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domenica 29 settembre 2013

Governi in crisi e crisi di governo

Norberto Bobbio diceva che la storia costituzionale si è tristemente snodata attraverso un'altalena di crisi di governo (spesso molto lunghe) e di governi in crisi (spesso molto brevi).

Da questo punto di vista La sola novità che la seconda repubblica ci ha recato in dote è la sostituzione della crisi con un eterno stato di pre-crisi, ma il rantolo è lo stesso.

Ed è ormai più di un anno che si va avanti rantolando con un susseguirsi di crisi asmatiche da più parti che non hanno però impedito di permettere ai più di sgolarsi a parlare esclusivamente degli assilli persecutori di Berlusconi.

Ed ecco la conclusione, facile presagio anche del sottoscritto. Il padre-padrone, il capo indiscusso ha staccato la spina ordinando ai suoi sottoposti un radicale quanto immediato tutti a casa. L’uomo in cui un mostruoso egoismo e la vanità possono essere più che degnamente rappresentate, ha emesso i suoi ordini considerando un partito cosa sua, come un’azienda in cui parlare di rappresentanze sindacali o comitati di operai ed impiegati sia bandito da un regime totalitario; partito che nel bene e nel male rappresenta milioni di italiani.

Ed ecco che si riaffacciano i motti demagogici che sempre accompagnano i terremoti istituzionali: l’interesse del paese.

Patetica l’ira di Letta che si è sentito tradito come se non avesse saputo fin dall’inizio che si andava alleando con chi, da lì a poco, sarebbe stato condannato in via definitiva e che avrebbe preteso il riconoscimento della persecuzione giudiziaria. Che altro aspettarsi da un delinquente mentitore di professione? Ridicola la sua reazione di fronte alla scusa dietro la quale si è trincerato Berlusconi che parla di uscita dal governo delle tasse

Mi astengo dal commentare le dichiarazioni dei vertici PdL, falchi o colombe che siano perché passano dall’assoluta mancanza di vergogna di dichiarazioni fatte col culo in faccia ad intollerabili menzogne che approfittano dalla memoria cortissima della maggioranza dei miei concittadini.

E concludo segnalando questo interessante post che molto teoricamente potrebbe trovarmi d’accordo ma l’unico motivo è che sembrerebbe l’unica strada percorribile per evitare elezioni. Ma ho sentore che M5S sprecherà un’altra occasione. Ma come dar loro torto?

In questi 20 anni di Berlusconismo il PD ha reiteratamente coperto le malefatte incapace di allestire un’opposizione seria, egoisticamente attaccata ai poteri locali che a macchia di leopardo le consentono di esistere e soprattutto turandosi il naso di fronte ad ogni figura di merda nazionale ed extranazionale a cui il cavaliere ci costringeva. Gli elettori PD sono sostanzialmente onesti e allora perché non hanno mai preteso che lo fossero del tutto anche i loro dirigenti?

sabato 3 agosto 2013

Niente monetine

L’aspetto più grottesco e drammaticamente indicativo dello stato generale di degrado politico del nostro paese che ho colto in tutta questa storia della condanna a Berlusconi è come hanno reagito i suoi per non parlare della generale indifferenza. Reazione annunciata dall’appoggio continuo a quest’uomo che esercita pesantemente il culto della personalità ed un vanitoso carisma nonostante tutto quel che è ormai provato abbia fatto: da perfetto sconosciuto uomo d’affari sull’orlo del fallimento ad osannato leader politico con una vita di malaffare e malcostume alle spalle.

La reazione è assimilabile a quella dei sostenitori di un dissidente di un qualsiasi regime totalitario alla notizia del suo arresto o dell’esilio se non addirittura l’eliminazione fisica; ovviamente la differenza fondamentale è che se così fosse questa opposizione politica sarebbe tacitata dal regime mentre ovviamente la nostra democrazia consente loro di esprimere solidarietà al capo ingiustamente condannato.

Questo paradosso del sostegno ai tanti Cetto Laqualunque a fronte di una condanna penale (al terzo grado di giudizio!) mi lascia sgomento ma non sorpreso.

E’ a Berlusconi che i deputati ed i senatori PdL hanno rimesso le loro potenziali dimissioni non al governo, agli elettori e tanto meno agli italiani! La standing ovation, il mite Bondi che parla con toni che evocano la guerra civile e la patetica quanto giuridicamente improbabile richiesta di grazia!

E l’altra sera davanti a Palazzo Grazioli non una voce fuori dal coro, non un dissenso ma solo applausi e lacrime.

Il confine sul quale al massimo i pidiellini si dividono non è se liberarsi -in una sorta di Gran Consiglio del 25 luglio- del libertino e disonesto capoccia che rischia di trascinare tutti a fondo ma se continuare o meno a sostenere il governo Letta visto che il padrone dell’azienda PdL avrà (o meglio dovrebbe avere) la bocca politicamente cucita.

Auspico la caduta del governo perché sarà dimostrato che Berlusconi e C continueranno a prendere voti, ed anche parecchi.

Che sia stato condannato ora, che sarà condannato da qui al 2016 in almeno altri tre dei processi a suo carico non frega niente a nessuno, nemmeno agli elettori di sinistra.

Almeno 20 anni fa qualche monetina volò anche se forse oggi, con quel che pesano i 5 centesimi non ci sarebbe stato gusto.

A coloro i quali allora erano troppo giovani consiglio vivamente di vedere questi tre minuti di video…credo siano emblematici.

mercoledì 27 marzo 2013

Cerco un centro di gravità permanente

Tanto rumore per nulla.

Sono anni che ingurgitiamo senza batter ciglio tonnellate di olio di ricino e che accettiamo d’essere inchiappettati quasi quotidianamente con la sabbia e col catrame: da situazioni che il più delle volte sono decisamente illegali quanto indegne per persone che dicono di rappresentarci o come minimo tragicamente ridicole…

…E poi per un sig. Battiato che asserisce la pura veritàCi sono troie in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino” come un cristo è stato crocifisso.

Dal punto di vista legale è ancora innocente fino a prova contraria ma è certo e noto che un sig. Berlusconi, estremo rappresentante del sessismo e del vilipendio della donna fatto persona, ha corrotto donne ed uomini che per mercimonio hanno fatto mercato del loro corpo o del loro voto a seconda dei casi: troie appunto.

E da che pulpito arriva la predica? I più scatenati proprio coloro i quali sguazzano nel porcile da almeno due decenni e gli altri lenoni giù a dar loro man forte. La replica della Boldrini poi decisamente ridicola neanche se l’epiteto fosse stato rivolto a lei. E quello della Mussolini?(*)

E dove stavano tutte queste sante donne indignate quando politici di ben altro calibro e statura (…) sciorinavano barzellette denigratorie sulla donna di fronte a loro o peggio erano continuamente in odore di gran puttaniere attributo espresso giusto oggi anche da Grillo.

O forse lo scandalo è nella persona? Da un Grillo te l’aspetti ma da un Battiato no?

Ma della serie non tutto il male viene per nuocere forse l’espulsione di Battiato dal CR della Sicilia è una conseguenza…e già che c’era pure Zichichi (ma cu minchia c’ha a’ fari chiddu scimunitu ca nun capisci d’ fisica…a pinzari ‘d pulitica!).

Non sanno più a cosa attaccarsi per fare ammuina e distrarci dai fatti salienti. Noi sì che sappiamo bene a cosa attaccarci. Al cazzo, ça va sans dire

(*) tra tanti silurati eccellenti lei no purtroppo!

venerdì 14 dicembre 2012

Sputtanamento generale

Una cospicua parte degli italiani ha contribuito a sputtanarci in Europa e così una parte di Europa, altrettanto cospicua, sputtana Berlusconi per proprietà transitiva. Forse per proprietà transitiva, anzi quasi certo e aggiungo, era ora! Visto che non sono bastate le centinaia di pagine spese sui quotidiani internazionali a metterci in guardia negli anni passati adesso qualcuno interviene a gamba tesa.

Il fine giustifica i mezzi diceva parecchi secoli fa Machiavelli ma anche se il fine in questo caso è per lo più condivisibile ancora una volta il nostro paese dovrà, in un modo o nell’altro, sottostare a decisioni prese oltralpe; più o meno quanto successo un anno fa quando a seguito di indubbie pressioni europee e si è innescato un meccanismo che ha portato alle dimissioni di Berlusconi ed all’ingresso di questo governo tecnico ormai alla fine.

Dopo tutto quella europea è una comunità ed il PPE così come il PSE ne rappresentano assieme il comune pensiero europeo maggioritario anche se la maggioranza degli italiani non se n’è accorta. Se l’Italia si sputtana anche economicamente il danno si riflette a livello europeo si dice, ed allora la comunità interviene.

Quello che è successo ieri a Bruxelles durante il vertice del PPE è paradossale ma è stato fonte per me di grande soddisfazione ancorché amara. Soddisfazione perché il padrone come scrivevo pochi giorni fa è stato invitato a farsi da parte e molto chiaramente gli è stato detto di finirla di sparare cazzate quali quella che la storia dello “spread” è una bufala. Ridicola poi la presa di posizione a cercare di convincere i colleghi che è merito suo e del PdL se Monti è stato con noi quest’ultimo anno. Tragico e penoso, ma che lo dico a fare, il pietoso tentativo di modificare la realtà della dichiarazione di Alfano.

L’amarezza è che ancora una volta qualcuno più grande di noi ha dovuto prenderci per un orecchio e portarci dietro la lavagna nominando un nuovo capo classe. Già, proprio come alunni di una scuola elementare di deamicisiana memoria! Che vergona!

Giustifichiamo pure questi mezzi affinché si levi di mezzo una volta per tutte (?) Berlusconi; giustifichiamoli anche per assistere ad un tracollo dei voti (?) per questi esponenti che hanno osato definirsi moderati finora ma che hanno smodatamente e smoderatamente abusato della pazienza dei pochi rimasti che concordano sulla pragmatica sensazione che ci hanno rotto il cazzo! (grazie Luciana! 90 minuti di applausi).

Ma pur giustificandoli rimane il dubbio: ma se le decisioni ormai le prendono gli altri, a votare che ci andiamo a fare?

Forse allora l’unico modo per sperare che qualcosa possa cambiare è votare Grillo?

Quasi quasi mi sputtano anch’io e voto M5S…

domenica 9 dicembre 2012

Comandi!

bbTorna il padrone dopo un lungo periodo di deleghe dove il delegato è sempre stato sotto controllo, povero illuso di potersi permettere decisioni autonome.

Personalmente non ho mai dubitato che avesse smesso. Troppi interessi personali da tutelare e rimasti in sospeso. Troppa presunzione di se stesso e troppa supponenza tipicamente da padrone per permettersi di designare un erede a cui per un momento ha lasciato guidare la macchina.

Il berlusconismo morirà solo con lui.

Torna il padrone dell’azienda-partito e di punto in bianco sparisce anche il ricordo di quella parola: primarie. Qualcuno aveva parlato di primarie? Chi ha osato soltanto pensare che poteva esserci qualcun altro che potesse prendere il posto del padrone? Del proprietario? Di chi ci ha messo i soldi?

Torna il padrone e di colpo tutti coloro fino ad un istante prima avevano finto di pensare con la loro testa (…) improvvisamente si adeguano clonandosi al padrone-pensiero, viscidi, umili e vigliacchi al punto di non osare neanche pensare di contraddirlo in quel guazzabuglio di nani e ballerine che è il circo berlusconiano. Soltanto qualche debole vagito proveniente della parte giovane del partito ma che immagino facilmente venga snobbata con un’alzata di spalle…so’ ragazzi…e, onore al merito, anche a pochi sprovveduti fuori dal coro, come la Meloni o chi la sostiene. Annodiamo un fazzoletto per ricordarci di controllare che fine faranno ricordandoci che la ex ministra rideva di gusto ascoltando le barzellette del padrone i cui contenuti erano per la donna umilianti a dir poco.

E così se il padrone, negando l’evidenza come solo i più assidui mentitori e corruttori (Fini) sanno fare, ritratta e rinnega se stesso o quanto finora sostenuto, tutti coloro i quali fino ad un istante prima della nuova discesa in campo del padrone erano pronti a sottoscrivere misure anche impopolari o addirittura bipartisan adesso si astengono con un trucco parlamentare vecchio come il mondo.

Ricordiamoci però che non si ricandida per pararsi ancora una volta il culo dai magistrati che lo vorrebbero in galera…Berlusconi si ricandida per dimostrare che “i ristoranti sono sempre pieni”. Non basta una bella dieta e parecchi ricostituenti, o andare in giro col colletto della camicia sbottonato per dare l’idea del piacione pieno di freschezza. Sarà sempre la stessa solita merda.

Vergognoso è poco. E’ umiliante e tristissimo pensare che ci sarà comunque una parte del paese che gli andrà ancora dietro. E’ umiliante e tristissimo pensare a quanto stanno già dicendo all’estero.

 

2006

2008

2011

 

2013?

 
  BB2  

giovedì 24 novembre 2011

Cittadino Berlusconi

Anche se come il Natale al 27 di dicembre ormai ce lo siamo levato di mezzo vorrei tornare su quest’argomento.
Non è facile trasmettere ai più l'idea che hanno del nostro premier all'estero da parecchi anni a questa parte ormai. Idea consolidata da semplici deduzioni logiche fin dai tempi (2003) del documentario inchiesta della tv pubblica svedese intitolato "Cittadino Berlusconi" (1/6, 2/6, 3/6, 4/6, 5/6, 6/6) o addirittura più che evidente persino a personaggi di fama mondiale come Roberto Benigni già nel 1996.
Purtroppo la maggioranza ha sempre la memoria cortissima e soprattutto da parecchi anni nel nostro paese ha capacità di discernimento limitatissime soprattutto pensando che i miei connazionali raramente hanno saputo dimostrare di pensare con la loro testa.
Ma che le recenti vicissitudini che hanno fatto sì che più di una volta si sia detto che MisterB l'avesse fatta fuori dal vaso è ridicolo anche solo pensarlo visto che nonostante le quintalate di escrementi che va lasciando in giro sembra che in Italia nessuno ne abbia mai sentito la puzza e addirittura ancora oggi per moltissimi è profumo di classe.
Ma ancora una volta nel caso del nostro satrapo ("è malato" disse la sua ex moglie una volta) cherchez la femme ha colpito ancora e vuoi vedere che stavolta casca davvero? Mah...tanto cadrà in piedi. E’ così è stato.
Non mi interessa qui capire o analizzare l'aspetto politico della vicenda ma mi ha incuriosito molto l'aspetto storico che nasce da una domanda posta, allo scopo di difenderlo, da un suo yes man: "Come mai Berlusconi non ha mai ricevuto nessun avviso di garanzia, querela, denuncia, non è mai stato sottoposto a nessun tipo di indagine se non dopo il suo ingresso in politica?"
Ovvio che costui voleva contortamente dimostrare che la risposta sta nel fatto che ovviamente è colpa dei soliti magistrati comunisti, della giustizia ad olorogeria e via discorrendo.
Ed ancora una volta una bugia, clamorosa, e come lo stesso Berlusconi, mentitore incallito e per professione, si finisce col credere alle proprie fandonie.
Purtroppo per essere dei buoni mentitori occorre avere un'ottima memoria. Vorrebbero darci ad intendere che nelle cronache giudiziare degli anni precedenti al 1993, anno di fondazione di FI, Berlusconi non compare mai, nemmeno per sbaglio, eppure era già un notissimo plurimiliardario e imprenditore che si è fatto da sé. Soltanto agli stolti od agli interessati non è più chiaro che PRIMA sono partite varie inchieste (su Mediaset, Dell'Utri, traffico di droga addirittura ecc) e DOPO è sceso in politica, 2+2 insomma.
Ma la memoria è corta appunto. Nonostante Google :-)
Prima della sua famosissima discesa in campo non era certo uno stinco di santo; discesa a reti Mediaset unificate accorrendo a mettere in salvo i suoi interessi privatissimi dall'alto di un'investitura governativa democraticamente ottenuta (dopo tutto anche Hitler andò al potere al seguito di elezioni perfettamente lecite). Non sapremo mai, è solo un esempio, come esattamente abbia ottenuto tutti i soldi che lo hanno salvato dalla bancarotta, che gli hanno permesso di edificare e vendere appartamenti a Milano 2, di comprare giornali, case editrici, industrie...ma sappiamo per certo che non li ha ottenuti onestamente (ahimé l'Italia non è paese da self made man).

Eppure nonostante questo nessuna inchiesta che abbia portato a risultati concreti, nessun coinvolgimento diretto, le indagini mani pulite non lo interessarono neanche di striscio travolgendo invece tra i molti il suo pigmalione Bettino e un'intera classe dirigente. Potere della corruzione? Inerzia od impotenza?

Da quando è in politica invece un flusso continuo. Non passa giorno senza che qualche magistrato non abbia a che fare, spesso direttamente, col cittadino Berlusconi. Senza risultati concreti o condanne certe vista la barriera di protezioni legali che si è costruito intorno in questi 10 anni in cui è stato premier. Un perseguitato dicono i suoi sostenitori, un farabutto dicono gli altri, me compreso.

I motivi di queste differenze tra il pre ed il post sono abbastanza palesi: da quando è in politica si sente talmente potente da poter fare quel che vuole, un dittatore assoluto con un intera classe dirigente asservita ai suoi voleri e questo indipendentemente da scudi e lodi...
E adesso per colpa di un paio di puttanelle rischia di far cadere l'impero che si è costruito. Dopo tutto persino Al Capone cadde non sotto i colpi di revolver di qualche rivale o qualche poliziotto ma sotto il peso dei fascicoli contenenti reati d'evasione fiscale.
Purché se ne vada, pur consapevole che il dopo sarà tragico, anche senza alternativa purché sia un alternativa.

Un mio vicino di casa, un quasi ottantenne non coMMunista così ma coMMunista cosìììììììì ex segretario della sezione del PCI locale giorni fa mi ha detto, ovviamente scherzando: "...sta a vedere che per cacciare Berlusconi dovrò votare Fini"...e di che meravigliarsi visto che a Sanremo se passa "Bella Ciao" per par condicio canteranno anche "Giovinezza"...
Che amarezza...

domenica 30 ottobre 2011

Il ponte sullo stretto. Cronaca di una morte annunciata

Nel 1998 mi capitò di lavorare per una società che occupava degli enormi uffici multipiano qui a Roma: era la Società Stretto di Messina nata nel 1981 come concessionaria unica della progettazione e realizzazione del famoso ponte tra Scilla e Cariddi o giù di lì.

Già allora mi incuriosiva molto (anche come geologo ma non solo) e sinceramente nonostante l'idea risalisse ai tempi dell'unità d'Italia non se n'era mai parlato approfonditamente proprio perché tutto quanto ruotava intorno a questo progetto colossale restava avvolto nel mistero. E' molto interessante la storia di questo progetto (qui) ed istruttivo leggere proprio quanto i primi interessati dicano di questa cosa (qui).

Tutto questo finché Berlusconi fin dal suo primissimo ingresso in politica non fece di questo progetto un suo cavallo di battaglia, una delle sue promesse poi mancate, tra le tante nel mare di amnesia che colpisce spesso l'italiano medio(cre).

Pochi giorni fa pur di non rischiare di perdere la maggioranza in una delle ennesime votazioni la compagine governativa ha votato una mozione IdV apparentemente slegata ma che avrà ripercussioni notevoli anche sulla supposta e fantascientifica costruzione di questo megalite tecnologico: e così il ponte non si farà, ma non per ora o per questo decennio, probabilmente per questo secolo. E così ad iniziare da uno degli uscieri della società di cui s'è detto e finire col geometra del cantiere di posa del primo pilone a Reggio Calabria (aperto anni fa in deroga a tutto per far spostare i binari della SA-RG) questo oggetto dei desideri di Berlusconi ha fagocitato svariati miliardi di euro a vuoto. Per nulla. Pagati ovviamente da noi.

Non discuto la capacità tecnica e di progettazione ed anche di realizzazione italiane ma in un contesto quale quello nazionale dove le priorità sono ben altre il ponte risulta un orpello assolutamente inutile. Sarebbe stato anche bello da vedersi probabilmente, come possono esserlo altre opere del genere in Europa (Olanda o Danimarca per esempio); ma da quelle parti i servizi essenziali, le infrastrutture primarie, l'attenzione al welfare sono obiettivi prioritari sempre rispettati e soltanto DOPO i governi di quesi paesi si sono presi la briga di spendere soldi per ponti e ponteggi campando benissimo per secoli di traghetti!

Soltanto chiamando in causa ancora la geologia potrei poi rispondere che un'opera del genere dovrebbe essere destinata a durare almeno un millennio se non di più (come testimoniano le colossali opere del passato) ma con la Sicilia e la Calabria che slittano su due placche tettoniche distinte allontanandosi di diversi centimentri l'anno, con un progetto che ha omesso e ignorato clamorosamente gli aspetti macroscopici della regione parlando genericamente di faglie e in una zona dove nel 1908 si ebbe uno dei più violenti terremoti del XX secolo direi che mancano proprio i presupposti per poggiare i piloni di un ponte che è cosa ben diversa dalla gettata unica dei tralicci ENEL che portano energia alla Sicilia.

La mezza tonnellata di altre considerazioni negative è cosa facile: sociali, territoriali, ambientali, politiche e strutturali.

E quindi il miraggio di Berlusconi tra i tanti del famoso patto con gli italiani era, è e rimarrà tale.

Per fortuna.

Per approfondimenti anche questi articoli sono molto interessanti.

mercoledì 31 agosto 2011

Solidale a chi?



Tanto per non cambiare andazzo il governo dell'ormai mitologico Berlusconi, quello che mai e poi mai avrebbe messo le mani in tasca agli italiani (questi sconosciuti...) è invece quello che dopo anni di prese per il culo (qualcuno la chiama demagogia) trionfa con la versione 12.5 di una manovra economica che invece non dovrebbe neanche essere in beta, per usare un linguaggio caro ai programmatori.

E infatti le mani in tasca non le ha messe: i pantaloni li ha direttamente strappati via dal basso, alla marinara, per perpetuare la trapanazione con sabbia e catrame ai danni del nostro sfintere anale. E noi lì, da bravi italiani lamentosi ma molto oziosi, tomi tomi cacchi cacchi a godercene gli effetti.

Chi paga ancora una volta? I lavoratori dipendenti super schedati ed individuabili e soprattutto gli statali.

Quella freschissima della non utilizzabilità degli anni di servizio militare o di corso di laurea "riscattati" per anticipare l'età pensionabile è tragica per chi ha versato decine di migliaia di euro pagandosi di tasca propria i contributi necessari non tanto a prendere chissà quale aumento sull'assegno di pensione ma per, appunto, ritirarsi dal lavoro un po' prima. E così già dal 2012 occorreranno comunque 40 anni di contribuzione al netto degli anni riscattati. Ma sì, mi pare giusto: nella società attuale ti va di lusso se inizi a lavorare con costanza intorno ai 35 anni e quindi mi pare sacrosanto che si debba andare in pensione a 75!

Anzi, perché non suicidarsi come gli anziani di "2012, i sopravvissuti" ed evitare inutili spese sociali? Alla faccia del sindacato di categoria delle badanti!

Ho fatto quindi non bene, ma benissimo, a non prendere minimamente in considerazione la possibilità di riscattare la mia (vedi qui) non fidandomi affatto delle illusioni INPS (vedi anche qui).

Con questa correzione alla manovra finanziaria si risparmieranno circa 1,5 miliardi di euro in due anni dicono. Insomma poco più di quanto la macchina pubblica spende in due anni per il mantenimento dei 1000 parlamentari. Una cazzatella da meno di un punto percentuale rispetto agli 850 miliardi che ogni anno lo stato fagocita per autosostenere la macchina pubblica.

Quella dell'abolizione ventilata delle province? Altra inutile buffonata propagandistica subito stoppata dai leghisti che da sempre contano sul populismo di bassa...lega! Ammesso che siano enti inutili e lo sono, cosa fare delle migliaia di impiegati comunque da riciclare? E poi perché un governatore di una piccola provincia guadagna mediamente 50000 € netti l'anno ed il Durnwalder della provincia di Bolzano (che è comunque piccola!) 340000 lordi? Più di Obama e della Merkel!

Il contributo di solidarietà? Sempre e soltanto sugli stipendi degli statali che pur essendo stipendi da dirigente sempre statali sono. E gli altri? Gli stipendi delle migliaia di AD o dei dirigenti di migliaia di imprese private? La solita casta intoccabile.

Inutile versare benzina sul fuoco citando il problema dell'evasione. Ed a quelli che dicono che gli evasori sono in fondo pochi vorrei far presente che il sottoscritto, solo nella ristretta cerchia del proprio parentame, può indicarne almeno tre!

A proposito di indicare, che poi mi ricorda molto la delazione.

Tra i tanti deliri ascoltati in queste ore qualcosa di buono ho sentito: sembra che qualcuno abbia proposto di girare i proventi riscossi stanando evasori ed elusori direttamente ai comuni. E chi se non gli amministratori locali, soprattutto nei centri medio-piccoli, può avere indicazioni più o meno certe su chi potrebbe essere un piccolo o grande evasore nel proprio territorio? Altro che redditometro (parola già sentita molti ma molti anni fa da parte di un viscido presidente del consiglio qual era Giuliano Amato). Indicatelo! Additatelo! Mettete la pulce nell'orecchio ai finanzieri ed agli ispettori dell'erario! Perché no? Forse perché quegli stessi amministratori locali sono anche quelli che hanno l'attività professionale? La fabbrichetta? L'aziendina?...

Vorrei proprio capire come si fa a non stanare questi grandissimi figli di puttana parassiti a mie spese in un paese come il nostro dove ogni porto pullula di barche il cui valore parte da diverse decine migliaia di euro, a salire e dove le strade sono piene di SUV e macchinoni da 50.000 € minimo e dove il titolare di un negozio della catena Bulgari dichiara di guadagnare meno di un suo impiegato!

E i calciatori scioperano.

PS) A proposito. Ho scoperto che Berlusconi si avvia a battere il record di durata complessiva del premierato. Non ci credete? Andate a fare due conticini facili qui.

lunedì 29 agosto 2011

Bunga bunga. Amsterdam Party







Eccomi di ritorno dalla mia solita giratina (stavolta appena 5000 km) estiva in quel dell'Europa. I meravigliosi castelli, le cittadine, i borghi e la natura della valle della Loira tra Tours e Blois; l'affascinante e fiera Amburgo e la storica Lubecca con le coste del Baltico che in questo periodo hanno visto temperature dell'aria anche di 30 gradi a fine agosto nonostante il 54mo parallelo nord (fortunatamente anche per me che mi aspettavo pioggia e freddo!) e, nel mezzo, Amsterdam!

Amsterdam. La sognata Amsterdam della gioventù. La libertà di costumi, il liberismo sfrenato e direi eccessivo, la maria come se piovesse (non per me ed i miei gusti comunque) e soprattutto una città che non è rappresentabile da un preciso simbolo quali possono essere il Colosseo o la Tour Eiffel per Roma o Parigi rispettivamente: perché Amsterdam è essa stessa un monumento.

Con i canali, le facciate delle case che dal XV secolo in poi si affacciano sui canali, non una uguale all'altra, ognuna col suo trave a cui appendere il gancio per i traslochi ai piani alti, le facciate inclinate, i colori caldi e scuri dei mattoni così diffusi in tutto il nord Europa. I canali ricchi di cigni, anatre, oche e assolutamente inodore (a differenza di Venezia che ahimé puzza parecchio in qualsiasi stagione) e le home-boat deliziosamente arredate. Le ampie finestre a cercare sole e luce così rari da quelle parti, prive di tende che affacciano direttamente sulla vita privata dei loro abitanti incuranti dell'esterno così come i passanti (olandesi) lo sono dell'interno. Vetrine su vite proprio come le vetrine delle ragazze della zona a luci rosse che a ridosso delle mura di chiese luterane o cattoliche effettuano il loro commercio da secoli.

Deliziosa città. Affascinante ed unica. I milioni di raggi delle decine di migliaia di biciclette ovunque onnipresenti tanto da avere, i ciclisti, la precedenza assoluta su qualsiasi cosa, tram compreso...ed abitanti che ignorano allegramente lo stop ai pedoni ad ogni incroci neanche fossimo ad Hong Kong od a Saigon!

E il piacere acustico dell'ascoltare l'olandese. Questa lingua che ovviamente ha moltissimo del tedesco ma con variazioni tonali delle vocali e dei dittonghi così atipiche. Tedesco sì come ceppo principale ma spesso con sonorità che ricordano molto un certo inglese.

E ogni volta che vado all'estero, soprattutto in Germania come ho avuto modo di dire altre volte, mi sento e sento il nostro paese così africano nella totale assenza di regole e soprattutto regolatori. Il senso civico che respiri ad ogni angolo di quelle città in Italia puoi scordatelo.

Un solo esempio.

Al capolinea dell'autobus che ti porta alla stazione centrale almeno tre o quattro impiegati dell'azienda di trasporti che collaborano con gli autisti e le persone tra cui ovviamente tanti turisti. L'autista che oltre, ma va?..a condurre la vettura controlla che salgano solo i possessori di biglietti validi da vidimare al volo sul lettore magnetico "a vista", che rilascia i biglietti gestendo somme di denaro anche notevoli, che da informazioni a chiunque gli faccia una domanda qualsiasi e le risposte, ai turisti, in un impeccabile inglese con parolaccia in olandese al turista maleducato e presuntuoso (come alla spagnola che pretendeva di salire col biglietto scaduto!). E che, non ultimo, redarguisce pesantemente chi si comporta male alle fermate o chi lascia autovetture in sosta in prossimità delle stesse.

Mi immagino il nostro autista medio ATAC. Inglese? Ma per favore, a mala pena italiano, normalmente vernacolo romanesco. Gestione di biglietti? Denaro? Informazioni? ("non parlare al conducente" troneggia da sempre sulle nostre vetture). E le sue laconiche risposte potrebbero essere del tipo "ma che io, noi categoria, il sindacato che fa? E che allora noi dovressimo...e che faccio io? L'ufficio informazioni?!? Io porto 'a vettura..."...

Direte che sono fesserie ma credetemi. Basta poco all'estero. Basta guardare e guardarsi intorno per sentirsi veramente un paese di m***a pieno di persone che sanno solo farsi i c***i loro alla grandissima mancando completamente di rispetto per le più elementari regole di convivenza.

E se poi guardando ti capita una maglietta come quella che ho fotografato, esposta in prima fila tra quelle che si vendono ai turisti nei negozi di souvenir, allora capisci tante altre cose e vorresti esser nato altrove.

Ogni volta che torno in Italia da un viaggio nel resto d'Europa mi sembra di tornare indietro nel tempo e non nello spazio...

venerdì 4 marzo 2011

Tripoli bel suol d'amore


La crisi creativa o meglio la mancanza di tempo e di voglia mi ha tenuto lontano da queste pagine per un mese. Nel frattempo, a parte le solite beghe nazional popolari che affollano i titoli di testa di telegiornali e giornali gli eventi salienti sono quelli che hanno riguardato e riguardano il nord Africa e, di rimbalzo, alcuni paesi più orientali...chissà, vista l'odierna notizia che la famiglia reale saudita sta valutando di concedere il voto alle donne che fosse la vigilia di una rivoluzione epocale. Poco ci credo.

Quel che più mi ha interessato e colpito è la situazione in Libia ma per motivi completamente diversi da quanto si potrebbe pensare.

La cosiddetta fantomatica comunità internazionale si è mossa, lasciamo stare con quali modi e soprattutto in quanto tempo, a baluardo della salvaguardia della libertà di autodeterminazione dei popoli.

Si parla di interventi militari, di embargo, no fly zone in stile Kossovo 1999, di aiuti umanitari, Nave San Marco è già in viaggio; Frattini per una volta fa il ministro degli Esteri e relaziona su argomenti internazionali e non sulle case monegasche di Fini; Ignazio nazionale gongola perché forse riuscirà a coronare il suo sogno di comandare un battaglione di cazzutissimi soldati nostrani di un qualche contingente ONU magari canticchiando, stavolta a ragion veduta Tripoli bel suol d'amore...

Ma in tutto questo rincorrersi di notizie e dichiarazioni mi sono chiesto: ma durante i 42 anni (è dal 1969!!!) di dittatura di Gheddafi, la comunità internazionale dove stava?



La cacciata degli italiani, i raid dei tempi di Reagan, i tentativi di affondare Lampedusa e Pantelleria da parte libica, i Mig dirottati e precipitati sulla Sila, le menzogne degli americani sulla strage di Ustica, la richiesta di risarcimento, concesso, i danni provocati dagli italiani durante la guerra, i pescherecci sequestrati e mitragliati, gli show nazionali dei caravan-serragli del colonnello dai capelli tinti grandissimo amico del vecchietto dai capelli incollati (e tinti): questi gli unici momenti in cui la cosiddetta comunità internazionale si è accorta della Libia? O peggio quando qualche barcone di disperati lascia le spiagge libiche per approdare in Italia?
Per decenni un'intera popolazione ha vissuto come al tempo dei Borboni nel Regno delle due Sicilie quando bastava uno sberleffo in un sonetto alla Pulcinella e ti sprofondavano nelle regie galere buttando a mare la chiave e nessuno ha mai fiatato. Anzi, tutt'altro.

Il nostro paese in prima persona, qualsiasi colore abbia avuto il governo del momento, ha latitato ed ha sempre vistosamente glissato sulla situazione medievale dei diritti della popolazione libica (molto peggiore dei vicini tunisini od algerini); prima vista soprattutto la ridottissima distanza che separava le nostre coste dalle batterie di missili libici, di autorevolissima fabbricazione sovietica e poi considerando i rapporti di strettissima dipendenza che abbiamo negli approvvigionamenti di petrolio e gas (un terzo del totale!): ragione quest'ultima decisamente più incisiva della prima.

Da qualche giorno invece la comunità internazionale è in fermento e pronta ad intervenire con proposte per ogni gusto e campo.

Tutti pronti ad invitare il dittatore ad andarsene in esilio...magari in una bella villa sul lago di Como con annesso giardino in cui piantare la tenda e con due bei cammelli da guardia!

Comunque vada ricordo le incisive parole di uno dei comandanti militari americani, intervistato in proposito su un ossibile intervento militare nei confronti delle milizie fedeli a Gheddafi: "a sword is a sword".

I libici tutti, diversamente governati e soprattutto autoderminanti, avrebbero potuto avere un reddito procapite paragonabile a quello dei kuwaitiani o dei cittadini degli Emirati Arabi, nonché di tutto rispetto come quello dei fratelli maggiori sauditi.

La mia modestissima opinione è che la volontà d'intervento, ora che c'è la scusa della chiamata popolare libica, è in primo luogo teso a tutelare gli enormi interessi petroliferi dei soliti paesi più ricchi del mondo nei confronti dei soliti morti di fame.

Finora hanno tollerato, e avrebbero continuato a farlo, silenziosi e complici che da quelle parti un fantoccio ridicolo, megalomane e decisamente e squilibrato; personaggio che ha arricchito se stesso ed i suoi accoliti in maniera scandalosa; ma adesso che il rischio è quello che un popolo incazzato e forse preda di facili strumentalizzazioni da parte di frange estremiste e ancor più reazionarie delle attuali

L'assoluta mancanza di unità nazionale e la frammentazione in tribù dei libici è una miscela esplosiva molto lontanamente assimilabile alla discordia ed all'atavico odio secolare delle etnie balcaniche che solo la coercizione di Tito aveva tenuto insieme; ma il parallelo crolla sapendo che nel caso del conflitto nella ex Jugoslavia gli interessi non erano affatto economici (fu una vera guerra tra poveri!) ma in modo assurdo ed anacronistico nazionalistici ed etnici.

Ad eccesione forse del solo Marocco, troppo vicino all'Europa e non solo geograficamente, in Libia e nel nord Africa gli interessi veri sono economici e di rilevanza continentale e la sempre più cosiddetta comunità internazionale non vuole correre il rischio che impianti, raffinerie, oleodotti e gasdotti, finiscano in fiamme travolti come quelli iracheni con danni incalcolabili.

La reazione dei libici di buon senso e di esasperata condizione è legittima ed auspicabile ma finirà temo in un nulla di fatto.

venerdì 27 agosto 2010

L'Aquila muore. L'Aquila è morta


"L'Aquila è morta".
Queste le parole dette ai fidi centurioni quell'infausto giorno di marzo del 44 pev in occasione dell'assassinio di Giulio Cesare.

Il 19 scorso ho fatto un altro giro in moto e sono ancora una volta passato per l'Aquila. Stavolta senza perdermi come accadde a luglio a causa di strade principali chiuse per..emergenza!

Proveniendo dall'Aquila Est lungo la statale 80 e poi sulla 17 ovest che attraversa la città si superano le rotonde nuove di zecca allestite con tanto di mosaico a pietre grosse a rappresentare questo o quel simbolo (effetto G8 ovviamente, con buona pace degli isolani de La Maddalena) e si entra in città diretti su via XX settembre, quella de "La casa dello studente"...

Su in salita fino all'incrocio con la strada che fiancheggia i giardini di via Crispi e ridiscende verso la parte est della città.

Sono meno di 2 km e bastano per metterti i brividi addosso. Brividi uniti a quel nodo alla gola che ti assale quando una forte emozione si mischia ad una forte rabbia. La strada passa accanto al tristemente noto edificio de "La casa dello studente" dicevo: non lo sapevo e quello che ha attratto in quel punto la mia attenzione sono state le foto dei ragazzi morti quella notte sotto le macerie di una palazzina che non doveva crollare, quella così come tante altre. La sola vista di quella fetta rettangolare mancante nella pianta complessiva della palazzina a cui ancora si affacciano fin l'ultimo piano, porte, ballatoi, vani scala, riquadri di stanze e vite spezzate, da' il capogiro.

La strada, tristemente animata da una sorta di macabro turismo della maceria, forse inconsciamente me compreso, con gente che ci cammina e fa foto, che si sofferma a vedere i danni insieme al traffico cittadino di un giovedì pomeriggio d'agosto, nonostante l'assolata giornata da' i brividi.

Per tutta la sua lunghezza è completamente transennata su entrambi i lati: barriere alte quasi tre metri in rete d'acciao a maglia molto larga, che impediscono il passaggio di incauti pedoni sui marciapiedi; e già, cadono ogni tanto pezzi vari o possono farlo. Le palazzine, da apparentemente robusti condomini in strutture in cemento armato degli anni 60 e 70, a case forse più vecchie di un paio di decenni, sono altrettanto apparentemente sane. Ma osservate senza bisogno di gran dettagli a vista d'occhio appaiono tamponature assenti, intonaci scoppiati a mostrare tramezzi di foratini scomposti, fessure e crepe anche massicce in corrispondenza di luci di finestre, balconi semicaduti, pilastri crepati e via così fino a pilastri di base apparentemente a posto ma a cavallo di serrande di garage o negozi deformate e lesionate. INAGIBILE. E' la terribile parola per chi ha avuto vita lì dentro fino a quella notte. E sotto, lungo la strada, vetrine di esercizi commerciali, da banche a tabaccherie od umili tutto a 1 € definitivamente abbandonati.
Il motivo conduttore macabro che accompagna la vista è che quelle palazzine, quei palazzotti, quella case così come sembrano esser fatte non dovevano crollare, non avrebbero dovuto nemmeno lesionarsi!

E quelle palazzine con i fantasmi delle migliaia di famiglie che le hanno vissute sono lì, in piedi ma lesionate al punto che nessuno oserà mai anche solo pensare che forse si possono restaurare. Certo non sono mica la basilica di Colle Maggio o lo storico palazzo del comune!

E guai a gettare l'occhio nelle traverse che si arrampicano verso la sommità della città, verso il centro: lo spettacolo è ancora più desolante.

Ed in quei pochi minuti impiegati a percorrere quella strada pensavo a come potrebbe essere ricostruita una città nell'interezza del suo cuore centrale, non solo inteso come centro storico, come patrimonio artistico ma patrimonio umano da esso stesso generato ed alimentato. Quando un terremoto danneggia un piccolo centro lo si ricostruisce, non vale la pena stare a sistemare quando si fa prima a demolire del tutto. E' una questione di economia, terribile ma spietata.

Ma si può demolire una città? E quanto costerebbe ripristinarla? Che rapporto tra il valore che aveva e il valore che potrebbe avere risanandola e portandola a nuova vita?Come poterlo fare? Con quali mezzi?

E soprattutto con quali soldi? Chi si assume l'onere economico di un simile scempio?

E allora l'Aquila muore. L'Aquila è morta.
Ma contemporaneamente pensavo, di ritorno dal mio terzo viaggio in Germania, che all'alba della fine della seconda guerra mondiale, praticamente tutte le città grandi e piccole di quel paese andavano da stati quali quello del "completamente rasa al suolo" a situazioni via via meno gravi ma pur sempre drammatiche.

Eppure i tedeschi, sia all'est dominato dai russi od all'ovest sotto il controllo di americani, inglesi o francesi, si sono rimboccati le maniche e mattone per mattone, raccogliendoli dalle macerie, confrontando documenti storici, cartoline, vecchie foto e le testimonianze dei sopravvissuti, sono stati capaci di ricostruire i centri delle città esattamente com'erano prima.

A Berlino pochi mesi dopo l'aprile del 45 già circolava il primo tram, a Dresda, inutile scempio esperimento di "tempesta di fuoco" completamente devastata dal bombardamento e dall'incendio, il popolo delle macerie in due mesi aveva liberato la città ed iniziata la ricostruzione e due mesi dopo c'era già l'acqua corrente ovunque. E così Francoforte, Amburgo, Norimberga, Colonia, Stoccarda, grandi città ma anche Heidelberg, Lipsia, Ulm o Lubecca, città più piccole.

Non scrivo questo per dire che c'è sempre speranza ma proprio per distinguere, ancora una volta, che non siamo tedeschi e non sono tedeschi neanche i nostri governi il cui attuale premier, come noto a molti ma i cui tutti sono ciechi e sordi, ha soltanto saputo cavalcare l'occasione elettorale, pittare di bianco a calcina qualche muro come si faceva in Puglia sotto gli Angioini dopo una pestilenza e poi andarsene sfregandosi le mani perché qualcuno per lui avrebbe fatto affari d'oro con la borsa nera.

E l'Aquila muore. L'Aquila è morta.





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