sabato 24 dicembre 2011

Norvegia vs Italia-Senegal 76-2

E non facciamola tragica o meglio, italiana, che ha il melodramma nel suo DNA: infarcita di chiacchiere di condominio e reportage da negozio di parrucchiere.

Pochi mesi fa in Norvegia, fulmine a ciel sereno, un esaltato con ormai comprovati seri problemi di stabilità mentale massacrò settantasei ragazzi inermi non prima di aver contemporaneamente organizzato un attentato con tanto di auto bomba. Uno xenofobo neonazista , fondamentalista cristiano, decisamente squilibrato in preda a delirio di onnipotenza e troppo armato.

Pochi giorni fa a Firenze, un altro personaggio, antisemita, decisamente fascista, xenofobo e razzista ma più che altro demente, tale Gianluca Casseri (è interessante notare come la maggioranza delle pagine Internet che lo citano siano inglesi), ha sparato a degli altrettanto innocenti senegalesi che secondo lui avevano il solo torto di essere neri ed ambulanti: ne ha ammazzati due e ferito un terzo prima di riuscire, ahimé, a farsi saltare la testa.

Strage, titolavano i giornali: esagerati. Neanche fosse stato uno dei folli assassini che ogni tanto le cronache statunitensi ci raccontano, ora in una scuola, ora davanti nel parcheggio di un centro commerciale e qualche volta, nell’atrio di una stazione ferroviaria.

Ovvio che non esiste una misura per questi due episodi egualmente esecrabili ma mentre per i fatti norvegesi i loro media hanno fin dall’inizio saputo tenere lontane le facili speculazioni da noi si è passati come sempre all’eccesso, tanto per distrarci da ben altre problematiche.

Voglio minimizzare insomma, volare molto più basso pur condannando certamente l’episodio. Ritengo quanto accaduto a Firenze dello stesso peso di quanto vede spesso protagonista la follia in genere, domestica o no: ma quale xenofobia, razzismo, ghettizzazione della comunità senegalese (o di qualsiasi altra provenienza!), intolleranza strisciante, fiorentini e toscani tutti peggiori dei peggiori leghisti…

Si è trattato di un episodio circoscritto e limitato alla follia, ancorché momentanea, che colpisce qua e là con radici impossibili da analizzare col senno di poi. Né più né meno che quel che succede a chi spara al prossimo per una lite scatenata per problemi di traffico o di parcheggio.

Merry Crisi. Concordo

lunedì 19 dicembre 2011

Over 45

Proprio a 45 anni non molti anni fa provai sulla mia pelle cosa significhi perdere un lavoro e ritrovarsi a spasso con tante belle qualifiche, attestati, certificazioni ed esperienza ultradecennale e fui anzi abbastanza fortunato nel ricollocarmi, sebbene da freelance per circa tre anni: ma non prima di aver toccato con mano quella categoria di sciacalli rappresentata dai cosiddetti head hunter pronti a rivenderti a quattro soldi agli onnipresenti datori di lavoro che vorrebbero il massimo al minimo costo.

Questo valore anagrafico spesso fa da limite di categoria in molti campi, soprattutto lavorativo. Forse perché ipotizzando che vivere fino a 90 anni è un gran bel traguardo allora 45 rappresenta il confine tra salita e discesa, proprio come il sottotitolo al questo mio blog. Sicuramente perché dire “ho 42 anni” ricorda più da vicino il 40 che non il 50 di chi dice ho “48 anni”; fortunatamente non penso nulla ricordando che il prossimo 28 gennaio saranno 54!

Ciò premesso a quanto pare, nonostante infinite promesse, nel deserto di eventuali proposte per la famosa chimerica ripresa dei parametri di crescita economica nazionale ci si è ancora dimenticati una volta della ancor meno tutelata categoria degli over 45. Nessuna proposta di incentivi alle imprese che li (ri)assumano e sembra che esistano solo donne e bambini, quelli che giustamente sono da salvare per primi. E mi riferisco soprattutto alla sottocategoria degli over 45 in possesso di qualifiche professionali, elevate competenze, esperienza e maturità operative preziosissime ma, ahimé, troppo costose per coloro i quali dovrebbero assumere e che preferiscono due o tre giovani inesperti al prezzo del valore di quel che una volta si diceva la mezza età.

Il guaio di questa categoria è proprio quando dovrebbe essere un vantaggio: spesso ci si sente rispondere che siamo troppo qualificati che è poi la scusa per non essere pagati non dico quanto si dovrebbe normalmente percepire ma per lo meno avere un importo che non sia umiliante e che possa magari stimolare l’affezionamento al lavoro ed all’azienda, cosa pressoché impossibile per un giovane, inesperto, contrattista e quindi precario. E questa cosa accade continuamente: aziende che sfruttano esperienza, professionalità e dedizione al lavoro con contratti a progetto più o meno lungo e che poi liquidano con la scusa della mancanza di fondi contemporaneamente con altre assunzioni!

Gli sfortunati professionisti che, over 45, si presentano ai colloqui di lavoro con in testa il concetto del visti e presi restano quasi sempre amareggiati e delusi dalla diffusa mentalità aziendale per cui conta solo il prossimo bilancio e che sia positivo: non importa che siano dipendenti od ex tali, finti o veri autonomi, non fa alcuna differenza. Tutti sono vessati e maltrattati con modalità che sono specifiche del caso, ma che si possono ricondurre ad unica ragione fondamentale dal punto di vista delle aziende: spendere il meno possibile e fregandosene della qualità, delle prospettive di lungo termine, della crescita: il massimo al minimo costo appunto.

Cittadini che hanno spesso pagato oltre 20 anni di contributi e che si trovano nelle condizioni di non sapere come affrontare i prossimi 20 ed oltre, viste le recenti riforme e con la consapevolezza che la pensione sarà una parte spesso non superiore al 50% della loro retribuzione. Troppo vecchi per lavorare ma inesorabilmente troppo giovani per la pensione.

Altro che tesserino europeo di qualifica professionale: un altro inutile orpello partorito dalle menti dei solito burocrati che giustificano la loro presenza sventolando lo stesso pezzo di carta da almeno un decennio.

Tutto questo mentre proprio in questi giorni si legge di come si continuino a sprecare enormi risorse in settori già maturi e saturi con stipendi od aumenti di questi ingiustificati ed ingiustificabili il problema della disoccupazione over 45 si ripropone a fronte della reiterata mancanza persino di accenni.

Non posso far altro che concludere che purtroppo non ci sono parametri di misura adeguati per stabilire il maggiore o minore peso sociale di questo fenomeno rispetto a quello drammatico della disoccupazione giovanile: giovani a cui hanno tolto persino il sogno di un futuro possibile.

mercoledì 14 dicembre 2011

Longevità

Pare che noi italiani siamo tra i popoli con la maggiore longevità al mondo.

Sarà mica che tra caso e necessità, cause principali della selezione naturale, noi italiani ci stiamo adattando a vivere più a lungo pur di prendere la pensione?

Ci mancherebbe altro che versare 50 anni di contributi, andare in pensione verso gli 80 anni e poi schiattare subito dopo!

lunedì 12 dicembre 2011

Fumi? No. Ho smesso.

E-facile-smettere-di-fumareDa molto tempo avrei voluto portare su queste pagine la mia testimonianza diretta su come sia stato per me semplice smettere di fumare.

Mi rivolgo direttamente ai fumatori che spero potranno diventare a breve degli ex come me; i non fumatori che difficilmente capirebbero determinati punti di vista potranno invece fare tesoro di quanto leggeranno parlandone a fumatori di loro conoscenza.

E tutto questo grazie alle parole scritte di un fantastico libro qual è “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr.

Sono ormai quasi quattro anni che ho gettato via la mia ultima sigaretta e fin dai primissimi giorni in cui non ne ho più accese ho sempre saputo trovare nelle parole di Carr le motivazioni a non mollare, senza impegni particolarmente onerosi, senza sforzi sovrumani, senza viverlo come una punizione ma molto più semplicemente conscio del fatto che fumare è da imbecilli. E visto che non mi considero tale il resto è stato quasi ovvio.

Altre volte avevo provato a smettere ma in maniera non del tutto conscia e quindi forzatamente pretesa. La reazione fu quindi quella di riprendere pressoché subito o di non smettere mai in effetti di fumare.

Un primo errore, che viene ampiamente spiegato nel testo di Carr, è quello di prendere surrogati della nicotina nel tentativo di liberarsi della sigaretta. E quindi gomme, cerotti o sostituti del genere che servono soltanto ad ingrassare le già ricche tasche delle aziende farmaceutiche che producono queste cose. La prima cosa da fare è liberarsi della nicotina che circola nel sangue ed è quindi ovvio che assumerne in altre forme certamente rende vano ogni sforzo in tal senso.

Oltre ad essere un best seller diffusosi soprattutto col passa-parola questo libretto in vendita presso librerie ed autogrill oltre che ovviamente online rappresenta e descrive quanto ogni fumatore più o meno consciamente sa o, di contro, porta la testimonianza diretta di un fumatore accanito che ha scoperto in autonomia tutto ciò che ogni altro fumatore fa difficoltà ad ammettere: l’unica vera ragione per cui si fuma è la tossicodipendenza da nicotina. Il resto sono motivazioni di natura psicologica personali e sociali, dirette ed indirette, consce e soprattutto, le più difficili da comprendere, analizzare ed estirpare, quelle inconsciamente derivate.

Liberarsi dalla nicotina, primo fondamentale passo per liberarsi dalla dipendenza chimica e fisiologica è la parte paradossalmente più semplice. Tempo due o tre settimane di astinenza e il sangue è privo di ogni traccia di questa sostanza, la curva di abbattimento del tasso di nicotina cade esponenzialmente in maniera molto rapida e con variazioni che dipendono da persona a persona: dopo circa un’ora dall’aver fumato una sigaretta nel sangue ce n’è già la metà e questo ad esempio è il motivo per cui si sente il desiderio di fumare ancora. Dopo tutto la dipendenza da nicotina è un fenomeno anomalo rispetto ad altre: non ci si sveglia in piena notte col desiderio di fumare e già questo potrebbe far riflettere sul fatto che se l’organismo accetta di stare qualche ora senza nicotina potrebbe continuare a farlo per sempre.

L’autore del libro mette in evidenza in maniera a volte ironica ma sempre con semplicità estrema che fumare è come portare tutto il giorno ai piedi un paio di scarpe più strette di due numeri per il solo piacere di liberarsene alla sera; tutte le motivazioni indotte dall’esterno e che potremmo chiamare sociali si smontano facilmente alla luce della presa di coscienza di essere dipendenti dalla nicotina e non da altro.

Il fumatore, come tutti i tossico-dipendenti, è un mentitore. Mente a se stesso ed agli altri per giustificare la sua dipendenza, la sua necessità. C’è quello che afferma di non poter smettere in determinati momenti della sua vita particolarmente carichi di impegno e di stress e l’altro che invece dice di non poterlo fare perché sta per andare finalmente in ferie e allora sì che potrà godersi appieno le sigarette: fumare come associazione a concetti antitetici, di benessere o di malessere. C’è il fumatore che afferma che fumare piace e fuma sempre soltanto la sua marca preferita ma sa benissimo che in caso di mancanza prolungata di sigarette fumerebbe anche il cartone! Come fa a piacere una cosa che istintivamente da’ disgusto? Provate a ricordare la reazione alla prima sigaretta o come reagiscono i bambini se viene loro soffiato del fumo in faccia.

L’aspetto più appagante dell’aver smesso da fumare è quello della perdita di dipendenza psicologica, ritrovare la libertà dopo decenni di schiavitù, perché di questo si tratta: fumare è essere schiavi della presenza e dell’uso della sigaretta.

In una società quale quella occidentale dove fumare sta diventando sempre più impossibile, e per fortuna! Uffici, locali pubblici e privati, cinema, ristoranti, a breve forse persino gli stadi o per strada in determinate condizioni sono già off-limit per i i fumatori. Notate il fumatore ansioso che si accende affamato la sigaretta appena messo piede fuori dalla stazione o dall’aeroporto, quello che alla festa di amici si guarda intorno smarrito con la cenere nella mano e che finisce segregato in balcone per non dar fastidio agli altri; per non parlare della desolante immagine che offrono i fumatori che aspirano avidamente le loro sigarette fuori dei locali o degli uffici, nelle zone loro concesse, in pochi minuti e magari intirizziti dal freddo o sudati a causa della canicola. Non è forse schiavitù questa?

L’autore non si soffermerà a lungo sui danni fisici, neanche sull’aspetto economico di come si mandino letteralmente in fumo migliaia di euro ogni anno: quella è roba nota.

Credetemi. Metterà in evidenza analizzandoli con serenità uno per uno tutti gli aspetti psicologici che portano il fumatore a mentire: chiunque con un minimo di buon senso saprà trarne le dovute conclusioni. Certo, un po’ di buona volontà ci vuole, ma è davvero poca, non serve essere né dei martiri né degli asceti per smettere di fumare e se ci sono riuscito io, subito e senza sofferenza, potrete farlo anche voi.

Effetti collaterali? Nessuno. Qualche chilo in più ma non perché ci si abbotta di cibo per non fumare. Semplicemente perché il fumatore ha un metabolismo più rapido in quanto l’organismo tenta di liberarsi del veleno che viene immesso; quindi, smettendo il metabolismo rallenta, si mangia come prima e si tende a prendere peso.

Ultima considerazione che da’ molti spunti di riflessione ed approfondimento è quella del danno sociale che il fumo porta alla società. Ogni paese occidentale, la stragrande maggioranza dei media esaltano e condannano aspramente qualche decina di morti ogni anno per uso di eroina, cocaina od altre sostanze stupefacenti mortali ma fanno finta di dimenticare le migliaia di persone che ogni anno muoiono o si ammalano gravemente a causa del fumo con dispendio ed aggravio per i servizi sociali e sanitari. La lobby delle case produttrici di tabacco e derivati è potentissima, ancora oggi.

Lo stesso ovviamente dicasi per la dipendenza da alcool che è spessissimo associata a quella da nicotina (non il contrario).

Come nota a margine va detto che Allen Carr sull’onda del suo metodo the easy way ha scritto altri libri dedicandosi ai metodi facili per smettere di bere, di mangiare (male), per fumatori adolescenti, per donne fumatrici ed altro ancora.

Ho letto quello sul controllo del cibo ma in questo caso non mi sono trovato d’accordo, troppo anglosassone. Ma questa è un’altra storia sulla quale penso tornerò perché per me è stato molto più facile smettere di fumare che controllare il cibo.

domenica 11 dicembre 2011

Non per soldi ma per decreto

Dopo quanto appena riportato qui, e peggio ancora qui, nel giro di pochissime ore la rivolta dei politici, da destra e sinistra, dal centro alla periferia ed in maggioranza, sta portando ad avere dichiarazioni che rasentano il ridicolo se non fossero tragicamente vere.

Qual è insomma la critica maggiore che oppongono alla richiesta di tagliare di circa 5000 € al mese (netti) di emolumenti ai loro stipendi per adeguarli alla media europea? E’ che queste azioni non possono essere imposte per decreto dal governo, nessuno commissariamento insomma.

Ed il rifiuto arriva soprattutto dalla maggioranza dei deputati del centro destra; proprio coloro i quali che per anni hanno imposto a noi cittadini decine di provvedimenti legislativi per decreto violando le più elementari norme di dialogo parlamentare. Adesso che il decreto tocca i loro culetti non ci stanno. E non solo loro ripeto.

Stanno insultando la nostra intelligenza ed ascrivendoci poteri che mai ci sogneremmo di chiedere ma che tanto vorremmo: stipendi da cassaintegrato, niente pensione e soprattutto rendere loro finalmente impossibile permettergli di fare altri lavori mentre sono eletti in Parlamento e perché no, il taglio della testa, simbolico ovviamente, ovvero la cacciata a furor di popolo in caso di inadempienza.

Da numerosi politici, e la Mussolini è in ottima compagnia, dichiarano che i media che stanno cavalcando l’onda di questa protesta popolare lo fanno a rischio di aumentare la tensione già notevole che il popolo ha accumulato nei confronti della classe politica.

Chissà come mai adesso sono incazzati anche quelli che fino a ieri li hanno sostenuti politicamente?

Come spesso è accaduto in questo nostro miserabile paese il peggior esempio viene sempre dall’alto.

Era solo uno spinello

Un ragazzo poco più che ventenne di mia conoscenza tempo fa ha avuto un banalissimo incidente stradale: lui sul suo motorino è stato tamponato da un’altra autovettura con conseguente ruzzolone a terra e parecchie escoriazioni. Nulla di grave ma è stato comunque richiesto l’intervento di un’ambulanza che lo ha accompagnato in ospedale per accertamenti.

Ebbene, sembra sia la prassi in questo caso effettuare anche tutte le analisi del sangue con ricerca degli indicatori di alcool e sostanze stupefacenti e così, il giovanotto, è risultato positivo alla famosissima maria perché forse un paio d’ore prima s’era fatto…solo un innocente spinello.

Risultato: denuncia d’ufficio per “Guida in stato d’alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti” (Art. 187 CdS).

- Denuncia penale con conseguente processo e spese.
- 2.500 di multa immediata.
- Ritiro della patente e sospensione per un anno.
- Confisca del mezzo, spese di rimozione e di custodia in luogo chiuso e non pubblico a cura del proprietario. In questo caso per fortuna il proprietario è la mamma del ragazzo che ha una cantina perché altrimenti in mancanza di un posto auto in garage condominiale o di un box auto di proprietà la legge costringe al deposito in un garage privato o simile.
- Analisi del sangue da effettuare privatamente a pagamento, alla modica cifra di 500 € a prelievo, che servono a richiedere il rilascio della patente al termine del periodo di sospensione e da ripetere in seguito ogni sei mesi per due anni.
- Spese di dissequestro al termine del fermo amministrativo del mezzo e qui c’è un aneddoto interessante tipicamente italiano: sembra che il consiglio di un alto graduato della Polizia Municipale, in presenza di un collega, a questa mamma disperata sia stato il seguente: “Signo’…nun lo metta in cantina ma lo faccia sparì er motorino…così nun paga gnente doppo…”

La beffa oltre il danno è che a questo ragazzo, finiti gli studi, sarebbe piaciuto concorrere per entrare in polizia, nei carabinieri, magari in finanza od in qualche corpo militare.

Ovviamente adesso, con questo peccatuccio di gioventù che gli ha sporcato la fedina penale, queste cose se le può anche scordare.

Era solo uno spinello dopo tutto no?

sabato 10 dicembre 2011

Istigazione al suicidio

Alessandra Mussolini ha sostenuto oggi che togliere il sussidio, il vitalizio, insomma togliere qualcosa ai parlamentari corrisponde ad una istigazione al suicidio. Vorrei sottolineare che non è stata lei ad usare questa terminologia ma il giornalista: l’onorevole però non ha fatto nulla per smentirlo.

Dopo tutto bisogna compatirla. Dopo aver provato a farsi la pensione come attrice, fotomodella, conduttrice e persino cantante nei primi anni ‘80 con filmetti di serie B e trasmissioni di C non le restava che buttarsi in politica sostenuta da un cognome di sì nobile origine. Non credo che se si fosse chiamata Scicolone come la zia avrebbe fatto la carriera che ha fatto.

Questo è il guaio della democrazia.

 

Quindi se secondo lei togliere la pensione o 4-5000 € al mese ai nostri politici corrisponde ad esporli alle intemperie mandandoli in giro nudi per strada (parole sue) mi chiedo perché non inizi lei con un esempio concreto perché non credo d’aver capito bene…hai visto mai, una polmonite? Un tram…

Insomma alla stragrande maggioranza degli appartenenti alla casta come si ventila l’ipotesi di mettergli le mani in tasca si scatenano anteponendo alla più misera delle scuse la normativa ed il mancato rispetto delle procedure; a parte rarissime eccezioni, anche solo a titolo di buon esempio o più ragionevolmente solo per adeguarli ai loro colleghi europei.

Nota: in questa foto, contrariamente a quanto stavate pensando, sta cercando di fermare un taxi al volo dopo aver cantato ad una festa rionale.

mercoledì 7 dicembre 2011

Non tutti così, anche peggio

La notizia di oggi è questa; non sono meravigliato né particolarmente scandalizzato o, termine in voga, indignato.

Contro notizia è quella che in molti si augurano, o ne sono certi, che non tutti i frequentatori di Montecitorio o di Palazzo Madama sono come questi dipinti da quest'anonimo loro collega che li ha colti, come dire, nell’intimo!

Purtroppo sono convinto del contrario: e cioè che la maggioranza di coloro i quali fanno politica da quando è nata l’era Berlusconi è gente di questa pasta. Incompetenti arrivisti spara cazzate.

Di magro di vigilia

Si è sposata in chiesa, in bianco virginale, dopo aver convissuto sei anni col suo compagno ed aver avuto almeno altri tre uomini prima di questo.
Ha guardato nausata e scocciata il barbone che gli ha chiesto l'elemosina...
Non va a messa praticamente mai tranne quando praticamente obbligata dagli eventi (battesimi, matrimoni, funerali).
Se prega lo fa soltanto per invocare i suoi santi e le sue madonne a favorirgli questo o quell'altro evento molto terreno.
Sbeffeggia i musulmani che non mangiano carne di maiale o gli indiani che non mangiano le vacche
Non conosce neanche il significato del digiuno della quaresima

Però la vigilia di Natale non mangia carne; un pezzo di ginocchio per farci un brodo no, ma il salmone od il caviale sì.

Che poi c'è da sganasciarsi non tanto l'aspetto economico che vede il pesce molto ma molto più caro della carne quanto perché questa storia che si deve star leggeri, mangiare magro insomma, è tradizione ebraica, della vigilia del loro sabato (shabat) e non ha nulla a che fare con la dottrina cattolica: la chiesa infatti non ha mai dettato una regola in proposito. Che strano però, ogni volta che si pensa a qualche regola ecumenica si scopre che non ce n’è mai stata una in proposito e vice versa. 

E' insomma, quella del venerdì di magro, tradizione popolare e non dettata, tradizione tra l'altro diversa da regione a regione. Se proprio volessimo dirla tutta la chiesa nel Medioevo era arrivata a citare qualcosa come 150 giorni l'anno di magro, tra l'altro in quaresima appunto ma non certo alla vigilia di Natale.

Una tradizione popolare né più né meno che quella del panettone, dello zampone con le lenticchie. Una tradizione che fa schizzare alle stelle i prezzi già alti nelle pescherie che arrivano a rincarare fino al 30% in più persino il comunissimo pesce azzurro o le nauseanti e grasse trote d'allevamento.

E poi scusate ma quella del pesce non è forse carne irrorata di sangue proprio come quella degli altri animali?

Lo penso da moltissimi anni e non posso che confermarlo. Natale è bello perché si sta in famiglia e con le persone che amiamo a noi vicine, è un momento che fa da collante e che interrompe quei distacchi dovuti a questa vita che ci fa dimenticare certi suoi aspetti importanti ma, per il resto, è forse la festività più ipocrita e fasulla che ci sia al mondo! Talmente mercanteggiata che si è diffusa persino in quei paesi che di cattolico non hanno proprio niente!

PS) non mangio pesce né nulla di ciò che nuoti, cammini di traverso od all'indietro o viva attaccata a scogli e fondali marini! Però mangio il tonno che come noto non è pesce e nasce così come lo vediamo nelle scatolette…purché sia al naturale Occhiolino

Tagliare le spese militari

Ovvietà #3

Non sono un pacifista tout court, anzi, per molti aspetti mi considero quasi un guerrafondaio. Sono da sempre un fermo sostenitore del ruolo attivo delle truppe di peace keeping e non solo per esperienza diretta ma a parità di altre condizioni. Ed in questo momento la disparità è data dalla situazione economica.
E’ pacifico che quando in una normalissima famiglia si tratta di fare tagli efficaci alle spese per risparmiare e riequilibrare le prime cose che saltano sono le spese superflue. E se c’è qualcosa che in questo momento è decisamente superfluo sono le spese militari nel nostro paese.
Le spese che riguardano praticamente tutte le nostre missioni militari all’estero, tranne quelle di formazione di personale di polizia locale; le spese di acquisizione di nuovi armamenti e di costruzione di nuovi mezzi militari; le costosissime spese di addestramento e mantenimento di navi ed aerei in navigazione o in volo solo per esercitazioni.
Abbiamo preso impegni internazionali con organismi quali l’ONU e la NATO su alcune missioni? Credo che pochi si permetterebbero di criticare la decisione di un ministro della Difesa di ritirare le truppe per la situazione economica contingente. Non sarebbe la prima volta: successe una quindicina d’anni fa alle forze ONU messe a disposizione dal Pakistan in Nigeria.
Non solo in questi giorni ma dal 2008, anno in cui è saltata la bolla americana trascinando a fondo mezzo mondo e tutta l’Europa, non ho sentito un solo politico, una sola voce fuori dal coro parlare di tagli alle spese militari.
Tanto se dovessero aggredirci militarmente abbiamo sempre le nouvelle Napoleon Sarkò pronto ad intervenire a salvarci così come era pronto a mediare tra Monti ed i politic(ant)i A bocca aperta

Libera Chiesa in pessimo Stato

Ovvietà #2

Libera di far quel che vuole ovviamente.
Come noto basta mettere una madonnina sul cantone di un palazzo, farla sanguinare o lacrimare un po’, farla benedire et voilà, improvvisamente il condominio si trasforma in luogo di culto e diventa esente ICI. Anche senza miracolo.
Se c’è una fonte sicura come stipendi, pensioni ed appartamenti da dove tirar fuori un po’ di soldi per questa manovra correttiva era proprio quella data dall’applicazione dell’ICI agli istituti religiosi: conventi, scuole cattoliche, seminari, chiese con ovviamente con annessi oratori, campi sportivi o solo campi di bocce, alloggi per i preti e chi più ne ha più ne metta.

2 miliardi e spicci di euro: tanti quanti ne hanno tagliati alla spesa sanitaria che fagocita risorse manco fosse il mezzogiorno.

Luoghi di culto esenti? Ma da cosa dovrebbe essere esente un complesso gestito da tante brave e compassionevoli suorine con annesso asilo nido, scuola materna, elementare e media e rette sostanziose? O un vero e proprio albergo travestito da seminario?


La chiesa ha un ruolo sociale ed economico notevole di ritorno in termini di aiuti ai meno abbienti? Certo, come no. Parliamo del famigerato 8 per mille?

Parlare di questo a ridosso del Natale fa ancora più effetto poi; la più grande ricorrenza di reiterata ipocrisia, quando tutti si sentono più buoni e si dipingono scenari innevati persino in paesi dove la neve non la vedono neanche se programmata dall'ufficio meteo cinese o sparata con i cannoni.
Strano come ascoltare la stessa anziana pensionata che si lamenta ed inveisce a priori nei confronti di eventuali paventati tagli alla sua pensione non sia disposta ad accettare critiche su questi temi: il parroco non si tocca, porello, è tanto bono.

170 kW

Ovvietà #1

Una delle cose che mi ha colpito della cosiddetta manovra Monti, fra le molte, di quanto adottato in termini di tassazione addizionale è l’aumento dell’imposta di bollo per le auto pi potenti con un limite fissato a quanto oltre i 170 kW.
170 kW sono 230 HP circa, 228 per l’esattezza.
Già a luglio scorso i possessori di Ferrari, Porsche, Lamborghini, Hammer e varie supercar del genere furono tassati con una addizionale di 10 € per ogni kW superiore ai 225 (310 HP) e adesso sono 20 per ogni kW superiore ai 170.
La mia personalissima opinione che 230 HP sono ancora troppo in alto come limite, lo avrei ulteriormente abbassato. Sotto i 230 HP e per lo meno fino ai 180 HP ci sono fior di berline di lusso con prezzi che vanno dai 60 agli 80000 € e quindi certamente appartenenti a benestanti, in leasing come auto di rappresentanza o ancora vetture aziendali che considererei visti i tempi senz’altro di lusso.
Un comunissimo turbodiesel da 130-150 HP, 2000/2200 di cilindrata quale può essere una Ford Mondeo od una Citroen C5 inizia a viaggiare intorno ai 35000 € di costo e non è certamente alla portata di tutti mentre sono piuttosto sicuro che un possessore di un’auto di classe anche di poco superiore dovrebbe essere tassato.
E tutto questo pur considerando che in Italia la macchina non è del tutto adeguata come indicatore di ricchezza personale perché ci sono molti miei concittadini che mangerebbero pane e cipolle pur di girare con l’auto costosa! Ed è forse proprio per questo che ogni qual volta i governi hanno cercato soldi facili li hanno trovati mettendo le mani ad imposte su macchine e benzina!
Qui trovate il documento completo di tutte le auto che dovranno pagare il superbollo a seguito della manovra Monti.

sabato 3 dicembre 2011

Finlandese (Loituma Eva’s Polka)

Mi capita a volte di ascoltare su RadioDue, la mattina alle 10, la trasmissione “Io, Chiara e l’oscuro” con Chiara Gamberale. Sui suoi contenuti interessanti la rete è piena, a cominciare proprio dal sito della trasmissione che potete trovare qui.

Ma è la sigla che mi piace moltissimo. Sono letteralmente innamorato di questo brano musicale che cattura i sensi e mette allegria e voglia di ballare. Che distende con la semplicità della melodia, quasi una filastrocca per bambini.

Quando lo ascoltai la prima volta pensavo a chissà quale lingua orientale si celasse dietro questo brano e invece è finlandese: non lo avrei mai immaginato! Una lingua uralica, di origini antiche ed anche orientali. Una di quelle lingue difficilissime da imparare perché usano qualche dozzina di suffissi da attaccare alle parole per contestualizzare! Ma a parte questo credetemi, imparerei volentieri a memoria questa canzone che sembra uno sciogli lingua solo per poter canticchiarla! puttù puttà tili tali talla ya zazzà …

E volendo condividere con voi questa piccola emozione godetevi la canzone adesso, magari col testo originale accanto!

Loituma è il nome del gruppo che la canta e su Youtube ce ne sono diverse versioni.

PS) mai avrei immaginato che invece mia figlia più piccola conoscesse benissimo questa canzone perché è sigla di un noto (a lei) cartone animato giapponese!

venerdì 2 dicembre 2011

Onlus un cazzo

ONLUS – Associazione Non Lucrativa di Utilità Sociale

Da quando c’è la possibilità di creare associazioni di questo tipo ne sono nate a migliaia nel nostro paese. La maggioranza a fare il proprio lavoro ci prova e ci riesce anche ma quante di queste, dubbio legittimo di ognuno di noi, usa davvero per lo scopo prefisso i proventi provenienti dalle donazioni private?

Soltanto io almeno un paio di esempi di arricchimenti indebiti con le sole briciole destinate alla utilità sociale potrei farli ma non è questo il punto.

A quanto pare (vedi qui) due Onlus impegnate ad Haiti dopo il devastante terremoto di due anni fa sono state truffate da un certo Bernardino Pasta (già inciuciato con il noto Lele Mora): in breve le due Onlus gli avrebbero dato 9 milioni di euro raccolti ma non ancora erogati affinché fossero investiti in obbligazioni inglesi.

Posso capire che non è facile spendere oculatamente una cifra del genere, soprattutto nel caos organizzativo di un paese quale Haiti, con o senza terremoto, ma non tollero l’idea che i titolari di queste due Onlus, in attesa di devolvere i proventi raccolti abbiano cercato di specularci sopra, fosse anche a fin di bene per incrementare il capitale!

I singoli cittadini anche avessero donato loro soltanto 1 € dovrebbero pretendere la restituzione del maltolto.

PS) …e non parliamo della componente lucrativa che tutte le compagnie di telecomunicazioni detraggono dai famosi sms di solidarietà da 1 o 2 € per questa o quella catastrofe

domenica 27 novembre 2011

Intelligente e pigro

Qualche anno fa ho letto con grande interesse "Hammerstein o de l'ostinazione" di Hans Magnus Enzensberger. Lo scrittore tedesco riesce ottimamente a far capire che in Germania, tra la fine delle Repubblica di Weimar e quella della seconda guerra mondiale c'erano, pochi ma buoni come si dice, anche gli oppositori al nazismo (da von Hammerstein presero il via gli eventi che portarono all'attentato del 20 luglio del 1944).

Mi ha molto colpito una sua citazione. Von Hammerstein era considerato tutto sommato un pigro. Quando un giorno gli chiesero come valutasse i suoi ufficiali così rispose:

"Li divido in quattro tipi. Ci sono ufficiali intelligenti, laboriosi, stupidi e pigri. Il più delle volte due di queste caratteristiche coincidono. Se sono intelligenti e laboriosi, devono entrare nello stato maggiore generale. Poi ci sono gli stupidi e pigri che costituiscono il 90 percento di ogni esercito e sono adatti per compiti di routine. Chi è intelligente ed insieme pigro si qualifica per gli incarichi di comando più elevati, perché dispone della chiarezza mentale e della stabilità emotiva per prendere decisioni difficili. Bisogna guardarsi da chi è stupido e laborioso e non affidargli responsabilità perché combinerà solo disastri."

Insomma il raro dono di comprendere le situazioni in modo semplice ed istantaneo ed esprimere i penseri con frasi orali o scritte sintetiche va benissimo d'accordo con quella pigrizia che ci fa provare un senso di compassione verso tutta quell'operosità affannata ed uno di avversione verso la minuteria. Peccato che come la maggioranza degli ufficiali di ogni esercito sia stupido e pigro in giro ci sia una maggioranza di stupidi e pigri.

PS) scommetto che ognuno di voi si starà chiedendo chi delle vostre conoscenze appartiene a quella categoria. Presuntuosi! Ma allora quella famosa maggioranza?

venerdì 25 novembre 2011

Rapimento…e riscatto laurea


Pur essendo perfettamente a conoscenza che mi avrebbero chiesto uno sproposito tempo fa all'INPS ho fatto domanda di riscatto degli anni del corso di laurea. 3 anni su 4 inoltre visto che nel mezzo ho fatto il servizio militare il cui periodo viene riconosciuto come contributivo con un riscatto, bontà loro, gratuito.
La cifra ragguardevole: per 157 settimane di contributi che corrisponderebbero (teoricamente!) ad un aumento annuo lordo della pensione di ben 2867 € (poco più di 100 € netti al mese) chiedono quasi 48.000 €!!! Ed il beneficio ottenuto sarebbe usato per almeno i primi 20 anni di pensione per ripagare l'investimento fatto. Visto che avrò comunque il massimo dei 40 anni contributivi a 66 anni ovviamente non ha senso riscattare gli anni di laurea.
Ma la cosa ridicola che mi ha maggiormente colpito è che l'INPS invia un bollettino di conto corrente per l'intero importo
Immaginate la scena allo sportello con 48.000 € magari in contanti?
In alternativa comode rate da 400 € al mese senza interessi, per 10 anni!
Insomma visto che di riscatto si parla credo che l'unico modo per applicarlo al corso di laurea sia rapire qualcuno ovviamente a scopo di riscatto ed usare il malloppo all'uopo
Se posso dare un (inutile visti i tempi) consiglio ai giovani neo assunti è questo: fate domanda di riscatto non appena iniziate a lavorare, vi costerà pochissimo perché è calcolato in base alla posizione retributiva e contributiva.
Mi chiedo se l'agenzia delle entrate per quelle rare volte che beccano qualche mega-evasore manda loro un bollettino precompilato con importi di qualche milione di euro...

giovedì 24 novembre 2011

Cittadino Berlusconi

Anche se come il Natale al 27 di dicembre ormai ce lo siamo levato di mezzo vorrei tornare su quest’argomento.
Non è facile trasmettere ai più l'idea che hanno del nostro premier all'estero da parecchi anni a questa parte ormai. Idea consolidata da semplici deduzioni logiche fin dai tempi (2003) del documentario inchiesta della tv pubblica svedese intitolato "Cittadino Berlusconi" (1/6, 2/6, 3/6, 4/6, 5/6, 6/6) o addirittura più che evidente persino a personaggi di fama mondiale come Roberto Benigni già nel 1996.
Purtroppo la maggioranza ha sempre la memoria cortissima e soprattutto da parecchi anni nel nostro paese ha capacità di discernimento limitatissime soprattutto pensando che i miei connazionali raramente hanno saputo dimostrare di pensare con la loro testa.
Ma che le recenti vicissitudini che hanno fatto sì che più di una volta si sia detto che MisterB l'avesse fatta fuori dal vaso è ridicolo anche solo pensarlo visto che nonostante le quintalate di escrementi che va lasciando in giro sembra che in Italia nessuno ne abbia mai sentito la puzza e addirittura ancora oggi per moltissimi è profumo di classe.
Ma ancora una volta nel caso del nostro satrapo ("è malato" disse la sua ex moglie una volta) cherchez la femme ha colpito ancora e vuoi vedere che stavolta casca davvero? Mah...tanto cadrà in piedi. E’ così è stato.
Non mi interessa qui capire o analizzare l'aspetto politico della vicenda ma mi ha incuriosito molto l'aspetto storico che nasce da una domanda posta, allo scopo di difenderlo, da un suo yes man: "Come mai Berlusconi non ha mai ricevuto nessun avviso di garanzia, querela, denuncia, non è mai stato sottoposto a nessun tipo di indagine se non dopo il suo ingresso in politica?"
Ovvio che costui voleva contortamente dimostrare che la risposta sta nel fatto che ovviamente è colpa dei soliti magistrati comunisti, della giustizia ad olorogeria e via discorrendo.
Ed ancora una volta una bugia, clamorosa, e come lo stesso Berlusconi, mentitore incallito e per professione, si finisce col credere alle proprie fandonie.
Purtroppo per essere dei buoni mentitori occorre avere un'ottima memoria. Vorrebbero darci ad intendere che nelle cronache giudiziare degli anni precedenti al 1993, anno di fondazione di FI, Berlusconi non compare mai, nemmeno per sbaglio, eppure era già un notissimo plurimiliardario e imprenditore che si è fatto da sé. Soltanto agli stolti od agli interessati non è più chiaro che PRIMA sono partite varie inchieste (su Mediaset, Dell'Utri, traffico di droga addirittura ecc) e DOPO è sceso in politica, 2+2 insomma.
Ma la memoria è corta appunto. Nonostante Google :-)
Prima della sua famosissima discesa in campo non era certo uno stinco di santo; discesa a reti Mediaset unificate accorrendo a mettere in salvo i suoi interessi privatissimi dall'alto di un'investitura governativa democraticamente ottenuta (dopo tutto anche Hitler andò al potere al seguito di elezioni perfettamente lecite). Non sapremo mai, è solo un esempio, come esattamente abbia ottenuto tutti i soldi che lo hanno salvato dalla bancarotta, che gli hanno permesso di edificare e vendere appartamenti a Milano 2, di comprare giornali, case editrici, industrie...ma sappiamo per certo che non li ha ottenuti onestamente (ahimé l'Italia non è paese da self made man).

Eppure nonostante questo nessuna inchiesta che abbia portato a risultati concreti, nessun coinvolgimento diretto, le indagini mani pulite non lo interessarono neanche di striscio travolgendo invece tra i molti il suo pigmalione Bettino e un'intera classe dirigente. Potere della corruzione? Inerzia od impotenza?

Da quando è in politica invece un flusso continuo. Non passa giorno senza che qualche magistrato non abbia a che fare, spesso direttamente, col cittadino Berlusconi. Senza risultati concreti o condanne certe vista la barriera di protezioni legali che si è costruito intorno in questi 10 anni in cui è stato premier. Un perseguitato dicono i suoi sostenitori, un farabutto dicono gli altri, me compreso.

I motivi di queste differenze tra il pre ed il post sono abbastanza palesi: da quando è in politica si sente talmente potente da poter fare quel che vuole, un dittatore assoluto con un intera classe dirigente asservita ai suoi voleri e questo indipendentemente da scudi e lodi...
E adesso per colpa di un paio di puttanelle rischia di far cadere l'impero che si è costruito. Dopo tutto persino Al Capone cadde non sotto i colpi di revolver di qualche rivale o qualche poliziotto ma sotto il peso dei fascicoli contenenti reati d'evasione fiscale.
Purché se ne vada, pur consapevole che il dopo sarà tragico, anche senza alternativa purché sia un alternativa.

Un mio vicino di casa, un quasi ottantenne non coMMunista così ma coMMunista cosìììììììì ex segretario della sezione del PCI locale giorni fa mi ha detto, ovviamente scherzando: "...sta a vedere che per cacciare Berlusconi dovrò votare Fini"...e di che meravigliarsi visto che a Sanremo se passa "Bella Ciao" per par condicio canteranno anche "Giovinezza"...
Che amarezza...

martedì 22 novembre 2011

Il 90 percento della Calabria è a rischio idrogeologico

Sono noioso e ripetitivo. Ma cosa posso farci se ogni qual volta leggo notizie del genere mi si accappona la pelle e il mio pensiero corre al martello da geologo accuratamente conservato in cantina e lo vedo calato con forza sul cranio di ogni singolo responsabile di questo stato di cose?
Quante volte ho ripetuto con maggiore o minore determinazione argomenti simili? Tante
Che noia che barba che noia
L'Italia che affoga
Disastri naturali. Vero e falso
Facile premonizione
Ma se ghe pensu
Che il 90 per cento del territorio calabrese sia a rischio idrogeologico lo sento dire dai tempi dell’università, a cavallo tra gli anni ‘70 e gli ‘80.
E così dopo qualche altro cadavere sommerso dal solito fango assassino, dopo i soliti calcoletti da ragioniere neo diplomato che riporta quante centinaia di milioni di euro CI costerà l’ennesima alluvione il solito ritornello.
Il resto è noia, nauseante noia.

domenica 20 novembre 2011

E mettiamoci il no-au

Lo scollamento tra quanto viene insegnato a scuola e mondo del lavoro è direttamente proporzionale al numero di anni dedicati allo studio. Affermo e sostengo.

Così mentre un ragazzo che decida di interrompere gli studi alla fine della terza media può, in linea molto teorica d'accordo ma più percorribile che altre, aspirare a farsi un mesetto in prova, pagata poco ma sempre pagata, da qualche parte, un laureato deve invece sottostare a qualche anno speso, senza retribuzione ça va sans dir, tra tirocini formativi, master ed ovviamente tanti, troppi stage che come noto pronunciati impropriamente all’inglese, steisg, riempiono di un altro bel parolone la bocca di tanti imbecilli.

C’erano anche ai miei tempi ovviamente ma molto più seriamente condotti e sicuramente finalizzati ad uno scopo ben definito: un esame di stato, una possibile assunzione.

E così nel nostro ridente bel paese che, come più volte affermato anche su queste pagine, ha trasformato la mobilità in precarietà, ancora una volta svolazzano impuniti migliaia di personaggi che sanno trarre profitto dall'ingenuità e dalla rassegnazione di giovani pieni di belle speranze: sanguisughe maledette pronte a sfruttare chiunque sia loro a tiro. Profitto ovviamente e sicuramente personalissimo ed esentasse.

E una delle vittime mia figlia: la giovane dottoressa e dottoranda (a gratis); in tempo redenta perché fortunatamente per lei aperta al dialogo con i genitori a cui racconta tutto e di tutto ma soprattutto in grado di usare la propria testa.

Complice un post capitato come il cacio sui maccheroni in cui l’autore descrive minuziosamente il tentato raggiro editoriale ai suoi danni da parte di un personaggio ottimamente descritto mi associo, in ritardo di qualche giorno ma intenzionato a farlo prima ancora d’aver letto quel post, aggiungendo il famoso carico da 11.

Visto che come dicevo in apertura oggi come oggi più si studia e meno si è preparati anche la giovane dottoressa nel tentativo di avvicinarsi al mondo dell’editoria, soprattutto quella di qualità anche se di nicchia, ha abboccato al seducente invito della Perseo Edizioni a partecipare ad uno stage formativo: quale migliore occasione se non quella offerta da una casa editrice che vanta centinaia di titoli pubblicati da altrettanti brillanti docenti universitari?

Tutor? Non sanno neanche quale sia il significato del termine.
Mezzi? Adottando la tecnica delle migliori multinazionali applicano il desktop sharing che non è roba informatica: tre scrivanie da dividere in cinque, peccato sempre tutti presenti. Ed a proposito di desktop ognuno si porta il suo portatile, ovviamente. Il telefono invece…è uno solo.
Informazioni ed indicazioni? Nulle, al massimo improvvisate e frammentarie.
Utilità? ...

Se ho ben capito il tipo di lavoro consiste nell’effettuare tutte quelle attività tipiche del backoffice, delle ricerche di mercato e dello scouting fatto nel tentativo di proporre a librerie, di qualsiasi genere e taglio, compresa la cartolibreria sotto casa, ai caffè letterari (esistono ancora?) o peggio a quei cosiddetti “bar” che non riuscendo più a vendere caffè a sufficienza organizzano eventi su tutto e per tutti nei loro locali.

Nel tentativo di vendere libri la cui pubblicazione è stata PAGATA dagli stessi autori con la solita formula truffaldina di cui trattai proprio in uno dei primi post di questo mio blog e relativo alla casa editrice “Il filo online”. E come ben scrive l’autore del già citato post il tipo non paga per le spese editoriali, non paga gli stagisti, sicuramente non paga neanche le tasse, paga certamente le bollette e l’affitto e ci mette…il no-au…

Basterebbe non collaborare conclude l'autore del post. Non basta purtroppo perché i ragazzi sono vittime inconsapevoli ed ignare ed entrano loro malgrado nel giro del se non io un altro. Basterebbe regolamentare e vigilare. Ma questo è ancora più improbabile di un sonoro vaffa coralmente indirizzato a personaggi del calibro di quello descritto.

sabato 5 novembre 2011

Ma se ghe pensu


Appena una settimana fa scrivevo un triste richiamo al necrologio di un anno fa.

Ed ecco che ancora una volta mi trovo a dover confrontarmi con l'incuria secolare che devasta il nostro paese.

Inutile polemizzare con una realtà edilizia che ha costruito laddove non era possibile, con la storia dei nostri borghi, paesi e città che risale spesso a responsabili così in là nel tempo da renderli ormai immuni e condonati né tanto meno pensare di abbattere interi quartieri per rifarli altrove.

Genova è stata strappata alle montagne nei secoli, coprendo od interrando torrenti e dimenticandosi della loro esistenza.

Ma soltanto un anno fa (vedi qui) è successo in scala neanche tanto ridotta rispetto a ieri che quelle stesse zone, quegli stessi torrenti, esondassero a seguito di un fenomeno meteorologico che gli esperti annunciano e di cui avvisano da almeno 10 anni. Alle nostre latitudini tra ottobre e novembre ormai non piove più come una volta ma arrivano quelli che definiscono splash bomb, dei veri e propri gavettoni in cui piove in un'ora sola tanta acqua quanta ne arriva mediamente in tutta la stagione!

E così quanto per un terreno naturale risulta difficile far defluire diventa impossibile laddove si sia cementato ed asfaltato, ed un torrente che gonfiando esonda è come esplodesse con una pressione devastante.

Ma tutto questo è (per me ed ormai per molti) tristemente noto e spesso su queste stesse pagine ho avuto modo di...bla bla bla bla...


Anche se dovrebbero non pretendo di ricordare l'alluvione del 1970 di Genova, come l'anziana signora genovese che invece la ricorda benissimo e che ogni volta che piove un po' più del solito non apre il negozio, né pretendo di avere idee per cambiare uno stato di cose ormai irrimediabilmente fottuto ma la prima considerazione che ho avuto subito ieri, alle prime notizie di quanto stava accadendo a Genova è questa...

CON UN ANNO DI TEMPO A GENOVA NON SI E' FATTO NIENTE!!!

mercoledì 2 novembre 2011

Dottorati e dottorandi, borsisti e paganti

Quanti di voi avrebbero mai immaginato che per partecipare ad un dottorato di ricerca a titolo gratuito occorresse pagare? Insomma è come partecipare ad uno stage o tirocinio privo di qualsiasi rimborso spese, lavorando e pagare per farlo!

Premetto doverosamente che non si tratta della solita invidia perché la persona fregata stavolta è la propria figlia. C'è ben poco da invidiare in questo caso visto il mondo che le si prospetta. E mia personale e discutibilissima opinione è che, borsa o non borsa, altri tre anni in dottorato sarebbero altri anni buttati ma visto che oggigiorno di tempo da buttare ce n'è a iosa per questa generazione privata persino del sogno del futuro perché no?

L'istruzione nazionale è allo sfascio e questo è noto. Tra tagli continui e sempre maggiore scollamento tra la realtà del mondo del lavoro e la teoria dell'insegnamento di discipline assolutamente inutili; o meglio utilissime a chi deve inventarsi una cattedra, una facoltà se non addirittura eleggere una sede universitaria in sperdutissimi paeselli dell'Aspromonte!

Ma ci sono cose che rasentano l'assurdo quale quella accaduta alla mia primogenita neolaureata con laurea magistrale che ha tentato di accostarsi al mondo dei concorsi per accedere ad un dottorato di ricerca con borsa di studio.

Ai miei tempi la baronia potevi volendo guardarla negli occhi nel senso che erano noti nomi e cognomi dei veri possessori del potere discriminante in commissione d'esame (commissioni sia per dottorandi o aspiranti tali che per ruoli di docenza per giovani professori incaricati), erano altresì noti nomi e cognomi dei vari lecchini e portaborse e dei super raccomandati intoccabili figli di professori e cariatidi universitarie.

Oggi invece ti fregano col cavillo amministrativo burocratico, con la postilla, con i requisiti di ammissione che letti online e poi stampati e riletti vanno bene e poi diventano misteriosamente non più validi perché si scopre che sì la cittadinanza italiana va bene ma purché figlio di molisano e di veneta! Tanto che qualcuno si deve essere arrabbiato non poco tant'è che, solo per citarne uno, uno dei concorsi per dottorato di ricerca indetto dal più noto degli atenei milanesi è stato rimandato a data da destinarsi con tanto di telegramma spedito a firma "il rettore".

E vogliamo parlare della risposta avuta come giustificazione per escludere mia figlia dal concorso da parte degli urbinati? Roba da presentarsi alla prova d'esame con i Carabinieri. Ma a che pro? Tanto poi il modo per bocciarla l'avrebbero trovato a loro insindacabile giudizio.

In tutto questo i soldi però per i balzelli vari se li prendono prima: da 50 a 60-70 € per diritti di segreteria vari.

E infine la tragicomica esperienza del concorso indigeno qui a Roma Tre.

Mia figlia è risultata prima dei vincitori (ovvero quarta) ma senza borsa di studio ad un concorso in cui i commissari d'esame sono riusciti ad esaminare ben 60 temi (di dottorato si badi bene, almeno 8-10 pagine l'uno) in tre ed in una sola giornata le viene (capperi!) ed in cui all'orale se n'è vista di ogni colore.

In assenza di borsa di studio e non volendo gravare sul bilancio familiare stava per rinunciare ma alla fine tra il nostro incoraggiamento ed il consiglio di una sua valente professoressa ha accettato: un dottorato è sempre un buon titolo in più...dicono!

Ma la beffa sta in questo. Ha vinto a titolo gratuito, ovvero l'università non le passerà neanche una lira per l'impegno lavorativo che andrà profuso in questo lavoro di ricerca e fin qui passi...lo sapevamo. Ma quel che nessuno di noi avrebbe mai immaginato è stato lo scoprire la richiesta da parte della facoltà di pagare la tassa d'iscrizione di ben 520 € come dottoranda per l'anno accademico 2011/12 (così sarà per gli altri due). Inconcepibile. E poi questi soldi per cosa? Per il condizionamento e l'illuminazione di cui usufruirà nelle rare volte in cui sarà presente in facoltà? Per usufruire del wifi? ...

domenica 30 ottobre 2011

Il ponte sullo stretto. Cronaca di una morte annunciata

Nel 1998 mi capitò di lavorare per una società che occupava degli enormi uffici multipiano qui a Roma: era la Società Stretto di Messina nata nel 1981 come concessionaria unica della progettazione e realizzazione del famoso ponte tra Scilla e Cariddi o giù di lì.

Già allora mi incuriosiva molto (anche come geologo ma non solo) e sinceramente nonostante l'idea risalisse ai tempi dell'unità d'Italia non se n'era mai parlato approfonditamente proprio perché tutto quanto ruotava intorno a questo progetto colossale restava avvolto nel mistero. E' molto interessante la storia di questo progetto (qui) ed istruttivo leggere proprio quanto i primi interessati dicano di questa cosa (qui).

Tutto questo finché Berlusconi fin dal suo primissimo ingresso in politica non fece di questo progetto un suo cavallo di battaglia, una delle sue promesse poi mancate, tra le tante nel mare di amnesia che colpisce spesso l'italiano medio(cre).

Pochi giorni fa pur di non rischiare di perdere la maggioranza in una delle ennesime votazioni la compagine governativa ha votato una mozione IdV apparentemente slegata ma che avrà ripercussioni notevoli anche sulla supposta e fantascientifica costruzione di questo megalite tecnologico: e così il ponte non si farà, ma non per ora o per questo decennio, probabilmente per questo secolo. E così ad iniziare da uno degli uscieri della società di cui s'è detto e finire col geometra del cantiere di posa del primo pilone a Reggio Calabria (aperto anni fa in deroga a tutto per far spostare i binari della SA-RG) questo oggetto dei desideri di Berlusconi ha fagocitato svariati miliardi di euro a vuoto. Per nulla. Pagati ovviamente da noi.

Non discuto la capacità tecnica e di progettazione ed anche di realizzazione italiane ma in un contesto quale quello nazionale dove le priorità sono ben altre il ponte risulta un orpello assolutamente inutile. Sarebbe stato anche bello da vedersi probabilmente, come possono esserlo altre opere del genere in Europa (Olanda o Danimarca per esempio); ma da quelle parti i servizi essenziali, le infrastrutture primarie, l'attenzione al welfare sono obiettivi prioritari sempre rispettati e soltanto DOPO i governi di quesi paesi si sono presi la briga di spendere soldi per ponti e ponteggi campando benissimo per secoli di traghetti!

Soltanto chiamando in causa ancora la geologia potrei poi rispondere che un'opera del genere dovrebbe essere destinata a durare almeno un millennio se non di più (come testimoniano le colossali opere del passato) ma con la Sicilia e la Calabria che slittano su due placche tettoniche distinte allontanandosi di diversi centimentri l'anno, con un progetto che ha omesso e ignorato clamorosamente gli aspetti macroscopici della regione parlando genericamente di faglie e in una zona dove nel 1908 si ebbe uno dei più violenti terremoti del XX secolo direi che mancano proprio i presupposti per poggiare i piloni di un ponte che è cosa ben diversa dalla gettata unica dei tralicci ENEL che portano energia alla Sicilia.

La mezza tonnellata di altre considerazioni negative è cosa facile: sociali, territoriali, ambientali, politiche e strutturali.

E quindi il miraggio di Berlusconi tra i tanti del famoso patto con gli italiani era, è e rimarrà tale.

Per fortuna.

Per approfondimenti anche questi articoli sono molto interessanti.

venerdì 28 ottobre 2011

Facile premonizione





Il 6 ottobre 2010 scrivevo:

"Ma che ve lo scrivo a fare? Forse è solo un ennesimo inutile promemoria a dimostrare, da qui al prossimo autunno, alla prossima ondata di pioggia più intensa del normale, che siamo alle solite cazzate.

Non serve neanche seppellire i morti ed aspettare la prossima: spesso ci ha già pensato il fango.

Ogni anno la Liguria affoga, ora qui ora lì, con le ennesime esondazioni dei torrenti o dei fiumi che vengono giù dritti verso il Mar Ligure."

E ancora oggi leggo titoli altisonanti ed usuali quali "FANGO ASSASSINO"...
Cazzate, un mare di cazzate. Soltanto questo ancora una volta sento e leggo.


bla bla bla...

E l'altra sera a Matrix m'è molto dispiaciuto sentire che anche Mario Tozzi ormai si è adeguato al sistema sparando altrettanto cazzate...




mercoledì 26 ottobre 2011

Cadaveri eccellenti


Il 30 aprile 1945 il cineoperatore Tamber si recò, con la sua cinepresa, in piazzale Loreto (MI). I corpi dei gerarchi fascisti che il giorno prima erano stati appesi alla pensilina del distributore di benzina non c'erano più. I milanesi stavano raccogliendo offerte per una colletta per le famiglie dei partigiani, trucidati proprio in piazzale Loreto, davanti ad una fotografia che mostrava i loro corpi senza vita.

Tamber cercò a lungo i corpi di Mussolini e della Petacci, e degli altri: alla fine li trovò su di una banchina bombardata della stazione centrale di Milano.
Un mucchio di cadaveri erano stati gettati per terra da qualcuno poco prima dell’alba e tra questi Benito Mussolini e Claretta Petacci uccisi a Giulino di Mezzegra (CO) la sera del 28 aprile 1945: oltre a loro altri gerarchi fascisti. La folla cresceva di minuto in minuto, sempre più aggressiva e minacciosa divenne ingovernabile: non intervennero i militari americani né riuscirono a far nulla i pochi carabinieri ed i partigiani presenti.

Chiunque fosse presente in quella piazza allora voleva contribuire infierendo sui cadaveri con calci, percosse, sputi e quant’altro fosse servito a palesare la rabbia ed il rancore inespressi nei confronti di chi da decenni era stato artefice di repressioni ed oppressioni.

Alla fine i vigili del fuoco presero l’iniziativa e decisero di appendere i cadaveri alla pensilina della stazione di servizio affinché tutti potessero vederli ed evitando al tempo stesso ulteriori devastazioni dei corpi.

La reazione incontrollata della folla inferocita e vessata, in una piazza con clima di rivoluzione, con aria da presa della Bastiglia, è quanto di più comune possa accadere dopo un periodo buio quale quello fascista ha rappresentato per la nostra nazione.

Ecco perché, contrariamente alla maggioranza delle opinioni che ho sentito in questi ultimi giorni, non mi sono affatto meravigliato e tanto meno indignato di fronte a quanto accaduto nei confronti di Gheddafi, relativamente ai suoi ultimi momenti di vita

domenica 25 settembre 2011

Le vere cause del terremoto de l'Aquila

Molte altre volte (dal passato al recente qui, qui, qui e qui) su argomenti diversi ho avuto modo di scrivere su atti nefandi del più distrastroso ministro della pubblica istruzione, o come si dice oggi, del MIUR, Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca: Mariastella Gelmini.

Ma è come sparare sulla croce rossa. Se non le partorisce di suo gliele scrivono a dimostrazione che la signora è circondata da un'emerita massa di deficienti che non sono neanche in grado di capire il contenuto di un comunicato stampa: il famoso analfabetismo di ritorno.

L'antefatto è noto: la recente scoperta sulle proprietà dei neutrini di cui ho già scritto ed il cult diffusosi sulla rete immediatamente dopo il comunicato stampa: diffusosi direi a velocità fotonica!

Cito: "Alla costruzione del tunnel tra il CERN ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro".

E che si sia trattato proprio di una clamorosa gaffe è confermato dalla successiva nota di correzione, rilasciata poche ore dopo sempre dall'ufficio stampa del ministro, in cui con supponenza si diche che col termine tunnel ci si riferiva a quello 'etereo' atraversato dai neutrini e che quindi gli ignoranti siamo noi.

Attendiamo ansiosi i seguaci di Bendanti o di Giuliani che proclameranno che il tunnel, sotterraneo, esiste davvero e lo indicheranno come causa prima del terremoto abruzzese dell'aprile 2009.

Credo non occorra aggiungere altro.

sabato 24 settembre 2011

Più veloce della luce






E' di stamattina la dichiarazione che i dati misurati a seguito di vari esperimenti di trasmissione dei neutrini dal CERN di Ginevra all'Osservatorio INFN posto sotto il Gran Sasso hanno dimostrato che queste particelle viaggiano a velocità superiori a quella della luce, limite universale insuperabile (finora?) previsto teoricamente da Einstein nella sua teoria della relatività (secondo postulato della teoria della relatività speciale). E limite perché a quella velocità l'energia necessaria dovrebbe essere infinita per spingere masse altrettanto infinite!...Insomma un bel paradosso logico.

Non pensiate chissà di quanto ma vista la relatività delle misure rapportate alle dimensioni di queste particelle è un gran bel po' ma, dati alla mano, i neutrini hanno impiegato nientepopodimeno che 60 nanosecondi meno che se avessero viaggiato alla velocità della luce per percorrere i 730 km tra i due siti. 60 miliardesimi meno.

A quanto pare i ricercatori lo sapevano da tre anni ma non ci credevano neanche loro. Sono stati sei mesi a rifare i calcoli. Ovvio. La scoperta è alquanto inquietante e mette in discussione parecchie cose soprattutto legate alla cosmogonia ed alla fisica delle particelle elementari. C'è scetticismo ovviamente: hanno scoperto qualcosa che ha abbattuto uno dei caposaldi della fisica contemporanea ma come sappiamo il bello della scienza è proprio questo. Sperimentare per dimostrare teorie e sperimentare per trovarne di nuove e modificarne, fino a renderle inesatte, di precedenti.

Ha poco a che fare con la scoperta se non per una serie di collegamenti apparentemente casuali (viaggi galattici o intergalattici, ponti di Einstein-Rosen, buchi neri, iperspazi...) ma al sottoscritto, per quanto interessato è subito venuto in mente il grande Corrado Guzzanti visto che per noi gli alieni sono esattamente interessanti quanto potrebbero esserlo gli aborigeni australiani.

Sappiamo che ci sono, rispettiamo e proteggiamo la loro esistenza ma non altro, gli aborigeni dico. E come dice Margherita Hack, che come me e come tanti, ritiene che se non altro statisticamente (mettendo da parte l'egocentrismo e la presunzione tipica degli umani a cui il verbo è stato rivelato...) esista vita extraterrestre speriamo che si comportino con noi come Guzzanti con l'aborigeno perché la storia (umana è vera ma sociologicamente applicabile anche agli alieni) insegna che raramente popoli si sono mossi per puro spirito di conoscenza. In genere lo hanno fatto eliminando e sostituendosi ad altri e quasi sempre in maniera molto poco diplomatica.

Direi di rimandare ed aspettare e lasciare la parola a persone molto più esperte. Un ottimo riferimento è dato da questo sito le cui letture sono sempre illuminanti!

martedì 20 settembre 2011

Breve storia economica incazzata d'Italia


Sono anni difficili dicevano i nonni. Eppure da quando posso ricordare non è la prima volta in cui viene portata all'attenzione dei tartassati il periodo contingente, la necessità di sacrificio, l'aggiunta del famoso ulteriore buco alla cinta: sempre ovviamente come necessità da lasciare alla moltitudine indistinta e passiva a vantaggio della minoranza, che tanto piccola comunque non è, dei membri di caste, castine, logge e loggette...non parliamo dei vantaggi degli evasori: quelli non essendo identificati dobbiamo matematicamente far finta che non esistano.

Si fa un bel dire, e concordo, quando si afferma che se TUTTI pagassero le tasse TUTTI potrebbero pagare la metà delle tasse che attualmente pagano i TUTTI-EVASORI. Prima occorre trovarli, o meglio occorre trovare la volontà di trovarli e farsi restituire, propongo con le cattive, il maltolto. Ma scimmiottando la pubblicità del noto caffè italiano non si ha la minima idea di quanti siano questi tutti che se non son troppi perché no?

A parte la rabbia ed il rancore personale dato dal fatto che sono giunto ad un'età alla quale dovrei (da quel dì) cominciare a godermi i frutti di decenni di lavoro e non più preoccuparmi di futuri oscurati da minacciose nubi che si chiamano crisi economica mondiale, pensione contributiva, mantenimento dei figli fino ai 30 anni...Crescita zero? Magari. Se ciò significasse avere domani quel che si ha oggi (domani-oggi=0) ci metterei la firma! Tutto sommato appartengo ad una elite piuttosto benestante. Arrivo a fine mese quasi in pareggio e riesco a metter da parte anche qualcosina, poca roba s'intende, grasso che cola un 5% del bilancio annuale, all'anno ovviamente. C’ho pure la moto, che vuoi di più?

Ma se penso che appena 25 anni fa guadagnando (lo porto in Euro che fa più impressione!) 750 € in due io e mia moglie, pagando condominio e spese varie della casa della anziana zia dove abbiamo vissuto un paio d'anni, circa 100 €, una cambiale della macchina di ben 125 €, spese di vitto, cinemino e vacanzina (e una bimba di pochi mesi verso la fine) siamo riusciti in meno di tre anni a mettere da parte i soldi per l'acconto di un appartamentino-ino-ino che all'epoca valeva 25.000 € e poi via di mutuo decennale. E c'è di più. Con i limitati aumenti di mia moglie statale gli anni successivi, i miei di insegnante di scuola privata e qualche extra dalle mie attività esterne (regolarmente sempre fatturate...e non solo perché non potevo altrimenti non essendo un idraulico!) avevamo messo da parte in BTP all’11% (l’inflazione era al 13%!) tanto quanto ci consentiva di pagare il mutuo a tasso fisso (11% anch’esso) praticamente in pareggio tant’è che appena 5 anni dopo in previsione di vendere la prima casa sgravata da mutuo (e quindi economicamente più vantaggiosa per venditore e compratore) avevamo completamente estinto il mutuo!

Tutto questo è impensabile oggi salvo avere le spalle ben coperte dalla famiglia. C’è poi chi ce l’ha ottimamente coperte dalla…famigghia.

Ebbene gli economisti individuano per l’Italia alcuni periodi abbastanza definibili e quelli che possono riguardarmi vanno dagli anni ’70 alla fine dei ’90, quando la new economy, la e-economy hanno iniziato davvero a fare guai con la logica del profitto ad ogni costo senza accortezze di consolidamento, senza investimenti mirati e soprattutto, per quel che riguarda il debito pubblico italiano, creando un meccanismo suicida.

A partire dagli anni ’70, che sono stati disastrosi (crisi petrolifera, austerity, inflazione galoppante, politiche salariali tali da comportare una vera e propria rivoluzione proletaria con tensioni sociali molto gravi, esasperate da uno stato di tensione nazionale molto grave causato dal fenomeno del terrorismo) le cosiddette manovre economiche dei ministri e dei governi che si sono succeduti sono sempre state tali da peggiorare il famoso disavanzo, da aumentare il debito pubblico; ogni volta addossando le responsabilità ai governi precedenti (anche nel caso di successioni monocolore democristiane!!!) con inflazione in aumento e produttività che peggiorava di anno in anno. Ma il cielo è sempre più blu cantava comunque il compianto Rino Gaetano!

Negli anni ’80, quelli degli yuppies (film dei Vanzina compreso con i soliti demenziali Calà, Greggio, De Sica, Boldi), i vari governi, ora più sinistri di prima con pentapartiti che mettevano assieme accozzaglie d’ogni colore pur di tener fuori la sinistra e sotto la minaccia di ingerenze d’oltre oceano (vedi i collegamenti di pochi anni prima, 1978, e mai provati Kissinger->DC->BR->Moro deve morire) hanno continuato a sperperare, a spendere e spandere, a dilapidare patrimoni pubblici con fondi bianchi, neri e grigi: incassando affitti ridicoli ed irrisori da proprietà statali per connivenza e malaffare, intrallazzando ad ogni livello con massonerie e delinquenze armate di mitra o di carta bollata. E per salvarsi le dorate inamovibili terga continuando ad emettere titoli di stato per farsi prestare soldi dai cittadini in cambio di interessi interessanti e “sicuri” (si tratta di titoli di stato, ohibò, mica pizza e fichi…Argentina docet) che potevano esser pagati ovviamente solo emettendo altri titoli di stato, ovvero facendosi prestare altri soldi. Insomma: con questo giochino che chiamerei multilevel market decine di truffatori hanno sempre fregato parecchie migliaia di persone ma qui non si tratta di vendere porta a porta prodotti cosmetici o pentolame, ma di miliardi di Euro, oggi come allora.

Verso la fine di questo decennio ed all’inizio degli anni ’90 prendiamo un’altra legnata sulla lira con speculazioni micidiali e finte manovre: tese non s’è mai capito bene se a fregare l’ENI che aveva appena comprato dollari o metterlo nel posto a chissà chi (1992: ricordo bene, a settembre ero a New York e il dollaro era a 1.000 lire, roba da matti, pochissimo, dai a fare spese ma neanche una settimana dopo era a 1.300, altro che lo spread coi “deutsche bund” di oggi!) ma contemporaneamente si inizia a consolidare l’avvicinamento economico definitivo alla tanto agognata Europa, concetto ed accordo nato proprio a Roma, nel lontanissimo 1950! E si parla di ECU a prezzo fisso, non quello dei mutui in ECU che ha rovinato migliaia di famiglie italiane! Ah già: dimenticavo. Arrivano i primi migranti, i primi vu’ cumpra’…segno del notissimo (ma non ai governi) squilibrio nord-sud, altro che cazzatelle delle crisi est-ovest. E che te lo dico a fare? Nasce la lega: tutti ex comunisti ed ex socialisti populisti, e qualche ex DC giusto perché Mastella era troppo meridionale.

Dalla metà degli anni ’90 in poi lo ammetto: non c’ho capito più niente a parte la logica del profitto ad ogni costo già citata, la globalizzazione, i cinesi, gli americani, il crollo del muro. La costante? Crisi continua ma a quanto pare poco apparente (luogo comune/verità -> i ristoranti però sono sempre pieni pure di martedì…perché a noi italiani si sa, levateci tutto ma non la spaghettata o la pizza in compagnia!). E stendiamo un velo pietoso sul passaggio a quest’Euro voluto dai tedeschi, prezzato dai tedeschi e usato a piene mani per speculare e arricchire i soliti pochi con incontrollate manovre di aumento indiscriminato dei prezzi. E mal comune mezzo gaudio meno male che c'è l'Euro perché senza questa moneta unica altro che crisi islandese, portoghese o grega: sarebbe stata Argentina.

In tutto questo dove sta il motivo conduttore? Presto detto. Altro che “crisi mondiale”.

Da allora abbiamo i politici che guadagnano in un mese quello che un impiegato guadagna in un anno, che non si pagano i viaggi (19 milioni di € spesi nel 2010) e viaggiano gratis pure quando non è per servizio e coi punti millemiglia ci vanno pure in vacanza, gratis, all’estero e tanto altro ancora. Da allora abbiamo la casta. Da allora abbiamo le logge. Da allora abbiamo decine, centinaia di enti e derivati assolutamente inutili che chiuderli adesso è troppo tardi. Da allora abbiamo gli evasori, totali, gli elusori e la assoluta mancanza di volontà di beccarli. Da allora abbiamo qualcuno che dice “E che cazzo! Guarda quanti yacht ci sono nei porti e porticcioli salvo scoprire che sono tutti intestati a prestanome e società di comodo.”. Da allora ci sono tante, troppe macchine di altissima cilindrata (oggi tanti SUV) che ti viene voglia guardando chi la guida e magari sapendo chi è di leggere la sua dichiarazione dei redditi. Da allora i commercianti sono al 90% evasori fiscali conclamati, come gli idraulici e i falegnami (e i dentisti, i medici, gli avvocati, i periti delle assicurazioni ecc ecc ecc e l’80% dei possessori di partita IVA). Da allora ogni qual volta si è tentato di tappare il buco lo hanno fatto aprendo il nostro, e senza neanche chiedere permesso. Da allora lo stronzo di turno apre bocca e parla di redditometri, tassometri, cazzinculometri e minchiate del genere. Da allora i sindacati strillano e protestano ma poi sono gli enti economici che hanno bilanci ultramilionari (sempre in €) e si adattano ai cambiamenti d’umore facendo finta di litigare tra loro e pur di non perder banco, anche loro, accettano accordi di categoria impensabili. Da allora ascolto e leggo sempre le stesse posizioni, gli stessi commenti, le stesse proposte improponenti ed improponibili degne del miglior (peggior?) giornalismo sportivo (è un ossimoro per me definire “giornalismo” quello che si occupa di sport…ma oggidì cos’è mai il giornalismo).

Ma il cielo e sempre più blu.
E io mi sono rotto, tutto il fracassabile. Ed ho voglia di fracassare io.

Articolo pubblicato su Mentecritica

sabato 17 settembre 2011

Spigolature settembrine

Berlusconi. Sto scherzando...parliamo d'altro. Sempre a sparare sulla Croce Rossa!...

Danimarca. Poco mi interessa la svolta sinistrorsa che ha portato una nuova coalizione di centro-sinistra (forzando un po' sul termine ad onor del vero) al governo nel paese di Amleto dopo un decennio di destra-centro nazionalista alquanto; né auspico un'adesione all'uso della moneta unica laddove ancora imperano le corone con complicatissimi cambi per i turisti. Ciò che mi ha colpito ancora una volta come spesso capita in quasi tutti i paese della UE tranne nel nostro è l'età della neo prima ministra! Guardetala, la giovane e bella Helle, 44 anni! Giovanissima, un fiore! Che altro dire se non sperare per i danesi e per noi tutti che nella testa di una persona così giovane vivano interessi comuni e non i soliti interessi personali che mediamente occupano le menti degli anziani...le nostre sempiterne cariatidi poi, che ve lo dico a fare?

IVA+1%. Come facilmente intuibile all'indomani dell'approvazione dell'ennesima variazione alla finanziaria 2011 che ha introdotto l'aumento dell'IVA ho tenuto da buona massaia sotto controllo i prezzi dei beni di prima necessità e gli aumenti si sono già sentiti. Come atteso l'aumento apparentemente irrisorio dell'IVA si è scaricato lungo la filiera dalla produzione, alla distribuzione ed al consumatore finale ingigantito da ritocchi vari; e così il prezzo di X è passato da y+20% non ad y+21% ma ad un y+tot%+IVA...Ora sappiamo che il nostro paese tutto sommato è ancora uno di quelli dove l'IVA ha un valore medio rispetto al 26% della Svezia o della Norvegia ma sappiamo anche che da quelle parti c'è un controllo sistematico contro le speculazioni. E soprattutto le tasse, dirette od indirette, tornano indietro in servizi. Da noi?...ça va sans dir

Uffici pubblici I. Che l'impegno del pubblico impiegato medio sia a livelli fantozziani è forse oggidì parecchio falso e leggenda metropolitana (ed allora il mitico Villaggio rappresentava in realtà anche il privato di tante aziende che non erano ancora diventate multinazionali!); ma quando vivi certe situazioni e cerchi di giustificare e comprendere, con tutta la serenità che (ancora) esiste dentro di te ritrovandoti ai livelli dello Zambia o di trenta o quarantanni fa beh, allora davvero vorresti incontrare Brunetta e stringergli la mano spingendolo a cacciarli tutti! E diamo pur loro parte della ragione pensando che tra tagli e riduzioni, tra impiegati part-time ed a contratto quei pochi addetti siano veramente oberati!

Avendo bisogno del solito pezzo di carta alla faccia della "Bassanini" ai primi di settembre ho accompagnato mia figlia all'unico centro di impiego che ha accorpato 4 o 5 circoscrizioni tra cui la XV che notoriamente è una delle più popolose di Roma; in pratica quello che era il grandissimo casino che una volta a Roma stava all'Alberone(*) lo hanno decentrato in due o tre casini che sommati insieme superano di gran lunga quell'unico di un tempo. In pratica il collocamento vero e proprio non esiste più, nessuna azienda espone più gli elenchi di offerte di lavoro, né l'ufficio pubblico chiama nessuno ma esistono ancora, emanazione di rami (secchi?) della Provincia, questi uffici periferici il cui ruolo è ormai solo quello di accogliere extra comunitari con regolare permesso di soggiorno e cercar loro di dare spiegazioni sulla complessa macchina burocratica italiana (ricordate Pieraccioni?) Altro ruolo come dichiarato dalla stessa impiegata è quello di schedare e raccogliere informazioni, quadro alquanto sinistro.
Per avere questo stramaledetto foglietto inutile un'ora e mezza di fila sotto il sole perché la direttrice aveva stabilito che per motivi di incolumità e sicurezza (di chi non s'è capito) più di venti persone alla volta nei locali non potessero entrare. E quindi con ben tre, dico tre, guardie della polizia provinciale che ho scoperto anche far altro oltre alle multe sulle statali e sulle consolari a strappare pezzetti di carte con numeretti scritti a mano, sbagliando per ben due volte la conta (numeri ripetuti o intere sequenze saltate...) tutti lì, in attesa dell'ingresso nei locali dove ci attendeva un altro foglietto, stavolta da apposita macchinetta elimina code...

I locali lo ammetto erano davvero piccoli (non sto a chiedermi il perché nonostante il numero di potenziali utenti) ma come noto una volta entrati e preso nota del tempo medio di attesa il cittadino si autoregola, esce, va al bar, magari a fare la spesa e poi torna sperando che nel frattempo la coda non abbia accelerato, ipotesi questa alquanto rara!

Qualcuno si è spazientito ed ha chiamato la polizia che ha convocato a colloquio la direttrice ed il cittadino solerte...sarà stata una perdita di tempo, siamo in Italia o siamo in Zambia? "Zambia" mi ha risposto l'impiegato addetto al rilascio dei moduli!

Uffici pubblici II. Uffici della XV circoscrizione, via Portuense. Sempre alla faccia della Bassanini mi occorre un certificato di Stato di Famiglia. E già, perché per attuare un'altra legge, la Bersani che consente il mantenimento dello stato assicurativo su qualsiasi veicolo della famiglia, l'agenzia di assicurazioni non si accontenta dell'autocertificazione! E no! Vuole la carta, semplice ma carta!

Un'ora. E' più o meno il tempo che impiegavo trentanni fa. Oggigiorno il vantaggio sta nell'elimina code che ti consente di startene fuori e non nella ressa e nell'odore di gente poco lavata (che come noto incrementa d'estate!) ed ogni tanto sbirciare il quadro. Peccato che quello dell'unico sportello per i certificati a vista avesse il display rotto e l'impiegata, già stanca nonostante fossero appena le 9 (...) chiamasse a voce i numeri...sbagliando anch'essa ovviamente. Fortuna che avevo gente autoregolamentata davanti ed un tacito accordo di avviso reciproco tra i numeri vicini al mio! Una volta c'era lo sportello unico e c'era casino, oggi c'è quello dedicato, e c'è lo stesso casino. Una volta c'erano i terminali del meccanografico e c'era casino, oggi i PC (che sempre in emulazione terminale vanno) ed è uguale...dove si sbaglia? Nell'impiegato ovviamente. Una volta giunto al mitico bancone circondato da gente di ogni dove e colore (alla faccia della privacy di cui a me poco ne cale) ho osservato la solerte signora digitare con cura ed attenzione con due sole dita le informazioni sulla tastiera dell'oscura macchina, chiedendomi conferma dei dati nonostante un mio impeccabile maiuscolo usato nel compilare il modulo! E dulcis in fundo, la ricerca del timbro di borbonica fattura da apporre sul retro; strumento condiviso con altre due impiegate, quella delle carte d'identità e quella degli atti notori.

Vigili urbani. Giorni fa avevo un po' di tempo da perdere. E così dopo aver assistito al solito slalom tra le macchine sfacciatamente parcheggiate sulle strisce pedonali di anziani, disabili e mamme con bimbi piccoli per mano od in carrozzina, ho chiamato la municipale... "Polizia di Roma Capitale" ti rispondono...come ora campeggia sulle vetturette bianco-blu. Faccio notare che ero su un trafficato incrocio di fronte ad un supermercato frequentatissimo e dotato di garage per i clienti e le strisce erano ben 5 o 6 serie discocate in vari punti, tutte occupate da macchine, tra cui alcuni abituè che abitano in zona e la mollano sempre sulle strisce.
Dopo circa soli 20 minuti di attesa arriva la vettura. Rallenta, si guardano intorno, si fermano un attimo in un punto dal quale difficilmente potevano vedere tutto per bene e soprattutto accanto ad una macchina parcheggiata sul marciapiede manco fosse uno scooter. E riparte.
???
Attendo qualche minuto e richiamo. Alle mie osservazioni documentabili fotograficamente, rispondono che "i colleghi ci hanno riferito che le strisce visibili erano libere e per quelle poco visibili, scolorite o mal tracciate, non possono intervenire...tutt'al più faranno una segnalazione all'ufficio segnaletica...". Che altro aggiungere? Ovvio che le strisce erano tutte ottimamente visibili, forse un po' sbiadite ma visibili! E quelle da loro definite nitide erano entrambe occupate da autovetture! E a me hanno fatto una multa quando lasciai la vettura in prossimità di una fermata dell'autobus...era notte e le strisce gialle non c'erano perché avevano asfaltato da poco e non avevo visto il palo della fermata (basta la sua presenza per imporre il divieto di sosta).
Nota folkloristica. Nella stessa zona c'è un bar soprannominato "doppia fila" perché perennemente frequentato da parcheggiatori della doppia fila. La strada è abbastanza trafficata ma fortunatamente in un solo senso ma quelle rare volte che qualcuno scende in direzione contraria in coincidenza magari di parecchio traffico o del passaggio dell'autobus si creano ingorghi colossali! Ogni qual volta qualcuno ha chiamato la municipale nel tempo impiegato per arrivare (quando arrivano!) tutte le vetture in doppia fila degli avventori scompaiono misteriosamente; io stesso poi ho visto almeno due volte passare la pattuglia sorpassando la doppia fila senza neanche osservarla!

L'ho già scritto io. Con gli incivili del parcheggio occorre il fai da te. Niente danni quali graffi o gomme bucate. Basterebbe sgonfiar loro un paio di gomme...peccato che ci mettono parecchio a perdere pressione sufficiente!!!

Baronia universitaria. La neo dottoressa in Scienze Filosofiche (l'altra figlia, la più grande) dopo cinque anni di università si accinge a far domande per concorsi a dottorati di ricerca con borsa di studio in varie univerisità italiane...da Milano ad Urbino, da Roma a Napoli passando per l'Aquila. Leggendo i bandi rettorali e le istruzioni per inviare domanda e documentazione mi rendo conto che gli interessi privati in atti pubblici fanno più schifo ancora di quando, giovane speranzoso come mia figlia, provavo anch'io a fare ricerca...ci sono dei cavilli e delle postille microscopiche alla Paperon de Paperoni che in un nanosecondo di catapultano dall'avere i requisiti al non averli o non essere ammessa ai test...a Urbino mia figlia non potrà partecipare perchè hanno trovato un microscopico errore formale nella domanda...roba da presentarsi con i Carabinieri lo stesso al test o da ricorso per invalidare tutte le prove. Ma a chi gioverebbe? Tutto 'sto casino per essere ammessa al test e poi vedersi bocciare d'ufficio? Ai miei tempi scambiavano i temi o sbarravano le porte, oggi si attaccano al cavillo per evitare che quei due o tre posti già assegnati agli indigeni possano essere messi in pericolo da candidature esterne. Poi dice che sono solo gli extra comunitari gli emarginati!

Per fortuna torna miss Italia e soprattutto Frizzi...

(*) per i non romani si tratta di un altissimo pino marittimo che avrà più di centocinquantanni e che ancora troneggia sulla via Appia poco dopo Piazza Re di Roma.