lunedì 29 agosto 2011

Bunga bunga. Amsterdam Party







Eccomi di ritorno dalla mia solita giratina (stavolta appena 5000 km) estiva in quel dell'Europa. I meravigliosi castelli, le cittadine, i borghi e la natura della valle della Loira tra Tours e Blois; l'affascinante e fiera Amburgo e la storica Lubecca con le coste del Baltico che in questo periodo hanno visto temperature dell'aria anche di 30 gradi a fine agosto nonostante il 54mo parallelo nord (fortunatamente anche per me che mi aspettavo pioggia e freddo!) e, nel mezzo, Amsterdam!

Amsterdam. La sognata Amsterdam della gioventù. La libertà di costumi, il liberismo sfrenato e direi eccessivo, la maria come se piovesse (non per me ed i miei gusti comunque) e soprattutto una città che non è rappresentabile da un preciso simbolo quali possono essere il Colosseo o la Tour Eiffel per Roma o Parigi rispettivamente: perché Amsterdam è essa stessa un monumento.

Con i canali, le facciate delle case che dal XV secolo in poi si affacciano sui canali, non una uguale all'altra, ognuna col suo trave a cui appendere il gancio per i traslochi ai piani alti, le facciate inclinate, i colori caldi e scuri dei mattoni così diffusi in tutto il nord Europa. I canali ricchi di cigni, anatre, oche e assolutamente inodore (a differenza di Venezia che ahimé puzza parecchio in qualsiasi stagione) e le home-boat deliziosamente arredate. Le ampie finestre a cercare sole e luce così rari da quelle parti, prive di tende che affacciano direttamente sulla vita privata dei loro abitanti incuranti dell'esterno così come i passanti (olandesi) lo sono dell'interno. Vetrine su vite proprio come le vetrine delle ragazze della zona a luci rosse che a ridosso delle mura di chiese luterane o cattoliche effettuano il loro commercio da secoli.

Deliziosa città. Affascinante ed unica. I milioni di raggi delle decine di migliaia di biciclette ovunque onnipresenti tanto da avere, i ciclisti, la precedenza assoluta su qualsiasi cosa, tram compreso...ed abitanti che ignorano allegramente lo stop ai pedoni ad ogni incroci neanche fossimo ad Hong Kong od a Saigon!

E il piacere acustico dell'ascoltare l'olandese. Questa lingua che ovviamente ha moltissimo del tedesco ma con variazioni tonali delle vocali e dei dittonghi così atipiche. Tedesco sì come ceppo principale ma spesso con sonorità che ricordano molto un certo inglese.

E ogni volta che vado all'estero, soprattutto in Germania come ho avuto modo di dire altre volte, mi sento e sento il nostro paese così africano nella totale assenza di regole e soprattutto regolatori. Il senso civico che respiri ad ogni angolo di quelle città in Italia puoi scordatelo.

Un solo esempio.

Al capolinea dell'autobus che ti porta alla stazione centrale almeno tre o quattro impiegati dell'azienda di trasporti che collaborano con gli autisti e le persone tra cui ovviamente tanti turisti. L'autista che oltre, ma va?..a condurre la vettura controlla che salgano solo i possessori di biglietti validi da vidimare al volo sul lettore magnetico "a vista", che rilascia i biglietti gestendo somme di denaro anche notevoli, che da informazioni a chiunque gli faccia una domanda qualsiasi e le risposte, ai turisti, in un impeccabile inglese con parolaccia in olandese al turista maleducato e presuntuoso (come alla spagnola che pretendeva di salire col biglietto scaduto!). E che, non ultimo, redarguisce pesantemente chi si comporta male alle fermate o chi lascia autovetture in sosta in prossimità delle stesse.

Mi immagino il nostro autista medio ATAC. Inglese? Ma per favore, a mala pena italiano, normalmente vernacolo romanesco. Gestione di biglietti? Denaro? Informazioni? ("non parlare al conducente" troneggia da sempre sulle nostre vetture). E le sue laconiche risposte potrebbero essere del tipo "ma che io, noi categoria, il sindacato che fa? E che allora noi dovressimo...e che faccio io? L'ufficio informazioni?!? Io porto 'a vettura..."...

Direte che sono fesserie ma credetemi. Basta poco all'estero. Basta guardare e guardarsi intorno per sentirsi veramente un paese di m***a pieno di persone che sanno solo farsi i c***i loro alla grandissima mancando completamente di rispetto per le più elementari regole di convivenza.

E se poi guardando ti capita una maglietta come quella che ho fotografato, esposta in prima fila tra quelle che si vendono ai turisti nei negozi di souvenir, allora capisci tante altre cose e vorresti esser nato altrove.

Ogni volta che torno in Italia da un viaggio nel resto d'Europa mi sembra di tornare indietro nel tempo e non nello spazio...

Nessun commento:

Posta un commento

L'Amministratore del blog rimuoverà a suo insindacabile giudizio ogni commento ritenuto inadeguato od inappropriato.