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giovedì 25 agosto 2016

Un terremoto italiano

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Duo genera sunt, ut Posidonio placet, quibus movetur terra. Utrique nomen est proprium: altera succussio est, cum terra quatitur et sursum ac deorsum movetur, altera inclinatio, qua in latera nutat alternis navigii more. Ego et tertium illud existimo quod nostro vocabulo signatum est; non enim sine causa tremorem terrae dixere maiores, qui utrique dissimilis est; nam nec succutiuntur tunc omnia nec inclinantur sed vibrantur, res minime in eius modi casu noxia; sicut longe perniciosior est inclinatio concussione: nam nisi celeriter ex altera parte properabit motus qui inclinata restituat, ruina necessario sequitur (Seneca, Naturales quaestiones Qui la traduzione)

Tre erano i tipi di terremoto secondo Seneca. Ne aggiungo un quarto: il terremoto italiano.

Ancora una volta mi trovo a scrivere su queste pagine di terremoti e delle loro conseguenze, ma soprattutto delle conseguenze dell’inettitudine umana, unico elemento prevedibile in tutto questo o quanto meno misurabile. Come è possibile tollerare oltre questo terribile deja vu di chiacchiere e promesse? Com’è possibile definire moderno un paese che si straccia le vesti piangente e che si consola dietro la grande umanità, la enorme solidarietà, l’unità dimostrata nel momento del bisogno?

Si dice, ed è molto probabilmente vero, che l’Italia abbia la migliore Protezione Civile del mondo, che sia stata inventata qui, all’indomani del devastante terremoto friulano del 1976: in un paese civile che si rispetti la Protezione Civile dovrebbe passare la maggior parte del tempo a girarsi i pollici perché in un paese civile tutto dovrebbe essere demandato alla prevenzione. Ma nonostante la prevenzione sia suo mandato fondamentale accade invece che quella dai danni causati da eventi naturali -frane, terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche- si rivela ahimé, ad ogni loro verificarsi, pressoché inesistente.

91987691Un terremoto da solo non uccide, ciò che uccide sono i manufatti umani, le abitazioni inadatte a dare a chi le occupa quanto meno il tempo e la possibilità di uscire di casa soprattutto se si rapporta all’intensità di quest’ultimo evento.

Il terremoto di suo è un evento naturale e la cosa si ferma qui: non esiste la catastrofe naturale del tutto indifferente alla nostra presenza, esiste solo la nostra incapacità di convivere in un territorio geologicamente giovane e proprio per questo ad altissimo rischio. Dobbiamo quindi assumercene la responsabilità, una responsabilità che finora non è stata presa da nessuno e che viene riciclata periodicamente (statisticamente l’Italia subisce un terremoto distruttivo ogni 5 anni) parlandone per qualche mese, reiterando la solita sequela di polemiche sterili e che ben presto viene dimenticata con la labilità della memoria umana che tende a rimuovere i traumi rapidamente, spesso anche da parte delle vittime stesse che quando non abbandonano il territorio si affidano ad un macabro fatalismo.

I geologi, categoria di professionisti che appare dal nulla ad ogni catastrofe del genere, lo ricordano sempre. Purtroppo sempre dopo visto che nei periodi di intervallo restano inascoltati o peggio, loro stessi tacciono crogiolandosi nel benessere momentaneo della quotidianità.

Il terremoto che ha colpito la zona appenninica tra i Monti della Laga ed i Sibillini è un tipico terremoto italiano: avviene in una zona rurale, marginale e tra collina e montagna, dove si è costruito, anche in tempi recenti, male e senza progettazione antisismica moderna, dove spesso si sono usati materiali di risulta, dove non si è posta mano né al risanamento né alla ristrutturazione e poi, quando il terremoto arriva, ed arriva , tutti cascano dal pero sbalorditi come se il terremoto fosse una fatalità inevitabile.

Italy QuakeCentri abitati con numero di residenti invernali diversi ordini di grandezza inferiori a quelli estivi, con piccole frazioni di qualche decina di abitanti e paesi da uno a poche migliaia di abitanti. Dove molte vecchie case destinate alla villeggiatura estiva, laddove non ereditate da genitori o nonni, sono state comprate a prezzo di realizzo, e ristrutturate negli interni, con nuovi impianti di riscaldamento, bagni ed infissi alla moda ma senza la cura minima per l’aspetto strutturale antisismico, con nemmeno una verifica di tetti, solai, scale e vie di uscita. Negli anni vecchie stalle ristrutturate come appartamenti, strutture turistiche di tipo bed & breakfast ed agriturismi sorti dal nulla ogni poche centinaia di metri, migliaia di euro spesi per fare una piscina e neanche uno per ancorare un solaio ma che dico, per ancorare a muro un armadio che ti crolla sul letto alla prima scossa intrappolandoti!

Ed a questo si aggiunge quella sorta di fatalismo ignorante che fa dimenticare di vivere in un territorio classificato ad elevato rischio sismico, il massimo.

Sono zone sismiche, come tantissime altre in Italia, non definibili tali da qualche secolo, ma fin dai tempi di Cicerone e Tacito le cronache di raccontano di episodi sismici importanti, tali da essere annotati anche allora: stiamo parlando quindi di una delle zone più tipicamente sismiche dell’Appennino e chi, come me, ha studiato geologia, sa bene che da quelle parti esistono linee tettoniche note a livello mondiale e che coincidono con i piani di scivolamento e stiramento di una parte dell’Appennino centro meridionale rispetto a quella nord-orientale. Rimando al blog di Aldo Piombino per gli approfondimenti.

Ma se anche un ospedale, come quelli di Amatrice e di Amandola, e come già successo all’Aquila, una caserma dei Carabinieri, una prefettura, non reggono ad una scossa sismica del genere, mi convinco che la modernità ostentata dal mio paese sia solo apparenza e che in realtà vivo in un paese rimasto al medioevo degli scongiuri e delle processioni. Scosse queste ultime tutto sommato non così forti come si potrebbe pensare a giudicare dalla distruzione che ha seminato. E un albergo che si sbriciola come un biscotto, una scuola che poteva essere piena di bambini o di ragazzi e che si scopre persino andata soggetta a ristrutturazione e di recentissima inaugurazione (Amatrice, 2012)!

E’ stato un terremoto che da punto di vista energetico, rispetto a quello de L’Aquila del 2009, molto meno intenso: ricordando che la magnitudo Richter esprime un valore su scala logaritmica, nel passare dal 6.9 de L’Aquila al 6.0 di Accumoli, la differenza non è solo quello 0,9, ovvero quasi 1 punto, ma in termini di potenza significa decine di volte meno distruttivo ma che però ha prodotto un danno che a vederlo sembra più grave di quello subito da L’Aquila stessa, se si basasse l’analisi sul numero di vittime considerando la maggior densità abitativa della cittadina abruzzese.

Un terremoto del genere, in paesi dove prevenzione antisismica e costruzione adeguata sono all’ordine del giorno come Giappone o California, avrebbe provocato al massimo un gran polverone con successiva spazzolata via, da noi invece contiamo i morti.

Come è possibile che si possa continuare a tollerare e sopportare questa oscenità? Si dice che in questi momenti, quando ancora potrebbero esserci persone sopravvissute da tirare fuori dalle macerie, le polemiche debbano esser messe da parte. E invece secondo me è proprio questo il momento di fare polemica con chi e contro chi non ascolta i moniti, gli avvisi, le raccomandazioni ma soprattutto nei confronti di chi continua a crogiolarsi nell'ignavia e nella presunzione e molto di più contro chi non è stato in grado, in oltre settant'anni di Repubblica, di far valere le posizioni che potrebbero salvare vite.

Quante volte è stato detto che cose del genere non si dovevano ripetere più? E quante volte invece ci siamo trovati davanti alla replica dei medesimi episodi con le medesime parole nelle orecchie? Ancora una volta ad estrarre sopravvissuti e morti da sotto le macerie, a diffondere immagini strazianti di chi ha perso tutto in qualche decina di secondi. Evidentemente chi sta sul territorio non fa quel che deve fare, come minimo mettere sotto controllo le strutture pubbliche più importanti e chiedersi se reggeranno o meno ad un terremoto; anche i cittadini dovrebbero essere indotti, magari con sgravi fiscali se non obbligati per legge, a ristrutturare in maniera antisismica le loro abitazioni.

Ad ogni terremoto così tipicamente italiano, nella sua tragicità e nei suoi effetti, vediamo sempre i medesimi effetti sulle abitazioni: pareti con crepe incrociate ad x da cui non si scampa, una struttura così lesionata è condannata. Solai staccati dalle pareti che crollano uno sull’altro in un tragico effetto quando sarebbero bastate chiavi di ferro infilate nel muro ad evitarlo.

Ricordiamo che molti centri dell’Appennino ristrutturati di recente a seguito di terremoti precedenti, e persino in epoca medievale reggono egregiamente ai terremoti perché fatti bene! Non è necessario il cemento armato, si può fare anche con la muratura e Santo Stefano di Sessanio (AQ) ne è un esempio che ha retto benissimo al terremoto del 2009 e Cerreto Sannita (BN) regge a qualsiasi terremoto da oltre 400 anni. Ed attualissimo il caso di Norcia che è stata epicentro di una delle scosse maggiori ma che ha saputo trarre insegnamenti importanti dai terremoti precedenti, soprattutto da quello del 1979.

Si possono fare bene queste cose risparmiando vite e denaro sapendo inoltre che in Italia finora si è speso molto di più a riparare i danni dei terremoti di quanto sarebbe stato necessario per prevenirli.

Ed è un terremoto italiano soprattutto perché uccide e distrugge quando altrove non avrebbe avuto i medesimi effetti.

E’ paradossale ma proprio quando sembra che le forze dell’ordine stiano lavorando bene ad evitarci un attentato terroristico, questo sì davvero imprevedibile come un terremoto e altrettanto impreventivabile, ce ne stiamo inerti in attesa di questi suicidi di massa periodici. O dovrei dire omicidi?

Arrivederci tra un quinquennio.

sabato 13 giugno 2015

Scienza e civiltà–ed una carezza ad Enrico Berlinguer

 

hqdefaultDi fronte alle magliette con le “ruspe” di Salvini, e più in generale alle sue esternazioni, non so se far prevalere in me il senso di nausea o quello sarcastico che lo vorrebbe relegato nella zona in cui metto i mentecatti.

 

 

Ma poi mi soffermo a pensare sulla totale irrazionalità delle affermazioni di quel genere e ripenso alle parole di Enrico Berlinguer,  del quale giusto l’altro ieri si commemoravano i 31 anni dalla scomparsa prematura. Berlinguer invitava tutti a fare politica, senza distinzioni di sorta, ad esercitare sempre e comunque il proprio diritto di critica, di ragionamento, di uso delle proprie facoltà.
Scriveva Berlinguer dal carcere di Sassari, a soli 22 anni, dove fu rinchiuso per 100 giorni per aver preso parte ad una protesta contro il carovita:

«(…) Mi accade spesso di incontrare questi strani individui che sogliono ugualmente autodefinirsi apolitici, ma finora sono fortunatamente rimasto immune da questa nuova elegante moda neofascista. Perché in fondo, questo terrore della politica, che è, non lo si dimentichi, quella parte essenziale dell’attività dell’uomo che concerne i rapporti sociali con i propri simili, è un fenomeno tipicamente fascista. Del fascismo post 25 luglio, ben s’intende. Perché prima la politica, i fascisti, la facevano e in un modo così originale e delicato che non la lasciavano fare agli altri. Secondo queste persone, dove si parla di politica, non c’è pace per l’uomo. E uomo è qui uguale al fascista e alla sua coscienza. In altre parole: o politica fascista che chiude la bocca agli altri, o niente politica che ugualmente chiude la bocca agli altri. (…) In questo senso tutti possiamo dirci liberali, inteso il liberalismo non nel significato politico o economico, ma in quel più vasto significato umanistico che vuole che a tutte le facoltà dell’uomo sia dato libero sviluppo.»

A tutte le facoltà dell’uomo sia dato libero sviluppo.

E mi viene proprio in mente adesso Karl Popper che distingueva le società essenzialmente in due categorie: «società aperta», ovvero una società nella quale è possibile l’esercizio della critica e «società chiusa», dove questo non è possibile. Esercizio della critica che deve consentire alcune idee ne soppiantino altre con queste ultime che dovranno scomparire perché razionalmente si è dimostrato la loro inapplicabilità, la loro irrazionalità, la loro inutilità. Far scomparire le idee con l’esercizio della critica e non far scomparire gli uomini che le sostengono, sia chiaro, e sempre per dirla con Popper «Il metodo critico o razionale consiste nel far morire al nostro posto le nostre ipotesi» e, parafrasando Winston Churchill quando il suo partito perse le elezioni per la prima volta disse alla moglie che era contento perché si era battuto tutta la vita per consentire ad altri di imporre democraticamente altre idee alle sue.

L’atteggiamento riportato da Popper è la base stessa del metodo scientifico, della scienza moderna, che ancora una volta si dimostra non solo essere il più efficace metodo per accrescere la nostra conoscenza ma anche un contenitore di valori che personalmente vorrei continuamente vedere applicati anche in altre aree della vita civile. Se c’è un settore dove prevalgono sempre onestà e moralità è proprio quello della ricerca scientifica proprio perché, è sempre Popper a dirlo, la scienza non è un insieme di predicati verificabili ma è al massimo un insieme di teorie complesse che possono essere, al più, falsificate globalmente. Ogni scienziato sa che ogni teoria ha come limite di validità il momento in cui il confronto con la realtà dovesse fornire elementi per ritenerla non più valida ed è la teoria stessa che offre gli strumenti di verifica, di falsificabilità. Più onesto di chi, innocente, offre ai propri accusatori gli strumenti atti a cercare di dimostrarne la colpevolezza, chi altri?

Il fatto che le teorie scientifiche sono, anzi, devono essere criticabili, espresse con chiarezza ed indicanti in anticipo quali fatti potrebbero «falsificarle» è una lezione per la democrazia, per la politica perché la politica democratica non è, contrariamente a quanto si pensi, il governo del popolo (alla faccia dell’etimologia), o della maggioranza, ma deve semplicemente essere la possibilità di eliminare idee sbagliate od un cattivo governo senza spargimenti di sangue, senza eliminare le persone che le sostengono.

Da questo punto di vista le persone come Salvini rappresentano, a mio giudizio, il fascismo mascherato da volontà popolare, la prevaricazione di idee irrazionali ed inapplicabile su elementi logici; persone che senza contraddittorio di sorta, senza conoscere i termini della questione, vorrebbero chiudere la bocca ad ogni forma di politica che non sia la loro salvo poi, una volta consolidati, far di tutto affinché non si parli più di politica, come nel periodo fascista precedente al 25 luglio 1943. L’idea stessa che una ruspa trasmette è quella di demolizione e quindi violenza, anche se solo concettuale ma pur sempre violenza.

Ma allora, alla luce delle così tante adesioni che partiti come la Lega e movimenti estremisti come Casapound, come conciliare il potere del voto come strumento di falsificabilità dell’idea politica?

Ebbene, questi, secondo me, sono gli effetti collaterali della democrazia e del suffragio universale che conviene comunque accettare. A differenza del mondo scientifico nel mondo reale, nelle società, aperte o chiuse chi siano, a prevalere è l’irrazionalità.

Sappiamo infatti cosa accade quando l’irrazionalità si arroga il diritto di pontificare in ambito scientifico.

Nei lontani anni del comunismo duro e puro di sovietica matrice e fino a tutti gli anni ‘70 in Unione Sovietica era scienza soltanto quanto dichiarato o scoperto dai possessori della tessera di partito mentre gli altri o erano rapiti e costretti comunque a lavorare per lo stato, ma in segreto, o finivano come si diceva e faceva allora in Siberia ed infine i più fortunati riuscivano a passare oltre cortina e costretti all’esilio.

Questo oltre ad aver portato ritardi o clamorosi errori, a volte catastrofici, nei cosiddetti piani pluriennali questa cosa evidenzia, come se già non fosse palese di suo, che la scienza è una e non esiste scienza ufficiale distinta da qualcosa non ufficiale.

Ed ancora una volta emergono forti ed insormontabili i motivi di inapplicabilità del metodo scientifico alla vita civile.

La maggioranza irrazionale è troppa ed imbattibile e come dice l’adagio, è inutile cercare di discutere con un idiota, per farlo dovresti abbassarti al suo livello e saresti battuto per inesperienza

giovedì 4 giugno 2015

Me ne frego!

11350484_774090346042879_6870130212229630650_nProprio oggi che sono finiti in carcere altri 44 nomi (no dico, qua-ran-ta-quat-tro) della nomenKlatura comunale di Roma, manette bipartizan a seguito della seconda parte dell’inchiesta “Mafia Capitale”, mi sono sorpreso a pensare che sono decisamente stanco di sentire da ogni dove i soliti triti e ritriti discorsi sui costi della politica come male da estirpare e causa di ogni disastro, sociale ed economico.
In ogni talk show e rimbalzato di bocca in bocca con alcune delle modalità che ben sono state evidenziate qui questi discorsi si rifanno sempre, scimmiottandosi l’un l’altro in un crescendo di idiozia, al proponimento di soluzioni radicali del tutto inapplicabili a problemi che invece andrebbero smontati in mille piccoli pezzi soltanto per capirne la struttura, figuriamoci le soluzioni!

14Rizzo e Stella scrissero il loro “La casta” ben otto anni fa e da allora nulla è cambiato se non l’aumentare delle fonti che riportano più volte al giorno casi di personaggi del mondo della politica che di volta in volta vengono additati perché guadagnano troppo, perché hanno incarichi multipli, perché prendono gettoni di presenza per riunioni a cui non partecipano (salvo contemporaneamente lamentarsi dell’assenteismo degli impiegati), per i loro vitalizi immeritati che daranno loro centinaia di migliaia di euro in pensioni a fronte di qualche decina di migliaia di euro di contributi…e via di questo passo. Ma quando vai a farti due conti seriamente ti rendi conto che anche tagliando del 50% i costi della politica, come va tanto di moda oggi dire e ripetere a vanvera, non cambierebbe proprio nulla.

Milena Gabanelli è quasi un ventennio che settimanalmente ci racconta le schifezze di questo paese, eppure l’ignavia e la stasi regnano ovunque ed anzi, peggiorano ed una parte del peggioramento è tangibile nell’aumento, certamente non preoccupante più di tanto, dei fenomeni tipici della destra estrema ottimamente rappresentata dall’attuale leader leghista Matteo Salvini, che sarà sempre il solito contaballe celodurista ma ha effetti carismatici su parte dell’elettorato indeciso.

Sul grillismo sorvolo: è stata una novità ma solo sulla carta, talmente ben lucidata che ha ingannato, ma solo la prima volta, anche un vecchio astioso come me.

La sinistra? …

E nonostante queste costanti a cui si cerca di addossare capri espiatori oggi sui costi della politica, domani sui migranti e sui Rom, dopodomani chissà dove, il risultato complessivo nonostante ben quattro cambi di governo in pochi anni, non cambia. Evidentemente sono errate sia l’analisi che l’approccio, per non parlare degli analisti.

E’ chiaro che io stesso, di fronte a tutto questo, mi sento defraudato e privato di qualcosa, che provo un continuo e fastidiosissimo senso di prurito anale perché qualcosa o qualcuno mi sta fottendo mio malgrado, ma è altrettanto chiara in me la sensazione che mi sono decisamente stufato di ascoltare e men che mai di capire. Da cittadino l’unica arma a disposizione per cercare di spostare un decimilionesimo di millimetro l’ago verso la direzione voluta, desiderata, è la partecipazione democratica, la proposizione collettiva, l’espressione del voto. Spostamento che non avviene perché da troppi anni le promesse elettorali sono disattese sistematicamente, in buona o mala fede.

Nella società dove tutti credono di sapere tutto non si muove più niente e le uniche reazioni, mi si perdoni il gioco di parole, sono quelle reazionarie che fanno notizia o quelle delle notizie manipolabili per crearla la notizia, in un vortice di non senso che non porta da nessuna parte. Non mi fido più neanche di me stesso e delle mie reazioni che spesso sento potrebbero prendere una china sgradita violentando quelli che ancora reputo siano principi da seguire e quindi ci metto un freno, o meglio, un frego.

E me ne frego pure di dare un senso a questo post… sì lo so, questo me ne frego ricorda qualcosa a me estraneo ma, dopo tutto, me ne frego!

PS) A proposito di prurito. Dal 1 luglio potrò andare sul sito INPS e simulare quanto (se) avrò di pensione ed a partire da quando…altro che Preparazione H allora!

domenica 28 settembre 2014

Teorie del caos. Il fallimento di un amico e Giulio Tremonti

157208-thumb-full-corrado_guzzanti_tremonti_spot_cPremetto che non sono tra quelli che urlavano di abolire Equitalia, che sbraitano di blitz demolitori nelle sedi dell’Agenzia delle Entrate o che inneggiano alla persecuzione e tanto meno che sciorinano le statistiche dei suicidi di imprenditori piccoli e grandi. Ma questa storia mi tocca da vicino, ed ha toccato persone a me care su cui, per quel che valga, garantisco personalmente la loro integrità morale e la loro onestà.

 

 

Difficile essere brevi, ci proverò ma spiegare come l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia riescano a mettere in ginocchio chiunque non è semplicissimo.

Ovvio che alla fine giustificare un certo tipo di reazione politica e l’aver abbracciato con fanatismo un certo tipo di movimento politico è più che comprensibile

Da questo momento è il mio amico che racconta e le opinioni espresse sono le sue, condivisibili dal sottoscritto o meno che siano.

Nel 2007 fu avviata un’attività commerciale al pubblico ed in grande stile; frutto di grandi e sostanziosi investimenti derivati dalla vendita di case e seguiti da un trasferimento di un’intera famiglia.

Appena all’inizio nel 2008 arriva la prima visita fiscale, quando non ancora obbligati né agli studi di settore né alla presentazione del primo bilancio. In quell’occasione si voleva, indebitamente, affibbiare una multa di diverse migliaia di euro perché il padre di uno dei titolari, nell’ufficio privato di questi, stava giocando al computer e perché un altro titolare stava innaffiando le piante…attività illecita in quel tipo di struttura. La multa fu sospesa. Era una prima minaccia forse?

Nel 2009 arriva la seconda visita fiscale e nel frattempo erano passati anche persone dell’Ispettorato del Lavoro e la Guardia di Finanza un paio di volte.

Questa volta arriva il verbale. 45.000 €. Motivo? Oltre a quisquilie varie veniva contestato il credito IVA perché, affermavano senza uno straccio di prova, che le attività di investimento effettuato per l’acquisto di attrezzature e macchinari vari provenisse da fondi neri e da attività in nero. La realtà è che quei fondi venivano dalle vendite immobiliari suddette e tutte con assegni la cui tracciabilità era registrata e facilmente riscontrabile. La verbalizzazione dei reati fiscali era, se non fosse stata drammatica la conseguenza, una farsa ma come noto, in Italia, l’onere della prova di innocenza è a carico dell’accusato. Bene, si fa ricorso no?

Qui arriva il bello. Per fare ricorso occorre anticipare comunque 1/3 della sanzione e pagare l’avvocato tributarista che va, sempre, a tariffa fissa: 1/10 della sanzione. L’udienza in commissione tributaria? Nel 2015 nei casi migliori.

Peccato che nel frattempo arrivano altre tre cartelle esattoriali per gli anni 2008, 2009 e 2010 per un totale di 95.000 €, tutte legate alla prima che nonostante bloccata ed in attesa della sentenza dei giudici, si gonfia a dismisura. Ricorso? Idem come sopra: 1/3 di anticipo ed 1/10 all’avvocato e aspettare un tempo indefinito. Ma anche qualora vincessi non pensiate che ci sia restituzione del maltolto nell’immediato, li tengono in conto per “futuri controlli” e se tutto va bene rivedi qualcosa nel 2025. E nel frattempo come pago gli operai? E devi pagare l’avvocato le cui spese non saranno mai rimborsate.

Esiste il patteggiamento si dirà. Il sistema sa benissimo che anche se vinci un ricorso perdi soldi. Allora, seduti a tavolino, ci si accorda sempre per una cifra inferiore alla sanzione e vicina a quanto si andrebbe a pagare anticipandolo in caso di ricorso (il famoso 1/3 + 1/10 di cui sopra). Ma tanto se patteggi e magari rateizzi dopo un paio d’anni tornano alla carica.

Il sistema ed il patteggiamento favoriscono l’evasione e gli sta bene così. Gli evasori evadono sistematicamente 100 ed ogni tanto si accordano per pagarne 20. L’Agenzia delle Entrate si ritiene soddisfatta ed Equitalia incassa percentuali sul recupero del credito.

La spada di Damocle che ci pende sulla testa dal 2008 e che nonostante questo ci ha fatto andare avanti sempre col sorriso alla fine è caduta. Risultato finale comunque è stata la chiusura dell’attività. Tutti disoccupati, imprenditori, impiegati, operai e collaboratori. Nessun suicidio.

Riprendo e concludo.

Siccome l’attività era una Srl anche il sistema se la prenderà in quel posto e non beccherà un soldo. Macchinare ed attrezzature non sono sequestrati e sono vendibili nella speranza che qualcuno voglia e possa rilevare l’attività.

Cosa c’entra Tremonti in tutto questo? Molte delle norme applicate per sanzionare questo mio amico e costringerlo a chiudere dopo quasi 10 anni di attività riconosciuta ed apprezzata in tutta la zona risalgono a provvedimenti legislativi emanati quando occupava la poltrona del MEF a via XX settembre a Roma. Quando era ministro dei governi che sbandieravano “basta tasse” ad ogni elezione salvo poi fottere in maniera bipartizan sia i propri elettori che gli altri, ignavi compresi. Non che gli altri governi abbiano tentato di fare diversamente sia chiaro.

Che lavoro fa Tremonti? Mica fa il ministro. Fa il tributarista (lo ha persino insegnato all’università!) ed è a capo di una rete di studi legali quali quelli a cui si è rivolto il mio amico. E come campano questi studi? Fatto 2+2? Basta creare un meccanismo che faccia girare soldi per una certa categoria e prima o poi, appartenendo alla medesima, quei soldi arrivano.

Nel frattempo gli evasori veri prosperano tanto al massimo, qualche condono arriva prima o poi: uno per tutti lo scudo fiscale del 2009 inventato da Berlusconi e compagnia bella. Un bel 5% di ammenda, anonimato ed impunibilità.

C’entra, c’entra.

sabato 8 marzo 2014

Meritocrazia un cazzo!

tesidilaureaLa meritocrazia. Questa sconosciuta.

In Italia vige ancora una legge del 1933 (!) che impedisce a chiunque stia frequentando corsi post laurea (dottorati, master, scuole di specializzazione) di accedere ad altri corsi di formazione che consentano di conseguire titoli quali abilitazioni all’insegnamento o specializzazioni in ambito scolastico. Una deroga del 2009 ammette la concomitanza solo per corsi post laurea da meno di 1500 ore e per meno di 60 crediti...in pratica nessuno!

Questa deroga poi è abbastanza ridicola ed il pensiero va subito al sospetto che si volle certo favorire qualcuno od il di lui figliolo!

Posso rendermi conto che l’impegno che la concomitanza di tali impegni di studio e frequenza possa creare non pochi problemi a chi vi accede; ma visto che non esiste nessuna legge per cui è vietato iscriversi a due corsi di laurea contemporaneamente non si capisce proprio perché questa legge sia tuttora in vigore! I concetti sono analoghi.

Sarà un problema del singolo sentirsi in grado di sostenere entrambi gli impegni o no? Oppure un problema delle università decidere che un dottorando che frequenta o produce poco a causa di altri impegni non sia degno od in grado di proseguire?

Faccio presente che i corsi da frequentare a titolo esclusivo ed incompatibili con altro non è che siccome sono erogati gratuitamente dallo Stato allora dovremmo concedere qualcosa in cambio...Macchè! Sono a pagamento (da 2500 ad oltre 4000 €) e vi si accede con una dura selezione basata su tre prove specialistiche! Lo stesso dicasi per i master o per i dottorati che, salvo pochi raccom…ops, fortunati e laddove sia prevista una borsa di studio, sono altrettanto cari e dispendiosi!

Ed i corsi di specializzazione d’indirizzo scolastico sono spesso sostenuti con ulteriori aggravi e fatiche da parte di gente che sta già lavorando come supplente o come professore di ruolo che aspira a fare qualcosa di diverso, di più gratificante.

Quindi visto che, ed addirittura di recente molti quotidiani gongolavano nel raccontare che non vale la pena studiare, una laurea non basta, un dottorato non basta, anni di sacrifici da parte degli studenti e delle loro famiglie non servono ad una beneamata, almeno che si consenta ad ogni studente di ammazzarsi di studio e di specializzazioni come meglio crede visto che lo paga, in ogni senso, di tasca propria e su base volontaria!

E soprattutto visto che un lavoro stanno provando a comprarselo!!! E cioè dato che non si trova gratuitamente e come cosa dovuta da parte di qualsiasi Stato che sia0 degno di questo nome!

Se non diamo loro neanche la possibilità di distinguersi per meriti di studio e per gli impegni e le fatiche concrete è inutile stare a blaterare di…meritocrazia!

Una nota di merito fuori tema all’ex ministro Profumo, quello del governo Monti, l’unico che nonostante la brevità del suo incarico sembrava avesse finalmente capito qualcosa sul da farsi. Lo stesso che ha indotto un corso per conseguire l’abilitazione (il famigerato TFA su cui ho scritto diverse volte) e conseguente concorso.

Profumo aveva proposto con ddl l’abolizione della legge del 1933 ma poi è arrivata la Carrozza ed ha sputtanato tutto. Niente più concorsi (alla faccia dei 12.000 abilitati) e niente più ddl. Sappiamo quanto è durata, per fortuna.

L’attuale ministro? La Giannini? Non lo so, è arrivata ora e non voglio sparare a zero, anche se sparerei sulla croce rossa. Ma sono abbastanza sicuro che sarà un’altra inutile persona Dopo tutto la previsione è facile: la statistica aiuta. Il 95% dei ministri dell’Istruzione del passato hanno solo fatto casino e danni, in cima all’elenco la Gelmini e la Moratti. E non state a fare i sofisti pensando che anche gli altri ministri di altri dicasteri hanno fatto lo stesso!

Personalmente poi questa roba del dottorato (appartengo ad altra generazione) la ritengo un’altra minchiata importata di sana pianta dagli Stati Uniti (dove i corsi universitari hanno tutt’altro tenore e durata!). A quanto pare oggi aver conseguito la laurea non basta, se non hai un dottorato non sei nessuno. Che clamorosa imbecillità fatta per continuare a spillare soldi alle malcapitate famiglie degli studenti e continuare ad alimentare un flusso di denaro utile a sostentare una maggioranza di imboscati e raccomandati (e questo è lo stesso motivo per cui qualche furbetto un paio di decenni fa si inventò che i corsi di laurea fino ad allora quadriennali dovettero diventare quinquennali, o le lauree 3+2 e 4+1…)

A questo link una delle tante fonti che parlano anche di recente di questa legge regia se non fascista.

PS) E diciamola tutta che si tratta del solito interesse privato in atto pubblico. Me la prendo così tanto perché una persona vittima di questo ennesimo non senso tutto nostrano è proprio mia figlia, che dopo esser stata presa in giro col TFA dovrà rinunciare al dottorato per specializzarsi sul sostegno! E come lei a migliaia!

domenica 12 gennaio 2014

Una botta di culo…

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Premessa storica.

Dopo il terremoto dell’Irpina del 23 novembre 1980 per rilanciare 20 zone industriali tra Campania e Basilicata vennero stanziati 7.762 miliardi di lire (circa 8 miliardi di € del 2010). Il costo finale fu dodici volte superiore al previsto in provincia di Avellino e diciassette volte in provincia di Salerno. Secondo la relazione finale della Corte dei Conti, i costi per le infrastrutture crebbero fino a punte «di circa 27 volte rispetto a quelli previsti nelle convenzioni originarie». Il 48,5% delle concessioni industriali (146 casi) venne revocato. La Corte dei Conti accusa «la superficialità degli accertamenti e l'assenza di idonee verifiche», approvate senza «adeguatamente ponderare situazioni imprenditoriali già fragili e già originariamente minate per scarsa professionalità o nelle quali la sopravvalutazione dell'investimento, in relazione alle capacità imprenditoriali, ha portato al fallimento dell'iniziativa». Nel 2000, 76 aziende risultavano già fallite, ma solo una piccola parte dei contributi (il 21% nella provincia di Salerno) era stato recuperato. Io stesso ho visto decine di vecchie stalle abbandonate, spesso a decine di km dalla zona sismica, trasformate in lussuose ville grazie ai fondi ricevuti.

Molte altre volte (qui, qui e ancora qui ad esempio), fin dall’inizio della vicenda, ho parlato del terremoto de L’Aquila 6 aprile 2009 e l’ho fatto anche per parlare di sismologia, di geologia, di rischio e di prevenzione nel nostro paese. Paese in cui, nonostante l’ingresso nell’era moderna, nessun governante ha mai capito veramente cosa voglia dire vivere e produrre in una delle zone tra le più sismiche nel mondo e con un territorio in cui le zone veramente prive di sismicità si contano in punta di dita.

E la città abruzzese presa, non solo per la sua bellezza così adagiata sotto il gigantesco massiccio del Gran Sasso, ad esempio della miopia, dell’inettitudine, dell’incompetenza e della macroscopica imbecillità di chi potrebbe manovrare le giuste leve per fare davvero prevenzione visto che, lo ribadisco, la previsione non è percorribile; anche lo fosse comporterebbe comunque piani ben coordinati di gestione dell’emergenza, come nel caso delle zone vulcaniche (Vesuvio ed Etna tra i tanti) che, ancora una volta in Italia, sono inesistenti.

E così oltre all’assoluta mancanza di competenze e dopo aver assistito anno dopo anno alla morte della città, dove tutto è fermo fin dal 6 aprile 2009, dove nulla è stato fatto, e basta passare per i 2 km scarsi di via XX settembre per rendersi conto della stasi, ancora una volta assistiamo a quanto già visto in altre occasioni, a quei terribili e nauseanti deja vu del malaffare, della speculazione a danno degli innocenti, degli onesti e di chi ha perso da qualcosa a tutto.

E dopo aver scoperto nel 2010 che un paio di sciacalli alle 3.32 di quella notte ridevano, le proteste degli aquilani e le manganellate date loro per aver osato protestare, sembrava aver toccato il fondo. Ma al peggio non c’è mai fine si dice e così a distanza di quasi 4 anni si scopre che nulla è cambiato rispetto agli stessi metodi che in tanti altri disastri nazionali sono stati la normalità. La corruzione fatta sistema dopo aver definito il terremoto un colpo di culo, un’occasione d’oro per mettere le mani sui milioni di euro che sarebbero arrivati.

Mani sulle gare d’appalto per lavori di ricostruzione mai iniziati, tangenti su milioni di euro versati per innalzare recinzioni di plastica e sulla carta chiamarle cantieri, sulla costruzione delle famose unità abitative ultra moderne fatte realizzare da Berlusconi e dalle sue imprese in tempi record senza però avvisare gli occupanti che passata l’emergenza avrebbero dovuto comprarsele! E pur se l’emergenza non sembra aver fine le richieste di soldi sono già arrivate costringendo centinaia di famiglie a tornare nei container o ad arrangiarsi in proprio.

Eppure sembrerebbe che molto sia stato già fatto ed io stesso su queste pagine ho messo in evidenza come non tutto è ripristinabile esattamente com’era, che non tutti i campanili od i palazzi storici devono necessariamente avere finanziamenti se non alla fine, se proprio avanzano soldi: ci sono insomma priorità evidenti. Ma in tutto questo quanto altro ancora si sarebbe potuto fare senza il malaffare sistematico?

Inutile fare gli esempi noti del Giappone che dopo il terremoto di Kobe del 1995 scoprì che c’era stato malaffare e corruzione nella costruzione dei manufatti che non sarebbero dovuti crollare e mise in galera centinaia di amministratori pubblici ed imprenditori privati; ed a nulla servirebbe ricordare ancora una volta lo stesso paese che nel giro di pochi mesi rimise in sesto tutte le infrastrutture dopo il devastante tsunami del 2011.

Dal terremoto dell’Irpina sono passati poco più di 30 anni, nel frattempo sono cadute repubbliche e cambiate intere classi dirigenti e scuole di pensiero. Ma in questi casi ancora una volta il risultato sembra il medesimo a ricordarci che non sono criminalità e malaffare a creare cattivi amministratori ma è la cattiva amministrazione che attira come mosche il miele criminali e delinquenti. Nulla è cambiato ed anzi è peggiorato: si è passati dai pochi grandi burattinai che hanno fatto soldi a danno della maggioranza spartendosi ricche torte di denaro pubblico tra pochi eletti all’interno della casta ad un sistema generalizzato e diffuso dove anche l’ultimo degli uscieri comunali vuole averne parte, dove, per dirla alla Fiorito, rubbaveno tutti.

Effetto di una connivenza tutta italiana con situazioni che nascono e fioriscono dalla e con l’ignoranza: l’ignoranza, l’incompetenza e l’ignavia dantesca della stragrande maggioranza dei nostri concittadini che non hanno mai letto un libro, che l’unica cultura che ricevono è quella televisiva e che persino chi legge almeno un quotidiano ogni tanto ignora che quell’informazione è controllata e manipolata tanto da relegarci parecchio in fondo nella classifica del grado di libertà di stampa.

Un paese di ignoranti, stupidi e furbetti pronti ad approfittare di un qualsiasi vantaggio personale a scapito di chiunque sia fuori della cerchia di amici e parenti in milioni di microcosmi egoisti ed isolati che pretendono di chiamare società. La gran parte degli italiani esattamente com’era fascista la (gran parte(gran parte(gran parte(…)))) fino all’aprile del 1945 salvo sparire nel nulla fin dal mese successivo.

E tutto a breve sarà di nuovo dimenticato…beata ignoranza diceva qualcuno sapendo che così avrebbe aumentato il controllo.

E L’Aquila? L’Aquila in tutto ciò è solo un numero di morti, in questo caso piccolo, ed un numero, parecchio più grande, che indica cittadini noti solo alla statistica dei censimenti.

domenica 24 novembre 2013

Le Colonne di San Pietro

 005L’evoluzione del paesaggio dal punto di vista geomorfologico dipende strettamente dal continuo alternarsi di azioni dovute alle forze cosiddette endogene ed a quelle esogene: semplificando, le prime agiscono dall’interno della Terra agiscono a sollevare od affondare blocchi di crosta terrestre, che creano vulcani (proprio in questi giorni un esempio) ed altro ancora e le seconde sono dovute al continuo processo di erosione dovuto essenzialmente all’azione dell’acqua, del gelo, della temperatura e della gravità. Il tutto che tende verso lo stato di minima energia ovvero una bella pianura! A questo va ovviamente affiancata la presenza della biosfera (tutti gli esseri viventi batteri compresi) e gli effetti nefasti del genere umano negli ultimi due secoli, entrambi i fattori non da poco.

Quello che è successo a seguito dell’ennesima tempesta ai famosi faraglioni dell’Isola di San Pietro fa parte di questo processo. Posti sulla costa settentrionale della Sardegna si sono formati proprio grazie alla continua azione erosiva che mare e vento esercitano sulle rocce vulcaniche di quella regione. Chi non è rimasto colpito dalla varietà di forme che il vento è riuscito a scolpire e modellare da quelle parti? E così come nel corso di decine e spesso centinaia di migliaia di anni vento e mare hanno dato forma a quelle scogliere ed ai suoi faraglioni gli stessi agenti giorni ne hanno abbattuto uno. Dopo tutto basta guardare cosa c’è loro intorno per farsi un’idea precisa che quelle colonne sono l’eccezione ancora fortuitamente in piedi.

E il sindaco cavalcando l’onda populista ha promesso che il valore del simbolo di quest’isoletta è talmente grande che il faraglione va ricostruito…e non aggiungo altro.

Abbiamo un paese da decenni ed in maniera ormai per me irreparabilmente dissestato, una situazione idrogeologica, geologica ed ambientale da terzo mondo, una città come L’Aquila colpita da un terremoto quasi 5 anni fa (!) che è tuttora abbandonata a sé stessa e dobbiamo ascoltare dichiarazioni del genere e la maggioranza dei media che danno loro seguito.

Che amarezza…

PS) sul ciclone che ha provocato l’alluvione e le ennesime morti evitabili non mi pronuncio. Questo blog è pieno di articoli sull’Italia che affoga ogni autunno.

sabato 16 novembre 2013

St(r)age degli innocenti

Qualche anno fa ricordo un servizio, di quelli che lì per lì scatenano reazioni al limite del terrorismo ma che altrettanto rapidamente si dimenticano così come una mente sana dimentica i traumi violenti. Come quelli di Report per capirci.

Parlava degli impiegati di (alcuni) call center come de i nuovi schiavi. Non so se nel frattempo le cose siano migliorate o se quel servizio citava provocatoriamente aziende al limite della legalità ma avendo una figlia che ha lavorato dopo la laurea magistrale (sorvoliamo…) per quasi due anni in uno di questi centri posso dire che qualcosa in tasca se lo è messo; e tutto sommato mi sembrava proporzionale alla quantità ed alla qualità del lavoro e con regolare (a risorvoliamo…) co.co.pro. (parliamo di circa 400 € al mese per un impegno di circa 20 ore settimanali distribuite più o meno a suo piacimento in orario base).

Nonostante il vocabolo francese da cui deriva la categoria, francese che sembra sempre ingentilire anche gli insulti, una categoria di schiavi sono gli stagisti.

Sempre grazie alla suddetta figlia od a sua sorella sono a conoscenza di racconti che mi vengono dalla moltitudine di amici ed amiche, spesso dai tempi delle elementari, che le circondano e di cui, per parecchi ed altrettante di loro, conosco personalmente e che, come si dice, ho visto crescere.

Ci sono tantissimi neolaureati ed altrettante sono fanciulle, molti invece dopo il diploma hanno investito in corsi di natura diversissima e parecchi sono finiti nella trappola degli stage.

Cosa occorre per fare uno stage(*)? Fortuna, molto più spesso conoscenze interne, una volontà di ferro nel sapere che si lavorerà in maniera completamente gratuita a parte rare eccezioni di rimborsi spese con cui non ti ci paghi neanche un cappuccino e tanto meno la benzina per il motorino ma, soprattutto, una dose di masochismo e sottomissione della propria dignità di notevole incisività.

Tre casi, tratti dai racconti degli amici delle figlie di cui sopra.

Lei. Dopo aver investito tre anni in un’inutile laurea triennale decide di fare un corso per chef vista la passione per la cucina in genere. Migliaia di euro di investimento in una nota scuola, centinaia di ore di pratica e studio, esami finali ed agognato titolo. Il passo successivo? Che fortuna, grida lei! Mi hanno preso a fare uno stage nel ristorante di un albergo romano parte di una famosissima catena…e ch’ho pure il rimborso spese…(ndr:…se, dell’autobus). La realtà è ben altra. Turni massacranti anche di 18 ore al giorno senza interruzioni e spesso senza mangiare se non piluccando qua e là. Settimane continuative di lavoro senza neanche una mezza giornata di pausa. Soprusi ed abusi al limite della sopportazione umana. Trattata come uno straccio lei che sperava di cimentarsi ai fornelli foss’anche per le uova strapazzate della colazione continentale costretta a scaricare le cassette di frutta e verdura o relegata a rimestare salse a vita. Per fortuna è scappata dopo un mese e mezzo.

Risposta avuta? Vai và…che dietro a te ce la fila di gente che vuole il tuo posto.

Lui. Brillante neo laureato in economia e commercio. Master in revisione dei conti viene preso per uno stage presso una nota multinazionale americana e con un rimborso di ben 120 € a settimana!!! Che culo eh? L’orario di lavoro passa immediatamente dalle 40 ore settimanali a circa 50 perché nelle prime dovrebbe fare quanto previsto dallo stage ma in realtà fa tutt’altro e nelle altre gli viene gentilmente chiesto di fermarsi a fare quanto gli impiegati regolari evitano e mollano a questo malcapitato. In due mesi che è stato lì dentro soltanto uno si è veramente mostrato un vero e proprio tutor che ha cercato di insegnargli qualcosa. Se n’è andato mandando aff… un capoccetta che di rimando lo ha pure minacciato di fargli terra bruciata intorno.

Lei. Questa è relativa ad un ente pubblico legato ad un certo ministero che non sto a citare. Dopo tre settimane di fotocopie, trasporto documenti da una stanza all’altra per interminabili corridoi (ai tempi della posta elettronica!), rapidissime pause pranzo (per lei e non per gli impiegati) spesso fatte di snack e bibita alla macchinetta si è puntualmente arrivati al beh…se tu, insomma…dipende da te, mi capisci?… delle porche avances di un tirapiedi di qualche non ben identificato deputatucolo…

Il guaio in tutto questo? E’ che nessuno di questi tre malcapitati vuole farne pubblica denuncia perché non serve a niente, tanto andato via io c’era subito un altro e via così continuando a farsi del male.

La mia anche non lo è. Ma glielo devo.

Nota doverosa: tutto ciò nel più profondo rispetto di chi al mondo è tuttora davvero schiavo come i minatori delle miniere di preziosi dell’Africa meridionale, i detenuti politici dei campi di rieducazione della Cina, i raccoglitori di pomodori delle campagne del meridione d’Italia e tanti altri ancora.

(*) Mi riferisco qui alla stragrande maggioranza degli enti, anche pubblici, o delle aziende private che esercitano questi soprusi pur sapendo che qualche onorabile eccezione esiste.

domenica 29 settembre 2013

Governi in crisi e crisi di governo

Norberto Bobbio diceva che la storia costituzionale si è tristemente snodata attraverso un'altalena di crisi di governo (spesso molto lunghe) e di governi in crisi (spesso molto brevi).

Da questo punto di vista La sola novità che la seconda repubblica ci ha recato in dote è la sostituzione della crisi con un eterno stato di pre-crisi, ma il rantolo è lo stesso.

Ed è ormai più di un anno che si va avanti rantolando con un susseguirsi di crisi asmatiche da più parti che non hanno però impedito di permettere ai più di sgolarsi a parlare esclusivamente degli assilli persecutori di Berlusconi.

Ed ecco la conclusione, facile presagio anche del sottoscritto. Il padre-padrone, il capo indiscusso ha staccato la spina ordinando ai suoi sottoposti un radicale quanto immediato tutti a casa. L’uomo in cui un mostruoso egoismo e la vanità possono essere più che degnamente rappresentate, ha emesso i suoi ordini considerando un partito cosa sua, come un’azienda in cui parlare di rappresentanze sindacali o comitati di operai ed impiegati sia bandito da un regime totalitario; partito che nel bene e nel male rappresenta milioni di italiani.

Ed ecco che si riaffacciano i motti demagogici che sempre accompagnano i terremoti istituzionali: l’interesse del paese.

Patetica l’ira di Letta che si è sentito tradito come se non avesse saputo fin dall’inizio che si andava alleando con chi, da lì a poco, sarebbe stato condannato in via definitiva e che avrebbe preteso il riconoscimento della persecuzione giudiziaria. Che altro aspettarsi da un delinquente mentitore di professione? Ridicola la sua reazione di fronte alla scusa dietro la quale si è trincerato Berlusconi che parla di uscita dal governo delle tasse

Mi astengo dal commentare le dichiarazioni dei vertici PdL, falchi o colombe che siano perché passano dall’assoluta mancanza di vergogna di dichiarazioni fatte col culo in faccia ad intollerabili menzogne che approfittano dalla memoria cortissima della maggioranza dei miei concittadini.

E concludo segnalando questo interessante post che molto teoricamente potrebbe trovarmi d’accordo ma l’unico motivo è che sembrerebbe l’unica strada percorribile per evitare elezioni. Ma ho sentore che M5S sprecherà un’altra occasione. Ma come dar loro torto?

In questi 20 anni di Berlusconismo il PD ha reiteratamente coperto le malefatte incapace di allestire un’opposizione seria, egoisticamente attaccata ai poteri locali che a macchia di leopardo le consentono di esistere e soprattutto turandosi il naso di fronte ad ogni figura di merda nazionale ed extranazionale a cui il cavaliere ci costringeva. Gli elettori PD sono sostanzialmente onesti e allora perché non hanno mai preteso che lo fossero del tutto anche i loro dirigenti?

mercoledì 11 settembre 2013

Tirocinio Formativo Attivo-La gigantesca presa per il culo

Poco più di un anno fa presagivo in questo post che l’iniziativa nota come Tirocinio Formativo Attivo (TFA) stava assumendo le dimensioni di una colossale presa per il culo. E quindi trasformiamo la domanda in affermazione togliendo il punto interrogativo e togliamo ogni dubbio trasformando l’articolo da indeterminativo a determinativo.

Nel precedente governo l’allora ministro Profumo sembrava avesse individuato correttamente che la strada per accedere all’insegnamento doveva essere quella canonica ed utilizzata in tutto il mondo: un concorso per titoli ed esami ed una corretta programmazione e distribuzione delle risorse docenti e solo a chi sia in possesso del titolo abilitante all’insegnamento.

Accade ora che già da domenica la neo ministra Carrozza di questo attuale governo abbia completamente stravolto le cose sintetizzando con un laconico “Basta concorsi! Dobbiamo dare garanzie a chi già lavora nella scuola” ed il decreto appena varato parla di 69.000 assunzioni nei prossimi 3 anni che in realtà assunzioni non sono: sono infatti regolarizzazioni degli attuali precari. In tutto questo la signora sembra essersi completamente dimenticata dei vincitori del concorso del TFA che alla fine del percorso formativo hanno conseguito abilitazione!

In linea di massima la cosa è condivisibile perché è intollerabile che in Italia esistano migliaia di insegnanti –la cui validità non è qui in discussione- che spesso quarantenni debbano veder confermato il posto di lavoro anno dopo anno. Così come sono condivisibili posizioni quali quelle espresse di recente come sulle pagine di questo blog.

Ma allora perché dare illusioni e speranze a migliaia (più o meno 12.000 in tutta Italia) di neolaureati od anche a professori magari in ruolo per una materia desiderosi di insegnare altro abilitandosi all’uopo.

Mesi di studio e tirocinio e la non indifferente spesa variabile dai 2500 ai 5000 € a seconda dell’Università presso cui si è acceduto dopo aver passato un concorso preselettivo piuttosto duro.

Ecco perché appare ormai palese come oltre il danno la beffa e quindi che di gigantesca presa per il culo si tratta. Fumo negli occhi a migliaia di speranzosi e volenterosi aspiranti docenti che nonostante la situazione degli insegnanti italiani sia la peggiore d’Europa hanno cercato di inserirsi nel blindatissimo mondo della scuola.

Certo i precari vanno in qualche modo sistemati non c’è dubbio ma anziché condannare questi neo abilitati all’insegnamento all’oblio o rimandarli al prossimo turn over da pensionamento (come minimo tra altri 5 anni!) perché non dar loro la possibilità di inserirsi con meccanismi di scorrimento diversi da quelli di cui si discute in queste ore?

Certo che da un governo impegnato da mesi a preoccuparsi di riabilitare Berlusconi c’era da aspettarselo che sugli abilitati veri si facesse una cazzata del genere.

sabato 3 agosto 2013

Niente monetine

L’aspetto più grottesco e drammaticamente indicativo dello stato generale di degrado politico del nostro paese che ho colto in tutta questa storia della condanna a Berlusconi è come hanno reagito i suoi per non parlare della generale indifferenza. Reazione annunciata dall’appoggio continuo a quest’uomo che esercita pesantemente il culto della personalità ed un vanitoso carisma nonostante tutto quel che è ormai provato abbia fatto: da perfetto sconosciuto uomo d’affari sull’orlo del fallimento ad osannato leader politico con una vita di malaffare e malcostume alle spalle.

La reazione è assimilabile a quella dei sostenitori di un dissidente di un qualsiasi regime totalitario alla notizia del suo arresto o dell’esilio se non addirittura l’eliminazione fisica; ovviamente la differenza fondamentale è che se così fosse questa opposizione politica sarebbe tacitata dal regime mentre ovviamente la nostra democrazia consente loro di esprimere solidarietà al capo ingiustamente condannato.

Questo paradosso del sostegno ai tanti Cetto Laqualunque a fronte di una condanna penale (al terzo grado di giudizio!) mi lascia sgomento ma non sorpreso.

E’ a Berlusconi che i deputati ed i senatori PdL hanno rimesso le loro potenziali dimissioni non al governo, agli elettori e tanto meno agli italiani! La standing ovation, il mite Bondi che parla con toni che evocano la guerra civile e la patetica quanto giuridicamente improbabile richiesta di grazia!

E l’altra sera davanti a Palazzo Grazioli non una voce fuori dal coro, non un dissenso ma solo applausi e lacrime.

Il confine sul quale al massimo i pidiellini si dividono non è se liberarsi -in una sorta di Gran Consiglio del 25 luglio- del libertino e disonesto capoccia che rischia di trascinare tutti a fondo ma se continuare o meno a sostenere il governo Letta visto che il padrone dell’azienda PdL avrà (o meglio dovrebbe avere) la bocca politicamente cucita.

Auspico la caduta del governo perché sarà dimostrato che Berlusconi e C continueranno a prendere voti, ed anche parecchi.

Che sia stato condannato ora, che sarà condannato da qui al 2016 in almeno altri tre dei processi a suo carico non frega niente a nessuno, nemmeno agli elettori di sinistra.

Almeno 20 anni fa qualche monetina volò anche se forse oggi, con quel che pesano i 5 centesimi non ci sarebbe stato gusto.

A coloro i quali allora erano troppo giovani consiglio vivamente di vedere questi tre minuti di video…credo siano emblematici.

domenica 21 luglio 2013

Panta rei un par di palle…

off-is-the-general-direction-i-wish-you-to-fuckMentre fuori imperversa uno di quei temporali estivi che ormai da che questa del 2013 è iniziata imperversano su base quotidiana (la posizione orbitale è decisamente estiva per il nostro emisfero) mi rendo conto che è passata una vita da che ho tentato di scrivere qualcosa.

Certo gli argomenti non mancano e forse è soprattutto la voglia a latitare complice una cronica carenza di tempo.

 

Il mio cervello reagisce piuttosto male al multithread in genere con buona pace di mia moglie e delle donne in genere che ci ricordano sempre come noi maschietti si sia piuttosto incapaci di far più d’una cosa insieme. Vero.

Ma il mio organismo si difende rimuovendo alla radice l’origine del problema: me ne dimentico tanto che ormai giro con i pizzini in tasca come Provenzano; altro che tecnologia da smartphone, tablet e roba del genere.

Almeno dal punto di vista meteorologico potremo ricordare questi primi due mesi d’estate come i più piovosi e burrascosi degli ultimi decenni. Qualcosa di diverso.

Tanto per iniziare con qualcosa che si riflette pesantemente sul quotidiano e sul lavoro sto seriamente iniziando a soffrire di dover confrontarmi quasi quotidianamente con le nuove generazioni che ormai trentenni e quarantenni cresciuti in pieno delirio di onnipotenza berlusconiano occupano posizioni che hanno a che fare con i miei rapporti di lavoro. E non mi riferisco ai clienti che nel mio caso molto raramente hanno ragione ma anche ai colleghi…giovani account rampanti nei confronti dei quali gli yuppies erano seminaristi francescani. Ormai da parecchio non siamo più di fronte al famoso la persona giusta al posto giusto ma molto semplicemente se qualcuno occupa quel posto e fa qualcosa è solo perché ha fatto dei favori e ne deve altrettanti. A Roma poi l’aggravante è che in questa nostra indolente città il clima è definitivamente ed irrimediabilmente cortigiano…in senso ampio s’intende e non necessariamente puttanesco. Non si lavora più per qualcosa ma per qualcuno e dato che mediamente questo qualcuno è un colossale stronzo figlio di puttana il lavoro ne risente su tutta la linea.

Politicamente di burrasca se ne fa tanta ma è tutto fumo negli occhi, le famose armi di distrazione di massa di berlusconiana memoria. L’anno scorso avevamo un governo che nessuno voleva e che nessuno aveva votato e quest’anno idem. Più che di condizione eraclitea dovremmo ancora parlare di condizione eraclitoridea così come ne avrebbero parlato i medici d’età vittoriana, isteria e delirio.

Con l’aggravante che mentre da ogni parte si succedono senza sosta richieste di intervento concreto, di provvedimenti rapidi e soprattutto di proposte sensate il governo si preoccupa di mantenere l’intesa di questa strana accozzaglia di idee, dei processi a Berlusconi e delle conseguenze politiche, delle scuse ufficiali presentate dopo frasi offensive a sfondo maschilista, sessista e razzista ora all’indirizzo dell’una ora dell’altra (almeno il tipo di SEL lo hanno buttato fuori subito).

Le notizie di speranze di trovare un lavoro per le figlie che tanto hanno investito ed investono in studio e preparazione sono inesistenti e come me posso immaginare lo stato d’animo di tanti genitori che, a differenza di Brunetta che ancora insiste con la storia dei mercati generali, sanno che dovranno ancora ospitare i figli per parecchio mentre leggono nei loro occhi lo sgomento nel sapere che i giornali scrivono che dopo tutto è meglio cercarsi un lavoro non appena diplomati, tanto lo studio, non paga…

Chissà se, come privato cittadino, scusandomi in anticipo potrò apostrofarne qualcuno a modo mio?

Se un povero cristo che sbarca il lunario dipingendo croste a Venezia viene buttato nel canale ed un senegalese spaventato a morte si getta in acqua e affoga che speranza ho io di cavarmela andando a prenderne di petto qualcuno a caso, anche solo verbalmente?

Nessuna. E allora continuo a mugugnare nell’ombra di tutto questo che stranamente non appartiene alle cose che dimentico.

E fuori ha ripreso a tuonare…niente passeggiata e gelatino borghesi…

Tutto sommato non sono cambiato neanch’io.
Stufo ed incazzato ero e tale rimango.
Anche questa è crescita zero.

domenica 28 aprile 2013

Lucano, cosa vuoi di più dalla vita?

Mentre in Grecia preparano disposizioni di legge anti evasione fiscale, estremamente discutibili, e che dovrebbero aumentare il numero dei detenuti delle già sovraffollate carceri elleniche il mitico Karl-Heinz Rummenigge viene fermato all’aeroporto di Monaco di Baviera e denunciato per evasione per aver introdotto illegalmente senza pagare dazio due orologi da collezione a la locale finanza gli scopre anche conti svizzeri…si sa, da cosa nasce cosa.

Contemporaneamente da noi la nostra GdF esegue l’ennesima perquisizione in uffici amministrativi regionali (stavolta è toccato alla Basilicata) e tira fuori la solita merda. Consiglieri regionali che hanno messo in nota spese i privatissimi cazzi loro e se le mignotte fatturassero avrebbero messo pure quella prestazione a rimborso. Quella di caramelle e sigarette è roba vecchia ma qui addirittura in nota spese scontrini raccolti da terra e riciclati…

Trattasi di errore tecnico si difendono gli indagati.

In una mia precedente azienda ogni tanto mi toccava l’ingrato compito di fare le verifiche sulle note spese dei colleghi. Una volta mi capitò lo scontrino di un negozio di materiale elettrico e quando chiamai il collega per avere spiegazioni certo di un errore questo mi rispose che quel giorno non aveva pranzato e quindi il suo diritto al rimborso del pasto lo aveva convertito in lampadine che gli servivano per casa…trattavasi di errore tecnico ovviamente…

Ma le domanda che mi pongo sono molte e valide non solo per questi lucani.

Certo della pena quanto meno pecuniaria che sarà addebitata all’ex calciatore tedesco mi chiedo come andranno a finire queste inchieste, verranno condannati alla giusta pena, faranno così per prova e senza infierire almeno qualche mese di carcere in sovraffollate e malsane celle? Verranno interdetti a vita dai pubblici uffici?

Non lo so. Me lo auguro. Ma sarà dura ricordarsi di controllare da qui a qualche anno con i tempi nostrani della giustizia.

Facciamoci un nodo al fazzoletto…

venerdì 26 aprile 2013

Queste strane alleanze

Negli anni o meglio in oltre 15 anni di berlusconismo ne ho viste di tutti i colori, neanche fossi un cavo in fibra ottica! Dai pacati confronti di idee in odore di serena dialettica democratica ma con posizioni che al termine restano arroccate a scambi di insulti d’ogni genere; battaglie a colpi di querele e denunce, giudici usati come portavoce del dissenso politico, intercettazioni telefoniche segrete e puntualmente pubblicate e da parte dell’opposizione silenzio-assenso.

Milioni di ore di talk in cui il nulla ha espresso se stesso.

Questa cosiddetta sinistra non ha fatto altro che lanciare allarmi continui sul rischio di deriva reazionaria, di violazione delle più elementari regole democratiche; non s’è mai visto nulla di diverso da una critica continua di qualsiasi iniziativa presa dai ministri e dagli yes man di Berlusconi salvo evitare accuratamente di prendere posizione quando l’inciucio tutelasse i loro interessi. Mai comunque una proposta concreta. Un’idea.

Il mio amico Jestercap in suo interessante post dice di odiare il termine inciucio ma ammette di non poterne fare a meno; questa espressione partenopea venne fuori la prima volta in politica proprio a causa di sospetti accordi che D’Alema aveva preso con l’odiato nemico a casa di Gianni Letta, zio del neo incaricato premier Enrico (…) Sospetti di accordi tesi a tutelare interessi privati.

Ed anche stavolta per me non si tratta di accordi bipartisan ma di inciucio…ahimé.

Ascoltare la Santanché che afferma di sentirsi in sintonia con la sinistra, che vuole voltare pagina e voler pacificare il paese mi fa incazzare soprattutto quanto costei si augura di avere un governo forte con nomi forti…ma i ministri li decide Berlusconi. Fascista era e fascista rimane insomma. Spianare la strada a Renzi è solo una conseguenza. Ma mi fa meno rabbia del sapere che l’apertura a personaggi come lei o peggio di lei è arrivata proprio da coloro i quali fino a mezzora fa l’avrebbero voluta imbavagliare.

E di contro questi nemici storici che si accordano come in “Alien vs Predator(*) genera situazioni altrettanto paradossali che spingono all’opposizione SEL, Lega e F&L che ovviamente, opponendosi l’un l’altro faranno diverse opposizioni ad aumentare l’entropia di questa ingovernabilità. Peccato non avere sugli stessi scranni dell’opposizione La Russa, la inossidabile Mussolini e Luxuria. Ne avremmo visto delle belle.

Con le fasi relative all’elezione del Presidente il PD ha scoperto che c’è un PD contro un altro PD, senza ombre e correnti. La scoperta dell’acqua calda perché un PD contro un PD esiste dal momento in cui la sinistra italiana pur di smacchiarsi (da cosa poi lo sapeva solo Occhetto…) ha accettato commistioni con menti con cui la sinistra non aveva nulla a che fare ed in cerca disperata di un collante politico che potesse dar loro l’illusione del partito e non di un riciclaggio. Lo stesso destino che sembra attendere il PD.

Le accuse di immobilismo che vanno al M5S sono soltanto parzialmente giustificabili politicamente. Non si tratta di scelte a non giocare ma scelte di voler fare ben altro tipo di gioco. Letta è sicuramente riuscito a tener testa meglio di Bersani ai due capi gruppo M5S con cui in diretta nazionale si è consultato ma non basterà a farli entrare in campo. Ed ecco allora palesarsi un terzo tipo di opposizione.

Qualsiasi cosa esca da questo vergognoso accordo durerà lo spazio di un mattino e non riuscirà a partorire neanche la riforma della legge elettorale che così com’è fa comodo a tutti. Non varerà leggi sul conflitto di interessi, né disposizioni in materia giuridica a tutelare l’operato di quell’unica parte sana di magistratura che in questi anni ha cercato di togliere di mezzo il berlusconismo così come il fisco americano riuscì a toglier di mezzo Al Capone.

E si azzanneranno alla giugulare sul tema IMU la cui prima rata 2013 è già alle porte ed avrebbe dovuto rimpinguare un po’ il deserto delle casse dei Comuni visto che quest’anno andrà tutta a loro beneficio.

Se la maggioranza innovatrice del PD non ha mai trovato intese con la parte ex DC/PSI che ha tenuto lo ha tenuto ostaggio figuriamoci se potrà farlo con persone del PdL guidati dal loro padrone che all’ombra del suo schernirsi (adesso) gestisce l’azienda-partito come ha sempre fatto.

E tutte le accuse? E i bunga-bunga? Gli indignati? I caroselli? I “se non ora quando”? I “vergogna!”?

Aspetto con sarcasmo la lista dei ministri perché già quel che si sente è paradossale se non fosse tragico con tanti nomi già ex ministri dei passati governi Berlusconi…Brunetta e Carfagna compresi. E nel frattempo quegli 8 milioni di voti al M5S sono stati completamente ignorati.

Tutto dimenticato nel nome della solidarietà nazionale di dorotea memoria.

Ma allora poteva aver un senso perché girava gente che sparava pallottole, non cazzate(**).

(*) Nel terzo film della saga il cacciatore d’uomini alieno Predator si allea con questi per sconfiggere il mostruoso…alieno.

(**) Nota del 28 aprile: non vorrei mi si tacciasse di portare sfiga e comunque checché ne dica Lupi chi ha sparato stamattina è uno squilibrato che avrebbe potuto farlo in qualsiasi momento…ma quale attentato. Il sempre sagace ed arguto (…) Gasparri commenta “questo clima di violenza…comunque la pazzia non è una scusa sufficiente”…

giovedì 18 aprile 2013

This is the end

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This is the end, beautiful friend
This is the end, my only friend
The end
It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die
This is the end
(The end – Jim Morrison)

sabato 30 marzo 2013

La cruna dell’ago

 

  ITALIA CIPRO
PIL (2012) 1500 mld 17 mld
DEBITO PUBBLICO (2012) 2000 mld 15 mld
Posizione mondiale 10° posto 109° posto
PIL Pro Capite (2008) 24.000 21.500
Posizione mondiale 29° posto 35° posto
ISU 23° posto 31° posto

37%…e mezzo! Quel mezzo punto è davvero ridicolo, quasi il governo cipriota si sia detto “no, no, non esageriamo…ci bastano solo 6.275.425.123 €…se facciamo il 37% non ci esce il cappuccino e col 38% ci darebbero dei ladri”

In questi giorni ognuno di noi si è immedesimato con un suo concittadino europeo nativo di Cipro, sperduta isoletta mediterranea la cui forma ricorda tanto il marchio di una famosa maglietta!

Mettetevi nei panni di chi magari ha appena concluso una transazione immobiliare, di chi ha ricevuto dei soldi da una banca per comprarsi casa, di chi dopo una vita di lavoro si è trovato versata la liquidazione od il premio assicurativo, un’eredità…

Certo, avere (almeno) 100.000 € in banca non è da tutti ma non è neanche così impossibile per un monsù Travet qualsiasi che ha lavorato una vita e allora perché questa mannaia profondamente ingiusta? Esiste un limite al di sotto del quale non si dovrebbe scendere? Quanto occorre affinché la patrimoniale sia applicabile? Tutti o nessuno o solo una casta? 100 mila, 200 mila? 1 milione di euro? Secondo me non andrebbe mai fatto.

Un sistema fiscale efficace ed un sistema che sappia spendere e reinvestire bene in servizi ai cittadini: questo basta. E non patrimoniali per salvare le dorate terga di sistemi finanziari che da decenni producono denaro col denaro (degli altri) a fronte di produzioni di beni inesistenti, spostando numeri su computer ed al riparo di qualsiasi controllo grazie al fatto che adesso, nell’era di Internet, la libera circolazione di capitali è possibile in tempo reale. Qui non si parla di sequestri di beni a cosche mafiose ma di sequestri a privati cittadini di denaro che, fino a prova contraria, ha già subito le necessarie decurtazioni fiscali.

Da molte parti abbiamo sentito che il prelievo forzoso dai conti correnti(*) stabilito giusto in queste ore al 37.5% va rapportato all’effettiva ricchezza di quel paese con un milioncino di abitanti che campano per lo più di turismo. Quasi come se un cipriota con 100.000 € sia come un italiano con 500.000 €.

Eppure dati alla mano i ciprioti sembrerebbero vivere su un’isola felice, anzi lo sono! E’ vero che parecchi dei conti correnti con cifre elevate in giacenza sono di ricchi e arricchiti russi di cui parecchi in odore di criminalità e traffici poco leciti ma è altrettanto vero che le situazioni sono comparabili anche con altri paesi europei che si trovano o si sono trovati in gravi difficoltà economiche (Irlanda, Spagna, Grecia e Islanda per esempio).

Quindi non è affatto vero che saranno i ricchi a pagare con questo furto legalizzato ed anche fosse a parità di altre condizioni perché dovrebbero?

E’ vergognoso e la cosa che amareggia di più è che all’indomani del prelievo i ciprioti saranno troppo pochi e troppo stanchi per pensare di andar a prendere a bastonate sulle gengive chi li ha portati davvero a questo punto. Peccato che ataviche quanto stupide recriminazioni ideologiche non li spingano tutti a passare con i turchi!

Non ci toccherà ci dicono. Perché Cipro sì e la Grecia no? E la sensazioni di prurito per il senso continuo di inchiappettamento cresce.

(*) nel 1992 in Italia l’allora premier Giuliano Amato fece lo stesso ma solo per il 6% e gli effetti sperati non arrivarono affatto Dello stesso periodo è la truffa che il governo operò ai danni dell’ENI che aveva appena convertito diverse decine di miliardi di lire in dollari. Da un giorno all’altro il dollaro crollò da 1200 lire al pezzo a 1000! Tanto che ancora ricordo che nel settembre dello stesso anno ero negli USA per lavoro e feci spese pazze con il dollaro a solo 1.000 lire!

sabato 16 febbraio 2013

Stronzate

  

Un interessante accostamento di immagini al testo…

Alla velocità con cui le notizie si diffondono oggidì c’è ben poco da stare allegri visto che con la stessa rapidità si perdono nell’oblio; loro, laggente italiana tipo ha la memoria corta come la scala di un pollaio, con cui condivide un altro attributo, e quindi perché meravigliarsi ascoltando la pensionata da 600 € al mese vicina di casa che afferma che rivoterà Berlusconi dopo che averlo votato fin dal 1994?

Oggi la notizia dura al massimo 48 ore ed immediatamente dopo questa è sostituita da altro, rimpiazzata da tutt’altro e spesso contraddetta con ricorrenza infinita di smentite e conferme che smentiscono in una ridda di ipocrite e ridicoli ossimori: la maggioranza ha dimenticato da un pezzo fatti e fonte, indipendentemente dal grado di verità (ma esiste un grado simile?).

Se c’è una cosa che mai mi ha fatto difetto è la memoria, quasi elefantiaca. Riesco a ricordare inezie e pagliuzze, figuriamoci le travi che girano di questi tempi, da destra e da sinistra. E quindi in questo caleidoscopico rincorrersi di prese di posizione, negazioni, collaborazioni, dichiarazioni d’amore e lettere minatorie, minacce e carezze, opinioni e clamorosi errori di fatto, sto cercando di districarmi nonostante tutto ed anche se…

…se dopo tantissimi anni, gli anni delle mie prime partecipazioni al voto democratico e dei suoi effetti (danni?) collaterali mi sento come il ragioniere più famoso d’Italia e la voglia di scaricare nel cesso le buone intenzioni, proprio come il finale della scenetta, è tanta.

Assistendo al solito teatrino dove la stragrande maggioranza dei protagonisti gareggia in chi riesce a distrarre laggente meglio che può mi viene voglia di fare anch’io una stronzata…esattamente quanto occorre affinché lo sciacquone della coscienza possa essere efficace.

Una stronzata, una tra milioni di altre. Dare il voto proprio dove nessuno se lo aspetterebbe nella speranza che tanti altri come me facciano lo stesso imprimendo una deriva netta a questa omogeinizzazione che ha portato l’antipolitica ad essere essa stessa politica di fatto.

La mitica scena di Fantozzi travolto dalle informazioni dei politici

Nonostante le apparenze non vorrei far intendere che le mie critiche, le mie perplessità o il mio imbarazzo siano rivolte sempre e soltanto contro Berlusconi e la sua gente anche se è sempre la stessa merda come ha ben scritto Jestercap72; Monti lo considero una persona serissima e per bene, forse davvero l’unico innovatore degli ultimi tempi ma, con un eufemismo, non apprezzo coloro i quali lo sostengono ad iniziare da Casini; Bersani? Ho come l’impressione che abbia davvero pettinato bambole…ma è innegabile che il loro programma sia largamente condivisibile ed impeccabile pur riconoscendo la mia progressiva disaffezione storica a partire dai tempi de la quercia di Occhetto e prima ancora dalla prematura morte di Berlinguer.

M5S merita un discorso a sé a distinguerlo. Ma dietro qualche buona idea e tanta gente onesta in buona fede ha il vuoto tipico di quei cervelli che non sanno di aver avuto una buona idea e non si accorgono che persone più intelligenti di loro se ne appropriano spacciandola per originale.

Gli altri? Spero restino tutti sotto la soglia di sbarramento.

Ho detto tutto e non ho detto niente. Ho detto solo cazzate sentendomi allineato e la cosa non mi piace…resta la sensazione amara. Non mi fido.

venerdì 14 dicembre 2012

Sputtanamento generale

Una cospicua parte degli italiani ha contribuito a sputtanarci in Europa e così una parte di Europa, altrettanto cospicua, sputtana Berlusconi per proprietà transitiva. Forse per proprietà transitiva, anzi quasi certo e aggiungo, era ora! Visto che non sono bastate le centinaia di pagine spese sui quotidiani internazionali a metterci in guardia negli anni passati adesso qualcuno interviene a gamba tesa.

Il fine giustifica i mezzi diceva parecchi secoli fa Machiavelli ma anche se il fine in questo caso è per lo più condivisibile ancora una volta il nostro paese dovrà, in un modo o nell’altro, sottostare a decisioni prese oltralpe; più o meno quanto successo un anno fa quando a seguito di indubbie pressioni europee e si è innescato un meccanismo che ha portato alle dimissioni di Berlusconi ed all’ingresso di questo governo tecnico ormai alla fine.

Dopo tutto quella europea è una comunità ed il PPE così come il PSE ne rappresentano assieme il comune pensiero europeo maggioritario anche se la maggioranza degli italiani non se n’è accorta. Se l’Italia si sputtana anche economicamente il danno si riflette a livello europeo si dice, ed allora la comunità interviene.

Quello che è successo ieri a Bruxelles durante il vertice del PPE è paradossale ma è stato fonte per me di grande soddisfazione ancorché amara. Soddisfazione perché il padrone come scrivevo pochi giorni fa è stato invitato a farsi da parte e molto chiaramente gli è stato detto di finirla di sparare cazzate quali quella che la storia dello “spread” è una bufala. Ridicola poi la presa di posizione a cercare di convincere i colleghi che è merito suo e del PdL se Monti è stato con noi quest’ultimo anno. Tragico e penoso, ma che lo dico a fare, il pietoso tentativo di modificare la realtà della dichiarazione di Alfano.

L’amarezza è che ancora una volta qualcuno più grande di noi ha dovuto prenderci per un orecchio e portarci dietro la lavagna nominando un nuovo capo classe. Già, proprio come alunni di una scuola elementare di deamicisiana memoria! Che vergona!

Giustifichiamo pure questi mezzi affinché si levi di mezzo una volta per tutte (?) Berlusconi; giustifichiamoli anche per assistere ad un tracollo dei voti (?) per questi esponenti che hanno osato definirsi moderati finora ma che hanno smodatamente e smoderatamente abusato della pazienza dei pochi rimasti che concordano sulla pragmatica sensazione che ci hanno rotto il cazzo! (grazie Luciana! 90 minuti di applausi).

Ma pur giustificandoli rimane il dubbio: ma se le decisioni ormai le prendono gli altri, a votare che ci andiamo a fare?

Forse allora l’unico modo per sperare che qualcosa possa cambiare è votare Grillo?

Quasi quasi mi sputtano anch’io e voto M5S…

domenica 9 dicembre 2012

Comandi!

bbTorna il padrone dopo un lungo periodo di deleghe dove il delegato è sempre stato sotto controllo, povero illuso di potersi permettere decisioni autonome.

Personalmente non ho mai dubitato che avesse smesso. Troppi interessi personali da tutelare e rimasti in sospeso. Troppa presunzione di se stesso e troppa supponenza tipicamente da padrone per permettersi di designare un erede a cui per un momento ha lasciato guidare la macchina.

Il berlusconismo morirà solo con lui.

Torna il padrone dell’azienda-partito e di punto in bianco sparisce anche il ricordo di quella parola: primarie. Qualcuno aveva parlato di primarie? Chi ha osato soltanto pensare che poteva esserci qualcun altro che potesse prendere il posto del padrone? Del proprietario? Di chi ci ha messo i soldi?

Torna il padrone e di colpo tutti coloro fino ad un istante prima avevano finto di pensare con la loro testa (…) improvvisamente si adeguano clonandosi al padrone-pensiero, viscidi, umili e vigliacchi al punto di non osare neanche pensare di contraddirlo in quel guazzabuglio di nani e ballerine che è il circo berlusconiano. Soltanto qualche debole vagito proveniente della parte giovane del partito ma che immagino facilmente venga snobbata con un’alzata di spalle…so’ ragazzi…e, onore al merito, anche a pochi sprovveduti fuori dal coro, come la Meloni o chi la sostiene. Annodiamo un fazzoletto per ricordarci di controllare che fine faranno ricordandoci che la ex ministra rideva di gusto ascoltando le barzellette del padrone i cui contenuti erano per la donna umilianti a dir poco.

E così se il padrone, negando l’evidenza come solo i più assidui mentitori e corruttori (Fini) sanno fare, ritratta e rinnega se stesso o quanto finora sostenuto, tutti coloro i quali fino ad un istante prima della nuova discesa in campo del padrone erano pronti a sottoscrivere misure anche impopolari o addirittura bipartisan adesso si astengono con un trucco parlamentare vecchio come il mondo.

Ricordiamoci però che non si ricandida per pararsi ancora una volta il culo dai magistrati che lo vorrebbero in galera…Berlusconi si ricandida per dimostrare che “i ristoranti sono sempre pieni”. Non basta una bella dieta e parecchi ricostituenti, o andare in giro col colletto della camicia sbottonato per dare l’idea del piacione pieno di freschezza. Sarà sempre la stessa solita merda.

Vergognoso è poco. E’ umiliante e tristissimo pensare che ci sarà comunque una parte del paese che gli andrà ancora dietro. E’ umiliante e tristissimo pensare a quanto stanno già dicendo all’estero.

 

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2008

2011

 

2013?

 
  BB2