di professionisti che appare dal nulla ad ogni catastrofe del genere, lo ricordano sempre. Purtroppo sempre dopo visto che nei periodi di intervallo restano inascoltati o peggio, loro stessi tacciono crogiolandosi nel benessere momentaneo della quotidianità.
Il terremoto che ha colpito la zona appenninica tra i Monti della Laga ed i Sibillini è un tipico terremoto italiano: avviene in una zona rurale, marginale e tra collina e montagna, dove si è costruito, anche in tempi recenti, male e senza progettazione antisismica moderna, dove spesso si sono usati materiali di risulta, dove non si è posta mano né al risanamento né alla ristrutturazione e poi, quando il terremoto arriva, ed arriva , tutti cascano dal pero sbalorditi come se il terremoto fosse una fatalità inevitabile.
Centri abitati con numero di residenti invernali diversi ordini di grandezza inferiori a quelli estivi, con piccole frazioni di qualche decina di abitanti e paesi da uno a poche migliaia di abitanti. Dove molte vecchie case destinate alla villeggiatura estiva, laddove non ereditate da genitori o nonni, sono state comprate a prezzo di realizzo, e ristrutturate negli interni, con nuovi impianti di riscaldamento, bagni ed infissi alla moda ma senza la cura minima per l’aspetto strutturale antisismico, con nemmeno una verifica di tetti, solai, scale e vie di uscita. Negli anni vecchie stalle ristrutturate come appartamenti, strutture turistiche di tipo bed & breakfast ed agriturismi sorti dal nulla ogni poche centinaia di metri, migliaia di euro spesi per fare una piscina e neanche uno per ancorare un solaio ma che dico, per ancorare a muro un armadio che ti crolla sul letto alla prima scossa intrappolandoti!
Ed a questo si aggiunge quella sorta di fatalismo ignorante che fa dimenticare di vivere in un territorio classificato ad elevato rischio sismico, il massimo.
Sono zone sismiche, come tantissime altre in Italia, non definibili tali da qualche secolo, ma fin dai tempi di Cicerone e Tacito le cronache di raccontano di episodi sismici importanti, tali da essere annotati anche allora: stiamo parlando quindi di una delle zone più tipicamente sismiche dell’Appennino e chi, come me, ha studiato geologia, sa bene che da quelle parti esistono linee tettoniche note a livello mondiale e che coincidono con i piani di scivolamento e stiramento di una parte dell’Appennino centro meridionale rispetto a quella nord-orientale. Rimando al blog di Aldo Piombino per gli approfondimenti.
Ma se anche un ospedale, come quelli di Amatrice e di Amandola, e come già successo all’Aquila, una caserma dei Carabinieri, una prefettura, non reggono ad una scossa sismica del genere, mi convinco che la modernità ostentata dal mio paese sia solo apparenza e che in realtà vivo in un paese rimasto al medioevo degli scongiuri e delle processioni. Scosse queste ultime tutto sommato non così forti come si potrebbe pensare a giudicare dalla distruzione che ha seminato. E un albergo che si sbriciola come un biscotto, una scuola che poteva essere piena di bambini o di ragazzi e che si scopre persino andata soggetta a ristrutturazione e di recentissima inaugurazione (Amatrice, 2012)!
E’ stato un terremoto che da punto di vista energetico, rispetto a quello de L’Aquila del 2009, molto meno intenso: ricordando che la magnitudo Richter esprime un valore su scala logaritmica, nel passare dal 6.9 de L’Aquila al 6.0 di Accumoli, la differenza non è solo quello 0,9, ovvero quasi 1 punto, ma in termini di potenza significa decine di volte meno distruttivo ma che però ha prodotto un danno che a vederlo sembra più grave di quello subito da L’Aquila stessa, se si basasse l’analisi sul numero di vittime considerando la maggior densità abitativa della cittadina abruzzese.
Un terremoto del genere, in paesi dove prevenzione antisismica e costruzione adeguata sono all’ordine del giorno come Giappone o California, avrebbe provocato al massimo un gran polverone con successiva spazzolata via, da noi invece contiamo i morti.
Come è possibile che si possa continuare a tollerare e sopportare questa oscenità? Si dice che in questi momenti, quando ancora potrebbero esserci persone sopravvissute da tirare fuori dalle macerie, le polemiche debbano esser messe da parte. E invece secondo me è proprio questo il momento di fare polemica con chi e contro chi non ascolta i moniti, gli avvisi, le raccomandazioni ma soprattutto nei confronti di chi continua a crogiolarsi nell'ignavia e nella presunzione e molto di più contro chi non è stato in grado, in oltre settant'anni di Repubblica, di far valere le posizioni che potrebbero salvare vite.
Quante volte è stato detto che cose del genere non si dovevano ripetere più? E quante volte invece ci siamo trovati davanti alla replica dei medesimi episodi con le medesime parole nelle orecchie? Ancora una volta ad estrarre sopravvissuti e morti da sotto le macerie, a diffondere immagini strazianti di chi ha perso tutto in qualche decina di secondi. Evidentemente chi sta sul territorio non fa quel che deve fare, come minimo mettere sotto controllo le strutture pubbliche più importanti e chiedersi se reggeranno o meno ad un terremoto; anche i cittadini dovrebbero essere indotti, magari con sgravi fiscali se non obbligati per legge, a ristrutturare in maniera antisismica le loro abitazioni.
Ad ogni terremoto così tipicamente italiano, nella sua tragicità e nei suoi effetti, vediamo sempre i medesimi effetti sulle abitazioni: pareti con crepe incrociate ad x da cui non si scampa, una struttura così lesionata è condannata. Solai staccati dalle pareti che crollano uno sull’altro in un tragico effetto quando sarebbero bastate chiavi di ferro infilate nel muro ad evitarlo.
Ricordiamo che molti centri dell’Appennino ristrutturati di recente a seguito di terremoti precedenti, e persino in epoca medievale reggono egregiamente ai terremoti perché fatti bene! Non è necessario il cemento armato, si può fare anche con la muratura e Santo Stefano di Sessanio (AQ) ne è un esempio che ha retto benissimo al terremoto del 2009 e Cerreto Sannita (BN) regge a qualsiasi terremoto da oltre 400 anni. Ed attualissimo il caso di Norcia che è stata epicentro di una delle scosse maggiori ma che ha saputo trarre insegnamenti importanti dai terremoti precedenti, soprattutto da quello del 1979.
Si possono fare bene queste cose risparmiando vite e denaro sapendo inoltre che in Italia finora si è speso molto di più a riparare i danni dei terremoti di quanto sarebbe stato necessario per prevenirli.
Ed è un terremoto italiano soprattutto perché uccide e distrugge quando altrove non avrebbe avuto i medesimi effetti.
E’ paradossale ma proprio quando sembra che le forze dell’ordine stiano lavorando bene ad evitarci un attentato terroristico, questo sì davvero imprevedibile come un terremoto e altrettanto impreventivabile, ce ne stiamo inerti in attesa di questi suicidi di massa periodici. O dovrei dire omicidi?
Arrivederci tra un quinquennio.
lunedì 27 gennaio 2014
27 gennaio
La brutalità, sui campi di battaglia od in ambiti collaterali alle guerre, non è stata monopolio dei tedeschi. La guerra è brutale. Ci sono testimonianze di episodi di brutalità e crudeltà gratuite che interessano tutti i tempi e tutti gli eserciti ma sulla base dei dati di fatto ci sono differenze sostanziali da non trascurare.
Di stermini ce ne sono stati e se è per questo anche più cruenti e numerosi di quello relativo ma niente fu mai così concentrato nel tempo e nello spazio come quello effettuato dalla Germania nazista con meticolosa sistematicità ed iniziato fin dai primi anni trenta con la deportazione sistematica di "diversi" (omosessuali, zingari, malati di mente, bambini handicappati fisici o mentali sottratti ai genitori illusi che venissero affidati alle cure di specialisti) e finito con la tristemente famosa "soluzione finale".
Non è lecito separare la politica interna dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale da quella estera e concludere che i campi di sterminio ed i centri di tortura erano aberrazioni che niente avevano a che fare con la Wehrmacht, l’esercito regolare, col regime e con i milioni di persone che, con evidente entusiasmo, approvarono e sostennero l’impresa dall'inizio alla fine.
Preso atto che di solito in guerra tutte le parti possono commettere delle atrocità (e ne commettono) resta pur sempre vero che i tedeschi furono dei pionieri veri e propri nel campo dello sterminio su scala industriale; furono i primi a costruire stabilimenti appositamente a quello scopo, a deportare in massa uomini, donne e bambini e trasformarli, almeno in certi campi, non solo in ossa e cenere, ma in prodotti secondari utilizzabili (sapone, pelle, oro reclamizzato per protesi dentarie ecc).
La principale differenza tra la Germania nazista e gli altri paesi consistette nell'accuratezza burocratica e nella mancanza di ipocrisia della prima; invece di voltare la testa dall'altra parte, i tedeschi presero atto della loro disumanità e la sistematizzarono, provocando così l’orrore e l’unanime condanna del mondo intero.
La conseguenza primaria non fu tuttavia morale bensì pratica. La semplice forza della paura che ispiravano spinse paesi naturalmente ostili tra loro, la Russia e le altre democrazie, ad unirsi in una formidabile alleanza per contrastarli; così invece di combattere su di un solo fronte, come avevano voluto, si trovarono a combattere su tre. E persero. Per fortuna.
sabato 14 dicembre 2013
Abilitazioni diversamente abilitanti
Scusate il gioco di parole con i diversamente abili, aka handicappati, ma in questo momento del politically correct non me ne può fregare di meno visto che la cosa interessa proprio la formazione di quelle persone che dovranno occuparsi proprio del sostegno necessario ad evitare le discriminazioni che fino a non molto tempo fa tenevano i ragazzi fuori dalla scuola!
Chiuso il capitolo TFA per consentire a 12.000 persone in Italia di conseguire l’agognata abilitazione, figlia compresa, al termine di una rigorosa selezione e di un corso costati tempo e denaro salvo poi rivelarsi pressoché inutili vista la miopia dell’attuale ministro Carrozza. Vista la carenza di insegnanti (si parla di migliaia di cattedre necessarie) in grado di esercitare il sostegno ad alunni od alunne con disabilità di vario tipo è stato aperto non molto tempo fa quello del cosiddetto Corso di specializzazione per il sostegno. Una specie di TFA comunque.
E allora sotto con le varie università che si propongono come sedi per i test e quindi formative: della serie intanto iniziamo ad incassare dai 100 ai 200 € per ogni candidato solo per essere ammessi alla preselezione con i soliti quiz a risposta multipla, spesso sbagliati nella formulazione delle domande. Poi come d’uso, scritti ed orali.
E tra gli atenei anche università non statali che sono state regolarmente autorizzate dal MIUR a mettere a disposizione un certo numero di posti in base alle esigenze regionali.
Il buongiorno si vede dal mattino si dice. E questo è il mattino dei risultati della LUSPIO (oggi UNINT), una delle private di cui sopra che ha messo a disposizione un certo numero di posti inserendo, contrariamente alle aspettative, altre sedi e c’è da chiedersi come mai tutte al meridione.
Direi che basta osservare i quadri dei risultati per rendersi conto che qualcosa stona. Prendiamo ad esempio i risultati di Roma per la secondaria superiore.
354 partecipanti, 6 ammessi. 1,7%
Confrontiamoli con Palmi.
149 partecipanti, 72 ammessi. 48,3%
Palmi? Se dovessimo dar retta alla statistica davvero è cosa nota che il livello culturale medio è direttamente proporzionale alla latitudine ergo mi sarei aspettato una diversa distribuzione percentuale.
Che dire poi di quel roboante 77% di Reggio Calabria per la secondaria di primo grado? Ora non vorrei fare del qualunquismo ma mi ci state tirando a forza!
Insomma qui la statistica somiglia proprio ai tentativi di giustificare, statisticamente ça va sans dir, i risultati delle estrazioni della trasmissione televisiva “Affarituoi” che ha già subito una condanna in primo grado mi pare!
Lascio a voi ogni altra considerazione…numerologica!!!
E non mi si dica che sono di parte perché conosco molto bene uno dei canditati trombati. Avendo questi partecipato a Roma direi che fa parte di quei 348 mega ignoranti nonostante le sue due lauree con 110 e lode! Che ci vuoi fare…
NOTA. I risultati sono disponibili agli ammessi al gruppo chiuso di Facebook “Causa alla Luspio per il test…”
sabato 16 novembre 2013
St(r)age degli innocenti
Qualche anno fa ricordo un servizio, di quelli che lì per lì scatenano reazioni al limite del terrorismo ma che altrettanto rapidamente si dimenticano così come una mente sana dimentica i traumi violenti. Come quelli di Report per capirci.
Parlava degli impiegati di (alcuni) call center come de i nuovi schiavi. Non so se nel frattempo le cose siano migliorate o se quel servizio citava provocatoriamente aziende al limite della legalità ma avendo una figlia che ha lavorato dopo la laurea magistrale (sorvoliamo…) per quasi due anni in uno di questi centri posso dire che qualcosa in tasca se lo è messo; e tutto sommato mi sembrava proporzionale alla quantità ed alla qualità del lavoro e con regolare (a risorvoliamo…) co.co.pro. (parliamo di circa 400 € al mese per un impegno di circa 20 ore settimanali distribuite più o meno a suo piacimento in orario base).
Nonostante il vocabolo francese da cui deriva la categoria, francese che sembra sempre ingentilire anche gli insulti, una categoria di schiavi sono gli stagisti.
Sempre grazie alla suddetta figlia od a sua sorella sono a conoscenza di racconti che mi vengono dalla moltitudine di amici ed amiche, spesso dai tempi delle elementari, che le circondano e di cui, per parecchi ed altrettante di loro, conosco personalmente e che, come si dice, ho visto crescere.
Ci sono tantissimi neolaureati ed altrettante sono fanciulle, molti invece dopo il diploma hanno investito in corsi di natura diversissima e parecchi sono finiti nella trappola degli stage.
Cosa occorre per fare uno stage(*)? Fortuna, molto più spesso conoscenze interne, una volontà di ferro nel sapere che si lavorerà in maniera completamente gratuita a parte rare eccezioni di rimborsi spese con cui non ti ci paghi neanche un cappuccino e tanto meno la benzina per il motorino ma, soprattutto, una dose di masochismo e sottomissione della propria dignità di notevole incisività.
Tre casi, tratti dai racconti degli amici delle figlie di cui sopra.
Lei. Dopo aver investito tre anni in un’inutile laurea triennale decide di fare un corso per chef vista la passione per la cucina in genere. Migliaia di euro di investimento in una nota scuola, centinaia di ore di pratica e studio, esami finali ed agognato titolo. Il passo successivo? Che fortuna, grida lei! Mi hanno preso a fare uno stage nel ristorante di un albergo romano parte di una famosissima catena…e ch’ho pure il rimborso spese…(ndr:…se, dell’autobus). La realtà è ben altra. Turni massacranti anche di 18 ore al giorno senza interruzioni e spesso senza mangiare se non piluccando qua e là. Settimane continuative di lavoro senza neanche una mezza giornata di pausa. Soprusi ed abusi al limite della sopportazione umana. Trattata come uno straccio lei che sperava di cimentarsi ai fornelli foss’anche per le uova strapazzate della colazione continentale costretta a scaricare le cassette di frutta e verdura o relegata a rimestare salse a vita. Per fortuna è scappata dopo un mese e mezzo.
Risposta avuta? Vai và…che dietro a te ce la fila di gente che vuole il tuo posto.
Lui. Brillante neo laureato in economia e commercio. Master in revisione dei conti viene preso per uno stage presso una nota multinazionale americana e con un rimborso di ben 120 € a settimana!!! Che culo eh? L’orario di lavoro passa immediatamente dalle 40 ore settimanali a circa 50 perché nelle prime dovrebbe fare quanto previsto dallo stage ma in realtà fa tutt’altro e nelle altre gli viene gentilmente chiesto di fermarsi a fare quanto gli impiegati regolari evitano e mollano a questo malcapitato. In due mesi che è stato lì dentro soltanto uno si è veramente mostrato un vero e proprio tutor che ha cercato di insegnargli qualcosa. Se n’è andato mandando aff… un capoccetta che di rimando lo ha pure minacciato di fargli terra bruciata intorno.
Lei. Questa è relativa ad un ente pubblico legato ad un certo ministero che non sto a citare. Dopo tre settimane di fotocopie, trasporto documenti da una stanza all’altra per interminabili corridoi (ai tempi della posta elettronica!), rapidissime pause pranzo (per lei e non per gli impiegati) spesso fatte di snack e bibita alla macchinetta si è puntualmente arrivati al beh…se tu, insomma…dipende da te, mi capisci?… delle porche avances di un tirapiedi di qualche non ben identificato deputatucolo…
Il guaio in tutto questo? E’ che nessuno di questi tre malcapitati vuole farne pubblica denuncia perché non serve a niente, tanto andato via io c’era subito un altro e via così continuando a farsi del male.
La mia anche non lo è. Ma glielo devo.
Nota doverosa: tutto ciò nel più profondo rispetto di chi al mondo è tuttora davvero schiavo come i minatori delle miniere di preziosi dell’Africa meridionale, i detenuti politici dei campi di rieducazione della Cina, i raccoglitori di pomodori delle campagne del meridione d’Italia e tanti altri ancora.
(*) Mi riferisco qui alla stragrande maggioranza degli enti, anche pubblici, o delle aziende private che esercitano questi soprusi pur sapendo che qualche onorabile eccezione esiste.
domenica 10 novembre 2013
Lolite
Qualche antefatto qui.
Non dico che sia normale o che debba essere tollerabile ma mi appare abbastanza ridicolo scatenare tutta questa reazione mediatica per, ancora una volta, scoprire l’acqua calda.
Che si scatenino pure le ire dei benpensanti e dei buonisti da circolo parrocchiale ma, personalmente, tutta questa storia delle baby prostitute poco mi convince e lo stesso vale per quel gran parlare di sfruttamento, di schiavitù e di danno psicologico permanente che si fa intorno a certi tipi di prostituzione.
Nabokov e Kubrick ci hanno campato per decenni.
Ed altrettanto poco mi importa che possa esser tacciato di maschilismo della peggior specie perché le mie sono reazioni decisamente fuori tono rispetto al solito perbenismo tutto italiano ed alla solita falsa pruderie che accompagna i discorsi nazional-popolari ogni volta che c’è di mezzo roba sessuale: reazione tipica di un paese indotto alla sessuofobia da secoli di indottrinamento cattolico.
Certamente c’è una grave e seria situazione di prostituzione che deriva da vere e proprie tratte, di induzione in schiavitù e minacce ai familiari delle malcapitate ma c’è anche chi lo fa per scelta. Ha forse subito violenza o ricatto la ragazza che lavora nei FKK tedeschi od austriaci? O quella che espone se stessa in vetrina ad Amsterdam, Norimberga o Bruxelles? Non sono mica le derelitte sfruttate dei bordelli pre legge Merlin.
Lo so: la maggioranza delle donne starà pensando che i miei sono i soliti discorsi…da maschio. Ma vado avanti in direzione ostinata e contraria come cantava De Andrè che cantava e frequentava puttane e bordelli.
So anche che il termine “scelta” avrà scatenato l’ira funesta di tantissime ma aggiungo che ci sono anche tantissime che non ritengono una “scelta” il dover lavare i pavimenti ad 8 euro l’ora se va bene…
Queste ragazze sono, per quel che riguarda almeno i paesi del nord Europa, delle lavoratrici del sesso tutelate e per libera scelta. Ed anche se non tutelate se non da loro stesse ne esistono a migliaia anche da noi. E persino molte di quelle che stanno in strada hanno scelto quella via volontariamente senza costrizione alcuna.
Un esempio di volontarietà? L’invasione di ragazze dai paesi della ex Yugoslavia all’indomani del conflitto balcanico a metà anni ‘90…“meglio prostitute in qualche paese europeo che violentate ed affamate in casa” dicevano. Dove sono ora? A casa loro dopo aver fatto soldi prostituendosi per qualche anno.
E chi pensa ancora che delle migliaia di romene che oggi occupano i marciapiedi delle nostre città sia la maggioranza ad essere schiavizzate? Schiavizzate senza possibilità di reagire e tutte col cellulare in mano, di libero uso, ben vestite e libere di muoversi? La tolleranza espressa dalle limitate, in mezzi ed uomini, forze dell’ordine deriva proprio dal fatto che non c’è sfruttamento e quindi non c’è reato. Possono fermarne qualcuna ogni tanto per far loro un piccolo danno, le tengono in guardina una notte ma il giorno dopo sono di nuovo sul posto di lavoro. Tanto più le romene in quanto cittadine UE.
Ma torniamo al tema. Le povere vittime innocenti del recente caso. Ma qui non stiamo mica parlando dei bambini o delle bambine, o delle ragazze avviate alla prostituzione che da secoli invadono il mercato del sesso mercenario dell’estremo oriente. Qui si tratta di ragazzine di 14 o 15 anni o comunque minorenni per la legge che hanno liberamente scelto di prostituirsi per comprarsi quel che volevano. Anche la cocaina certo. E non è che erano cocainomani prima e per pagarsi la droga hanno iniziato a prostituirsi come molte disgraziate soprattutto negli anni settanta: no, il contrario. Perché sniffare fa parte del modo di essere di quel giro.
14, 15, vuoi anche 16 anni sono piccole si grida scandalizzati! Piccole per cosa? Certamente di limitata esperienza e con la testa di un ragazzino adolescente ma ci si dimentica come a metà degli anni ‘70 in Italia si raggiunse il limite anagrafico più basso degli ultimi decenni di età a cui le ragazze facevano sesso completo per la prima volta: intorno ai 15 anni. E tantissime adolescenti di questi anni bui a 15 anni hanno già fatto di tutto con coetanei o quasi.
Chi grida allo scandalo dovrebbe iniziare a rivedere un po’ lo schema mentale perché ci sono migliaia di ragazzine che in Internet ti fanno vedere una tetta in cambio di una ricarica e per molte, e molti, da cosa nasce cosa. E c’è domanda perché c’è offerta, non il contrario. Queste non sono le disgraziate figlie di altrettanto madri degeneri che sono avviate alla prostituzione, che sono vendute dai genitori o che sono affidate alle mani di qualche criminale che le inizia ancor bimbe trascinandole in un vortice di degrado senza fine apparente.
Fermatevi davanti ad una scuola superiore od anche davanti ad una scuola media a volte. Ed osservate determinati atteggiamenti che potrebbero facilmente trasformarsi in tendenze che facilmente potrebbero sfociare in prostituzione.
Queste sono normali studentesse che si sono prostituite per avidità, che hanno usato i loro corpi per ottenere in cambio quanto loro interessava. Non è forse quello che fanno decine o centinaia di aspiranti soubrettine ogni anno in ogni angolo del pianeta? Non è forse quello che facevano le olgettine od il circo di ballerine che circonda qualsiasi potente? Chi pensa che la famosa Ruby fosse l’unica minorenne di quel genere? Non mi sembra che la Ruby abbia poi avuto atteggiamenti da persona colpita da malessere sociale.
Dopo tutto quanto rumore per un caso che, anche se non così isolato rappresenta sempre il caso di due puttanelle come direbbero le nonne che per avere l’ultimo telefonino o le scarpe di moda non badano … a spese e con la connivenza della madre esecrabile ma non più di quella delle madri che spingono le figlie, spesso fin da piccolissime, a mostrare il lato B laddove spesso dal mostrare si passa al dare.
Non vedo differenza, presenza di reato a parte, con l’atteggiamento di ostentazione sessuale che hanno la maggioranza delle frequentatrici dei salotti televisivi.
E quindi queste qui sono solo un paio delle migliaia di lolite che scelgono di prostituirsi.
martedì 15 ottobre 2013
Il caro estinto
Sulla morte del centenario Erik Priebke, l’ex capitano delle SS ed artefice dell’eccidio romano delle Fosse Ardeatine potrei dirne di ogni. Altre volte su queste stesse pagine ho avuto modo di esprimere il mio pensiero, come in questo caso, ma è solo uno dei tanti esempi; pensiero su quella che è stato certamente non l’unico, non il più grande in termini numerici, ma certamente il più concentrato nel tempo e nello spazio tra i crimini contro l’umanità perpetrati da menti ben consce e preparate nella pianificazione di eccidi contro coloro i quali ritenevano non umani. Merce avariata da eliminare e proprio nel caso degli eccidi nazifascisti e conteggiata un tanto al chilo.
Ma quello che reputo intollerabile, secondo la metrica della mia coscienza etica del tutto atea è come sia stato possibile celebrare un funerale cattolico, con tanto di messa in latino, da parte di un celebrante e dei suoi colleghi della Confraternita di San Pio X di Albano Laziale, ameno paesino dei Castelli Romani. Le proteste dei cittadini per un funerale che nessun altro ha voluto e per l’offesa che questo ha recato alla loro dignità sono cronaca così come tristemente lo sono le apparizioni dei neonazisti.
Proprio il cattolicesimo, il cristianesimo o qualsiasi altra sua espressione o radice storica a partire dall’ebraismo pontifica da oltre due millenni su cosa sia bene e cosa sia male. Ma ha introdotto, per ingannare gli ingenui indottrinati, il concetto del perdono, perdono ad ogni costo di qualsiasi cosa. Ma ci sono cose imperdonabili e pur accettando, reductio ab absurdo, che qualcuno possa sinceramente pentirsi e quindi meritare il perdono secondo la metrica cattolica, Priebke tutto ha fatto tranne che dimostrare pentimento o cedimento.
Un prete che prima d’esser tale fosse stato uomo, parafrasando Levi, si sarebbe rifiutato di celebrare messa. Ma come noto quella congregazione, la lefebvriana è da sempre vicina ai fascisti.
Ricordo le parole di una deportata ad Auschwitz e sopravvissuta. Le sue parole pesano come macigni e sono rimaste indelebili: «Non si può e non si deve perdonare. Se uno sterminio di questa portata può essere perdonato, allora il perdono perde il suo significato perché vuol dire che si può fare tutto. E, poi, loro non ci hanno mai chiesto di essere perdonati»
Questo era l’uomo, non molto tempo fa.
Nota: sulle Fosse Ardeatine ho inoltre un ricordo vivissimo che risale addirittura al 1971 quando in III media presi parte ad una gita scolastica proprio in quei luoghi e già allora iniziai a farmi un’idea.
Aggiornamento del 16 ottobre 2013. Proprio mentre scrivevo ieri sera il prefetto ha annullato il funerale. Il prete si è levato i paramenti (su decreto prefettizio e alla faccia della libertà di culto e d’espressione religiosa…) e come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio se e quando ci saranno funerali questi si svolgeranno nell’area militare dell’aeroporto di Pratica di Mare.
lunedì 30 settembre 2013
Siamo tutte puttane
Se lo dissero da soli Ferrara e la Santanché quando il 25 giugno scorso convocarono una manifestazione pro Berlusconi dopo che era stato condannato a sette anni per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile.
Ieri sera Blog ha dedicato la puntata domenicale con 10 minuti a tratti terribili ma per fortuna più spesso esilaranti alla pitonessa…
Non so per quanto tempo Rai Replay terrà in linea il pezzo ma vale la pena non perderlo!
Sarei proprio curioso di sentire come si giustificherebbe la protagonista di fronte a tanta palese contraddizione.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-13f4621d-d965-4fed-9355-bd059ad227f0.html#p=0
domenica 29 settembre 2013
Governi in crisi e crisi di governo
Norberto Bobbio diceva che la storia costituzionale si è tristemente snodata attraverso un'altalena di crisi di governo (spesso molto lunghe) e di governi in crisi (spesso molto brevi).
Da questo punto di vista La sola novità che la seconda repubblica ci ha recato in dote è la sostituzione della crisi con un eterno stato di pre-crisi, ma il rantolo è lo stesso.
Ed è ormai più di un anno che si va avanti rantolando con un susseguirsi di crisi asmatiche da più parti che non hanno però impedito di permettere ai più di sgolarsi a parlare esclusivamente degli assilli persecutori di Berlusconi.
Ed ecco la conclusione, facile presagio anche del sottoscritto. Il padre-padrone, il capo indiscusso ha staccato la spina ordinando ai suoi sottoposti un radicale quanto immediato tutti a casa. L’uomo in cui un mostruoso egoismo e la vanità possono essere più che degnamente rappresentate, ha emesso i suoi ordini considerando un partito cosa sua, come un’azienda in cui parlare di rappresentanze sindacali o comitati di operai ed impiegati sia bandito da un regime totalitario; partito che nel bene e nel male rappresenta milioni di italiani.
Ed ecco che si riaffacciano i motti demagogici che sempre accompagnano i terremoti istituzionali: l’interesse del paese.
Patetica l’ira di Letta che si è sentito tradito come se non avesse saputo fin dall’inizio che si andava alleando con chi, da lì a poco, sarebbe stato condannato in via definitiva e che avrebbe preteso il riconoscimento della persecuzione giudiziaria. Che altro aspettarsi da un delinquente mentitore di professione? Ridicola la sua reazione di fronte alla scusa dietro la quale si è trincerato Berlusconi che parla di uscita dal governo delle tasse…
Mi astengo dal commentare le dichiarazioni dei vertici PdL, falchi o colombe che siano perché passano dall’assoluta mancanza di vergogna di dichiarazioni fatte col culo in faccia ad intollerabili menzogne che approfittano dalla memoria cortissima della maggioranza dei miei concittadini.
E concludo segnalando questo interessante post che molto teoricamente potrebbe trovarmi d’accordo ma l’unico motivo è che sembrerebbe l’unica strada percorribile per evitare elezioni. Ma ho sentore che M5S sprecherà un’altra occasione. Ma come dar loro torto?
In questi 20 anni di Berlusconismo il PD ha reiteratamente coperto le malefatte incapace di allestire un’opposizione seria, egoisticamente attaccata ai poteri locali che a macchia di leopardo le consentono di esistere e soprattutto turandosi il naso di fronte ad ogni figura di merda nazionale ed extranazionale a cui il cavaliere ci costringeva. Gli elettori PD sono sostanzialmente onesti e allora perché non hanno mai preteso che lo fossero del tutto anche i loro dirigenti?
giovedì 19 settembre 2013
San Gennaro facite ‘a grazia

Sono appena tornato da una breve trasferta lavorativa a Napoli. E come sempre quanto riporto lo faccio con tristezza nei ricordi di quella Napoli che tanto mi piaceva ed amavo quando ci andavo col caro zio Vittorio.
Qualche altra volta su queste pagine ho avuto modo di riportare le impressioni terribili che ricavo nel vedere come mese dopo mese, amministrazione dopo amministrazione, nulla cambi nella china, lenta ed inesorabile, che la città ed i suoi cittadini hanno imboccato: quella di un degrado costante che ha fatto pronunciare ad un mio collega che non era mai stato a Napoli “mi sembra di stare in qualche favelas sudamericana!”.
Ma stavolta l’idea che mi sono fatto è diversa da quella espressa a volte. Fino a poco tempo fa ritenevo che la città fosse formata da una maggioranza di persone per bene in stile “Un posto al sole”, la nota soap di RaiTre che dal 1996 fa credere al resto d’Italia che Napoli sia un posto meraviglioso. E questa maggioranza ostaggio dei cattivi.
Non sono i panni stesi, le macchine contro mano, i sensi unici violati e neanche i vicoli stretti fatiscenti e maleodoranti di un’edilizia improvvisata e arrampicata dal mare verso il Vomero e Camaldoli o Posillipo e paradossalmente non è neanche l’azione del singolo o lo stato di degrado e grigiore inesorabile degli intonaci scrostati ovunque. Ma è l’atmosfera complessiva che si percepisce che mi spingono amaramente a pensare che saranno sì in maggioranza persone per bene che nel loro angolo individualistico sono come tanti ma che tutti insieme formano quella comunità: i napoletani appunto ed il loro modus vivendi.
Durante le pause per il pranzo si chiacchierava del più e del meno con due tecnici che hanno collaborato con me e dal livello culturale decisamente basso e durante queste conversazioni è emerso ad esempio come questo essere napoletano si esprima. Uno di loro ad esempio è passato con classe dall’antico a Napoli non c’è lavoro ad una disquisizione in buona fede su come il napoletano sia specializzato nel fregare il prossimo perché, dato che appunto non c’è lavoro, impera l’arte di arrangiarsi. E queste sono cose che sentiamo da decenni. E l’altro, che evidentemente vive in una bella casetta abusiva alle pendici del Vesuvio che asseriva sicuro che il Vesuvio è morto e che è il governo che dice che è pericoloso perché li vuole mandar via senza cacciare soldi…con buona pace del vulcanologo giapponese e dei suoi avvertimenti recenti (visto che sicuramente Plinio e i calchi di Pompei sono inutili prove).
Domanda retorica. Possibile che in decenni non ci sia stato modo di risollevare Napoli ed i napoletani ad un livello analogo a quello di altre situazioni italiane che (ri)partivano dalla stessa condizione di degrado post bellico? E cito il 1945 tanto per fissare un limite al passato.
Nulla cambia ed anzi sembra quasi che esista una volontà al mantenimento se non al peggioramento. Non stiamo parlando solo delle periferie degradate, della suburra raccontata da Saviano ma anche del centro, compreso il più antico e storico, della zona delle rappresentanze governative della città. Possibile che basti entrare a Napoli ed osservare lo stato delle strade e delle case per sentirsi in un posto strano…sensazione che non si prova in nessun’altra città italiana e che non ho mai provato in nessuna delle tante città europee che ho visto?
E allora la mia conclusione è che esiste davvero questa volontà. Ed è una maggioranza di napoletani che schiaccia quei pochi rassegnati perché questo è l’unico modo per nascondersi dietro un anonima napoletanità e poter continuare a fare i loro interessi primo fra tutti l’interesse a mantenere costante la situazione. Un napoletano fuori Napoli è infatti immediatamente identificabile (un esempio: un pullman di napoletani in gita che si ferma in autogrill).
Oggi a Napoli si festeggia San Gennaro ed in milioni in tutto il mondo (da New York a Sidney)chiederanno le loro piccole grazie, tutte mirate a guadagnare qualcosa di estremamente personale ed individuale a loro esclusivo vantaggio e, volenti o nolenti, fregando qualcun altro. E questa cosa la parodiava il compianto Massimo Troisi nel 1978: trentacinque anni fa.
Che si sciolga o meno quella sostanza tissotropica che gli stolti credono essere sangue non importa, purché sia un coro di San Genna’…facite ‘a grazia!
Il tesoro di San Gennaro (sicuramente arricchito da pesanti donazioni d’origine malavitosa e camorristica) si dice valga più di quello della Corona inglese o degli zar.
Venderlo per fare qualcosa, qualsiasi cosa, no? No, perché nulla deve cambiare e nulla cambierà affinché l’antico adagio sia perpetuato: chiagne e fotte.
Mi è molto piaciuto anche quanto riportato poco fa su “Il post”.
venerdì 23 agosto 2013
Civili
Di fronte a certe notizie non riuscirò mai a comprendere la logica che c’è dietro l’atteggiamento di determinati stati e relativi governi che dovrebbero stare dalla parte dei buoni nei confronti dei cattivi.
A quanto pare in Siria avrebbero usato armi chimiche sull’inerte popolazione civile con un bilancio, solo stavolta, di oltre 1000 morti.
Armi chimiche? Chi osa gridano il presidente ONU da un lato e Barack dall’altro? Si tratta di crimine contro l’umanità con gravi conseguenza dicono e se la cosa sarà confermata insomma qualcosa dovremo fare…aggiungono. E la comunità internazionale si mobilita e il papa di certo si appellerà a quest’ultima. Bugia! Menzogna! Propaganda! Ribattono Assad e la Russia che tutto sommato anche caduto il muro protegge le aree di influenza con la stessa determinazione dei tempi di Breznev o Krusciov!
E con buona pace di Luttwak ricordo che furono gli strateghi della Wehrmacht nella seconda guerra mondiale a capire che i civili potevano essere usati come fossero essi stessi un'arma ulteriore. Nelle loro rapide avanzate creavano orde di sfollati che spingevano appositamente in direzione delle truppe avversarie a contrastarne il percorso. Ed almeno fino alla guerra scatenata dall'Unione Sovietica con l'invasione dell'Afghanistan i civili sono sempre stati dimenticati e lasciati al loro destino.
Cosa cambia per questi signori se quanto accade in Siria oggi ai civili dipenda da armi chimiche piuttosto che da un intenso cannoneggiamento d’artiglieria su un quartiere a caso?
Mi rendo conto di quanto qualsiasi intervento esterno in quella zona del mondo sia estremamente delicato ma allora perché non molti anni fa ONU e NATO decisero di intervenire in massa bombardando Belgrado a fronte del timore che i serbi facessero strage dei kossovari (con gas nervini, mortai da 120 mm od a mani nude poco importa): e questo è solo uno delle decine di esempi fattibili.
Ancora una volta non c’è interesse affinché ci sia la giusta determinazione ad intervenire; non c’è volontà per timore di infastidire gli antagonisti di sempre e soprattutto non c’è motivo per interessarsi veramente se non obtorto collo.
E intanto i civili muoiono ed i profughi sono milioni ammassati nei campi là intorno. E non sono forse come morti le migliaia che arrivano da giorni quotidianamente sulle nostre coste? Non è forse morte quella civile di chi è costretto a lasciare tutto per fuggire dalla guerra?
sabato 3 agosto 2013
Niente monetine
L’aspetto più grottesco e drammaticamente indicativo dello stato generale di degrado politico del nostro paese che ho colto in tutta questa storia della condanna a Berlusconi è come hanno reagito i suoi per non parlare della generale indifferenza. Reazione annunciata dall’appoggio continuo a quest’uomo che esercita pesantemente il culto della personalità ed un vanitoso carisma nonostante tutto quel che è ormai provato abbia fatto: da perfetto sconosciuto uomo d’affari sull’orlo del fallimento ad osannato leader politico con una vita di malaffare e malcostume alle spalle.
La reazione è assimilabile a quella dei sostenitori di un dissidente di un qualsiasi regime totalitario alla notizia del suo arresto o dell’esilio se non addirittura l’eliminazione fisica; ovviamente la differenza fondamentale è che se così fosse questa opposizione politica sarebbe tacitata dal regime mentre ovviamente la nostra democrazia consente loro di esprimere solidarietà al capo ingiustamente condannato.
Questo paradosso del sostegno ai tanti Cetto Laqualunque a fronte di una condanna penale (al terzo grado di giudizio!) mi lascia sgomento ma non sorpreso.
E’ a Berlusconi che i deputati ed i senatori PdL hanno rimesso le loro potenziali dimissioni non al governo, agli elettori e tanto meno agli italiani! La standing ovation, il mite Bondi che parla con toni che evocano la guerra civile e la patetica quanto giuridicamente improbabile richiesta di grazia!
E l’altra sera davanti a Palazzo Grazioli non una voce fuori dal coro, non un dissenso ma solo applausi e lacrime.
Il confine sul quale al massimo i pidiellini si dividono non è se liberarsi -in una sorta di Gran Consiglio del 25 luglio- del libertino e disonesto capoccia che rischia di trascinare tutti a fondo ma se continuare o meno a sostenere il governo Letta visto che il padrone dell’azienda PdL avrà (o meglio dovrebbe avere) la bocca politicamente cucita.
Auspico la caduta del governo perché sarà dimostrato che Berlusconi e C continueranno a prendere voti, ed anche parecchi.
Che sia stato condannato ora, che sarà condannato da qui al 2016 in almeno altri tre dei processi a suo carico non frega niente a nessuno, nemmeno agli elettori di sinistra.
Almeno 20 anni fa qualche monetina volò anche se forse oggi, con quel che pesano i 5 centesimi non ci sarebbe stato gusto.
A coloro i quali allora erano troppo giovani consiglio vivamente di vedere questi tre minuti di video…credo siano emblematici.
domenica 28 aprile 2013
Lucano, cosa vuoi di più dalla vita?
Mentre in Grecia preparano disposizioni di legge anti evasione fiscale, estremamente discutibili, e che dovrebbero aumentare il numero dei detenuti delle già sovraffollate carceri elleniche il mitico Karl-Heinz Rummenigge viene fermato all’aeroporto di Monaco di Baviera e denunciato per evasione per aver introdotto illegalmente senza pagare dazio due orologi da collezione a la locale finanza gli scopre anche conti svizzeri…si sa, da cosa nasce cosa.
Contemporaneamente da noi la nostra GdF esegue l’ennesima perquisizione in uffici amministrativi regionali (stavolta è toccato alla Basilicata) e tira fuori la solita merda. Consiglieri regionali che hanno messo in nota spese i privatissimi cazzi loro e se le mignotte fatturassero avrebbero messo pure quella prestazione a rimborso. Quella di caramelle e sigarette è roba vecchia ma qui addirittura in nota spese scontrini raccolti da terra e riciclati…
Trattasi di errore tecnico si difendono gli indagati.
In una mia precedente azienda ogni tanto mi toccava l’ingrato compito di fare le verifiche sulle note spese dei colleghi. Una volta mi capitò lo scontrino di un negozio di materiale elettrico e quando chiamai il collega per avere spiegazioni certo di un errore questo mi rispose che quel giorno non aveva pranzato e quindi il suo diritto al rimborso del pasto lo aveva convertito in lampadine che gli servivano per casa…trattavasi di errore tecnico ovviamente…
Ma le domanda che mi pongo sono molte e valide non solo per questi lucani.
Certo della pena quanto meno pecuniaria che sarà addebitata all’ex calciatore tedesco mi chiedo come andranno a finire queste inchieste, verranno condannati alla giusta pena, faranno così per prova e senza infierire almeno qualche mese di carcere in sovraffollate e malsane celle? Verranno interdetti a vita dai pubblici uffici?
Non lo so. Me lo auguro. Ma sarà dura ricordarsi di controllare da qui a qualche anno con i tempi nostrani della giustizia.
Facciamoci un nodo al fazzoletto…
sabato 30 marzo 2013
La cruna dell’ago
| ITALIA | CIPRO | |
| PIL (2012) | 1500 mld | 17 mld |
| DEBITO PUBBLICO (2012) | 2000 mld | 15 mld |
| Posizione mondiale | 10° posto | 109° posto |
| PIL Pro Capite (2008) | 24.000 | 21.500 |
| Posizione mondiale | 29° posto | 35° posto |
| ISU | 23° posto | 31° posto |
37%…e mezzo! Quel mezzo punto è davvero ridicolo, quasi il governo cipriota si sia detto “no, no, non esageriamo…ci bastano solo 6.275.425.123 €…se facciamo il 37% non ci esce il cappuccino e col 38% ci darebbero dei ladri”…
In questi giorni ognuno di noi si è immedesimato con un suo concittadino europeo nativo di Cipro, sperduta isoletta mediterranea la cui forma ricorda tanto il marchio di una famosa maglietta!
Mettetevi nei panni di chi magari ha appena concluso una transazione immobiliare, di chi ha ricevuto dei soldi da una banca per comprarsi casa, di chi dopo una vita di lavoro si è trovato versata la liquidazione od il premio assicurativo, un’eredità…
Certo, avere (almeno) 100.000 € in banca non è da tutti ma non è neanche così impossibile per un monsù Travet qualsiasi che ha lavorato una vita e allora perché questa mannaia profondamente ingiusta? Esiste un limite al di sotto del quale non si dovrebbe scendere? Quanto occorre affinché la patrimoniale sia applicabile? Tutti o nessuno o solo una casta? 100 mila, 200 mila? 1 milione di euro? Secondo me non andrebbe mai fatto.
Un sistema fiscale efficace ed un sistema che sappia spendere e reinvestire bene in servizi ai cittadini: questo basta. E non patrimoniali per salvare le dorate terga di sistemi finanziari che da decenni producono denaro col denaro (degli altri) a fronte di produzioni di beni inesistenti, spostando numeri su computer ed al riparo di qualsiasi controllo grazie al fatto che adesso, nell’era di Internet, la libera circolazione di capitali è possibile in tempo reale. Qui non si parla di sequestri di beni a cosche mafiose ma di sequestri a privati cittadini di denaro che, fino a prova contraria, ha già subito le necessarie decurtazioni fiscali.
Da molte parti abbiamo sentito che il prelievo forzoso dai conti correnti(*) stabilito giusto in queste ore al 37.5% va rapportato all’effettiva ricchezza di quel paese con un milioncino di abitanti che campano per lo più di turismo. Quasi come se un cipriota con 100.000 € sia come un italiano con 500.000 €.
Eppure dati alla mano i ciprioti sembrerebbero vivere su un’isola felice, anzi lo sono! E’ vero che parecchi dei conti correnti con cifre elevate in giacenza sono di ricchi e arricchiti russi di cui parecchi in odore di criminalità e traffici poco leciti ma è altrettanto vero che le situazioni sono comparabili anche con altri paesi europei che si trovano o si sono trovati in gravi difficoltà economiche (Irlanda, Spagna, Grecia e Islanda per esempio).
Quindi non è affatto vero che saranno i ricchi a pagare con questo furto legalizzato ed anche fosse a parità di altre condizioni perché dovrebbero?
E’ vergognoso e la cosa che amareggia di più è che all’indomani del prelievo i ciprioti saranno troppo pochi e troppo stanchi per pensare di andar a prendere a bastonate sulle gengive chi li ha portati davvero a questo punto. Peccato che ataviche quanto stupide recriminazioni ideologiche non li spingano tutti a passare con i turchi!
Non ci toccherà ci dicono. Perché Cipro sì e la Grecia no? E la sensazioni di prurito per il senso continuo di inchiappettamento cresce.
(*) nel 1992 in Italia l’allora premier Giuliano Amato fece lo stesso ma solo per il 6% e gli effetti sperati non arrivarono affatto Dello stesso periodo è la truffa che il governo operò ai danni dell’ENI che aveva appena convertito diverse decine di miliardi di lire in dollari. Da un giorno all’altro il dollaro crollò da 1200 lire al pezzo a 1000! Tanto che ancora ricordo che nel settembre dello stesso anno ero negli USA per lavoro e feci spese pazze con il dollaro a solo 1.000 lire!
mercoledì 27 marzo 2013
Cerco un centro di gravità permanente
Tanto rumore per nulla.
Sono anni che ingurgitiamo senza batter ciglio tonnellate di olio di ricino e che accettiamo d’essere inchiappettati quasi quotidianamente con la sabbia e col catrame: da situazioni che il più delle volte sono decisamente illegali quanto indegne per persone che dicono di rappresentarci o come minimo tragicamente ridicole…
…E poi per un sig. Battiato che asserisce la pura verità “Ci sono troie in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino” come un cristo è stato crocifisso.
Dal punto di vista legale è ancora innocente fino a prova contraria ma è certo e noto che un sig. Berlusconi, estremo rappresentante del sessismo e del vilipendio della donna fatto persona, ha corrotto donne ed uomini che per mercimonio hanno fatto mercato del loro corpo o del loro voto a seconda dei casi: troie appunto.
E da che pulpito arriva la predica? I più scatenati proprio coloro i quali sguazzano nel porcile da almeno due decenni e gli altri lenoni giù a dar loro man forte. La replica della Boldrini poi decisamente ridicola neanche se l’epiteto fosse stato rivolto a lei. E quello della Mussolini?(*)
E dove stavano tutte queste sante donne indignate quando politici di ben altro calibro e statura (…) sciorinavano barzellette denigratorie sulla donna di fronte a loro o peggio erano continuamente in odore di gran puttaniere attributo espresso giusto oggi anche da Grillo.
O forse lo scandalo è nella persona? Da un Grillo te l’aspetti ma da un Battiato no?
Ma della serie non tutto il male viene per nuocere forse l’espulsione di Battiato dal CR della Sicilia è una conseguenza…e già che c’era pure Zichichi (ma cu minchia c’ha a’ fari chiddu scimunitu ca nun capisci d’ fisica…a pinzari ‘d pulitica!).
Non sanno più a cosa attaccarsi per fare ammuina e distrarci dai fatti salienti. Noi sì che sappiamo bene a cosa attaccarci. Al cazzo, ça va sans dire
(*) tra tanti silurati eccellenti lei no purtroppo!
giovedì 21 marzo 2013
Margherite cinesi
Il testo inglese recita “Hai visto quegli unni? Sono saltati fuori dalla neve come margherite!”
In cinese(*) hanno tradotto “Hai visto quegli unni? Sono spuntati improvvisamente dalla neve!”
beh ovvio, il cambiamento era dovuto perché
molto probabilmente in Cina non esistono le margherite…vero?
Commento di P.P. Presidente di commissione di laurea e docente di lingua e letteratura inglese presso l’Università degli Studi RomaTre.

(*) in effetti traduzione e sincronismo tra movimento e dialogo del personaggio sono sbagliati in questa scena.
lunedì 22 ottobre 2012
La sentenza: come un sisma devastante
Nel 1996 nel suo libro “Il mondo infestato dai demoni” Carl Sagan cercava di spiegare che in una società impregnata di tecnologia come la nostra quasi a contrappasso dantesco si fanno sempre più largo l'irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio ed il rischio di entrare in un'epoca di nuovo oscurantismo diventa sempre più alto; la società tecnologica è sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso. Basti pensare alla New Age ed alle sue esagerazioni, ai guaritori ed agli astrologi, consulenti di fiducia persino di importanti capi di stato, agli psicochirurghi, all'ufologia ed alla mitologia degli alieni, alle truffe della parapsicologia, alla disonestà di giornali e programmi televisivi che sfruttano la credulità di persone impreparate. Insomma allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni.
E consegnarci un paio di questi demoni irrazionali preconfezionati è proprio quello che hanno fatto i giudici del processo alla Commissione Grandi Rischi. Con la loro sentenza odierna, che ha condannato per omicidio colposo plurimo i membri della suddetta Commissione. Politicamente discutibili a volte, sono, o meglio erano vista la concomitante sospensione da qualsiasi pubblico esercizio, sono comunque professionisti o scienziati preparati e capaci il cui unico errore è stato quello di attenersi alla scienza. Al suo metodo ed al pensiero scettico come unico mezzo per costruire, capire, ragionare e riconoscere fra argomenti validi e non validi ricorrendo ad una verifica indipendente dei concetti la cui verità deve essere dimostrata ogni qual volta ci sia un dubbio. Insomma quel che è normalmente chiamato metodo scientifico.
Superficialità, leggerezza, forse anche supponenza? Ma le dichiarazioni della Commissione in quei giorni concitati le ricordo e basta rileggerle con attenzione e con spirito obiettivamente scientifico: ma da qui ad emettere una condanna c’è un abisso imperscrutabile grande tanto quanto la probabilità di prevedere un sisma.
E se c’è qualcosa di politico sembra proprio questa sentenza: 6 anni di reclusione ciascuno per “omicidio colposo plurimo” (oltre 300 persone morte per colpa loro dicono i giudici). Troppo poco per il numero di morti e troppo per il tipo di giustificazione senza fondamenti scientifici e razionali. Sappiamo inoltre che in Italia, se incensurati, dietro le sbarre per omicidio colposo non ci va nessuno!
Non indugerò su quanto tante altre volte ho scritto sull’impossibilità di prevedere i terremoti, con i mezzi e le conoscenze odierne: basti ricordare che nemmeno i giapponesi o i californiani ci riescono. Rimando a quanto persone più preparate commentano in queste ore ed a quanto ne sentiremo ancora nei prossimi giorni. Ne riporto solo qualche passo su cui riflettere (via www.geologi.it).
…se invece la Commissione Grandi Rischi avesse concluso che nell'area dello sciame sismico che principalmente interessava il centro de l'Aquila era probabile nell'imminenza un forte terremoto (senza tra l'altro nessun supporto valido scientifico per l'imminenza), chi poteva escludere che ci sarebbero stati meno morti? Magari quelli per cui sono imputati forse si, ma chi poteva escludere che alcuni abitanti del centro dell'Aquila, che avvertivano più di altri tali scosse (come testimoniato da diversi servizi televisivi) sarebbero andati a dormire da parenti o amici nelle frazioni che poi sono risultate essere le più colpite come Castelnuovo, Onna, Sant'Eusanio, San Gregorio, Tempera con il risultato di più vittime?
Chi può escludere ciò?
Che processo balordo…mi piacerebbe sapere quanto viene a costare e che utilità in termini di prevenzione sismica ne scaturisce…intanto in Abruzzo non si riesce ad applicare la normativa sismica regionale per mancanza di personale addetto ai controlli…per mancanza di soldi e di volontà politica…
E’ stato un processo politico e spero che nei successivi gradi di giudizio si possa ribaltare completamente la sentenza odierna.
E intanto all’estero già ridono di noi della serie se avessero dovuto emanare un ordine di evacuazione allora la cosa dovrebbe valere per buona parte dell’Italia…Già, evacuiamo tutti in Francia e magari moriamo per l’esplosione di un reattore nucleare!
Negligenza, imbecillità, inettitudine, mancanza o mancata applicazione di norme specifiche ed altro del genere d’accordo. Ma una condanna del genere è farsesca e ridicola se non fosse tragica.
Mi sento profondamente amareggiato.
Aggiornamento del 23/10/2012-Tutta la comunità scientifica internazionale ribadisce che la sentenza è un non senso privo di qualsiasi fondamento. Ancora una volta il nostro paese non ha perso occasione per coprirsi di ridicolo.
Aggiornamento del 24/10/2012-Il Ministro Clini. Un processo come quello a Galileo.
giovedì 20 settembre 2012
Rubbaveno tutti
E’ un deja vu. Correva l’anno 1993, 29 aprile, e Craxi alla Camera con ostentata freddezza mentiva sapendo di mentire nel disperato tentativo di difendere se stesso, il partito ed addirittura lo Stato tutto dall’accusa di illeciti, di ruberie e di saccheggio continuato ed aggravato del denaro pubblico. Ed oggi, come se il compiere un reato in branco ne diminuisse la gravità, un Taormina giustifica ed al massimo condanna l’esser appartenuti ad un sistema marcio, non il singolo la cui coscienza non ha impedito lo scempio dell’etica e del rispetto.
E’ un deja vu. Allora il PSI massacrato convocava gli stati generali(*) ad acclamare a gran voce la questione morale, la pulizia, la cacciata delle mele marce, dei ladri. E gli altri, finti innocenti, stavano a guardare tremanti in attesa del loro turno di cui erano certi sarebbe arrivati. E oggi il PdL si stringe a coorte a difenderne l’integrità morale anziché pretendere trasparenza e chiarezza mentre contemporaneamente riempie di fuffa le teste di questi nostri ingenui concittadini.
Ma almeno qualcuno allora si indignò abbastanza da andare ad aspettarlo fuori del famoso hotel Raphael a tirargli monetine ed insultarlo. E parecchi altri si indignarono organizzando manifestazioni e sit-in di protesta davanti alla camera. Poca roba, ma meglio di niente.
Allora qualcuno si dimise, alla chetichella, si defilò nell’ombra, molti altri sparirono con la cassa restando impuniti. Oggi pochissime voci isolate, nessuna reazione popolare, nessuna manifestazione, nessun lancio di uova marce; e sono sicuro che qualcuno nell’ombra aspetta la prossima occasione per infilare gruppi deviati in qualche corteo a scatenare violenze che giustifichino lo status quo.
Oggi gli impuniti restano tali e tali sono come dicono le nonnette romane 'anvedi st’impunito! Né si vergognano al punto di avere decine di seggi parlamentari occupati da anni da persone condannate per reati di varia natura. E nessuno fa nulla di concreto.
Ma ha ragione da vendere il mio amico Jestercap che sul suo blog prende spunto da poche ed incisive parole di Michele Serra per mettere in evidenza come ancora una volta Fiorito non è causa di sé stesso ma effetto di una connivenza tutta italiana con situazioni che nascono e fioriscono (…) dalla e con l’ignoranza: l’ignoranza, l’incompetenza e l’ignavia dantesca della stragrande maggioranza dei nostri concittadini che non hanno mai letto un libro, che l’unica cultura che ricevono è quella televisiva e che persino chi legge almeno un quotidiano ogni tanto ignora che quell’informazione è controllata e manipolata tanto da relegarci parecchio in fondo nella classifica del grado di libertà di stampa.
Un paese di ignoranti, stupidi e furbetti pronti ad approfittare di un qualsiasi vantaggio personale a scapito di chiunque sia fuori della cerchia di amici e parenti in milioni di microcosmi egoisti ed isolati che pretendono di chiamare società. La gran parte degli italiani esattamente com’era fascista la (gran parte(gran parte(gran parte(…)))) fino all’aprile del 1945 salvo sparire nel nulla fin dal mese successivo.
E tutto a breve sarà di nuovo dimenticato…beata ignoranza diceva qualcuno sapendo che così avrebbe aumentato il controllo.
Oggi è il 20 settembre. 142 anni fa i Bersaglieri entravano a Roma e inserivano l’ultimo tassello mancante alla volontà di unire l’Italia partita così tanto tempo prima. “Ah Garibaldi che hai fatto!” diceva Totò…ed oggi come allora c’era poco da ridere.
(*) l’ho sentito dire oggi da una giornalista de LA7. Ho subito pensato a quel lontanissimo 1789 ed a quello che successe poco dopo…Magari!
venerdì 31 agosto 2012
Auschwitz
Così come anni fa passando da Monaco sentimmo doveroso recarci a Dachau quest’anno, prima di arrivare a Cracovia io e mia moglie abbiamo sentito altrettanto dovuto e doveroso recarci ad Auschwitz.
Personalmente non ho bisogno di certe cose per esprimere quel che dovrebbe essere il giudizio di ogni essere umano degno di questo nome nei confronti di quel che, certamente non unico né più vasto esempio di genocidio, ma certamente il più cruento se si pensa a quanto fu concentrato nel tempo e nello spazio. Nel solo lager di Auschwitz trovarono la morte circa 1.200.000 individui tra ebrei, zingari, prigionieri politici e di guerra, disabili, malati nella mente e nel corpo ed altri ancora.
Ma pur non avendo bisogno non riesco a fare a meno di riempirmi la mente di testimonianze, immagini, ricordi e letture su quanto accadde allora e poter anche solo respirare l’aria di quei luoghi lo sento necessario.
Una cosa in particolare mi ha profondamente colpito ed emozionato.
In una delle ex baracche in muratura (il campo di Auschwitz ed il vicino Birkenau erano un ex caserma dell’esercito polacco) ognuna di esse adibita a memoriale di argomenti vari erano raccolti, con una agghiacciante semplicità, in stanze diverse e protetti da una vetrata, decine di migliaia di montature di occhiali, pennelli e rasoi da barba, pettini e spazzole, utensili da cucina e posate, protesi artificiali, penne e matite e tanti altri oggetti che venivano sequestrati od asportati non appena i deportati entravano nel campo e subivano la prima selezione.
Ora mi chiedevo e chiedo ai revisionisti del cazzo a cui ancora viene data voce e che asseriscono che fu tutta una montatura.
Come se non bastassero le migliaia di fotografie, gli archivi ufficiali tedeschi di allora, le migliaia di ore di documentari raccolte dagli eserciti alleati o da quello sovietico, come non bastassero le testimonianze…come spiegano le stanze che io stesso ho visto e le cataste di quelle cose? Un’accurata ricostruzione di un folle collezionista? …
mercoledì 29 agosto 2012
La voce del tabaccaio
Questo tipo di voce? Imbavagliamoli!
Stamattina ero da un cliente che per motivi che non sto a spiegare ha a che fare con la categoria dei tabaccai. Mentre attendevo in sala d’attesa tra le tante riviste mi ha subito colpito “La voce del Tabaccaio” in edicola fino dal 1903!!!
E sulla copertina oltre ai messaggi sul ruolo essenziale delle tabaccherie come centro servizi, il successone del pagamento IMU ai loro sportelli ho trovato una cosa vergognosa a dir poco (e comunque sui pagamenti peccato che quasi nessuno di loro accetti il bancomat e si dovrebbe girare con centinaia di € al seguito per pagare oltre l’IMU ad esempio le bollette di molte utenze domestiche).
Sulla copertina si rimandava alla rubrica in ultima pagina “Fumo e…non solo” ed incuriosito sono andato a leggere.
Non lasciatevi ingannare dalla foto quasi ad indicare una sorta di crisi da obiettore di coscienza da parte della categoria…
Due trafiletti ma dai contenuti oltraggiosi per il buon senso e…per la salute. Vediamoli.
«ARSENICO, ESCREMENTI E PIOMBO NELLE SIGARETTE DI CONTRABBANDO» - titola il primo e riporta i risultati di un’indagine condotta in Gran Bretagna. Ora non so i contrabbandieri inglesi (a bordo di scafi che traversano La Manica contrabbandando dalla Francia?) ma da ragazzo ho conosciuto parecchi contrabbandieri con i loro entrobordo da 400 HP tutti dipinti di blu notte, parabrezza compreso: frequentavo in vacanza un piccolo paesino di mare in Puglia ad un tiro di schioppo dall’Albania. Che ci siano sigarette contraffatte nel contenuto è fuori dubbio ma è un fenomeno limitatissimo e poco conveniente agli stessi contrabbandieri dacché il fumatore sa benissimo la differenza che passa tra l’avvelenarsi inconsciamente con una sigaretta buona e consciamente con una adulterata. Le sigarette di contrabbando esistono per eludere il dazio imposto dai Monopoli di Stato, enti anacronistici che ancora prosperano in Italia a danno e scapito della pelle dei loro cittadini ed in evidente conflitto di interesse col Ministero della Salute! E se mia zia e non solo ai tempi sfoggiava pacchetti delle famose Marlboro morbide con la fascetta blu U.S.A. era solo…per risparmiare parecchi soldi mantenendo lo stesso livello di avvelenamento! Io stesso, allora fumatore, potendo risparmiare non esitavo ad acquistarle direttamente alla fonte.
Il messaggio mica tanto subliminale del primo articolo è quindi: coniando una sorta di ossimoro lo stato ci dice che con la scusa di tutelare la nostra non si devono comprare sigarette di contrabbando perché fanno malissimo!…Su quelle che vi (mi escludo a questo punto) vendono ci sono gli avvisi…Vergogna!
«L’ADDIO ALLE ‘BIONDE’ NUOCE ALLA LINEA: 5 o 10 KG IN PIU’» – questo il titolo del secondo trafiletto a destra. Ancora più vergognoso! Il succo del messaggio è che smettere di fumare fa male perché fa ingrassare. E’ come se lo dicesse e la frase d’esordio “c’è chi l’ha pagata davvero cara con 10 kg d’aumento…” la dice lunga. Io stesso quando ho smesso sono aumentato di circa 5 kg (*) ma è sufficiente una corretta autoregolazione, magari un po’ di dieta e di movimento per riperdere questi kg in più. E poi che diavolo! Meglio un po’ di ciccia che fumare! Insomma non occorre molta fantasia per recepire l’intento criminoso del messaggio. Un fumatore intenzionato a smettere (lo sono tutti!) e che già ha in testa tremila ansie spesso ingiustificate di cosa succederà, ce la farò? con un messaggio del genere rinuncia ancora o quanto meno rinvia. Con salvaguardia ancora una volta dell’erario! Tripla vergona!!!
PS) in un’altra occasione ho avuto modo di scrivere che ogni anno ci fracassano gli attributi con quattro sfigati morti d’overdose e se ne fregano altamente delle decine di migliaia di decessi che ogni anno fa il tabagismo.
(*) Spiegazione scientifica che fornisco io, visto che “i tabaccai” non lo sanno o non vogliono farlo sapere. Il metabolismo del fumatore ha un ritmo mediamente più alto rispetto a quello di chi non fuma e ciò perché l’organismo cerca di liberarsi in autonomia del veleno che viene immesso. Smettendo di fumare il ritmo metabolico cala notevolmente e continuando per ovvi motivi ad alimentarsi nello stesso modo si ingrassa. Se a questo aggiungiamo che l’astinenza da nicotina nel periodo iniziale di circa 2-3 settimane provoca una sensazione di fame è facile mangiare anche un po’ di più subito dopo aver smesso. Dopo 2-3 settimane non c’è più traccia di nicotina nel sangue e restano le costrizioni psicologiche.

