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domenica 7 agosto 2011

Il triangolo divino

Questa strana ed intricata figura, qui in due versioni e la cui costruzione non è semplice come potrebbe sembrare, è uno yantra, in particolare lo "Sri Yantra", il grande oggetto, una delle figure che insieme ai mantra ed ai tantra concorrono a formare un intricatissimo insieme di oggetti, pratiche e rituali della religione indù, antica di millenni. Gli yantra sono oggetti che servono a concentrarsi, i mantra esprimono la parola, il più famoso di questi è il lamentoso "Om" (od "Oum") da cui derivano Amen cristiano o Amin per i musulmani e infine i tantra sono pratiche sessuali più o meno intrecciate o subliminate, quando non esplicitate in bassorilievi, statue o dipinti!

Ed anche questo Sri Yantra altro non rappresenta che i 4 attributi sessuali maschili di potenza per Shiva ed i 5 di fertilità femminile della dea Shakti sua compagna: sotto forma di triangoli rivolti rispettivamente verso l'alto od il basso: perché 5 e 4 lo lasciamo a chi ha capito l'antifona.

Questa figura che ha sua volta genera 43 triangolini in gruppi concentrici non è ovviamente nata così ed è frutto di un'evoluzione delle conoscenze di matematica ed in particolare di geometria che hanno accompagnato l'evoluzione culturale umana. Perché poi occorra questa roba per meditare lo lasciamo spiegare a psichiatri e psicologi.

La base geometrica qui è il triangolo.

Triangolo che ritroviamo guarda caso anche qui, nella altrettanto famosa "Stella di David" e nonostante nella Bibbia non sia mai menzionata è uso attribuirla a simbolo dell'ebraismo, adottata persino nella bandiera dello stato d'Israele dal 1948 e prima ancora dal nazismo per etichettare gli ebrei.
Il granellino originale anche qui è un triangolo, perché l'iniziale del re David appunto era scritta con la "delta" che sembra un triangolo appunto.

Ma la sua origine è ancora una volta indiana, simbolo del fallo di Shiva e della vagina di Shakti.




La figura geometrica al centro, che nasce dall'intersezione dei due triangoli equilateri, è un esagono regolare su ogni lato del quale troviamo ancora triangoli equilateri: è un poligono stellato, il più semplice.

Intersecando due quadrati si ottiene un altro poligono stellato, questo di seguito.
E stavolta la figura che si ottiene al centro è un ottagono.

E visto che ancora una volta religiosamente parlando tutto fa brodo il doppio passaggio quadrato -> ottagono e poi ottagono -> cerchio è carico di mistico simbolismo questo è usato sia nella religione indù come rappresentazione fallica del solito Shiva (o nella trimurti di Bhrama, Vishnu e Shiva e aridaje col tre che torna!) o nell'iconografia cristiana quale quella del passaggio da uomo a dio per mezzo del Cristo, la pianta ottagonale dei battisteri, il passaggio da pianta quadrata a circolare da chiesa alla sua cupola per mezzo in figure ottagonali intermedie e persino nella forma di castelli quali il famoso Castel del Monte di Andria (BA) dove l'ottagono si ripete otto volte sugli spigoli della pianta ottagonale di base.

La Cina ed il taoismo? Non c'è problema. L'ottagono è stato adottato a piene mani dall'arte taoista e persino dall'architettura orientale. E persino in posti insospettabili quali le banconote cinesi degli yuan (la loro moneta) con tanto di complicazioni tematiche di passaggi quasi frattali da triangoli a quadrati, stelle di Davide, ottagoni e pentacoli (la famosa stella a cinque punte costruita con triangoli isosceli su un pentagono regolare) di cui anche la stella rossa si è appropriata. Guardate il dettaglio della figura a lato del volto di Mao sulla banconota da 1 yuan: altro che triangolo divino con occhio e simboli massonici della banconota da 1 dollaro (altri esempi qui e qui).

E non vi dico le complicazioni mistiche con trascendenze ascetiche di fronte a rapporti tra grandezze incommensurabili (il cui rapporto genera un numero irrazionale in altre parole) quali i lati di un rettangolo che rispetti la sezione aurea o appunto quelli tra diagonale e lato del pentagono regolare che a sua volta genera la famosa stella a cinque punte o stella pitagorica visto che fu adottata da Pitagora per primo nonostante la scoperta dell'irrazionale lo mandasse ai matti più di quanto già non lo fosse di suo! Sulla sezione aurea ci hanno costruito un mondo di frottole, fantasie e veri e propri falsi geometrici (un esempio per tutti: ci hanno fatto passare per spirali auree di tutto, persino le spire del Nautilus che è affascinante ma non certo aureo!

Passando dalle due alle tre dimensioni si pensi al simbolismo delle piramidi per gli egizi o per gli atzechi, od a quello dei cubi: in quest'ultimo caso troviamo questa figura sia nell'Arca dell'Alleanza (recentemente ritrovata da Indiana Jones...) che nella Pietra Nera della Mecca, ka-bà in arabo che guarda casa vuol dire ed ha fornito le basi etimologiche della parola cubo!

Il fascino discreto della borg...ops, della geometria, fornisce altri spunti interessanti che danno parecchie spiegazioni su vecchi e nuovi simbolismi mistici e religiosi: trasportati di sana pianta dal campo dell'agrimensura (geometra...da gheos e metròs...colui che misura la terra) laddove la geometria fu applicata fin dalle prime dinastie egizie proprio per suddividere equamente i campi da coltivare.

I famosi teoremi di Talete lo erano talmente tanto che perfino Dante li cita nel Paradiso. Non che Dante si intendesse di geometria...ed a quanto pare neanche di teologia!

"Veggion le terrene menti non capere in triangol due ottusi" (Paradiso, 14-15 XVII) sta per la somma degli angoli interni di un triangolo è uguale ad un angolo piatto e ancora "del mezzo cerchio far non si puote triangol sì ch'un retto non avesse" (Paradiso 101-102 XIII) che invece sta per un triangolo inscritto in una semicirconferenza è retto.

Per curiosità andate a vedere come i critici letterari hanno commentato per secoli questi due passaggi...il Paratore dei nostri licei compreso!

Potrei proseguire a lungo ma lascio a Piergiorgio Odifreddi ancora una volta divertirci divulgando nel suo bel libro "C'è spazio per tutti" da cui ho liberamente tratto questo post.

lunedì 25 aprile 2011

Altro che catastrofi naturali! Queste lo sono davvero!


Partiamo da qui e da notizie un po' più vecchie.

Non oserei nemmeno sognarlo che a direttore di un ente, piuttosto inutile direi, come il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) venga eletto un giorno Piergiorgio Odifreddi, sarebbe limitante ed offensivo per lui che ha ben altro da fare e potremmo rischiare di passare da un fondamentlismo all'altro , ma già Piero Angela pronto a passare lo scettro all'altresì bravo figlio Alberto sarebbe fantastico! E ci metto un'opzione di voto per Alessandro Cecchi Paone!

I discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile e non sopra un mondo di carta diceva diversi secoli fa Galileo Galilei ed è inutile e noioso per me cercare di spiegare cosa siano la ricerca, il metodo scientifico visto che anche qualora avessi tempo per farlo alla maggioranza delle persone non basterebbe tutto il loro tempo per capirlo! Ai pochi suggerisco un bel libro che guarda caso si intitola "Il mondo di carta" di Enrico Bellone (Mondadori EST, 1976).

Purtroppo il mondo è diviso in razionali ed irrazionali, più o meno 30/70% e questa irrazionale maggioranza non capisce che giorno dopo giorno, secolo dopo secolo, stiano meglio proprio grazie al lavoro, spesso oscuro, dei razionali; e per questo la mia fatica andrebbe sprecata al 70%, decisamente troppo.

Ma se a questo si aggiunge che da inattesi ed inammissibili pulpiti personaggi come Roberto de Mattei, vice-direttore del CNR si mettano a sparare sentenze catto-popolari guidati dalla loro assoluta e fondamentalistica (cattolica appunto...che già la scelta di questo aggettivo per concilio dovrebbe far sospettare) la battaglia pur combattibile è persa a tavolino!

Un "de mattei" non deve e non può permettersi di sparare CAZZATE perché di questo si tratta! Posso anche rispettare il pensiero e la posizione teologica o spirituale volendo ma non posso assolutamente accettare un pensiero astrologico e cartomantico quale quello recentemente espresso da costui: un vice-direttore del CNR che si mette a dire e scrivere che terremoti, inondazioni, uragani e simili sono l'espressione del castigo divino.

A prescindere dalla cronaca delle fregnacce del De Mattei (la storia del terremoto di Messina del 1908, la teologia cristiana del castigo e della sofferenza per migliorarsi...mi chiedo se lo vedremo tra i battenti di Guardia Sanframondi) le dichiarazioni correttive sono quelle che rendono ancora più ridicola la notizia: il correre ad aggiustare il tiro da parte di Raniero Cantalamessa, nomen omen, portavoce, ops, predicatore del Vaticano che smentisce le affermazioni del De Mattei dicendo che non è vero.
Se c'è una cosa della dottrina cristiana che mi fa incazzare è proprio questa: quando accade qualcosa di benefico è opera divina e quando invece è una catastrofe non c'entra niente. Ma anche per le piccolissime cosucce terrene tipo quello che si schianta con la macchina e ne esce illeso è stata 'a maronna t'accumpagne mentre se ci schiatta non è punizione per i peccatacci, è che era ubriaco!
Comunque sia il correre ai ripari del predicatore è giustificabile anche considerando il fatto che prima dei vangeli così pieni di bontà la Bibbia è altrettanto piena di collera divina, catastrofi, eccidi e di un dio vendicativo e parzialissimo: o sei ebreo o crepa!

Comunque sia al Cantalamessa non è sembrato vero questo popo' di assist che gli ha passato il De Mattei ed è stato pronto ad ammonirci dicendo che comunque le catastrofi naturali siano di monito a ricordarci che per salvarci (da cosa?) tutta la tecnologia, il progresso e la tecnica (NdR: sempre di quel 30 a vantaggio anche del restante 70%) non bastano! Capirai, non gli sarà parso vero dare una botta antiscientifica di stampo oscurantistico.

Su una sola affermazione sono d'accordo: «La globalizzazione ha almeno questo effetto positivo: il dolore di un popolo diventa il dolore di tutti, suscita la solidarietà di tutti. Ci dà occasione di scoprire che siamo una sola famiglia umana, legata nel bene e nel male. Ci aiuta a superare le barriere di razza, colore e religione».

Ma per questo basta essere uomini e non necessariamente cattolici, scintoisti, ebrei, musulmani, induisti ecc ecc!

E visto che il De Mattei ha tirato fuori la minchiata dopo il terremoto giapponese mi chiedo che minchia c'entrino i giapponesi; e infatti non ce lo spiega considerando che l'unico rapporto tra giapponesi e cattolicesimo è dato dal merchandising che da qualche anno è stato tirato su per far soldi con la scusa del bambinello a Natale!

Ma De Mattei dov'era quando l'Aquila è venuta giù?